Si trova in Cina il più grande palazzo abitato con all’interno ospedali, piscine, ristoranti, parrucchieri, bar, locali vari e molto altro ancora, dove praticamente ha preso avvio il primo esperimento di “convivenza collettiva”. Un centro abitativo completamente fuori dai nostri canoni e a dir poco surreale, anche se in verità il palazzo e la vita che si svolge al suo interno è più che reale.
Per la precisione si tratta di una struttura con una forma a “S” composto da 39 piani e realizzato dall’architetto Alicia Loo. Inizialmente progettato per essere un hotel, è poi diventato un centro abitativo dove vivono 20mila persone, che non escono mai visto che hanno il necessario e servizi vari completamente a portata di mano.
Il Regent International Apartment Complex, il “palazzo-città”, fu inaugurato nel 2013 e si trova Qianjiang Century City, nel quartiere centrale di Hangzhou. Fu progettato, come detto, per diventare inizialmente un grande hotel di lusso e questo spiegherebbe la ragione perché così imponente. E’ infatti alto 204 metri e può ospitare addirittura fino a 30mila persone, anche se attualmente ce ne sono meno. Le persone che lo frequentano e lo vivono sono per lo più professionisti, laureati o anche studenti che sono prossimi al conseguimento del titolo di studio. Quindi per alcuni punti di vista è l’ideale per ottimizzare i tempi, i costi in base alla propria professione e in base al proprio stile di vita, oltre a essere definito l’edificio più sostenibile al mondo.
Quello che viene spontaneo chiedersi, è quanto possa costare vivere in una struttura come questa. Diversamente da quanto uno possa immaginarsi, in realtà i costi sono abbastanza contenuti. Infatti, stando a quanto riportato da un articolo dell’agenzia di stampa cinese Sina, gli appartamenti più piccoli e senza finestre vengono solitamente affittati a circa 1.500 renmimbi (191 euro) al mese. Le case più grandi invece, provviste di balconi, possono essere affittate fino a 4.000 renmimbi (cioè 509 euro) al mese.
È partita questa mattina la delegazione di ragazze e ragazzi dei 16 istituti superiori coinvolti per il “Viaggio del Ricordo” insieme alla delegazione di Roma e della Città metropolitana composta dall’Assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, i consiglieri capitolini Carla Fermariello e Maurizio Politi, la Consigliera delegata alla Viabilità della Città metropolitana di Roma Capitale, Manuela Chioccia e la Consigliera metropolitana Agnese Mastrofrancesco.
Tre giorni sui luoghi delle Foibe, dell’Esodo Giuliano-Dalmata e della storia della comunità Istriano-Fiumano-Dalmata: la Città metropolitana e Roma Capitale, insieme all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e tutti coloro che sono stati coinvolti, promuove l’educazione delle nuove generazioni permettendogli di approfondire episodi della storia drammatici che non devono ripetersi.
Gli studenti dei 16 licei di Roma e della Città metropolitana e la delegazione istituzionale sono stati accompagnati dalla Vicepresidente nazionale e Presidente del Comitato Provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Donatella Schürzel con una delegazione dell’Associazione sui luoghi simbolo della storia della comunità Istriano-Fiumano-Dalmata: dal Sacrario di Redipuglia, dove sono seppellite le salme di 100 mila soldati caduti nella Grande Guerra, al Magazzino 26 gestito dall’Istituto regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata fino alla visita al Narodni Dom e alla Risiera di San Sabba.
Il Viaggio proseguirà domani, 15 aprile, con l’arrivo del Sindaco Roberto Gualtieri che raggiungerà i ragazzi e la delegazione a Gorizia. Previsti incontri con il Sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, l’Associazione degli Esuli, l’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica di Slovenia, Giuseppe Cavagna, il Sindaco di Nova Gorica, Samo Turel e il Sindaco di Trieste, Roberto DiPiazza oltre alla visita alla Foiba di Basovizza dove il Sindaco renderà omaggio alle vittime delle foibe e dove saranno presenti oltre alla delegazione dell’ANVGD, la delegazione della Società degli studi fiumani e il Segretario generale dell’Unione Economica Culturale Slovena, Livio Semolic. A seguire il Sindaco si recherà anche al Monumento ai Fucilati di Basovizza.
In serata la delegazione verrà raggiunta dall’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio.
Il Viaggio si concluderà mercoledì 16 aprile con la visita alla Città di Pola.
“E’ un appuntamento immancabile che mette al centro non semplicemente la Fisica, ma il suo insegnamento e le migliori strategie didattiche per avvicinare gli studenti alla cultura scientifica. E’ per questo motivo che da oltre vent’anni mi impegno nel mio Istituto per svolgere i Campionati della Fisica come occasione, anche simbolica, per dare la massima visibilità a questa meravigliosa disciplina”. Il Prof. Sandro Pase, Docente di Fisica e Vicepreside dell’Istituto Superiore “Giuseppe Di Vittorio” è di ritorno da Senigallia dove dal 9 al 12 aprile si sono svolte le Finali nazionali dei Campionati, nelle aule del Liceo Scientifico “Enrico Medi” intitolate al celebre scienziato, docente universitario marchigiano poi deputato dell’Assemblea Costituente nel 1946, Direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vicepresidente dell’Euratom. “Abbiamo disputato a dicembre la Gara d’istituto, – ha spiegato il Prof. Pase – quindi le Regionali all’Università La Sapienza e i nostri studenti hanno raggiunto sempre buoni piazzamenti (due hanno poi proseguito gli studi all’Università), pur non essendo riusciti stavolta a superare le selezioni per le Nazionali. Ma non è questo l’importante. Sicuramente la concorrenza dei Liceali è forte, tuttavia il nostro obiettivo è quello di far comprendere agli allievi la bellezza e l’importanza della Fisica. Del resto – ha aggiunto il Prof. Pase, Membro dal 2004 della Commissione nazionale per la correzione della Prova sperimentale dei Campionati, Socio A.I.F. e Segretario della Sezione romana dell’ A.I.F. – proprio questo rappresentava lo scopo dei promotori dell’Associazione degli Insegnanti di Fisica. Era il 1962 quando un gruppo di Docenti degli Istituti Tecnici decise di fondarla, estendendo poi l’iniziativa ai Docenti liceali, per individuare le migliori strategie di insegnamento di questa disciplina, promuovendone le straordinarie potenzialità formative, nella convinzione profonda che la Fisica sia importante non soltanto per comprendere i fenomeni naturali ma anche per alimentare la propria curiosità verso il mondo. Desidero ringraziare tutti i miei colleghi per il supporto che offrono ogni anno nell’organizzazione delle Gare d’Istituto. L’appuntamento è, per gli studenti vincitori delle Nazionali, a Sofia, in Bulgaria, dal 13 al 17 giugno e, per i nostri allievi, alle prossime Gare d’Istituto. Grazie a tutti”.
Roma, una città che riesce sempre a stupirci per i il suo fascino e per le sue scoperte, solo che questa volta non si tratta di una scoperta archeologica, bensì di animali acquatici che di solito troviamo al mare e che invece ora si sono “traferiti” in città. E’ il caso appunto di quello che sta avvenendo tra i resti del Foro di Traiano, una colonia di potamon che a quanto pare abitano l’area già da oltre mille anni. Tutto questo è dovuto a un habitat favorevole che ha permesso loro di sopravvivere e di svilupparsi nel tempo. Infatti, come riporta anche il “Messaggero”, la parte dei Fori chiusa al pubblico è percorsa da canalette di scolo, coperte con mattoni, per permettere il deflusso delle acque verso i corsi d’acqua sotterranei, protetti da apposite grate: questo ha reso possibile l’insediamento degli animali. I granchi sono visibili prettamente durante la notte, mentre di giorno si trovano solo i loro resti, visto che sono preda di corvi e gabbiani. La comunità scientifica, assieme ai ricercatori di Roma Tor Vergata ne aveva segnalato la presenza di oltre 500, ma oggi se ne stimano molti di più.
A parlare sono stati soprattutto gli esperti del settore, come Bruno Cignini professore di conservazione e gestione della fauna urbana all’università di Tor Vergata che ha dichiarato che la colonia di granchi di Traiano mostra delle caratteristiche particolari dovute al lungo isolamento che ha permesso a questa colonia di evolversi e di dare avvio a una specie evolutiva veramente unica.
Gli esemplari che oggi vivono il centro di Roma hanno delle dimensioni notevolmente diverse rispetto a quelli che vivono nell’ambiente naturale. Questa colonia infatti è grande praticamente il doppio e il loro carapace si aggira intorno ai 7-8 centimetri a differenza dei soliti 4-5 centimetri. I granchi sembrano risalire all’epoca dell’impero romano e a causa dell’isolamento che è perdurato per millenni si sono sviluppati in modo differente rispetto alla loro specie per via dell’adattamento all’ambiente in cui si sono ritrovati a vivere.
La scuola Giovanni Cena di Cerveteri è l’unica rappresentante del Lazio, in un’iniziativa che mette al centro la pace, la creatività e il lavoro di squadra dei nostri ragazzi.
L’Assessora alla Pubblica Istruzione, Servizi per l’Infanzia e Adolescenza Federica Battafarano lancia l’appello per supportare la scuola “I nostri studenti hanno realizzato con impegno e passione due opere meravigliose dal titolo “Le Orme sul Mondo” e “La Montagna della Speranza”. Come possiamo aiutarli? Votando le opere n. 3 e n. 6 , quelle che vedete nella foto, attraverso questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScD9xONOZxYUsGF6uH0q19UhL4-lm84dfE8fgxpfrAmagEfpw/alreadyresponded
Facciamo sentire il calore di Cerveteri, dimostriamo quanto la nostra comunità sa unirsi per i suoi giovani. Diffondete il messaggio con amici e parenti e soprattutto votate!”
Un omaggio a un luogo iconico, che a metà degli anni ’90 divenne un punto di riferimento per i giovani musicisti del centro Abruzzo e dell’intero territorio nazionale, in grado di catalizzare anche le attenzioni della stampa e degli addetti ai lavori. Si tratta del “Naima”, locale che tra il 1994 e il 1997, a Sulmona (L’Aquila), ospitò tantissime formazioni musicali, spaziando dal jazz al rock, dal blues alla musica d’autore, e che fece da scenario a tanti concerti e rassegne. A celebrare il locale, i suoi fondatori Domenico Leone e Paolo Meniconi, e le tante band che hanno calcato il palco sarà la mostra “Naima 2025 – Suoni, Sogni, Volti” che sarà inaugurata giovedì 17 aprile, alle ore 18.30, nei locali di FG Music in Viale Papa Giovanni XXIII, N.64 a Sulmona, altro luogo iconico per i musicisti abruzzesi e non solo, grazie all’impegno profuso da Fausto Andreotti e dalla sua famiglia.
La mostra prevede un’esposizione di manifesti, poster, fotografie, schede e articoli di giornale dei concerti, delle rassegne rock e delle band che hanno suonato nel mitico locale di via Alessandro Volta, negli spazi del Dopolavoro Ferroviario. La mostra potrà essere visitata fino al 4 maggio 2025, dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 20 (domenica e festivi chiusa). Per informazioni: WhatsApp 340 0735506.
Il Naima è stato per Sulmona e il Centro Abruzzo il locale rock per eccellenza, colmando un vuoto che risaliva almeno dalla fine degli anni ’60. Partito come locale jazz, nel giro di poco tempo il numero di persone che circolò dentro e fuori il locale crebbe a dismisura e con loro anche la fama. Nato dall’intuizione di Domenico Leone e Paolo Meniconi sulla volontà di offrire in città una proposta musicale adatta al mondo dei club, il Naima divenne ben presto un crocevia di artisti indipendenti più o meno noti sulla scena nazionale. Da ricordare per esempio il concerto della punk band Senzabenza (al tempo spalla dei tour italiani dei Ramones), o i Mr. Igor, che proponevano le canzoni di un allora ancora sconosciuto Alex Britti. Ma il locale divenne ben presto il palco per i sogni di gloria di tante band locali e non solo. Ne furono una conferma le varie edizioni della rassegna “Notti Rock”, che ha visto alternarsi sul palco band come MG14, Mr. Chipsters, Nameless, Attn’ Kiff, Figurine Mancanti, Mescalina, Le Voglie di Maria, Amanithe, Rotten Sound, Angry Noise, Freedom, Fuck’N’Fun, Stoned, No Future, Beehive, 3M, Edipo e il suo complesso, No More Fear, P38KS, Linea d’uscita, Lybra, Teddy Beers, Leve Eve Leave, Miasma oltre che di fuori città come gli Intifada di Pescara, i Carrion di Teramo, Sotto l’albero ci piove di Castel di Sangro, gli Hogun di Pescara, i Gerky Monkey di Terni, i Condanna di Lanciano, i Meat For Dogs di Catanzaro, i Sacral Death di Bari, i Blood Stained Host di Bussi sul Tirino, i Monofase di Roma e tanti altri.
“La mostra nasce per omaggiare un periodo culturale e per certi aspetti irripetibile per Sulmona”, spiega Emanuele Verrocchi, l’ideatore della mostra, “Voglio ringraziare Domenico Leone per l’affascinante raccolta documentale. E’ doveroso rendere omaggio al Naima e ai suoi fondatori Domenico Leone e Paolo Meniconi, sia per il contributo culturale dato alla città con una proposta inedita fino a quel periodo, e sia per aver dato la possibilità a tanti ragazzi di allora di trovare un palco e avere la possibilità di potersi esprimere liberamente, proponendo qualsiasi genere di musica. Sono invitati all’esposizione tutti i musicisti di quel periodo, oltre che gli stessi fondatori del locale, per recuperare altre foto e ulteriore materiale. A molti farà piacere rivedersi”.
Per Antonio Ranalli, giornalista musicale “il successo del Naima è da inquadrare anche nell’esplosione del rock italiano degli anni ’90, che aveva fatto emergere centinaia di nuove band, e contagiato di conseguenza tanti ragazzi che, sulla scia di concerti e rassegne sparse in tutta Italia, volevano in qualche modo “esserci” ed essere testimoni di quel periodo. Alcune band locali sono state sicuramente un punto di riferimento importante per tutti, penso agli MG14, che grazie alla proposta musicale offerta fecero conoscere ai ragazzi canzoni e artisti, indirizzando anche loro scelte musicali”.
Per Silvio Mancinelli, l’altro curatore della mostra, “al di là della qualità delle esecuzioni, l’aspetto più importante è stato quello aggregativo: in quel periodo oltre che tante band sono nate tante amicizie che nella maggior parte dei casi durano ancora oggi. Nel lavoro di ricerca fatto per questa mostra sono spuntati ovviamente anche tanti video, che stiamo digitalizzando. L’idea è anche quella di realizzare un piccolo documentario. Per questo realizzeremo in questi giorni anche delle interviste ai musicisti e ai protagonisti di allora per cercare di realizzare un documento che riteniamo utile e che speriamo possa magari invogliare tanti ragazzi di oggi a prendere in mano una chitarra e a dare sfogo alle proprie emozioni”.
L’interpretazione di celebri brani conquista la platea del teatro per la manifestazione sostenuta dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio
Platea al completo ieri a Bracciano per “Sulle Ali del Valzer”, il secondo ed ultimo appuntamento de “Il Delia Scala in Musica”, la manifestazione nata dalla collaborazione tra il Comune di Bracciano, la Claudia Biadi Music Academy Aps con il contributo della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.
Tre soprani e due valenti pianisti hanno eseguito un variegato programma di valzer, selezionati dal direttore artistico Amarilli Nizza. Pagine celebri, popolari, come popolare è stato il valzer a partire da Johann Strauss, omaggiato ieri nel bicentenario della nascita. Molto apprezzati i brani strumentali eseguiti a quattro mani dai pianisti Massimiliano Tisano e Simone Colucci.
Tra un brano e l’altro l’attrice Maria Beatrice Giovani ha introdotto con note storiche e biografiche degli autori. E’ stata una carrellata ad effetto che ha ricompreso il meglio delle composizioni a tempo di valzer. Apprezzamenti sono arrivati anche per le vocalità dei tre soprani, dal timbro più scuro di Miriana Colagiovanni a quello più acuto di Francesca Paolucci e Lisadora Valenza.
In apertura il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi ha sottolineato come con questa manifestazione la lirica e il bel canto abbiano fatto ritorno a Bracciano, invitando il pubblico a seguire gli spettacoli in programma al Delia Scala fino al 25 maggio.
“L’accoglienza ricevuta, la sala al completo, il consenso unanime per gli artisti – ha commentato a margine dell’evento il direttore artistico Nizza – ci ripaga dell’impegno organizzativo. In molti hanno potuto seguire dal vivo brani tanto celebri da divenire oggi jingle per spot pubblicitari o stacchetti di programmi televisivi. Un programma che ha abbracciato quasi due secoli a tempo di valzer. Ringraziamo – ha aggiunto Nizza – il Comune di Bracciano per aver accolto la nostra proposta musicale e la presidenza del Consiglio regionale del Lazio che ha sostenuto il progetto. Lavoriamo per promuovere una più diffusa cultura musicale in particolare tra i giovani e valorizzando gli spazi del territorio”.
I due appuntamenti de Il Delia Scala in Musica sono inseriti in “Intuizioni di Primavera, Teatro, Cinema, Musica, Danza La rassegna che non si rassegna” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bracciano. Sabato 26 aprile alle 21 è la volta della proiezione gratuita di “Adam” della regista Maryam Touzani. Anche questo, come gli altri film in calendario – spiega l’assessora Biancamaria Alberi – è stato selezionato dalla programmazione del Medfilm Festival vocato alla promozione del dialogo interculturale”. Domenica 27 aprile alle 21 va in scena “Pulcinella nella Luna” di e con Federico Moschetti, viaggio fantastico in un mondo alla rovescia, esperimento fra teatro di strada e storytelling secondo i canoni della Commedia dell’Arte tradizionale rivisitata.
Martedì 15 aprile, ore 18:30 Sezione PD Ponte Milvio – Via della Farnesina 37
Introduce: Marco Pacciotti (Direzione nazionale PD)
Intervengono: Marco Tarquinio, Europarlamentare; Camilla Laureti, Europarlamentare; Maurizio Melani, già Ambasciatore presso il Comitato Politico e di Sicurezza dell’UE
Modera: Sabrina Borgioni (Segretaria GD Roma XV)
Saluto di Daniele Torquati, Presidente Municipio XV
Un’occasione per riflettere insieme sul futuro della sicurezza europea.
“La madre addolorata era ai piedi della croce cui era appeso il figlio”, questo l’incipit del testo, letto magistralmente da Carla Maglione, attribuito a Jacopo dei Benedetti (Jacopone da Todi), il frate, scomunicato da Bonifacio VIII che “impazzito d’amore per Cristo, con la sua arte nuova si prese gioco del Mondo e si conquistò il Cielo”.
Nella “Messa tridentina”, lo “Stabat Mater” è la sequenza cantata nella Messa del venerdì della “Settimana di Passione” che, nell’ambito dei “Concerti di Primavera” (XXVI rassegna 2025 dell’Associazione Scuola Orchestra), l’insieme vocale e strumentale “DALTROCANTO” ha offerto, in apertura della Settimana Santa sul tema del rispetto e della pace, al pubblico attentissimo che ha gremito la Chiesa della Collegiata di Anguillara Sabazia.
In questo periodo di morte, di odio e di sopraffazione, non ci si poteva attendere nulla di diverso da animi sensibili come sono quelli delle donne, come è l’animo di questo gruppo tutto femminile, donne che sanno bene cosa può essere il dolore di una madre per la morte del figlio.
Se non ci stupisce che le loro soavissime voci abbiano saputo penetrare nei cuori degli ascoltatori, non ci si stupisce nemmeno, se si riflette solo per un attimo, che il coro sia composto solo da donne; che il direttore sia una donna, il maestro Elisabetta Bertini; che le musiciste siano quattro donne europee: Eva Augustynowicz al violino, Giorgia Pancaldi al violoncello, Alina Pawlowska e Kristine Robertson ai flauti traversi e Martina Dukovska all’organo ed infine che la presidente della associazione sia una donna, Anna Rosa Sprocati. Solo le donne conservano passione e forza, nonostante le avversità e le disattenzioni delle istituzioni. La passione e la forza di poter continuare a far vivere una associazione senza proventi esterni. Una associazione che ha come scopo la diffusione della cultura musicale.
Diffusione praticata anche attraverso corsi e gruppi d’insieme tenuti presso la sede dell’Associazione, in locazione, sita all’ultimo piano della torre medievale. Si tratta di 15 corsi, di strumento e di canto cui è possibile accedere ad ogni età, guidati da maestri competenti, simpatici, vivaci e appassionati.
Il loro canto sublime ha spaziato sulle note degli “Stabat Mater” di A.G. Perugini, Z. Kodaly, S. Cesis, G. Durighello, G. Tartini per concludersi con le celeberrime melodie di Giovanni Battista Pergolesi che creò, a 26 anni, lo Stabat Mater come sua ultima composizione (forse completata il giorno stesso della morte). Musiche elevate che hanno la straordinaria capacità di condurre fuori dal tempo e dallo spazio chi si faccia avvincere dai suoni soavi, sollevatisi sulla volta di una chiesa dalla acustica inebriante, entrati nei cuori di tutti i presenti, che hanno apprezzato ed applaudito di cuore.
A queste splendide donne, si sono affiancate, per una sera, le voci di Riccardo Cuppini e Govanni Rago per eseguire i versetti in gregoriano di un brano di Tartini che riunisce in otto minuti di esecuzione l’intero testo dello Stabat Mater e, per una sera, l’Insieme Femminile DALTROCANTO ha lasciato al maestro Giovanni Rago la direzione di una parte del concerto.
Si è trattato realmente di un piacevolissimo dono offerto agli amanti della buona musica, per l’accrescimento culturale e sentimentale della cittadinanza. Maestri, musiciste e coriste si sono infatti esibiti in maniera assolutamente gratuita, con patrocinio non oneroso del Comune di Anguillara Sabazia e della Proloco e senza alcun supporto da parte di enti privati.
Eppure la cultura musicale, che ha fatto grande l’Italia nel passato, avrebbe bisogno di maggiore considerazione e sostegno.
L’Associazione Scuola Orchestra è presente da oltre 36 anni sul territorio di Anguillara, operando senza fini di lucro per la diffusione della musica. L’Associazione rappresenta un’importante esperienza sociale e culturale, che ha avvicinato persone di ogni età all’ascolto e alla pratica musicale, creando sul territorio una folta comunità di musicisti amatoriali, piccoli e grandi, che fanno della musica un elemento di comunicazione e di piacere. Oltre all’educazione vocale e strumentale individuale, affidata a maestri e maestre di elevata competenza , vivaci e appassionati, l’Associazione fa leva sulla formazione di vari gruppi d’insieme. Attualmente comprende 8 diversi gruppi d’insieme che accolgono persone di tutte le età: da tre a novantanove anni. L’offerta musicale comprende la propedeutica musicale per i più piccoli, la musica corale, classica, sinfonica, jazz, pop e rock. L’Associazione trova la sua forza nella collaborazione volontaria e appassionata dei soci, opera in dialogo costante con l’Amministrazione Comunale ed è aperta a collaborazioni con le Associazioni del territorio. Ha come sua sede storica gli ambienti della Torre Medioevale.
Il Consiglio Direttivo attualmente è composto da: Anna Rosa Sprocati, presidente; Mara Scaperrotta vicepresidente; Cristina Scripa segretaria amministrativa; Giorgia Pancaldi, Alessia Rossetti, Francesca Brunazzi, Katia Tuzi, Lucia Pazzini, Nadia Presaghi e Ingrid Paulin, consigliere.
Un mare di folla davanti al mare per un evento riuscito
Pennellate di verde sfumato di viola hanno caratterizzato il centro di Ladispoli in questo fine settimana: va in scena la Sagra del Carciofo romanesco, l’appuntamento tradizionale per cui la cittadina laziale lavora un anno intero. Centinaia di mila persone hanno affollato le vie del centro, una marea di persone davanti al mare, col protagonista declinato in tutte le ricette tipiche della tradizione. Un potpourri di odori che ha invogliato e rallegrato le migliaia di intervenuti, ripagati delle code e della pazienza necessaria per trovare il parcheggio.
Come di consueto, aree lunch con stand enogastronomici regionali, pronti a far assaggiare le proprie tipicità, e poi i numerosissimi artigiani con le produzioni originali e ricercate.
Nella piazza centrale, poi, le famose composizioni realizzate con i carciofi: quest’anno tra mongolfiera e un enorme cuore, a vincere è stata Splash, tre pesci che riportano il mare al centro.
L’organizzazione impeccabile come sempre, tutto è ormai calcolato, rodato, sperimentato: perfetto il sincrono lavoro delle forze dell’ordine e delle tante organizzazioni di volontariato, grazia al lavoro dei quali tutti hanno potuto godersi una sagra sicura e senza intoppi.
Orgoglioso il sindaco Alessandro Grando, che stamattina, dopo aver fatto visita a tutti gli stand regionali, ha radunato sul palco l’intera amministrazione comunale, i comandanti delle Forze dell’Ordine, i rappresentanti delle città spagnola di Benincarlò e tedesca di Heusenstamm, gemellate con Ladispoli.
L’agone ha incontrato il regista della manifestazione, Claudio Nardocci, presidente della Pro Loco, che di Sagre del Carciofo ne ha organizzate così tante.
“La mia prima sagra l’ho organizzata 40 anni fa, la tradizione è così tanto forte che non ci ha fermato il terribile freddo del ’56, che rovinò tutti i raccolti, il covid. Anche quest’anno un successo, che si traduce sul sorriso delle persone, vero riscontro del successo che ripaga l’enorme lavoro che sta dietro a questa sagra. Infatti, già da domani, cominceremo a lavorare per la prossima, animati dall’entusiasmo di quest’ennesimo successo”.
Sabato sera Anna Tatangelo ha riempito la piazza con il suo timbro di voce caldo e il suo fascino sempreverde; nemmeno la pioggia dispettosa ha dissuaso i migliaia in piazza.
Domenica sera, in chiusura, i tradizionali fuochi d’artificio sul mare, a salutare cittadini e turisti e l’ultima testa coronata dei vegetali, sua maestà il carciofo.