“Faccio mie le preoccupazioni del sindaco di Bracciano sulla discarica di Cupinoro. Perplessità che già avevo avuto modo di esporre nell’ultimo consiglio regionale del Lazio. Continuo a sostenere che l’iter che ha portato la Regione Lazio ad assegnare a Bracciano la titolarità della discarica sia fumoso e lo stanziamento di 1.5 milioni di euro per la gestione del sito totalmente insufficiente. Su un tema così delicato non possiamo ‘giocare’ allo scaricabarile. È necessario prenderci tutti un impegno politico. La gestione ‘post mortem’ del sito non può ricadere sui cittadini di Bracciano e sui comuni limitrofi. Mi appello al presidente Rocca, alla giunta regionale, alla maggioranza di centrodestra: ridiscutiamo le modalità. Stiamo vicini a questo territorio. Non potete sacrificarlo in nome di qualcosa che nemmeno gli compete”.
Lo dichiara in una nota stampa la consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano
Gli iscritti della Aps CaereMare di Via Luni si sono classificati primi nelle finali regionali di ballo, over 50.
I complimenti della Consigliera comunale di Cerveteri Arianna Mensurati: “L’età è solamente un numero e loro ne sono la dimostrazione. Aps di Via Luni gruppo unito dall’amicizia e dalla sana passione per il ballo”
Uniti dal divertimento e dalla passione del ballo. Gli iscritti alla CaereMare Aps – Centro Anziani di Marina di Cerveteri hanno raggiunto un meritatissimo primo posto, nella giornata di domenica 6 aprile, alla finale del Campionato Regionale dell’ACSI – Associazione Centri Sportivi Italiani, tenutasi in Via Fosso del Dragoncello.
Gli iscritti, che in gara si sono cimentati nella sezione dei balli coreografici, capitanati dalla Presidente Cinzia Bigioni e diretti dalle Maestre Rosa e Lulù hanno infatti primeggiato nella categoria Over 50, portandosi a casa oltre che la vittoria la gioia e la soddisfazione di aver dimostrato quanto le prove e le attività che quotidianamente svolgono siano capaci di portare i propri frutti.
A complimentarsi con gli iscritti della Aps è Arianna Mensurati, Consigliera comunale di Cerveteri e da sempre attenta e sensibile alle tematiche della terza età, che dichiara: “Come prima cosa ci tengo a complimentarmi con gli iscritti alla Aps del Centro Anziani di Via Luni per il risultato raggiunto. La soddisfazione più grande però non è la vittoria in questo caso, ma la partecipazione attiva e la voglia di sentirsi sempre in movimento, sempre protagonisti. La gara era riservata agli over 50, ma ad aver partecipato sono uomini e donne che superano anche gli 80anni, chiara testimonianza di come l’età sia solamente un numero. A tutti loro, le congratulazioni per il risultato raggiunto ma soprattutto per l’impegno che ogni giorno mettono nelle loro attività associative e ricreative. Allo stesso modo, mi complimento con la Presidente Cinzia Bigioni e con le Maestre di ballo Rosa e Lulù che hanno guidato in questa manifestazione la nostra Aps. Buon ballo e buon divertimento a tutti voi!”.
“E’ online l’avviso pubblico per l’assegnazione in concessione d’uso a titolo oneroso dei due alloggi degli ex custodi delle scuole di via Morro Reatino 45 a Grottarossa e di via della stazione di Prima Porta 16.
A seguito dell’approvazione del “Regolamento sull’utilizzo degli immobili di Roma Capitale per finalità di interesse generale”, la Giunta del Municipio XV ha approvato lo schema di avviso pubblico per i due immobili che potranno ora tornare ad essere una risorsa per il nostro territorio, fruibili e a disposizione della Comunità. Per questo, ci rivolgiamo ora alle associazioni e fondazioni di volontariato, culturali, sociali e sportive del territorio, che partecipando al bando potranno utilizzare i due locali per lo svolgimento di attività di promozione culturale, artistica, sportiva e sociale per la cittadinanza.
Con gli Assessori Tatiana Marchisio e Alessandro Cozza siamo davvero soddisfatti di poter consegnare alla cittadinanza questi spazi pubblici chiusi e inutilizzati da anni, per di più all’interno di due scuole, punti nevralgici dei quartieri e importanti luoghi di aggregazione non solo per i ragazzi ma per tutta la Comunità. Un’opportunità per le associazioni di animare con la loro passione e le loro competenze questi luoghi che ci immaginiamo possano diventare presto punto di riferimento per la cittadinanza offrendo servizi per tutte le età. Siamo davvero convinti che questa possa essere anche un’ulteriore ottima occasione di crescita per tutte quelle realtà territoriali che fino ad oggi non potevano contare su un luogo fisico in cui riunirsi, lavorare e crescere come associazione.
E’ possibile presentare domanda di partecipazione per un solo lotto inviando la proposta progettuale e la documentazione annessa via pec entro e non oltre le ore 12.00 del 07/05/2025. Sul sito del Municipio XV tutte le info: https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC1362343 .”
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
Le parole del sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti alla manifestazione di Vulci contro il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi
6 aprile 2025 – Ho partecipato alla manifestazione che si è svolta nel parco naturalistico e archeologico di Vulci, un luogo simbolo della bellezza culturale e paesaggistica del nostro territorio. L’iniziativa ha visto l’impegno di associazioni, comitati civici, cittadini e realtà locali, tutti uniti per ribadire la ferma contrarietà alla possibile realizzazione del Deposito nazionale di rifiuti radioattivi nella Tuscia. Come sindaco di Tarquinia, ho più volte espresso a nome mio e a quello dell’Amministrazione comunale, la netta opposizione a questo progetto, una posizione condivisa dall’intera città che rappresento.
La Tuscia, con la sua storia millenaria, la sua vocazione agricola, turistica e culturale, è un patrimonio da tutelare e difendere. Non possiamo permettere che decisioni calate dall’alto mettano a rischio le peculiarità agricole, turistiche e culturali, che da sempre contraddistinguono la provincia di Viterbo. È inaccettabile che le comunità locali vengano ignorate su una questione così cruciale. La nostra voce deve essere ascoltata, perché il nostro territorio è un bene inestimabile che merita rispetto e protezione. Non resteremo in silenzio e continueremo a lottare per un futuro che tuteli l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei cittadini. Insieme a tutta l’Amministrazione comunale, continuerò a portare avanti questa battaglia al fianco delle nostre comunità.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani lungo, in occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e per la Pace, istituita dalle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/67/296, invita tutte le scuole italiane a partecipare attivamente alla celebrazione di questa giornata, che si terrà il 6 aprile di ogni anno, con iniziative che evidenziano il valore dello sport come strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la pace e la promozione dei diritti umani.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile riconosce in modo inequivocabile il ruolo cruciale dello sport nel progresso sociale, dichiarando che “lo sport è anche un importante fattore abilitante dello sviluppo sostenibile”. Questa visione, che pone lo sport al centro delle politiche per la pace e la solidarietà, sottolinea come esso favorisca la promozione della tolleranza, del rispetto e dell’inclusione, contribuendo attivamente a obiettivi cruciali come la salute, l’istruzione e l’empowerment delle donne e dei giovani.
Lo sport ha il potere di abbattere le barriere culturali, sociali ed economiche, diventando una piattaforma universale per il dialogo, la cooperazione e la costruzione di una comunità globale più equa e inclusiva. Esso è un potente veicolo per la promozione dei diritti umani, in grado di insegnare valori fondamentali come la collaborazione, la responsabilità e il rispetto per gli altri.
In un momento storico in cui gli scenari di guerra e le violazioni dei diritti umani sono in aumento in molte parti del mondo, il Coordinamento ribadisce che lo sport rappresenta un potente strumento di educazione alla pace e alla giustizia, e una risorsa fondamentale per costruire istituzioni responsabili e inclusive. Lo sport, infatti, favorisce la costruzione di legami tra individui e comunità diverse, contribuisce a rafforzare il rispetto reciproco, e insegna valori di solidarietà e cooperazione che sono essenziali per la costruzione di una società più giusta e pacifica.
Proposta Didattica per la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e per la Pace. Titolo: Lo Sport come strumento di pace, giustizia e inclusione sociale
Obiettivo: Sensibilizzare gli studenti sull’importanza dello sport nella promozione di una società pacifica e inclusiva, all’interno dell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con particolare attenzione all’Obiettivo 16, che riguarda la promozione della giustizia, la costruzione di istituzioni responsabili e l’accesso universale alla giustizia.
Attività:
Discussione e Dibattito: organizzare una discussione in classe sui valori dello sport come strumento per la pace e la giustizia. Gli studenti rifletteranno su come lo sport possa favorire l’inclusione sociale, contribuire alla riduzione delle disuguaglianze e promuovere il rispetto dei diritti umani.
I ragazzi saranno invitati a discutere casi reali di sportivi e organizzazioni che hanno utilizzato lo sport per diffondere messaggi di pace, giustizia e solidarietà, come nel caso di iniziative sportive in contesti di conflitto o nelle aree marginalizzate.
Laboratorio creativo: creare un progetto visivo (poster, video, presentazione) che illustri come lo sport possa contribuire a risolvere conflitti e promuovere una cultura di pace. Ogni gruppo di studenti avrà il compito di illustrare attraverso immagini o narrazioni come lo sport possa abbattere le barriere culturali e promuovere l’inclusione di gruppi vulnerabili (donne, migranti, disabili, giovani a rischio).
Attività Sportiva Inclusiva: organizzare una sessione di attività fisica che preveda la partecipazione di tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro abilità fisiche, promuovendo il gioco di squadra, la collaborazione e il rispetto delle regole. L’attività sarà progettata per favorire la cooperazione piuttosto che la competizione, enfatizzando il valore della solidarietà.
Testimonianze e Incontri: invitare atleti, educatori sportivi o rappresentanti di organizzazioni che lavorano nell’ambito della pace attraverso lo sport per parlare con gli studenti delle proprie esperienze. Le testimonianze dirette aiuteranno a comprendere meglio come lo sport possa essere utilizzato come strumento per affrontare le sfide sociali e per promuovere la giustizia e la pace.
Proposta di Azioni Concrete: ogni classe sarà invitata a ideare un progetto che promuova lo sport come strumento di pace nella propria comunità scolastica o locale. Questi progetti potrebbero includere eventi sportivi inclusivi, tornei che promuovano la partecipazione di tutti o attività di volontariato in ambito sportivo.
Le scuole hanno un ruolo fondamentale nel formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di affrontare le sfide del futuro con spirito di cooperazione e apertura al dialogo.
Il CNDDU invita tutte le scuole italiane a organizzare eventi, attività educative, riflessioni e dibattiti che mettano in luce l’importanza di educare le giovani generazioni non solo alle competenze intellettuali, ma anche ai principi di giustizia, inclusività e solidarietà che sono al cuore dello sport.
Invitiamo ad inviare al CNDDU (email: coordinamentodirittiumani@gmail.com) le proposte educative e le iniziative realizzate per l’occasione.
Il decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha previsto un beneficio della copertura degli interessi, in regime “de minimis”, a fronte dell’avvenuta stipulazione di una polizza assicurativa contro i danni alle produzioni, alle strutture, alle infrastrutture e agli impianti produttivi, derivanti da calamità naturali o eventi eccezionali o da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali o eventi di portata catastrofica, da epizoozie, da organismi nocivi e vegetali, nonché per i danni causati da animali protetti, prevedendo che l’erogazione delle somme sia gestita dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), anche attraverso il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). Le modalità per l’erogazione e la richiesta dell’aiuto sono state stabilite nelle istruzioni operative n. 33 del 2025.
Beneficiari
Possono accedere all’aiuto le imprese agricole (codice ATECO 01), e della pesca e dell’acquacoltura (codice ATECO 03) che alla data della presentazione della domanda hanno:
sede legale in Italia;
iscrizione al registro delle imprese e all’anagrafe delle aziende agricole, della pesca e dell’acquacoltura, attraverso il Fascicolo Aziendale del SIAN alla data di apertura di presentazione della domanda;
stato “attivo” provato dal servizio SIAN di “verifica agricoltore in attività“;
sottoscritto una polizza assicurativa per l’annualità 2025 contro i danni alle produzioni, alle strutture, alle infrastrutture e agli impianti produttivi, derivanti da calamità naturali o eventi eccezionali o da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali o eventi di portata catastrofica, da epizoozie, da organismi nocivi e vegetali, nonché per i danni causati da animali protetti;
hanno sottoscritto un contratto di finanziamento bancario tramite delibera di concessione del finanziamento, della durata massima di cinque anni.
Determinazione dell’aiuto
Ogni beneficiario può ricevere un contributo una tantum per gli interessi su un finanziamento, che può arrivare al massimo al 50% del tasso d’interesse applicato dalla Banca. Tuttavia, l’importo totale non deve superare i limiti previsti dagli aiuti “de minimis” per il settore, come stabilito dal DM 31 dicembre 2024 n. 678746. Per le imprese agricole, l’importo massimo degli aiuti “de minimis” non può superare 50.000 euro in tre anni, e sarà ridotto se sono già stati concessi altri aiuti in regime “de minimis” nello stesso arco di tempo. Se le richieste superano la disponibilità complessiva, Agea ridurrà proporzionalmente l’importo dell’aiuto per ogni beneficiario.
Domanda di aiuto
Agea ha definito un modello di domanda (allegato alle presenti IO) che deve essere firmata digitalmente e inviata con tutti gli allegati in esso richiamati. In merito ai dati relativi al finanziamento, si precisa che deve essere riportata la data della delibera di concessione dello stesso, che deve essere stata emessa al massimo nei 30 giorni precedenti la presentazione della richiesta, e che, solamente per il 2025 sono ammessi finanziamenti concessi dal 1° gennaio 2025.
Termini di presentazione ed erogazione degli aiuti
La domanda di aiuto può essere presentata a partire dal 15 aprile 2025 e fino al 15 settembre 2025. Gli aiuti verranno erogati a seguito dell’espletamento di tutti i controlli.
Controlli e pagamenti
Le domande inviate vengono esaminate per verificare la completezza delle informazioni e la conformità ai requisiti di ammissibilità. Se tutto risulta regolare, vengono determinati gli importi ammissibili per ciascun richiedente che saranno erogati per mezzo di bonifico bancario.
Per approfondimenti è disponibile QUI il documento integrale!
Parlando nel giardino della Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’entità dei dazi commerciali che saranno introdotti sulle merci importate negli USA inquadrando la misura come una risposta a un’”emergenza nazionale”.
Nel suo discorso, Trump ha definito il 2 aprile 2025 come il “Giorno della Liberazione“, e descritto l’annuncio come “uno dei giorni più importanti nella storia americana” e “la nostra dichiarazione di indipendenza economica“.
I nuovi dazi entreranno in vigore dal 5 aprile 2025, e saranno differenziati in base al paese a cui saranno applicati. Ci sarà infatti una tariffa di base del 10% applicata universalmente alle importazioni da tutti i Paesi, ad eccezione di Canada e Messico, e tariffe aggiuntive specifiche per alcuni Stati accusati dall’attuale amministrazione di essere stati responsabili di pratiche commerciali sleali verso gli Stati Uniti. L’Unione europea, e quindi anche l’Italia, rientra in questa seconda categoria (che include oltre 60 singole nazioni) e vedrà applicati alle sue merci dazi del 20%.
“L’introduzione da parte degli USA di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti – ha commentato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. – Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei“
La guerra commerciale rischia infatti di frenare l’export europeo negli USA e danneggiare le imprese e i cittadini dell’UE. Rimane ora da vedere come reagirà Bruxelles, che ha già delineato quelli che saranno i prossimi passi.
“L’annuncio del presidente Trump rappresenta un duro colpo per l’economia mondiale – ha dichiarato il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. – Sono profondamente dispiaciuta per questa scelta. I dazi danneggeranno i consumatori di tutto il mondo che dovranno affrontare spese alimentari più elevate. Anche i farmaci e il trasporto costeranno di più. L’inflazione aumenterà. Tutte le aziende, grandi e piccole, soffriranno fin dal primo giorno e i costi per fare affari con gli Stati Uniti aumenteranno drasticamente”.
“Non esiste una via d’uscita chiara dalla complessità e dal caos che si stanno creando – ha proseguito. – Fin dall’inizio, siamo sempre stati pronti a negoziare con gli Stati Uniti per rimuovere ogni barriera residua al commercio transatlantico. Allo stesso tempo, siamo pronti a rispondere. Stiamo già ultimando un primo pacchetto di contromisure in risposta ai dazi sull’acciaio. E ora ci stiamo preparando ad adottare ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività nel caso in cui i negoziati fallissero. L’Europa starà al fianco di coloro che saranno direttamente colpiti. Abbiamo già annunciato nuove misure a sostegno del settore siderurgico e di quello automobilistico. La settimana scorsa abbiamo limitato la quantità di acciaio che può essere importata in Europa senza dazi doganali. Ciò darà più spazio a questi settori strategici. Ora convocheremo anche dialoghi strategici con il settore siderurgico, automobilistico e farmaceutico. E altri seguiranno“.
L’introduzione dei dazi è destinata ad avere ripercussioni profonde anche sul fronte enogastronomico. Questo è particolarmente vero soprattutto per l’Italia, che esporta un’ampia quota delle sue eccellenze agroalimentari nel mercato statunitense.
Origin Italia: “I dazi alimentano la concorrenza sleale e mettono a rischio lo sviluppo delle Indicazioni Geografiche”
L’Osservatorio della Fondazione Qualivita ha documentato con chiarezza, nel tempo, come le Indicazioni Geografiche abbiano consentito a numerosi territori di costruire un’economia solida e identitaria, capace di generare occupazione, presidiare il territorio e promuovere la sostenibilità ambientale e culturale. Negli ultimi 5 anni la DOP Economy è cresciuta in oltre il 90% delle province italiane a dimostrazione del radicamento capillare del sistema sul territorio in particolare nelle aree del sud che hanno mostrato i trend migliori di crescita grazie anche all’export.
Tutto ciò è stato possibile grazie al valore aggiunto riconosciuto ai prodotti IG nei mercati internazionali, sia per le DOP italiane più conosciute, sia per quelle di dimensioni minori. Un valore non delocalizzabile, strettamente legato all’origine e alla cultura dei territori.
Le barriere tariffarie, tuttavia, rappresentano un ostacolo significativo a questo percorso. Limitano l’accesso ai mercati globali, penalizzano le produzioni di qualità legate all’origine e favoriscono prodotti standardizzati o di imitazione realizzati in loco. In questo modo, compromettono la diffusione del modello IG e alimentano dinamiche di concorrenza sleale.
Il danno si estende anche sul piano dei diritti: i dazi violano il principio della tutela della proprietà intellettuale riconosciuta a livello internazionale alle Indicazioni Geografiche, ostacolando il pieno esercizio di questo diritto da parte dei produttori legittimi. La protezione delle IG deve essere garantita attraverso un commercio equo e privo di ostacoli ingiustificati, nel rispetto degli accordi internazionali come il TRIPS.
“Chiediamo un intervento urgente all’Europa e all’Italia – ha dichiarato Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia – affinché difendano con forza il sistema delle IG nelle sedi internazionali, per sostenere un comparto economico strategico e proteggere le 300.000 imprese italiane e i loro 900.000 occupati che aderiscono al sistema delle DOP IGP in Italia.”
Parmigiano Reggiano, Bertinelli: lavoreremo per cercare la via negoziale
“Apprendiamo ora dai media che gli USA hanno introdotto tariffe aggiuntive pari al 20% – ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. – Si tratta di una tariffa fissa su tutte le importazioni che colpisce anche il nostro prodotto. I dazi sul nostro prodotto passano quindi dal 15% al 35%. Di certo la notizia non ci rende felici, ma il Parmigiano Reggiano è un prodotto premium e l’aumento del prezzo non porta automaticamente ad una riduzione dei consumi. Lavoreremo per cercare con la via negoziale di fare capire per quale motivo non ha senso applicare dazi a un prodotto come il nostro che non è in reale concorrenza con i parmesan americani“.
“Ci rimboccheremo le maniche per sostenere la domanda in quello che è il nostro primo mercato estero e che rappresenta oggi il 22,5% della quota export totale. Il Parmigiano Reggiano copre circa il 7% del mercato dei formaggi duri a stelle e strisce e viene venduto a un prezzo più che doppio rispetto a quello dei parmesan locali. Noi non siamo affatto in concorrenza coi formaggi locali: si tratta di prodotti diversi che hanno posizionamento, standard di produzione, qualità e costi differenti: è pertanto assurdo colpire un prodotto di nicchia come il Parmigiano Reggiano per proteggere l’economia americana. Nel 2019, quando Trump introdusse tariffe aggiuntive pari al 25%, il Parmigiano Reggiano fu il prodotto più colpito con un incremento del prezzo a scaffale dai 40 ai 45 dollari al chilo. Fortunatamente i dazi sono poi stati sospesi il 6 marzo del 2021 e non ci hanno creato problemi in termini di vendite. Gli americani hanno continuato a sceglierci anche quando il prezzo è aumentato. Negli Stati Uniti chi compra il Parmigiano Reggiano fa una scelta consapevole: ha infatti un 93% di mercato di alternative che costano 2-3 volte meno. Imporre dazi su un prodotto come il nostro aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali. È una scelta che danneggia tutti. Oggi, il vero nemico dei produttori di latte non sono le loro controparti estere, ma i prodotti che vengono chiamati “latte” o “formaggio” pur non avendo alcuno legame con terra e animali, come i cibi a fermentazione cellulare”.
Grana Padano: i dazi di Trump colpiscono mercati e consumatori
Con 215.000 forme esportate e una crescita del 10,53% rispetto al 2023, gli Stati Uniti hanno rappresentato nel 2024 il terzo mercato per il Grana Padano DOP, la denominazione di origine protetta più consumata al mondo. L’introduzione dei nuovi dazi imposti dal Presidente Trump, che fanno lievitare il prezzo del formaggio del 20%, mette seriamente a rischio il consolidamento di questo mercato e le prospettive future dell’export negli USA.
“Finora, su ogni forma di Grana Padano esportata negli Stati Uniti era applicato un dazio pari al 15% del valore fatturato per circa 2,40€ al kg – spiega Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio –. Con l’aumento del 20%, il prelievo allo sbarco in USA salirà a quasi 6 euro al kg al consumo che si amplificheranno ulteriormente, con inevitabili conseguenze sui prezzi americani. Il 39% esibito ieri sera sulle tabelle di Trump non è vero per quanto riguarda il caseario perché il dazio all’ingresso in UE di formaggi americani è di circa 1,8€ al kg, quindi inferiore a quanto noi da sempre paghiamo, e con i nuovi dazi diventerebbe appena 1/3 di quanto noi dovremo pagare da oggi in poi. Quindi, almeno per noi, è un’inesattezza colossale che il dazio aggiuntivo sia la metà del dazio addebitato ai formaggi USA perché, ripeto, a noi oggi costa il triplo per entrare negli USA rispetto a quello che i formaggi USA pagano per entrare da noi”.
Berni sottolinea l’urgenza di un intervento politico e diplomatico: “Le istituzioni italiane ed europee devono attivarsi immediatamente per contrastare questo contraccolpo, adottando tutte le misure necessarie a tutelare le esportazioni dei prodotti colpiti da questi dazi ingiustificati e per noi assai penalizzanti. Siamo sconcertati perché ogni qualvolta c’è tensione internazionale i formaggi di qualità vengono colpiti oltre misura. È successo nel 2014 con l’embargo russo post invasione in Crimea e da allora non esportiamo più un solo kg in Russia. È successo dall’ottobre 2019 al febbraio 2021, nell’ultimo tratto del Governo Trump, potrebbe succedere in Cina tra poco ed è successo di nuovo in USA oggi. Secondo gli esperti del settore, questa misura favorirà soprattutto la diffusione negli USA di prodotti “Italian sounding”, che sfruttano nomi e suggestioni della tradizione italiana senza offrire le stesse garanzie di qualità e autenticità. Siamo il formaggio DOP più venduto al mondo esportando nel 2024 il 51,2%. Trovare velocemente spazi aggiuntivi ulteriori fuori dall’Italia sarà quasi impossibile e spero che nessuno provi ad insegnarci come e dove collocare le forme che non andranno più in USA.
“La scelta di Trump – conclude Berni – è un pesante danno per noi e un grave errore che penalizza i consumatori americani, che pagheranno di più incidendo quindi anche sulla loro inflazione”.
L’EDA definisce ingiustificato il targeting dei prodotti lattiero-caseari
Tra i settori colpiti dai dazi c’è quello dei prodotti lattiero-caseari. “Questa mossa è ingiustificata – ha affermato Alexander Anton, Segretario generale della European Dairy Association (EDA). – Le esportazioni di prodotti lattiero-caseari dell’UE, in particolare di formaggi, rappresentano meno del 2% del consumo interno totale degli Stati Uniti. Questi formaggi servono un segmento di mercato molto particolare negli Stati Uniti, offrendo scelta ed eccellenza ai consumatori statunitensi e quindi non competono direttamente con i prodotti lattiero-caseari americani”.
L’EDA avverte che la decisione degli Stati Uniti rischia non solo di danneggiare gli esportatori dell’UE, ma anche di limitare l’accesso dei consumatori americani ai prodotti lattiero-caseari di alta qualità che apprezzano e di cui si fidano.
Anton ha poi sottolineato ulteriormente che il momento non potrebbe essere peggiore: “Il nostro settore è già sotto un’enorme pressione a causa dell’indagine anti-sovvenzioni della Cina e delle continue sfide del mercato globale. Ora, i dazi statunitensi rischiano di aggravare quella crisi. Questo è un duro colpo per le economie rurali in tutta Europa e per lo spirito di un commercio equo e basato sulle regole“.
“La politica commerciale deve essere intelligente, non punitiva – ha concluso Anton. – I prodotti lattiero-caseari non sono il problema qui, usarli come pedina crea solo nuovi problemi su entrambe le sponde dell’Atlantico“.
L’allarme di Copa e Cogeca
Copa e Cogeca esprimono profonda preoccupazione per l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che porterà a un’escalation delle tensioni commerciali tra due partner commerciali chiave, che minacciano di minare un settore che fa affidamento sulla stabilità e su mercati aperti e prevedibili.
Il presidente della Copa Massimiliano Giansanti, nella sua reazione iniziale, ha sottolineato che “gli agricoltori e le cooperative agricole europee stanno già affrontando notevoli sfide, dai crescenti costi di produzione alle pressioni legate al clima. Questi nuovi dazi aggiungeranno ulteriore incertezza e tensione finanziaria al nostro settore, colpendo sia i produttori che i consumatori. Garantire la nostra sicurezza alimentare deve essere la bussola dell’Europa in questi tempi difficili, poiché la nostra sicurezza nazionale comune inizia da lì. Esortiamo i decisori politici di entrambe le parti a cercare il dialogo ed evitare un conflitto commerciale su vasta scala“.
“Le misure commerciali di ritorsione non avvantaggeranno gli agricoltori né nell’UE né negli Stati Uniti – ha aggiunto il presidente della Cogeca Lennart Nilsson. – Al contrario, limiteranno le nostre opportunità, aumenteranno i prezzi e indeboliranno la resilienza delle aziende agricole. Invitiamo entrambe le amministrazioni a dare priorità ai negoziati ed esplorare tutte le vie diplomatiche prima di ricorrere a misure che potrebbero avere conseguenze durature“.
La Copa e la Cogeca esortano vivamente i decisori politici dell’UE e degli Stati Uniti ad intensificare gli sforzi diplomatici nei prossimi giorni. Entrambe le parti devono lavorare in modo costruttivo per affrontare le controversie senza compromettere i benefici commerciali esistenti, garantendo che gli agricoltori e le cooperative agricole possano continuare a contribuire alla sicurezza alimentare e alla resilienza economica su entrambe le sponde dell’Atlantico.
“Se ci fosse una guerra la gran parte della popolazione non vi parteciperebbe”. Lo ha affermato il direttore della rivista di geopolitica Limes, Lucio Caracciolo, nel corso del programma “Un alieno in patria”, condotto da Peter Gomez, in diretta, su Rai 3.
“Siccome i giovani sono pochi”, ha detto Caracciolo, “e siccome la maggior parte dei giovani italiani non ambisce a fare la guerra allora dobbiamo in qualche modo rieducarli. Se vi fosse una guerra la gran parte della popolazione non vi parteciperebbe”.
Secondo Caracciolo “Putin non voglia finire subito la guerra e voglia prendersi dei pezzi di Ucraina. Penso che la possibilità di prendersi dei pezzi ce l’abbia. Penso che il rischio di un crollo del fronte ucraino sia concreto e questo dovrebbe spingerci ad accelerare. Certo Trump non mi pare un gran negoziatore”.
“La vera protagonista della manifestazione di oggi è l’assente Elly Schlein. E ha fatto benissimo a non andarci perché ha il compito di tirare le reti tra tutti questi che sembrano parlare la stessa lingua”. Lo ha affermato il giornalista Paolo Mieli nel corso del programma “Un alieno in patria”, condotto da Peter Gomez, in diretta, su Rai 3.
Nel corso della puntata Paolo Mieli ha analizzato il sentiment degli italiani rispetto alla guerra, soprattutto alla luce degli ultimi sondaggi. “Perché poi a un certo si andrà a votare”, ha detto Mieli, “e immagino che questi sondaggi si tradurranno in una valanga di voti per i partiti pacifisti. Che significa la sinistra, Conte, ma anche la Lega, che è ancora più pacifista di Conte”.
Si è svolta ieri 5 aprile, la conferenza tenuta dal dottor Giulio Lucarini “Un ponte tra Africa ed Europa. La società neolitica di Oued Beht, Marocco” in una sala del castello Odescalchi di Bracciano. La conferenza si è aperta con i saluti della “Forum Clodii” nella persona del presidente Massimo Mondini che ha presentato brevemente l’associazione, a seguire i saluti del presidente dell’Ismeo e i ringraziamenti del sindaco di Bracciano Marco Crocicchi che ha definito Lucarini «un cittadino protagonista di questa ricerca». Infatti Lucarini, anche se per dei periodi non si fa vedere o sentire nel nostro territorio non vuol dire che lo dimentica, anzi! Riesce sempre dopo quel periodo di assenza, dovuto alle sue ricerche, a renderci poi partecipe e ad affascinarci parlando di civiltà diverse rispetto alle nostre, organizzando con l’associazione interessanti eventi culturali che arricchiscono il patrimonio culturale di tutti.
A Oued Beht in Marocco, grazie a un progetto di ricerche archeologiche multidisciplinari, è venuto alla luce il più antico complesso agricolo finora documentato in Africa al di fuori della Valle del Nilo.
La nuova scoperta, merito di una collaborazione tra l’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ispc), l’associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente (ISMEO), l’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine (INSAP) e l’Università di Cambridge, ha portato alla luce una società del Neolitico finale (3400-2900 a.C.) finora sconosciuta.
Lucarini grazie alle slide illustrate e al suo modo semplice di esporre le cose, ma soprattutto grazie all’entusiasmo che mette nel raccontarle ha parlato per oltre un’ora senza annoiare nessuno. Ad ascoltarlo infatti un numeroso pubblico molto attento alle sue scoperte che non smetteva di seguirlo.