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amato GINOCCHIO bello. Presentazione martedì 15 aprile a Roma

GINOCCHIO / i pezzi reietti: apologia della patella di Cristiana BULLITA, tredicesimo degli OGGETTI del DESIDERIO, i pamphlet filo-filosofici a cura del filosofo Lucio SAVIANI, sarà presentato a ROMA martedì 15 aprile alle ore 18:30 nel suggestivo spazio di TRAleVOLTE alle spalle della Scala Santa (p.za di porta San Giovanni 10). Partecipano Cristiana BULLITA, la prof.ssa Valentina CILIBERTI, Lucio SAVIANI e Leonardo de Sanctis/FEFE’ EDITORE.

IL LIBRO – Cristiana Bullita ci rivela la bellezza di trovarci in un mondo pieno di ginocchia che si flettono e si distendono, che ammiccano, si negano, lusingano, si offrono. Dalle ginocchia degli eroi greci a quelle di re e papi medievali, da Omero a Dante, da Neruda a Claudio Baglioni e Rita Pavone, da Sean Connery a Mary Quant, da Michelangelo a Kundera e Rohmer fino al Black Lives Matter, il panorama delle ginocchia contenuto nel libro è infinito, multiforme, esilarante, eccitante, inquietante…

MARCELLO FOA TORNA IN LIBRERIA CON “LA SOCIETA’ DEL RICATTO E COME DIFENDERSI”

E’ uscito “La società del ricatto e come difendersi”, il nuovo saggio di Marcello Foa edito da Guerini e Associati. La pubblicazione del volume inaugura per l’editore la nascita di una nuova collana, Scintille, diretta dallo stesso Marcello Foa.

Qualcosa non va nella nostra società, è come se un virus misterioso fosse entrato nel nostro corpo. Un virus subdolo che ci colpisce in modo sottile, progressivo, quasi invisibile. Non ci uccide ma rovina la nostra esistenza, svuota i nostri valori senza che ce ne rendiamo conto, perché quasi nessuno lo identifica come un male sistemico. Quel virus ha un nome: si chiama «cultura» del ricatto. Sì, siamo diventati anche, purtroppo, la società dei ricatti.

È uno dei mali silenziosi del nostro tempo, ma raramente viene diagnosticato. Si chiama ricatto e si diffonde a tutti i livelli nella nostra società: dalla politica, che diventa infida e brutale, alle relazioni internazionali con il prevalere della legge del più forte. Attraversa il mondo dell’economia, a detrimento dei piccoli e medi imprenditori, e contamina il mondo del lavoro, inibendo il riconoscimento del merito e la valorizzazione dei talenti. Penetra persino nella nostra intimità riuscendo a rovinare i nostri rapporti sentimentali e familiari.

Marcello Foa riesce ancora una volta a sorprendere analizzando la diffusione della «cultura» del ricatto in modo trasversale e multidisciplinare. Un saggio dal taglio felicemente originale, avvincente nella narrazione e illuminante nei contenuti, che riesce a sensibilizzare il lettore e al contempo lo motiva a reagire, perché la logica dei ricatti deve essere combattuta e può essere sconfitta.

MARCELLO FOA è giornalista, scrittore e docente universitario. Conduce Giù la maschera su Rai Radio 1 e insegna comunicazione ai master ALMED dell’Università Cattolica e all’Università della Svizzera Italiana. È Consigliere d’amministrazione del Teatro alla Scala e di Azimut Holding. È stato presidente della Rai dal 2018 al 2021 e ha diretto il Gruppo Corriere del Ticino. Per le nostre edizioni ha pubblicato tre saggi di grande successo: Gli stregoni della notizia (2006), Gli stregoni della notizia. Atto secondo (2018) e Il sistema (in)visibile (2022). Ha pubblicato anche due romanzi con Piemme.

Comitato Difesa Lago di Bracciano: “la battaglia legale non si ferma. Ancora un no a nuove captazioni”

Riceviamo e pubblichiamo

“Giù le mani dal lago di Bracciano”. Acea Ato 2 non demorde e nonostante i vertici della multinazionale dell’acqua del 2017 (Paolo Saccani Tolmino ed altri) siano sotto processo al Tribunale di Civitavecchia per disastro ambientale tentano ora di forzare la mano e di tornare in questo modo a captare acqua da un bacino ancora provato dai danni provocati.

L’8 aprile scorso al processo è stata la volta dei testimoni delle parti lese. Ascoltati in particolare il geologo Alessandro Mecali e la ricercatrice Sara Taviani oggi in forze all’Autorità di Bacino del Tevere e dell’Agro Romano.

Dalle loro dichiarazioni è emersa chiara la responsabilità dell’azienda dell’acqua per il repentino abbassamento del livello del lago.

Mentre la prossima udienza del procedimento penale nel corso della quale verranno tra gli altri ascoltati i ricercatori Giampietro Casasanta e Mattia Azzella, testimoni del Comitato, è stata fissata per il 17 giugno, il 16 aprile prossimo il Tribunale  Superiore delle Acque Pubbliche tornerà ad occuparsi del lago di Bracciano.

Acea Ato 2 ha infatti fatto ricorso per chiedere l’annullamento della nota del Parco di Bracciano-Martignano che esclude nuove captazioni finalizzate a valutare l’efficacia degli impianti di adduzione almeno finché il livello del lago non sia tornato allo zero idrometrico individuato dal parco stesso e finché non siano riversate nel lago le acque provenienti dall’acquedotto Traiano.

Da accertamenti infatti è emerso che nonostante la concessione dell’epoca ricomprenda anche questa storica modalità di adduzione ad oggi essa non risulta impiegata.

“Appare chiaro – commenta Graziarosa Villani, presidente del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale di Bracciano-Martignano – che con la presentazione dell’esposto ha dato via nel 2017 alla vertenza ambientale, che in tutti questi anni Acea Ato 2 non ha fatto investimenti per tutelare una risorsa idrica d’emergenza come il lago di Bracciano. Piuttosto che mettere in campo know how e soldi per investimenti sulla rete idrica colabrodo e per il recupero delle acque si preoccupa solo di tornare a prelevare da un bene ambientale già danneggiato sul quale si fonda l’economia dei tre paesi lacustri”.

“Dopo la diffida inviata tempestivamente da parte nostra di non dare seguito alla richiesta di nuove captazioni – aggiunge –  il Comitato per il tramite dei suoi legali, Francesco Falconi e Simone Calvigioni, sarà presente anche all’udienza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, sempre e solo a tutela del lago di Bracciano”.

“Nella tempesta che ho nel cuore”, sabato 12 aprile al Teatro Delia Scala di Bracciano

“Nella tempesta che ho nel cuore” con Andrea Dolcini, drammaturgia di Antonio Costantino, regia di Raffaello Fusaro è in scena sabato 12 aprile, ore 21 al Teatro Delia Scala in via delle Ferriere 16 a Bracciano.

Lui c’era. Lui che non sa parlare e nemmeno tacere. Lui c’era allora e c’è ancora, fermo in quegli anni che lo hanno flashato in una giovinezza concitata e irrequieta. C’era e c’è, sul palco a raccontarci del suo eroe: Pier Paolo Pasolini. C’era onnipresente in borgata e nelle periferie, a osservare da testimone Pasolini, il suo mito, accanto a lui perfino a tavola in quelle cene dove… nunè che m’hanno proprio invitato, diciamo più che altro che me so ‘mbucato…

Er Pasola c’era sempre. Sui campetti da calcio e in quelle trattoriepunto d’incontro tra artisti e intellettuali. Stava sempre in mezzosui set a sbirciare quando le grandi pellicole censurate e scandalizzanti di Pier Paolo venivano impresse nella storia di questo paese. Era a casa Sua, trasparente, a spiare dalla serratura come nasceva il guizzo di un verso, la folgorante esplosione di un pensiero.

Er Pasola giunge in teatro trafelato e in un dopo cena immaginario riporta i ricordi a noi, spettatori del futuro. Er Pasolaè la sintesi di personaggi che, fuori dall’ufficialità, narrano con pedante eccitazione, evocano con passione febbrile ogni azione e contrasto, ogni idiosincrasia di Pier Paolo verso le consuetudini borghesi e i perbenismi. Come il telecronista di una vita che diventa mitologica, Er Pasola è lui stesso un piccolo mito, quasi un fool che usa tutte le parole a disposizione per narrarci il Pasolini-pensiero, tra ricordi pubblici che diventano privati e viceversa, brandelli di versi, citazioni, infuocate invettive e liriche accorate. Un personaggio di fantasia ma concreto come solo uno del popolo sa essere, che usa le proprie abilità teatrali e di parola per riportare alcuni dei come e dei perché della storia di Pier Paolo.

Il testo viene fuori dalle tasche povere di un ragazzo dai pochi costrutti grammaticali ma ricco di un patrimonio di reminiscenze e cimeli della memoria. Un monologo che – fuori dal solco tracciato dalle cronache dei critici e dei manuali di cinema e letteratura – racconta Pier Paolo da vicinissimo. Er Pasolainterpretato da Andrea Dolcini è un commensale infiltrato, uninserviente al servizio solo della strada, sfrontato come un giovane Rugantino, avverso a qualsiasi lavoro tranne che alla produzione di ricordi e associazioni d’idee. Andrea/Pasola, con sfrontatalibertà, unisce brani pop ai versi di Pasolini, narrando conirriverenza e immediata sincerità aneddoti, curiosità, particolari inediti dell’uomo e del poeta scuotendoci, commovendoci, destando in noi il ricordo di un intellettuale unico e irripetibile.

dalle note di regia

Con la sindaca di Cerveteri Elena Gubetti “verso il consorzio”

“Verso il Consorzio”: mercoledì 16 aprile a Sala Ruspoli un incontro pubblico sul futuro dei servizi sociali
Il Sindaco Gubetti: «Un cambiamento straordinario per il nostro territorio»

«Siamo prossimi a un cambiamento straordinario nella gestione dei servizi sociali – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti – e mercoledì ne parleremo in maniera approfondita durante l’incontro pubblico che si terrà a Sala Ruspoli. Si tratta di una grande opportunità, che pone l’attenzione a 360 gradi su problematiche sociali sempre più complesse e sensibili, da affrontare con strumenti mirati e specifici.»

«La costituzione del Consorzio rappresenta un passaggio fondamentale per Cerveteri – ha aggiunto il Sindaco – perché ci permetterà di migliorare la qualità dei servizi sociali, rafforzando la cooperazione sul territorio e offrendo risposte più efficaci ai cittadini. Inoltre, ci consentirà di intercettare e utilizzare al meglio le risorse disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo. L’obiettivo è quello di dare vita a una vera innovazione nei servizi socio-assistenziali, grazie soprattutto alla visione condivisa tra le varie amministrazioni comunali. Come sempre, al centro ci sarà il cittadino: più risorse riusciremo a mettere in rete, maggiore sarà la qualità dell’assistenza e delle risposte che saremo in grado di garantire alla comunità.»

Oltre al Sindaco Elena Gubetti, che introdurrà l’incontro illustrando i passaggi in corso per il passaggio alla gestione consortile dei servizi sociali, interverranno: il Sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, l’Assessore alle Politiche Sociali di Cerveteri, Gabriele Fargnoli, Riccardo Travaglini, Sindaco di Castelnuovo di Porto, che porterà la sua testimonianza come amministratore all’interno del Consorzio Valle del Tevere e Federico Conte, esperto in modelli consortili per i servizi alla persona e Presidente del Consorzio Valle del Tevere.

Sono invitate a partecipare le cooperative sociali, le associazioni di volontariato e tutte le realtà del terzo settore attive a Cerveteri e sul territorio.

La Pasqua e i bambini, parla la dott.ssa Lucattini

Perché è importante trasmettere il significato profondo della Pasqua ai bambini

Intervista di Marialuisa Roscino alla dott.ssa Adelia Lucattini ordinario della società psicanalitica italiana


La Pasqua, sia nella tradizione ebraica, che in quella cristiana, è ricca di valori come la liberazione, il
sacrificio, la speranza, la rinascita e l’amore. Raccontare le storie legate alla Pasqua, farli partecipare agli eventi pasquali, permette ai bambini di riflettere sui valori universali. Pertanto, in questa intervista, insieme alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana scopriamo perché è di fondamentale importanza trasmettere ai bambini il significatopiù profondo e affettivo della Pasqua, andando oltre l’aspetto meramente consumistico legato alle uova di cioccolato o alle mete turistiche più alla moda per le vacanze pasquali.

Lucattini: «Valorizzare i riti familiari, sono strumenti potenti di unione e trasmissione di senso. Un gesto ripetuto ogni anno, le frasi dette sempre in modo gentile, le sorprese preparate insieme, restano impressi nella mente del bambino e diventano “punti fermi”».

Dott.ssa Lucattini, qual è il vero significato profondo della Pasqua?

«La Pasqua ha un significato condiviso che va oltre la dimensione religiosa e affonda le sue radici nel desiderio di cambiamento e trasformazione da pensiero ad azioni concrete nella propria vita. Dal punto di vista psicoanalitico, rappresenta un momento di passaggio, un movimento simbolico dalla perdita e separazione,alla rinascita e al ritrovarsi, dalla chiusura in sé stessi all’apertura al prossimo, dal buio della tristezza alla luce della gioia condivisa. È una celebrazione del superamento delle difficoltà e della possibilità di trovare insieme a chi si ama, una nuova dimensione interiore.

Per i bambini, tutto ciò ha un risvolto al tempo stesso pragmatico e immaginativo, la Pasqua è un momento di attesa, di sorpresa, di scoperta. È l’esperienza della speranza, incarnata nei riti familiari e nei simboli pasquali, come l’uovo, il coniglio di Pasqua, i dolci tipici e la colazione pasquale con i cibi dedicati».

Perché è importante trasmetterlo ai bambini?

«I bambini vivono immersi in un presente continuo e hanno un bisogno fondamentale di narrazioni che diano senso al loro temposcandendolo e agli eventi grazie alla loro ripetizione, anno dopo anno. Le festività come la Pasqua aiutano a costruire il “tempo interno”, a dare un ritmo alla mente come in una musica esistenziale, fatti da attese (pause), eventi (note), trasformazioni (ritmo) e significati (melodia), tutti insieme contribuiscono a trovare il senso delle cose e della partecipazione, dell’esserci, come spettatori e protagonisti.

Dal punto di vista psicoanalitico, trasmettere il senso della Pasqua significa offrire ai bambini strumenti simbolici per pensare la vita, metterli in condizione di comprendere che dopo un momento difficile (buio), può arrivare la felicità (luce), che ogni sofferenza può diventare un’occasione di crescita, che si può e si deve cambiare, ma si rimane sempre se stessi, però migliori. Significa, in altre parole, aiutarli a costruire un mondo interno ricco, articolato, complesso, capace di riposta e resilienza».

L’uovo di Pasqua è un simbolo ricco di significati, che spaziano dalla Vita, alla Risurrezione, alla Speranza, è giusto farne comprendere il vero significato ai bambini, andando oltre la visione prettamente consumistica legata alle varie marche e sorprese?

«L’uovo stesso è stato per secoli uno dei simboli più importanti e adattabili nei miti e nei rituali in Europa. Nel ciclo naturale delle stagioni, a primavera le galline ovaiole riprendono a deporre le uova dopo la pausa invernale. Nella tradizione cristiana della Pasqua, l’uovo simboleggia da sempre la nuova vita, la nascita, la purezza, la fertilità e la rigenerazione. L’uscita del pulcino dall’uovo rappresenta la resurrezione di Cristo, la forma ovale dell’uovo simboleggia la pietra rotolata via Santo Sepolcro, mentre i primi cristiani coloravano le uova di rosso per ricordare il sangue di Gesù versato durante la crocifissione. Solo all’inizio dell’Ottocento vennero prodotte le prime uova di Pasqua fatte di cioccolato in Francia e Germania, sebbene fossero prevalentemente piene e non cave come quelle di oggi.

L’usanza di regalare uova di cioccolato a Pasqua è così diffusa che la loro produzione ha secolarizzato un simbolo religioso. Restano però le uova artigianali, in cui è possibile nascondere un dono personalizzato, scegliendo le decorazioni floreali di zucchero, sono delle vere opere d’arte che andrebbero riscoperte».

Gli eventi familiari permettono interazioni uniche e significative tra i componenti stessi della famiglia ed esprimono le convinzioni e i valori di essa, fornendo in tal modo ai bambini, un senso di stabilità e identità, nonché un mezzo di socializzazione, cosa può dirci al riguardo? Cosa riferiscono in merito, gli ultimi studi scientifici?

«I bambini apprendono le convenzioni sociali attraverso l’imitazione, in particolare guardando i loro genitori, percepisconoi comportamenti ritualizzati come socialmente utili e normativi. Gli eventi non sono solo piacevoli, ma anche significativi nella trasmissione di conoscenze e nell’insegnare ai bambini come orientarsi nella vita, spesso senza che i genitori siano pienamente consapevoli della dipendenza dei loro figli dall’esperienza di avere ricevuto e fatto regali, ad esempio. Partecipare alle feste e alle celebrazioni permette di costruire, consolidare e promuovere la collaborazione e l’aiuto reciproco all’interno della famiglia.Inoltre, la semplice osservazione degli eventi influenza l’identità, le convinzioni religiose, i ricordi e le emozioni.

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal Pediatrics(2024) ha studiato la relazione tra la ricorrenza degli eventi familiari condivisi e il loro riverbero sui bambini. La ricerca ha coinvolto 653 studenti di 11 e 12 anni. I risultati hanno mostrato che i bambini che partecipano a un numero maggiore di eventi familiari (20 all’anno) ha minori comportamenti problematici e a una maggiora sicurezza personale, migliore rendimento in ambito scolastico e in gruppo, mentre i bambini che partecipano un numero minore di eventi familiari (10 all’anno) presentano comportamenti problematici, minore benessere psicoemotivo e mancanza di spigliatezza».

La Pasqua è anche un buon momento per stimolare nei bambini la creatività e il gioco attraverso attività decorative e lavoretti da fare con loro, cosa ne pensa Lei al riguardo? Ritiene, sia anche una valida occasione per rafforzare sempre di più i legami familiari? 

«Studiosi della Colgate University affermano che le attività pasquali come i lavoretti manuali e la cucina sono strumenti efficaci per stimolare la creatività dei bambini e consolidare i legami familiari, offrendo esperienze educative e affettive che contribuiscono al loro sviluppo complessivo, ben oltre quella specifica esperienza. Insegnare ai bambini a cucinare e in generale coinvolgerli in attività pratiche, come la preparazione di cibi tradizionali, apparecchiare la tavola a festa, preparare i regali con le proprie mani, sviluppa competenze, qualità psichiche e capacità emotive fondamentali come la collaborazione, la creatività e il pensiero critico. Le attività creative parlano dell’inconscio e permettono di esprimerlo liberamente, sono costruttive, antidepressive e ansiolitiche, sono terapeutiche.

Queste esperienze non solo migliorano le capacità di apprendimento in materie scolastiche come la matematica e le scienze attraverso l’applicazione pratica, ma favoriscono anche la resistenza alle avversità e la capacità di risposta alle difficoltà, trasformando eventuali insuccessi in opportunità di apprendimento, come quando, a casa, con i genitori, hanno sbagliato ad impastare o bruciato i biscotti e poi si sono cimentati di nuovo con successo. Ad esempio, cucinare insieme rafforza i legami familiari, crea ricordi condivisi e promuove una maggiore apertura verso nuovi alimenti, stimola la curiosità, vince le diffidenze».

Quali possono essere le altre modalità stimolanti ed educative per fare descrivere ai bambini la Pasqua?

«Il disegno, come regalo ai genitori, preparando anche il bigliettino, tagliare lungo le linee e collocare i materiali in posizioni specifiche stimola l’integrazione visuo-motoria, abilità importante per le attività che richiedono la coordinazione occhio-mano, come leggere, scrivere e praticare sport. Seguire le istruzioni passo dopo passo nel processo di creazione, aiuta a sviluppare le abilità di sequenziamento che permette di organizzare e svolgere compiti in un ordine specifico, è utile per le attività scolastiche e le attività quotidiane, compreso la cura di sé, non semplice da insegnare ai bambini.

Una ricerca pubblicata su Developmental Psychology dell’APA(2023), mostra come molte attività artigianali, come ad esempio la creazione delle orecchie da coniglio, richiedono l’uso di entrambe le mani. La coordinazione bilaterale è fondamentale per abbottonare i vestiti, allacciare le scarpe e altre attività che richiedono la coordinazione di entrambi i lati del corpo.

Portarli a conoscere i riti religioso-pasquali e approfittare della Pasquetta per ritagliarsi dei momenti di svago all’aperto, sono importantissimi. Creare l’abitudine del primo giorno al mare o in montagna a Pasquetta come riscoprire giochi tradizionali all’aperto, è formativo e divertente. Ad esempio, il gioco della campana, prevede la preparazione del disegno e poi giocare a turno con gli amici saltando lungo il percorso, magari raccogliendo le uova di Pasqua sparse di lato. Un’altra attività molto apprezzata dai bambini è la caccia alle uova, una caccia al tesoro pasquale! Sono attività che contribuiscono allo sviluppo della cooperazione e socializzazione con i compagni di gioco e permettono il fare gruppo in allegria, poiché alla fine, tutti vincono un uovo di Pasqua!»

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

«Ritagliarsi del tempo da trascorrere con i propri figli, non solo per organizzare o “fare qualcosa”, ma per esserci emotivamente e stare con loro affettuosamente. La Pasqua è un’occasione preziosa per rallentare, per riscoprire il piacere di stare insieme, per lasciare che la lentezza, il gioco e la fantasia dettino il ritmo, senza pressioni e senza stress;

Lasciare che i bambini esprimano liberamente le loro emozioni, attraverso attività simboliche e creative. I lavoretti pasquali, la decorazione delle uova, le storie inventate, il disegno o il semplice raccontarsi intorno a un tavolo sono momenti in cui il mondo interno prende forma e si possono esprimere, rappresentare e trasformare le emozioni;

Non cercare la perfezione né per se stessi, né nei figli, ma piuttosto la sincerità e profondità nei legami. La gioia che nasce da uno sguardo condiviso, da una risata imprevista, da un piccolo disordine creativo. È lì che la relazione si fa profonda, ed è lì che il bambino sente che crescere è bello, perché non si sente solo;

Valorizzare i riti familiari, sono strumenti potenti di coesione e trasmissione di senso. Un gesto ripetuto ogni anno, le frasi dette sempre in modo gentile, le sorprese preparate insieme, restano impressi nella mente del bambino e diventano “punti fermi”. In psicoanalisi, diremmo che creano “tracce mnesiche affettive” che contribuiscono a costruire il Sé, consolidano la personalità, fanno sentire il piacere e il diritto di stare al mondo».

La Tuscia si rifiuta di essere un deposito di scorie nucleari. Dibattito pubblico a Fabrica di Roma

Agricoltura. Conclusi a Roma gli Stati Generali di Confeuro, grande partecipazione

Tre giorni di dibattiti, proposte e testimonianze per rimettere l’agricoltura al centro del futuro economico e sociale del Paese. Si è conclusa a Roma, presso l’Holiday Inn – Parco dei Medici, l’edizione 2025 degli Stati Generali Confeuro sull’Agricoltura, promossi dalla Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo. L’iniziativa, svoltasi dal 7 al 9 aprile, ha riunito istituzioni, esperti, tecnici, operatori del settore e cittadini, in un ampio confronto dedicato alle sfide che attendono il comparto primario.

Soddisfazione da parte del presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso, che ha evidenziato come i lavori abbiano confermato il ruolo centrale dell’agricoltura nella crescita sostenibile e nella sicurezza alimentare del Paese. La gestione dell’acqua, le politiche europee, la burocrazia, la condizione dei giovani e la transizione ecologica sono stati i temi più discussi.

Tra gli argomenti al centro del dibattito, la gestione sostenibile delle risorse idriche, con l’evento “Conta ogni goccia” che ha posto l’accento sull’importanza di politiche strutturali per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire un uso efficiente dell’acqua.

Dagli interventi è emersa una visione condivisa: serve una nuova stagione di dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini. Il confronto, inteso come strumento di democrazia e di partecipazione, è stato indicato come la via per costruire politiche efficaci e durature, capaci di rispondere alle necessità reali del mondo agricolo.

Nel corso dei panel si è discusso anche di giovani in agricoltura, educazione alimentare e ricerca, sottolineando il ruolo strategico delle università e della formazione per rendere le aziende più resilienti di fronte alle crisi idriche e ai mutamenti del mercato globale.

Le istituzioni presenti hanno ribadito l’importanza di un dialogo costante con le realtà produttive del territorio, riconoscendo il valore dell’agricoltura come leva per la crescita economica e per la coesione sociale. L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per rafforzare la collaborazione tra il mondo agricolo e le amministrazioni locali, in un’ottica di pianificazione condivisa delle politiche ambientali e produttive.

Accanto ai lavori principali, si sono svolti anche i meeting nazionali di Accademia Iniziativa Comune, Caf e Patronato Labor, che hanno portato esperienze concrete e buone pratiche dal territorio. Un contributo che ha arricchito ulteriormente il dibattito, favorendo il dialogo tra generazioni e realtà diverse del settore. L’intera manifestazione si è così configurata come un momento di sintesi e partecipazione collettiva, capace di coniugare riflessione, formazione e proposta politica.

La chiusura degli Stati Generali ha lasciato un messaggio chiaro: è tempo di agire insieme per difendere l’acqua, la terra e il lavoro degli agricoltori. Un impegno che Confeuro intende portare avanti nei prossimi mesi, trasformando il confronto emerso a Roma in un programma concreto di azioni condivise per un’agricoltura moderna, sostenibile e inclusiva.

Fabio Rollo

Al via oggi le quattro giornate del Villaggio per la Terra

Al via oggi le quattro giornate del Villaggio per la TerraAl via questa mattina, nella splendida cornice della Terrazza del Pincio e del Galoppatoio di Villa Borghese il “Villaggio per la Terra” le quattro giornate dedicate alla sostenibilità che hanno visto la partecipazione della Città metropolitana di Roma Capitale.
Al via oggi le quattro giornate del Villaggio per la TerraPer quattro giorni il Villaggio per la Terra animerà il centro di Roma con concerti, spettacoli, attività sportive, laboratori didattici, attività per bambini, incontri tematici e performance artistiche e culturali. Tutte le attività sono gratuite e fruibili dalle 9:00 alle 19:00 senza necessità di prenotazione. E fino al 16 aprile, la Terrazza del Pincio sarà ancora il cuore pulsante di iniziative, con laboratori artistici a cielo aperto, talk show e tanti eventi imperdibili.
Al via oggi le quattro giornate del Villaggio per la TerraIl Dipartimento XI – Geologico – Difesa del suolo e Aree protette insieme al Dipartimento III – Ambiente e tutela del territorio della Città metropolitana di Roma Capitale hanno contribuito ai due giorni del 10 e 11 aprile dedicati a “l’Educazione alla sostenibilità” per tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Incontri e laboratori didattici cominciati già questa mattina con l’evento “Giochiamo Con La Natura Nelle Aree Protette della Città Metropolitana Di Roma Capitale” e che continueranno domani 11 aprile con la “Green School” dalle 10 alle 13 con “Una Green School si racconta” e dalle 14 alle 17 con “Compostiamo con attività laboratoriali” presso lo stand di CMRC.

Per saperne di più al sito ufficiale

Esposizione Capolavori 2025 formazione professionale Salesiani

Esposizione Capolavori 2025 formazione professionale SalesianiOggi a Palazzo Valentini il momento conclusivo dell’Esposizione Capolavori 2025 per il settore ristorazione, che quest’anno ha coinvolto i ragazzi dei corsi di formazione organizzati dalla Fondazione CNOS-FAP ETS, una delle più affermate realtà in Italia e nel Lazio che si affiancano alla rete pubblica in materia di formazione professionale.

L’esposizione dei capolavori è un evento di eccellenza, in diversi settori professionali e in tutta Italia, in cui i ragazzi si misurano attraverso prove ed elaborati relativi agli obiettivi del percorso formativo scelto. Un modo per incoraggiare l’acquisizione delle competenze e consolidare il rapporto con il mondo del lavoro tramite le imprese del settore, trasformazione odierna improntata al sapere pratico della lunga tradizione delle Scuole di Arti e Mestieri avviate da Don Bosco. Un’occasione per valorizzare il talento e la dedizione dei giovani allievi, veri artefici di un futuro promettente, e un ponte prezioso tra percorso professionale e mondo del lavoro.
Esposizione Capolavori 2025 formazione professionale SalesianiIl tema affrontato quest’anno per il settore ristorazione è stato “La Via Francigena: tra sostenibilità e cucina circolare” e nella giornata sono stati premiati i ragazzi delle diverse categorie in cui si è articolata l’esposizione, svoltasi a Roma, presso il centro di formazione professionale Borgo Ragazzi Don Bosco, dal 7 aprile.
Presenti alla giornata, conclusa con la premiazione dei primi tre classificati nelle diverse categorie, il Segretario Nazionale del Cnos-Fap Ristorazione Roberto Antonelli e il Consigliere delegato a edilizia scolastica, impianti sportivi e politiche della formazione di Città metropolitana Daniele Parrucci.
Esposizione Capolavori 2025 formazione professionale SalesianiCittà metropolitana ha aperto le porte della sede istituzionale per ospitare una tra le più affermate realtà che attraverso le loro scuole professionali sostengono il sistema della formazione dove pubblico e privato si integrano e sostengono a vicenda e dove l’obiettivo è quello di avvicinare formazione e esperienza diretta nel mondo del lavoro. La formazione professionale è un ambito strategico su cui Città metropolitana, con forte impulso del Sindaco Gualtieri, sta investendo molto, tornando a riqualificare e rendere attrattiva l’offerta formativa pubblica, attraverso la connessione con i Centri di Roma Capitale, con la costituzione del Polo Pubblico della Formazione, e con la sottoscrizione di importanti accordi con Aziende di alto livello nel settore, da Fondazione Bulgari a Leonardo.