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Civitavecchia. Solidarietà al sindacalista aggredito a Genova.

Luciani (PD Civitavecchia): “Serve un impegno chiaro e senza infingimenti contro ogni rigurgito neofascista”

Leggiamo con sdegno e profonda preoccupazione la notizia dell’aggressione subita a Genova da un dirigente sindacale della CGIL, vigliaccamente assalito da due individui che non hanno esitato a insultarlo con frasi fasciste, a sputargli addosso e ad alzare il braccio nel saluto romano, mentre scendeva da un’auto di servizio. Un episodio gravissimo, che colpisce al cuore i valori democratici e costituzionali del nostro Paese, e che non può essere derubricato a semplice atto di intolleranza. È squadrismo. È fascismo.

A nome del Partito Democratico di Civitavecchia esprimo la più sincera e convinta solidarietà al compagno aggredito, a tutta la CGIL e al mondo del lavoro organizzato, che ogni giorno difende i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso in contesti difficili, sempre con coraggio e coerenza.

Ma ciò che rende ancora più inquietante il contesto in cui questa aggressione si è consumata, è il clima che si sta creando nel nostro Paese, in cui l’odio e la provocazione sembrano trovare sempre più spazio. Solo pochi giorni fa, sempre a Genova, un sindaco di centrodestra ha disposto la rimozione della tomba di un partigiano dal cimitero monumentale di Staglieno, giustificandosi con una motivazione pretestuosa e offensiva, secondo cui la tomba “non era decorosa”. Un atto di una gravità inaudita, compiuto con una scusa ridicola, che offende non solo la memoria di chi ha dato la vita per la libertà, ma tutta la storia democratica dell’Italia repubblicana. (https://genova.repubblica.it/cronaca/2025/04/13/news/genova_sindaco_centrodestra_rimuove_tomba_partigiano_anpi-424125626/).

Non possiamo restare in silenzio. Non possiamo limitarci all’indignazione del momento. Dobbiamo alzare la voce, ribadire con forza che l’antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica, e che non può essere considerato una bandiera di parte o un vecchio ricordo da commemorare una volta all’anno.

A chi oggi minimizza, alza il sopracciglio o sorride con sufficienza quando si parla di rigurgiti neofascisti, diciamo con chiarezza: la realtà è sotto gli occhi di tutti, basta avere il coraggio di guardarla. È tempo che chi ha responsabilità istituzionali, a ogni livello, si dichiari antifascista senza infingimenti, senza ambiguità, senza calcoli elettorali. Perché restare neutrali di fronte a queste aggressioni significa essere complici.

L’Italia democratica e repubblicana ha il dovere di reagire. L’antifascismo non è solo memoria: è impegno civile, è presidio della democrazia, è lotta quotidiana contro l’odio, la violenza e ogni tentativo di compressione dei diritti e delle libertà.

Enrico Luciani
Segretario del Partito Democratico di Civitavecchia

 

A Pola si conclude il Viaggio del Ricordo con i ragazzi dell’Istituto Italiano Dante Alighieri

Questa mattina gli studenti dei 16 licei e la delegazione composta dall’Assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, i consiglieri capitolini Carla Fermariello e Maurizio Politi, la Consigliera delegata alla Viabilità della Città metropolitana di Roma Capitale, Manuela Chioccia e la Consigliera metropolitana Agnese Mastrofrancesco, a cui si è unito l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, hanno incontrato gli studenti dell’Istituto Italiano di Pola presso il Liceo italiano Dante Alighieri e successivamente la delegazione si è recata presso la Comunità degli italiani di Pola.
Presenti anche il Console onorario a Pola, Tiziano Sosic; il Vicesindaco di Pola, Bruno Cergnul; la Preside dell’Istituto, Debora Radolovic; il rappresentante dell’Unione italiana in Croazia, Marin Corva e Il Presidente dell’Unione italiana, Maurizio Tremul oltre alla Vicepresidente ANVGD Donatella Shutzel insieme alla delegazione dell’Associazione.
È importante collaborare con le minoranze culturali e rimanere in ascolto delle numerose realtà che promuovono la cultura italiana nel mondo.
Ricordare significa prendere atto di quello che è accaduto per modificare il presente e progettare il futuro guardando alle nuove generazioni.
Essere presenti in questi luoghi, per Roma Capitale e Città metropolitana, significa narrare ciò che è accaduto con uno sguardo che ci permette di capire la funzione delle istituzioni al giorno d’oggi: preservare lo status di pace.
Ufficio comunicazione – Città metropolitana di Roma Capitale

Bracciano. Al liceo Ignazio Vian una conferenza sul cyberbullismo e i rischi del web

La dirigente scolastica dell’Istituto “Ignazio Vian”, Francesca De Luca, ha aperto con i saluti istituzionali la conferenza del 14 aprile dal titolo “INSIEME AD ANDREA. Per dire no al bullismo e cyberbullismo”. L’incontro, che ha coinvolto le classi prime e seconde, si è tenuto nell’Aula Magna dell’Istituto dove si sono alternati due relatori d’eccellenza, Emilio Farascioni e Teresa Manes, che hanno incantato i ragazzi narrando le loro esperienze con il cuore. Emilio Farascioni, sovrintendente della Polizia di Stato, in servizio nella polizia postale, ha in attivo un’esperienza trentennale, ha incontrato almeno 60,000 alunni che lo hanno reso ottimo conoscitore di storie vissute, storie di dolore e di problemi derivanti da internet e dai social. Ha raccontato in modo coinvolgente, con un linguaggio ricco di gag, di aneddoti, di frasi interrogative e figure retoriche i comportamenti più comuni agiti dai giovani durante la navigazione in internet e nei social. Ciò ha stimolato la condivisione e mantenuto alto il livello di attenzione e riflessione sul fatto che un poco alla volta stiamo tutti mettendo la nostra vita on line. Lo sanno bene le grandi aziende che, anche a distanza di anni, quando ricevono i curriculi per richieste di lavoro, fanno una ricerca del comportamento pregresso tenuto dal candidato sui social. Lo sanno bene ladri e truffatori che rischiamo di ritrovarci in casa perché utilizzano i post che ci mostrano in vacanza o perché sono attratti dall’immagine di un dono prezioso che abbiamo postato orgogliosamente.

 

Possiamo dire che, ormai, anche i professori controllano i nomi degli alunni che fanno il loro ingresso in classe prima per sapere con chi avranno a che fare. Gli argomenti hanno toccato temi sentiti dai ragazzi :  la foto osè, ricevuta dalla fidanzatina,  quando può configurarsi come reato di pedopornografia; la facilità con cui i truffatori potrebbero rubarci la password e come cautelarci; i motivi per non accogliere amici sconosciuti solo per avere più followers; la necessità di ricordare che su internet l’anonimato non esiste poiché tutti abbiamo un indirizzo IP.; la certezza che perderemo il controllo dei nostri post che non potranno più essere definitivamente eliminati dalla Rete. Egli suggerisce come allertare i nonni, dopo aver raccontato che ci sono almeno 30 /40 anziani al giorno che vengono truffati su Roma e provincia; i ladri che si fingono avvocati, poliziotti, carabinieri, facendo leva sull’emotività e sulla fretta, si dichiarano pronti a fare uscire dal carcere, in cambio di denaro o preziosi, un famigliare che è stato arrestato perché coinvolto in un incidente stradale. Inoltre, Farascioni, pone l’allerta sull’inganno della “giovane, bella straniera intelligente” che, una volta ricevuta l’amicizia, ti propone una sfida: non solo ti convince a spogliarti ma anche a fare cose di cui ti vergognerai. Puoi finire a ballare sul letto, da solo e nudo, convinto di non essere visto. In realtà la “”ragazza intelligente” filma tutto, poi ricatta: all’adulto chiederà soldi, al bambino chiederà di ripetere l’esperienza da utilizzare come materiale pedopornografico. Almeno tre suicidi di adulti sono imputabili a quest’inganno.

Toccante è stato il racconto di Teresa Manes che ha descritto con grande dignità il dolore vissuto come mamma di Andrea Spezzacatena, quando lui ha deciso di “andarsene” nel 2012, qualche giorno dopo aver compiuto 15 anni. Lei era totalmente ignara del fatto che suo figlio fosse oggetto di insulti omofobi da parte dei compagni di classe che lo avevano etichettato come “il ragazzo dai pantaloni rosa”. Esprime ciò che ha provato nel “sentirsi paralizzata dal dolore” quando ha vissuto quel terribile momento in cui un grido di disperazione “Andrea si è impiccato!” l’ha attraversata come un fulmine, da parte a parte, lasciandola a terra tramortita. Come tutti gli adolescenti, Andrea, anziché parlare di quanto gli accadeva con mamma o papà, si era confidato solo con due amici, raccontando la sua sofferenza e il tentativo fallito di togliersi la vita; gli amici hanno taciuto ritenendo falsamente che rivelare ad un adulto questa confidenza avrebbe significato “fare la spia”. «La violenza verbale è una prima forma di violenza psicologica perché le parole sono come pietre che quando ti colpiscono lasciano ferite… È una forma di bullismo che ti scava dentro e ti fa sentire una schifezza- dice Teresa Manes- Andrea è stato vittima dei pregiudizi…».
Emergono tutte le caratteristiche del bullismo: l’intenzionalità, la persistenza delle aggressioni fisiche, verbali, psicologiche, l’asimmetria della relazione tra bullo e vittima. Si cita la legge 71 del 2017 sul cyberbullismo emanata su proposta della senatrice Elena Ferrara in seguito al suicidio della 14enne Carolina Picchio. È una legge che esclude la denuncia penale per il minorenne, tuttavia egli può essere soggetto all’ammonimento del questore, una sorta di cartellino giallo del quale si terrà conto in caso il minore dovesse incorrere in altre condotte negative.


E a proposito di scuola, Farascioni racconta che ogni giorno pervengono in questura segnalazioni di giovani che filmano o offendono docenti o capi d’Istituto, ignari che in quel momento essi rivestono la funzione di pubblico ufficiale; tale comportamento può dunque configurarsi un oltraggio a pubblico ufficiale. Sui rapporti disciplinari, cita il caso in cui un’annotazione con tanto di firma del docente è stata fotografata dal registro di classe poi diffusa, ignorando che tale registro ha valore di atto pubblico pertanto non può essere duplicato. Al ragazzo questo gesto è costato una denuncia.
Parole di affetto verso Teresa Manes e di vicinanza ai ragazzi in questo periodo delicato della crescita sono giunte dall’assessore M. Guitarrini che la ringrazia per l’impegno infaticabile con cui lei ha trasformato il dolore in qualcosa di generativo. Ricorda agli allievi adolescenti che non sono soli ad affrontare le difficoltà della crescita infatti in 5 Comuni del comprensorio è presente un “centro per le famiglie”, cui i ragazzi possono rivolgersi per dirimere dubbi e problemi. Le insegnanti Chiara Luciotto, referente del percorso inclusione del liceo Vian, e Giuseppina Tessitore, referente del team bullismo nell’Istituto Paciolo, si rivolgono agli alunni incitandoli ad essere portatori di risorse, esprimono fiducia in loro e la piena disponibilità della scuola e degli insegnanti.” Se tante piccole persone in tanti piccoli posti fanno tante piccole cose può cambiare la faccia di tutta la Terra”.

La dirigente Francesca De Luca, nel chiudere la conferenza, ha ricordato che “La porta della presidenza è sempre aperta”, si è complimentata con i relatori e con gli allievi ai quali è stato indirizzato un messaggio unanime: “Siate complici, rimanete uniti, proteggetevi l’un l’altro, rincorrete i vostri sogni senza farvi tagliare le ali da qualcuno; apprezziamoci come siamo perché c’è anche il bello dell’alterità”. Infine ha ringraziato i rappresentanti istituzionali intervenuti: G. Sala, presidente del consiglio comunale di Bracciano e l’assessore M. Guitarrini, l’assessore R. Micheli di Manziana, il presidente G. Furgiuele e la redattrice del giornale L’agone, i referenti del team bullismo per l’I. C. di Manziana e per l’I.I.S. Luca Paciolo di Bracciano.

Anna Maria Onelli – Redattore L’agone

Giovani ed estero. L’importanza per la crescita e per il lavoro di studiare all’estero

Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della società psicoanalitica italiana

di Marialuisa Roscino

Studiare all’estero, specialmente attraverso programmi come l’Erasmus, si rivela un’esperienza formativa di grande valore per la crescita personale e professionale dei ragazzi. I benefici che emergono dagli studi internazionali sono molteplici e toccano diverse sfere: dal miglioramento delle competenze linguistiche, allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e della fiducia in se stessi, alle opportunità lavorative e di contatti internazionali, non ultimo all’acquisizione di ricordi preziosi, che restano per sempre nel cuore dei ragazzi. Di tutto questo e molto altro, ne parliamo oggi in questa intervista con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Dott.ssa Lucattini, recenti studi evidenziano impatti molto positivi, provenienti da esperienze vissute dai ragazzi all’estero. Potrebbe approfondire quali sono in particolare gli effetti benefici concreti che uno studente può trarre da un’esperienza di studio all’estero?

I viaggi di studio internazionali e l’esperienza dell’Erasmus, offerta dalle Università pubbliche e private, permettono di sviluppare competenze specifiche, approfondire la conoscenza di una lingua straniera e di fare esperienza diretta di ambienti internazionali, approfondendo le proprie conoscenze interculturali. Secondo lo studio pubblicato su Higher Education (2022) le esperienze di studio all’estero promuovono un processo di ridefinizione identitaria. Gli studenti si trovano a confrontarsi con sistemi educativi, linguaggi accademici e codici culturali diversi, e questo li porta a riflettere sulle proprie abitudini, convinzioni e aspirazioni. Il cosiddetto “dislocamento produttivo”, ovvero una situazione in cui una persona viene temporaneamente “spostata” dal proprio ambiente abituale — fisico, culturale, linguistico o sociale — e proprio grazie a questo spostamento, sviluppa nuove consapevolezze, competenze e risorse interiori, questa collocazione volontaria e ben organizzata, in un altro ambiente, aiuta a costruire una identità più flessibile e autonoma, stimolando anche la riflessività.

Queste esperienze possono favorire nei ragazzi il senso di autonomia e a sviluppare capacità decisionali, ad esempio, a trovare concretamente soluzioni nella routine quotidiana?

Quando i giovani si trasferiscono all’estero per studiare, si trovano a dover affrontare da soli una serie di situazioni pratiche che prima venivano gestite dalla famiglia: cercare un alloggio, aprire un conto bancario, districarsi nei meandri di una burocrazia diversa da quella del proprio paese, fare la spesa, cucinare, gestire il denaro che di solito è limitato, capire come funziona il sistema sanitario locale, imparare a muoversi nella nuova università. Sono tutte sfide calibrate, ma che, col tempo, stimolano l’autonomia, promuovono le capacità decisionali e rafforzano l’autostima. Diventare autonomi significa imparare a stringere nuove relazioni in modo meno dipendente e più autentico, anche grazie all’assenza di un controllo esterno. All’estero, i giovani hanno la necessità costruire la propria rete sociale quasi da zero, a collaborare e fidarsi di persone diverse da loro, di altri paesi ed etnie, con mentalità e culture definite, con cui devono comunque rapportarsi e trovare una modalità di interazione positiva.

Dott.ssa Lucattini, vivere in un Paese straniero, permette di immergersi completamente in una nuova cultura, scoprendo, tradizioni, nuove abitudini e stili di vita diversi, a raccontarcelo, sono stati nell’arco dei secoli, anche tanti letterati, filosofi e scienziati importanti, cosa può dirci al riguardo?

Storicamente abbiamo esempi di personalità illustri e scienziati che si sono formati all’estero e possono essere un modello ed un esempio per tutti i giovani e per i loro genitori.

Marie Skłodowska-Curie crebbe nella Polonia russa; poiché le donne non potevano essere ammesse agli studi superiori, si trasferì a Parigi e nel 1891 iniziò a frequentare la Sorbona, dove si laureò in fisica e matematica. Qui nel dicembre del 1897 iniziò a compiere gli studi sulle sostanze radioattive, che da allora rimarranno al centro dei suoi interessi.

Camillo Benso Conte di Cavour tra il 1834 e il 1835, intraprese un viaggio formativo che lo portò in Svizzera, Francia, Inghilterra e Belgio. A Ginevra, frequentò corsi universitari su economia, storia, fisica e frenologia. A Parigi, visitò ospedali, scuole e istituzioni pubbliche, entrando in contatto con diversi intellettuali e studiosi. A Londra, esplorò prigioni, fabbriche e ferrovie, incontrando riformatori sociali come Edwin Chadwick e Alexis de Tocqueville. Queste esperienze consolidarono le sue idee liberali e rafforzarono la sua visione europeista, influenzando le sue future politiche di modernizzazione e riforma sociale in Italia.

Sigmund Freud nel 1885, grazie a una borsa di studio dell’Università di Vienna, Freud trascorse alcuni mesi alla Salpêtrière di Parigi per studiare con Jean-Martin Charcot, uno dei neurologi più influenti dell’epoca. In seguito, trascorse numerose vacanze in Italia, visitando città come Trieste, Venezia, Roma, Napoli e Palermo. Durante questi viaggi, si immergeva nell’arte e nella cultura italiana, traendo ispirazione per le sue teorie psicoanalitiche.

Albert Einstein nel 1895, a soli 16 anni, Einstein si trasferì da Monaco di Baviera ad Aarau, in Svizzera, per frequentare la scuola cantonale. L’anno successivo, nel 1896, fu ammesso al Politecnico Federale di Zurigo (ETH), dove studiò matematica e fisica.

Wilfred Bion, psicoanalista britannico nato in India, ebbe diverse esperienze formative all’estero che influenzarono profondamente il suo pensiero. Dopo la Prima Guerra Mondiale, si iscrisse al Queen’s College dell’Università di Oxford, dove studiò storia dal 1919 al 1921. Successivamente, trascorse un anno all’Università di Poitiers in Francia, approfondendo la lingua e la letteratura francesi. Questa esperienza contribuì a rafforzare la sua sensibilità culturale e intellettuale, preparandolo per i successivi studi in medicina e psicoanalisi.

La mobilità internazionale non riguarda solo l’acquisizione e l’apprendimento di una lingua straniera,  di fondamentale importanza per le maggiori opportunità di lavoro, ma anche per l’acquisizione di “conoscenza concreta” nelle aree STEM, nelle scienze sociali e umanistiche, e nella ricerca scientifica. A Suo avviso, quanto è importante questa esperienza per accrescere le proprie competenze?

Secondo l’APRE Agenzia di promozione della Ricerca Europea, che ha promosso il progetto Horizon Europe, il Programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027, lo studio all’estero degli studenti in Erasmus facilita, sia la “conoscenza incarnata”, ovvero la capacità e la sicurezza nell’affrontare nuove sfide, che la “conoscenza acquisita”, vale a dire, la capacità di parlare lingue straniere e di adattarsi a nuove culture. Alcuni studi hanno confermato l’importanza della conoscenza delle lingue straniere nel mondo del lavoro, intendendo con ciò anche la capacità di comprendere e affrontare le diverse differenze culturali che può essere concettualizzata come competenza cosmopolita ed ha un valore elevato nel mercato del lavoro oltre che essere un enorme arricchimento personale ed umano. Le lingue permettono di capire l’altro, di comunicare, di cogliere le sfumature, di evitare fraintendimenti e malintesi. Migliora le relazioni e arricchisce l’umorismo che ha il potere di stemperare le rigidità mentali e sciogliere le tensioni attraverso le battute di spirito.

Quali sono le indicazioni più utili per i giovani studenti? E quali le opportunità offerte dalla Comunità Europea?

Le statistiche evidenziano che sono tanti i giovani che cercano un’esperienza così ricca da un punto di vista culturale e umano. Il programma di studio tra gli studenti universitari nell’UE è il programma Erasmus, basti pensare che negli ultimi trent’anni, il programma ha promosso la mobilità di circa 4,5 milioni di studenti in oltre 30 paesi, con un tasso di crescita medio del 6% all’anno. L’Unione Europea (UE) ha attivo il progetto “Studiare in Europa” mostra ciò che l’istruzione superiore in Europa ha da offrire agli studenti di tutto il mondo, fornisce informazioni sull’organizzazione e il finanziamento di periodi di studio e ricerca dando in particolare informazioni sulle opportunità di studio in 33 paesi europei che partecipano a “Erasmus+”. Il programma che supporta e orienta gli studenti provenienti dall’UE e dai paesi partner di tutto il mondo sulle opportunità di lauree triennali, magistrali, dottorati di ricerca e tirocini formativi.

La Regione lazio ha attiva l’iniziativa “Torno Subito” attraverso cui finanzia percorsi di mobilità internazionale dedicati a universitari, laureati e diplomati, tra i 18 e i 35 anni, per favorire l’alta formazione specialistica in settori strategici e innovativi. Il bando “Torno Subito” è promosso dall’Assessorato Lavoro e nuovi diritti, Scuola e Formazione, Politiche della Regione Lazio nell’ambito del “Programma Generazioni 3”, finanziato con risorse del Programma Regionale (PR) cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo plus (FSE+), nell’ambito della programmazione 2021-2027.

La Regione Sardegna ha il “Master and Back” che sovvenziona borse di studio per intraprendere un percorso post-universitario di alta formazione.

Un altro progetto interessante è quello promosso dall’INPS, “Estate INPSieme” che prevede l’assegnazione di borse di studio per la partecipazione a una vacanza studio di due settimane in Italia o all’estero, a cui possono partecipare i figli dei dipendenti pubblici.

Ne esistono naturalmente molti altri che i genitori possono cercare per i figli e insieme a loro, valutando le opportunità più adatte e convincenti, per i ragazzi e per la famiglia.

Crede possano essere importanti per i ragazzi, anche le esperienze di soggiorni all’estero durante le vacanze estive dal punto di vista psicologico? 

Sebbene siano più brevi di un semestre o un intero anno accademico, possono avere un significato rilevante nello sviluppo dei giovani, soprattutto se avvengono in fasi sensibili dell’adolescenza. Margaret Mahler afferma che ogni processo di crescita implica una dinamica di separazione-individuazione. Andare all’estero, anche solo per poche settimane, significa prendere le distanze dai legami familiari, sperimentare un grado di autonomia e, nello stesso tempo, confrontarsi con il proprio bisogno di dipendenza. È un “laboratorio” dove gli adolescenti possono esplorare sé stessi. Ogni spostamento geografico comporta anche uno spostamento. Dal punto di vista simbolico, entrare in contatto con un’altra lingua, un’altra cultura, altri ritmi e abitudini, significa anche confrontarsi con l’Altro in senso profondo. Avviene il “rispecchiamento” di ciò che è dentro se stessi con l’esterno, con ciò che è estraneo ma può essere affine. È un movimento che produce senz’altro un’apertura, ma anche ansia per il nuovo, il diverso e il cambiamento che, se ben elaborata, diventa un fattore di crescita, una spinta evolutiva.

Quali consigli si sente di dare ai giovani?

-Cercare di fare nuove esperienze che siano di crescita anche se spaventano un po’. L’importante è andare in un contesto sicuro, organizzato e di studio insieme ad altri studenti e coetanei;

-Non scoraggiarsi se arrivati in un nuovo paese ci si sente fuori dalla propria “confort zone”, è normale, le situazioni un po’ scomode, spesso sono molto formative. È bello superare le difficoltà, magari con l’aiuto di qualcuno, fa sentire orgoglioso di se stessi e più sicuri;

-Il valore delle esperienze all’estero non si misurano solo in voti o crediti universitari. Spesso ciò che resterà di più, saranno le amicizie, la maturazione personale, le competenze trasversali. È bene concentrarsi su ciò che si sta diventando, sul progetto più ampio in cui si inserisce quello che si sta facendo;

-Cercare tutte le opportunità di borse di studio offerte da Regioni, Stato, Comunità Europea e Istituzioni, i bandì escono ogni anno, è importante cogliere le occasioni che permettono di studiare e professionalizzarsi con un aiuto economico a fondo perduto;

-Cercare qualunque occasione per imparare le lingue straniere, aprono la mente, creano possibilità di nuove amicizie e costruiscono delle concrete possibilità di lavoro.

E ai genitori?

-Sapere che è un’esperienza trasformativa anche per se stessi, i figli partono e i genitori restano. Talvolta, i sentimenti sono contrastanti, si è orgogliosi e preoccupati, fiduciosi e preoccupati dalla distanza. È necessario reggere la prova;

-Cercare di non controllare tutto a distanza. Esserci nel momento del bisogno e dare fiducia ai propri figli sono alla base della sicurezza che rende più coraggiosi e più forti;

– Parlate con i vostri figli, chiedete loro com’è l’università, la vita quotidiana, come stanno vivendo, cosa stanno imparando. Non per controllare, ma per partecipare della loro esperienza. È un buon modo per sentirsi vicini, e scoprire un modo nuovo di stare insieme, anche se fisicamente lontani affettivamente ed emotivamente vicini;

-Abituate i figli fin da piccoli a conoscere e parlare nuove lingue, a frequentare persone interessanti che hanno storie, luoghi ed esperienze da raccontare. In questo modo, ponete le basi per la loro apertura mentale, studi più proficui e un futuro anche lavorativo più ricco di occasioni e opportunità;

-Viaggiare e studiare all’estero, è il modo migliore per imparare divertendosi, le difficoltà si possono superare e può essere un’occasione di crescita, un arricchimento, un’esperienza piacevole per tutta la famiglia.

Bracciano. Crocicchi in Regione alla cerimonia consegna attestati per partecipanti ai corsi di formazione per polizia giudiziaria

“Ieri ho partecipato con profondo senso istituzionale e umano, ma anche con grande emozione, alla cerimonia ufficiale di consegna degli attestati di benemerenza ai partecipanti ai corsi di formazione e aggiornamento della polizia giudiziaria del Circondario di Civitavecchia sul tema del Codice Rosso, promossa dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia.
Un momento carico di significato, che testimonia l’impegno concreto di chi, ogni giorno, è chiamato a tutelare i diritti e proteggere le vittime di violenza.
L’evento, tenutosi presso la Sala Congressi “Tirreno” della Regione Lazio in Roma, ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, degli operatori sociali e sanitari, degli avvocati, delle associazioni e degli enti che, a vario titolo, lavorano quotidianamente per prevenire, affrontare e combattere ogni forma di violenza contro le donne.
L’aggiornamento professionale – curato da magistrati, avvocati, medici e psicologi – ha visto la partecipazione di oltre 200 unità di personale di polizia giudiziaria delle varie forze di polizia, con l’obiettivo di una offerta multidisciplinare per creare una rete di operatori in grado di offrire alla vittima del reato risposte investigative, giudiziarie, sanitarie e forensi.
La partecipazione all’evento ha rappresentato l’impegno del Comune di Bracciano a promuovere il rispetto, la legalità e a rafforzare le azioni di prevenzione e sostegno alle vittime di violenza.
Un ringraziamento per l’invito al dott. Alberto Liguori, Procuratore della Repubblica di Civitavecchia e a tutti coloro che ogni giorno si impegnano, spesso in silenzio, per proteggere le vittime e prevenire nuove violenze”.
Così commenta il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi sui suoi account social.

Festa della Liberazione, il 25 Aprile di Cerveteri

-riceviamo e pubblichiamo-

Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Ricordiamo insieme il momento della nascita del nostro stato libero e democratico”. Al Monumento, presente alla cerimonia anche il Gruppo Bandistico Cerite

“Il 25 Aprile si ricorda il momento della nascita del nostro stato libero e democratico. Una data che vogliamo festeggiare con forza, perché è la nostra festa, ma la festa di tutti gli italiani. Il 25 aprile del 1945 finisce la guerra in cui gli italiani si sacrificarono per la libertà del nostro Paese. Una libertà sacra come l’aria, che dura da 80anni e di cui oggi più che mai dobbiamo farci portatori e testimoni. Non possiamo vivere senza libertà e senza pace. La democrazia va difesa ogni giorno e nella nostra città ci sono le risorse civili e morali in grado di continuare questo percorso per garantirla. A questo siamo chiamati: a lavorare ogni giorno con impegno e a non dare niente per scontato. Dobbiamo vivere la nostra comunità come soggetti attivi, dinamici, interessati. Dobbiamo contribuire alla crescita della comunità di cui facciamo parte. Oltre al consueto cerimoniale istituzionale al Monumento ai Caduti in Piazza Aldo Moro, ricco il programma di iniziative che si svolgeranno durante tutta la giornata. Alle ore 11:00 infatti, sulla spiaggia di Campo di Mare, allo Stabilimento ‘da Ezio la Torretta’ tornerà un appuntamento che negli anni è entrato nella tradizione e nel cuore della città, ovvero la Festa degli Aquiloni sulla spiaggia di Campo di Mare, che quest’anno sarà dedicata a Giulia Cannavò, storica rappresentante Auser ed ideatrice dell’iniziativa venuta a mancare nel gennaio di quest’anno. Alle 18:00 invece, l’Aula Consiliare del Granarone ospiterà un convegno organizzato dall’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dal titolo ‘Volti della resistenza, percorsi di rinascita’. Partendo dal libro autobiografico ‘Gira così’ del Professor Marcelo Enrique Conti, faremo una riflessione d’insieme sulla dittatura argentina e sulla crisi delle democrazie di oggi”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, in occasione dei festeggiamenti del 25 Aprile, Anniversario della Liberazione d’Italia dal regime nazi-fascista.

“Abbiamo invitato ufficialmente alla Cerimonia tantissime realtà del territorio – ha aggiunto il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – le Forze dell’Ordine, preziose nel nostro territorio con il loro lavoro e costante presenza, le Associazioni d’Arma, le realtà di Volontariato, figura fondamentale all’interno della nostra città, fino ad arrivare ai Rioni e a tante altre realtà. In questa occasione ci piacerebbe vedere un corteo di bandiere e colori. Colori di libertà e di pace. Per questo, invito tutti coloro che vorranno unirsi al corteo a portare con se una Bandiera della Pace oppure il meraviglioso tricolore italiano, per riempire il nostro Centro Storico di quei valori che forse, nella società di oggi, purtroppo si stanno affievolendo come quelli della Pace, della Libertà e dell’amore per la nostra Italia”.

Il Cerimoniale Istituzionale come di consueto comincia alle ore 09:15, con il ritrovo dei partecipanti in Piazza Risorgimento per la formazione del Corteo Istituzionale. Alle ore 09:30 presso la Parrocchia Santa Maria Maggiore sarà celebrata la Santa Messa. A seguire, al Monumento ai Caduti di Piazza Aldo Moro la cerimonia ufficiale, con la deposizione di una corona di fiori, l’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale e gli interventi delle autorità. Al termine, esibizione del Gruppo Bandistico Cerite, che eseguirà brani tipici della Resistenza.

A seguire, sulla spiaggia di Campo di Mare presso lo stabilimento “da Ezio La Torretta” torna l’appuntamento con “La Festa degli Aquiloni”, che quest’anno prenderà il nome di “Giulia vola con gli Aquiloni”. Ad organizzarla, l’Auser insieme a Scuolambiente e alla Pro Loco Marina di Cerveteri.

“La Festa degli Aquiloni per tanti anni ha rappresentato un appuntamento immancabile del 25 Aprile – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – un’iniziativa ideata da una persona che tutti noi porteremo sempre nel cuore, ovvero Giulia Cannavò, storica referente Auser della nostra città venuta a mancare quest’anno. Vogliamo che sia un pomeriggio spensierato, di divertimento, in riva al mare, nel quale gli aquiloni, proprio come voleva Giulia, possano volare alti come il desiderio e il bisogno di libertà e pace che tutti sogniamo per la società di oggi. Ad organizzarla, l’Auser con la nuova referente locale Cinzia Palloni, l’Associazione Scuolambiente, la Pro Loco di Marina di Cerveteri e la collaborazione dello Stabilimento da Ezio La Torretta. Nel tardo pomeriggio infine, all’interno dell’Aula Consiliare del Granarone, appuntamento con Anpi, con un convegno durante il quale, partendo dalle dittature argentine, si dibatterà sulla crisi della democrazia nella società odierna in tanti angoli del mondo. Ospiti, il Professor Marcelo Enrique Conti, autore del libro ‘Gira così’, e Cristina Simone, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università La Sapienza di Roma. Vi aspettiamo numerosi per celebrare insieme la Festa della Liberazione, la festa di tutta l’Italia!”.

Silvia Vecchini ospite a Santa Marinella

Piccoli lettori Grandi Visioni 

PLGV è un progetto finanziato e promosso dalla Regione Lazio, giunto alla VII edizione,  e curato dalla Sezione Lazio dell’AIB – Associazione Italiana Biblioteche in collaborazione con il Coordinamento Regionale Nati per Leggere Lazio.

L’obiettivo è fondare nuovi presidi NPL sul territorio e promuovere attività di formazione e confronto da febbraio a maggio 2025: corsi di aggiornamento gratuiti, un incontro con l’autore o autrice aperto al pubblico, e una tavola rotonda conclusiva del progetto, occasione di confronto e discussione tra bibliotecari del Lazio con esperti di lettura, editoria, biblioteche e del programma Nati per Leggere.

Mercoledì 23 aprile alle ore 16 nella Biblioteca Alessandro Capotosti di Santa Marinella si terrà l’incontro dal titolo “Albi, fumetti, poesie, fiabe e racconti: tenere (e lasciare) il sellino della bici della lettura” con l’autrice Silvia Vecchini. 

Introducono Patrizia Peron , CER AIB Lazio, referente Nati per Leggere e Danilo Di Camillo, Osservatorio Nati per Leggere e Responsabile della Biblioteca Cisterna di Latina

«Accompagnare, offrire con generosità storie e figure, ascoltare e rispondere. Occorre seminare libri nel percorso di crescita dei bambini – spiega l’autrice – libri che aprono orizzonti sulle realtà spirituali, occorre avere questo tipo di speranza e pazienza.» A questo punto inizia il viaggio.

L’incontro è aperto a tutti gli interessati, genitori, educatori, bibliotecari e appassionati della letteratura per bambini e ragazzi. La partecipazione è gratuita ma occorre la prenotazione all’indirizzo jacopo.deblasio@aib.it.

 

Claudia Soccorsi
Redattrice L’agone

Manziana celebra 80 anni di Liberazione

Il 25 aprile in aula consiliare

ORE 16.00 Interventi Amministrazione Comunale e ANPI. letture e testimonianze a cura della Banca del Tempo, proiezione primo documentario sulla Resistenza di Luchino Visconti.

ORE 19.30 Rinfresco

Il 26 aprile nella sala degli archi, davanti alla biblioteca 

ORE 10.45 Intervento Amministrazione Comunale, apertura mostra sulla Resistenza. Interventi e testimonianze sulla resistenza, focus sul periodo ‘43-’45 e sul contributo brigata ebraica e dei cattolici. Discussione con i partecipanti

ORE 13.00 Aperitivo

ORE 16.00 Apertura mostra e salotto resistente: letture giornali d’epoca con laboratorio artistico di collage, letture e proiezione di filmati d’epoca su l’eccidio di Marzabotto e documentario Liliana Caviani “La Donna nella Resistenza”

Il 27 aprile nella sala degli archi, davanti alla biblioteca

ORE 10.45 Apertura mostra, intervento ANPI e confronto con i partecipanti, apertura mostra sulla Resistenza e testimonianza sulla Resistenza

ORE 12.40 Aperitivo

ORE 16.00 Apertura mostra Resistenza

ORE 16.30 Proiezione film

Presentate alla Regione Lazio le procedure a favore delle vittime di violenza

LE LINEE GUIDA PER I REATI DI GENERE

Si è svolta nel primo pomeriggio del 15 scorso, nella Sala Tirreno della Regione Lazio, la presentazione delle linee guida per contrastare i reati contro la violenza di genere; un lavoro minuzioso, quello fatto dalla Procura di Civitavecchia e dalla ASL RM 4, che raccoglie tre anni di attività di rilevazione, studio e programmazione per mettere in rete diversi saperi professionali a tutela delle vittime di violenza domestica e relazionale.

A presentare la realizzazione dell’ambizioso proposito, è stato il Procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, di fronte a una platea di eccellentissimo spessore presieduta dal Presidente della Regione Lazio, Francesco ROCCA, i prefetti e i questori di Roma e Viterbo, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato, i comandanti provinciali di Roma e di Viterbo della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

In platea, oltre al direttore Generale della ASL RM 4 Rosaria Marino e del direttore sanitario ASL RM 4 Simona Ursino, era presente il direttore generale di Tor Vergata Giuseppe Quintavalle, i direttori dei Distretti, dell’SPDC e dell’Ospedale di Civitavecchia, il direttore della Casa Circondariale di Civitavecchia, il Generale Comandante del  Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito, Gen, D. Vezzoli. Presenti anche i sindaci di Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Canale Monterano, Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Ladispoli.

C’erano, poi, i referenti territoriali della polizia giudiziaria per il fenomeno di violenza di genere della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, tutto personale formato specificatamente e costituenti il tavolo interistituzionale operativo da circa due anni; l’agone, che segue l’iniziativa fin dal suo albore, era presente alla cerimonia odierna. 

Il Procuratore Liguori, orgoglioso di aver raccolto e portato a compimento questo proposito, ha ricordato l’esponenziale crescita delle donne uccise per mano di chi diceva di amarle. Numeri che stanno diventando un’emergenza a cui la Procura, connessa alle diverse professionalità del circondario, si è determinata a porre fine attraverso un doppio canale di interventi di prevenzione, quello istituzionale e quello parentale; un team di professionisti che, ognuno per la propria parte di competenza, apporterà le proprie competenze per far sentire accolto ogni appello, ogni dolore, ogni situazione portata da una donna.

L’intervento del Procuratore della Corte d’Appello Amato, ha ricalcato l’improrogabile necessità di qualificare chi deve combattere questo vile fenomeno, fare rete e approcciare alle procedure con sistematicità.

L’intervento del presidente della Regione Rocca ha sottolineato l’impellenza di far uscire eventuali casi di violenza dalla zona d’ombra e non soltanto limitarsi a leggerne i segni.

A conclusione della presentazione, sono stati consegnati i diplomi di formazione e di benemerenza a tutti coloro che quotidianamente contribuiscono con il loro lavoro a contrastare ogni fenomeno di abuso e violenza nel circondario di Civitavecchia ai quali è andato, peraltro, il plauso delle autorità intervenute.

Ludovica Di Pietrantonio
Redattrice L’agone

Impegni della Giunta su Castello di Santa Severa arrivano in ritardo, spero non per facilitare privatizzazione

“Oggi l’azione del Presidente della Commissione Trasparenza Valeriani ha confermato che il Castello, che da due anni registra un preoccupante calo di visitatori, non è tra le priorità della Giunta Rocca. Dal 2017, il Castello è stato un punto di riferimento culturale e turistico per il Lazio, raggiungendo nel 2022 il record di 240.000 visitatori. Dal 2023, ovvero dall’insediamento della Giunta Rocca, il sito è stato progressivamente abbandonato, sia dal punto di vista strutturale che culturale. Non si parla solo di problemi legati alla manutenzione, ma anche di un vero e proprio crollo dell’offerta culturale” dichiara Lorenzo Sciarretta, Delegato alle Politiche Giovanili della Regione Lazio e Responsabile per il Castello di Santa Severa nel 2022 per la Giunta Zingaretti.

“ Gli impegni presi oggi dalla Giunta arrivano in grave ritardo: giungono dopo due anni di abbandono che hanno disperso i risultati costruiti negli anni precedenti grazie a investimenti pubblici, riducendo drasticamente le possibilità di sviluppo economico e turistico del territorio. Di fronte a questo immobilismo e a questi annunci tardivi, viene da chiedersi se non ci sia una precisa scelta politica: dimostrare, dopo aver lasciato il Castello nell’incuria per due anni, che – al contrario della visione promossa dalla Giunta Zingaretti – il complesso non sia più gestibile dal pubblico, per poi facilitare la strada a privatizzazioni ed esternalizzazioni. Spero, quindi, che gli impegni presi oggi siano reali e non l’ennesimo annuncio”.