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Associazioni a Sindaco Ladispoli: No a nuova cementificazione

Lettera all’Amministrazione Comunale di Ladispoli da parte dei seguenti comitati ed associazioni: Associazione L’Altraladispoli, Associazione La Metamorfosi, Associazione Natura per tutti Onlus, Associazione “La persona obiettivo solidarietà”, Comitato Rifiuti Zero Ladispoli, Comitato “Salviamo il paesaggio” Litorale Roma nord.

“Siamo i rappresentanti delle associazioni che lo scorso anno si sono riunite per discutere della proposta dell’Amministrazione comunale in ordine alla espansione residenziale prevista nella zona Osteria Nuova, tramite lo strumento urbanistico del piano di integrato, già proposto al Comune dal proprietario di quell’area.
A nostro avviso quella proposta rappresenta l’ennesima cementificazione del nostro piccolo territorio, già caratterizzato da una delle più alte densità abitative del Lazio, che avrebbe bisogno al contrario di azioni tese alla valorizzazioni di quei pochi territori agricoli e delle aree verdi ancora non intaccati dalla speculazione edilizia.

Osteria nuova,  40 ettari di verde agricolo sacrificati a 300.000 nuove cubature, una colata di cemento che porterebbe migliaia di nuovi residenti nella nostra città, trascinando il trasporto  ferroviario al collasso e causando  l’impossibilità di garantire a tutti i servizi sociali di cui si ha bisogno. Su tutto ciò avevamo già richiamato l’attenzione della nostra comunità.

In Italia ormai il movimento per il consumo zero del territorio sta crescendo sempre più tra tante forze politiche oggi anche al governo del nostro Paese, movimenti, associazioni ambientaliste e singoli cittadini che mettono in guardia contro i rischi della cementificazione.
Riconoscendo l’urgenza di intervenire, il Governo Monti propose una apposita proposta di legge (presentata dal Ministro Catania), il Governo Letta ha fatto altrettanto (Ministro Orlando) e l’attuale Ministro per l’ambiente chiede una corsia preferenziale per il dibattito parlamentare, in Parlamento sono state presentate varie proposte di legge (PD con Realacci, M5S etc), il più grande sindacato degli edili (FILLEA) si è pronunciato espressamente contro il consumo del territorio e per la riqualificazione dei centri urbani, il capo della protezione civile nazionale (Gabrielli) ha chiesto una moratoria sul consumo del suolo e l’investimento di tutte le risorse per mettere in sicurezza il territorio, l’INU (istituto nazionale di urbanistica), il Ministero delle politiche agricole e forestali, l’Istituto Nazionale di Economia Agraria, l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e tanti altri tecnici e istituti di ricerca chiedono a gran forza che si interrompa un processo che ci sta portando alla catastrofe ambientale. Alcune regioni stanno già intervenendo: la Toscana, la Lombardia, l’Emilia Romagna.

Speravamo che tutto ciò inducesse ad una riflessione più approfondita e riuscisse a correggere il tiro dell’azione amministrativa. Poiché ciò non è successo chiediamo con urgenza che l’Amministrazione comunale attivi la consulta sull’ambiente e approvi il regolamento per la disciplina dei referendum comunali (art.38 dello statuto), affinchè sia possibile raccogliere le firme e chiamare la popolazione della nostra città ad esprimersi sul consumo del suolo di Osteria Nuova.

Riteniamo particolarmente grave che in tutti questi anni gli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto, manchino del regolamento attuativo e chiediamo con forza che l’Amministrazione comunale renda possibile in tempi brevissimi il loro utilizzo.

Sono tante le amministrazioni comunali dove sono stati approvati ed utilizzati regolamenti attuativi dei referendum per cui ci auguriamo un’ approvazione rapida anche da parte del nostro Comune”.

Comitati “No rifiuti”: Chiediamo piano che dia certezze

La riunione fra il Ministro Galletti e le istituzioni, regionali e romane, di fatto ha riproposto il solito approccio: c’è l’emergenza, fronteggiamola in qualche modo. Come? Ma col Cerroni style ovviamente, sempre e solo con Malagrotta ed i suoi impianti al centro di ogni ipotesi di soluzione.
Sfugge un piccolo particolare! Il TAR nei giorni scorsi è espresso chiaramente: è vietato riaprire Malagrotta, e la Regione Lazio è obbligata a dichiarare la zona ad elevato rischio di crisi ambientale; il pronunciamento del TAR sancisce che la vera emergenza è oggi, dopo 10 anni di quell’emergenza costruita a tavolino per far passare in deroga le scelte del privato monopolista, le stesse scelte che, in forme diverse, le Istituzioni vorrebbero continuare a perpetuare.

Ad un anno dal suo insediamento l’Amministrazione Regionale non ha uno straccio di piano rifiuti, tant’è che il Ministro Galletti dice che “serve un sistema integrato dei rifiuti, come avviene nelle altre città. La grande sfida sarà passare dall’emergenza alla programmazione”, dichiarazione che evidenzia il disagio del Ministro stesso di fronte all’assenza di piani di soluzioni strutturali; ci chiediamo dove è il nuovo piano rifiuti annunciato dall’Ass. Civita, ci chiediamo se la Regione Lazio sarà mai in grado di partorirne uno.
Anche il Sindaco Marino annuncia svolte epocali dimenticando però di spiegare in cosa consistano nel dettaglio, quali i tempi, dove sono le risorse economiche da utilizzare per concretizzare il progetto; il Ministro infatti dichiara: “Marino non può dirmi solo che la città sarà sepolta dai rifiuti, deve dirmi come evitarlo”.
Ed alla fine quindi tutto si risolve ancora a Malagrotta.

Oggi nel Lazio solo l’azione combinata di Cittadini e Magistratura sta impedendo che si perpetui l’illegalità (a Malagrotta, Albano, Colleferro, Guidonia, Bracciano, Latina), azione che deve proseguire e rafforzarsi. Hanno avuto 20 anni di tempo per chiudere Malagrotta, per non ridursi all’emergenza; i Cittadini a forza di denuncie ed esposti continueranno ad operare per chiuderla definitivamente; a conferma di questo proprio oggi, i cittadini della Valle Galeria assistiti dai Legali dell’Associazione Raggio Verde hanno presentato un ennesimo ricorso al tar avverso l’Aia dei due tmb di Malagrotta rilasciata da Sottile il 23 dicembre 2013 nel silenzio più totale di tutti per evitare che i cittadini attivassero forme di tutela dei propri diritti costituzionali, e pubblicata sul BURL Lazio l’11 Febbraio 2014.

Chiediamo quindi ancora una volta un piano rifiuti che dia certezze sui tempi, sulle risorse e sulla sostenibilità ambientale e contestualmente, in ossequio alle decisioni del TAR, lo stop a qualsiasi malsana idea di nuovi impianti in Valle Galeria, anche quelli attualmente autorizzati come ad esempio il Gassificatore; chiediamo l’avvio della bonifica e del risanamento della Valle; se l’Assessore Civita, il Presidente Zingaretti, il Sindaco Marino, non sono in grado di garantirlo in tempi brevi possono anche andare a casa subito.

Comitato Cittadini Liberi della Valle Galeria, Comitato Malagrotta, Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, Associazione Raggio Verde Nazionale, Comitato Agricoltori ed Allevatori della Valle Galeria, Popolo della Nebbia, Comitato Fuori Pista

Arsenico nell’acqua, il punto sulla situazione romana

La commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Enrico Panunzi (Pd) ha fatto il punto sulla situazione degli acquedotti gestiti dall’Arsial oggetto a febbraio di un’ordinanza del Sindaco di Roma, Ignazio Marino che ha vietato l’utilizzo dell’acqua per la presenza di arsenico, in alcune zone del XIV e del XV Municipio.

“Siamo in fortissimo ritardo – ha dichiarato Fabrizio Santori (Gruppo Misto), che ha chiesto l’audizione – in ritardo è stata l’ordinanza del sindaco Marino, arrivata due mesi dopo gli ultimi rilevamenti sugli acquedotti rurali dell’Arsial, in alcuni casi l’arsenico rilevato era quasi doppio rispetto ai limiti previsti. Quali sono i motivi del ritardo dell’allaccio di queste utenze alle condutture di Acea Ato2? Perché non sono stati realizzati gli interventi finanziati? I cittadini hanno diritto al massimo della trasparenza: chiediamo una relazione ufficiale dell’Arsial”.

Antonio Rosati, commissario straordinario dell’Arsial, ha ripercorso la storia di questi acquedotti: “L’Arsial non doveva più gestire questi acquedotti dal 2004. Complessivamente sono 1.600 utenze, fra Roma, Fiumicino, Sacrofano e Cerveteri. Circa 880 quelle di cui pariamo oggi. Nel 2005 la Regione stanzia 13,6 milioni in favore di Acea per gli interventi di riqualificazione necessari. Nel frattempo, infatti, era stato creato il bacino “Acea Ato2” e affidata alla stessa azienda la gestione dell’acqua. Ma non è mai stato effettuato in concreto il trasferimento patrimoniale degli acquedotti. Formalmente i cittadini sanno che l’acqua non è potabile da oltre due anni e mezzo, c’è scritto su tutte le bollette”.

“Con l’ordinanza – ha proseguito Rosati – viene chiarito che non può essere impiegata per nessun uso umano. Come Arsial ci siamo subito confrontati con i cittadini in un’assemblea pubblica, abbiamo sospeso il pagamento delle utenze e abbiamo predisposto, insieme ad Acea, interventi sulla rete – attraverso cloratori – e predisposto 19 serbatoi mobili da 3mila litri l’uno. Solo ultimamente, va ricordato, Acea ha fatto ripartire i lavori, per superare l’emergenza: nel report del 10 aprile l’azienda fa presente di aver già eliminato alcune delle fonti inquinate, 11 acquedotti su 17. Il risanamento complessivo è previsto entro aprile 2015, utilizzando tutti i 13,6 milioni iniziali, che però non saranno sufficienti: si tratta di 129 chilometri di rete, per un investimento pari a circa 28 milioni di euro. Dovranno essere trovati nel bilancio di Acea Ato2”.

Anche i rappresentanti delle Asl Roma C e Roma E hanno puntato l’attenzione sui lavori necessari: sostituire le fonti e rivedere tutta la rete. Gli esponenti del XIV e del XV Municipio hanno chiesto informazione rapida e puntuale ai cittadini, man mano che vengono effettuati gli interventi. “Il Comune di Roma – ha dichiarato il presidente del XV Municipio, Daniele Torquati – deve far valere il suo 51 per cento in Acea. Bene chiedere cosa è stato fatto da febbraio a oggi, ma dobbiamo anche capire bene cosa è successo nel passato per capire fino in fondo le responsabilità. Infine va rivista l’ordinanza di divieto in base ai lavori che sta facendo Acea”. Dello stesso avviso Alessio Cecera, assessore ai lavori pubblici del XIV Municipio: “Bene cercare le responsabilità, comprese quelle di chi ha lanciato allarmi immotivati. In quei giorni abbiamo dovuto scalare una montagna”.

Secondo il consigliere regionale Gianluca Quadrana (Lista Zingaretti) “Acea deve avere ben presente che, quando si discute di acqua, bisogna intervenire subito per garantire un diritto naturale. Negli anni passati non ha assolto a questo compito. E poi bisogna cercare di ridare un barlume di normalità a questi cittadini”.
Anche Fabio Bellini (Pd) si è interrogato sul ruolo delle aziende a prevalente capitale pubblico. “Acea – ha spiegato – è il braccio operativo che doveva intervenire e l’ha fatto con forte ritardo. Doveva utilizzare le risorse per sostituire le fonti e fare la manutenzione della rete e non l’ha fatto, non ha svolto il servizio pubblico che doveva portare a termine”.

“Dovremmo fare una class action. Ci sono cittadini che aspettano risposte – ha dichiarato Silvana Denicolò (M5S) – dobbiamo darle nei tempi più rapidi possibili. Dovremo, infine, definire meglio la classificazione dell’acqua”.
“Non si è capito nulla di come sono stati spesi i soldi, perché non sono state sospese subito le bollette? – ha accusato Fabrizio Santori – C’è uno scaricabarile generale. Dobbiamo convocare anche Acea Ato2. Io vedo precise responsabilità dell’amministrazione comunale, regionale e dell’Arsial che hanno sottovalutato la situazione”.
Secondo Enrico Panunzi, infine, “l’Arsial non deve più gestire questi acquedotti, devono passare quanto prima ai comuni di pertinenza, che a loro volta la devono consegnare al gestore unico, Acea. Si tratta di delibere del 2000, cosa stiamo ancora aspettando? Ci sono adempimenti da compiere che tardano da 14 anni. Come commissione continueremo a monitorare la situazione passo dopo passo”.

Cotral, selezione autisti: Dal 24 aprile inizio convocazioni

Cotral Spa comunica che avranno inizio da venerdì 24 aprile p.v., presso la sede di via Bernardino Alimena n. 105, a Roma, le convocazioni dei candidati per le prime assunzioni a tempo indeterminato di conducenti. Individuati per ognuno dei nove bacini territoriali il numero delle future assunzioni, la Società procede alle convocazioni dei candidati nell’ordine di posizione ottenuto nelle nove graduatorie corrispondenti, così come sono state revisionate e pubblicate nell’area dedicata del sito aziendale lo scorso 7 febbraio.

I candidati dovranno presentarsi nel giorno e nell’orario di convocazione riportati nell’area dedicata del sito aziendale www.cotralspa.it, alla sezione evidenziata in rosso denominata “convocazione bando selezione autisti”, dove, peraltro, è possibile reperire ogni ulteriore dettaglio della fase odierna della procedura. Si ricorda a tutti i candidati che dovranno presentarsi muniti di originale e di copia del: documento di riconoscimento in corso di validità, codice fiscale, patente di guida D/DE in corso di validità, CQC e documento attestante la data del primo rilascio del CAP D, documento attestante il titolo di studio. Inoltre, se dichiarato al momento della presentazione della domanda di partecipazione, i candidati dovranno essere muniti di: certificazione di iscrizione alla disoccupazione/inoccupazione e certificazione di iscrizione nelle liste di mobilità.

Si precisa, infine, che il numero delle assunzioni è stato individuato sulla base della percentuale di carenza di operatori di esercizio negli impianti dei singoli bacini. Pertanto, da tale criterio, scaturiscono attualmente le seguenti necessità: un autista per il Bacino 1 (Cerveteri, Civitavecchia, Tolfa, Manziana, Montalto); nove autisti per il Bacino 2 (Ronciglione, Civita Castellana, Viterbo, Acquapendente, Valentano, Blera, Bagnoregio, Soriano); undici autisti per il Bacino 3 (Ostia, Roma-Laurentina, Roma-Anagnina, Roma-Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Morlupo, San Giuseppe Grottaferrata); dieci autisti per il Bacino 4 (Tivoli, Subiaco, Palombara, Monterotondo, Collegiove); otto autisti per il Bacino 5 (Rieti, Terzone, Amatrice, Borgorose, Poggio Moiano, Poggio Mirteto); tre autisti per il Bacino 6 (Genazzano, Colleferro, Fiuggi, Filettino); trentacinque autisti per il Bacino 7 (Velletri, Latina, Nettuno, Priverno, Terracina); zero per il Bacino 8 (Villa S. Lucia Cassino, Minturno, Gaeta, Pontecorvo); tredici autisti per il Bacino 9 (Frosinone, Veroli, Madonna del Piano, Sora).

Regione Lazio: Futuro ospedali Bracciano-Monterotondo-Subiaco si costruirà insieme

“In merito al nuovo assetto previsto per le strutture ospedaliere di Monterotondo, Subiaco e Bracciano nulla è stato deciso, ma è certo che non si tornerà al decreto 80. Nell’ipotesi dei piani operativi in discussione anzi si superano i contenuti di quel decreto con l’obiettivo di dare ai tre ospedali una nuova missione all’interno del servizio sanitario regionale, innovando il modello, rendendolo più funzionale alle esigenze del territorio e comunque garantendo i servizi di emergenza. In questo quadro sarà importante procedere assicurando il massimo ascolto al territorio e il coinvolgimento di tutte le istituzioni”.

Lo dichiara in una nota la Regione Lazio.

Domani a Tolfa musical “Madre Teresa” per il Kosovo

Nuovo appuntamento a Tolfa con il teatro nel cartellone “Aprile mese della cultura”. Domani 16 aprile è di scena il musical “Madre Teresa” del Gruppo Giovanile Parrocchiale di Allumiere. Lo spettacolo, che si terrà al Teatro Claudio alle 21, ripercorrerà la vita della Santa di Calcutta e vedrà protagonista l’intero gruppo associativo che ormai da tanti anni si diletta nell’allestimento di spettacoli teatrali con finalità sociale. La serata infatti é ad ingresso a sottoscrizione con i fondi che saranno devoluti all’orfanotrofio kosovaro di Bech gestito dalle Suore Basiliane.

La Necropoli della Banditaccia, un patrimonio da rilanciare

Parte oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma la prestigiosa mostra Gli Etruschi e il Mediterraneo, La città di Cerveteri, che resterà visitabile fino al 20 luglio. Ieri all’evento di inaugurazione presenti numerose autorità, tra cui il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’Assessore regionale alla Cultura e Politiche giovanili, Lidia Ravera, e la Dirigenza del Museo Louvre-Lens (Francia), che ha ospitato la stessa mostra fino al 10 marzo scorso registrando un successo incredibile.

Presente in conferenza stampa anche il Sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, che ha ricevuto i ringraziamenti da parte della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale e dalla Regione Lazio per l’energia con la quale anche l’Amministrazione comunale di Cerveteri sta facendo la propria parte nella promozione della mostra e per il rilancio del Sito UNESCO della Necropoli etrusca della Banditaccia.
Incalzanti le domande dei giornalisti, interessati a scoprire il reale stato dell’area archeologica della Banditaccia. Ha risposto in questo modo la Soprintendente dott.ssa Alfonsina Russo Tagliente: “oggi la Necropoli di Cerveteri si mostra come un luogo bello, accogliente e suggestivo. È ormai superato da tempo il problema della conservazione dei luoghi, tuttavia, è indispensabile difendere e tutelare la Necropoli attraverso seri investimenti, che mancano dal 2004. Con il Comune di Cerveteri si è stabilita una sinergia importante che sta portando dei risultati. Lo dimostrano i due cantieri aperti di recente grazie ai fondi europei e regionali, che daranno all’area un nuovo Visitor Center e l’apertura di due itinerari attrezzati”.

Le parole dell’Assessore regionale Lidia Ravera fanno eco a quelle della Soprintendenza. “La Necropoli della Banditaccia è bella da mozzare il fiato – ha detto – ma la bellezza va preservata e tutelata. Stiamo investendo ed è necessario continuare ad investire. La Regione sta promuovendo la nascita di nuovi collegamenti tra le città e i siti archeologici etruschi del Lazio. Il numero dei visitatori che si registrano in questo Sito è ancora contenuto, e questo nonostante si trovi a pochi chilometri da Roma. È importante quindi la promozione: grazie alla mostra di Louvre-Lens, la città di Cerveteri si è fatta conoscere anche in Francia”.

“Due dei più famosi reperti etruschi del mondo saranno esposti nella nostra città, nelle sale del Museo Nazionale Caerite – ha annunciato il Sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci – si tratta della Coppa o Kylix di Eufronio, e del Cratere di Eufronio, due ceramiche decorate a figure rosse che rappresentano l’eccellenza artistica della civiltà etrusca di Caere, l’antica Cerveteri. Grazie all’impegno congiunto dell’Assessore regionale Lidia Ravera, la Soprintendente per l’Etruria Meridionale Alfonsina Russo e l’Amministrazione comunale di Cerveteri, questi due pezzi unici torneranno finalmente nel loro territorio d’origine in esposizione temporanea”.

“Spesso i media danno un’immagine parziale e distorta della nostra Necropoli – ha detto il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci – ma questo non significa che sia necessario continuare ad investire. Anni fa un Ministro italiano disse che investire sulla cultura non paga. La città di Lens dimostra l’esatto contrario, e lo stesso può dimostrarlo anche Cerveteri. È necessario alimentare un circuito virtuoso in grado di attirare investimenti pubblici e privati, realizzare infrastrutture e servizi dedicati al turista. Oggi possiamo confermare che stiamo percorrendo questa direzione”.

Intanto viene data una nuova grande notizia per Cerveteri: due tra le opere più importanti e famose del noto ceramista greco Eufronio torneranno a Cerveteri dopo quarant’anni di assenza da casa, da quando furono rinvenute e trasferite all’estero. La Coppa o Kylix di Eufronio sarà esposta a partire dal giorno 8 Maggio, mentre il Cratere di Eufronio arriverà nel mese di Settembre. Saranno entrambi esposti nelle sale del Museo Nazionale Caerite, in Piazza Santa Maria, nel centro storico di Cerveteri.

Bracciano: il 20 aprile debutto dell’Accademia Pergolesi con Rossini

Il 20 aprile alle 18 nella splendida chiesa di S. Maria del Riposo di Bracciano in Via del Lago, debutta l’Accademia Pergolesi, formazione da camera nata grazie al sostegno dei comuni di Bracciano e Trevignano Romano. L’Accademia Pergolesi eseguirà la Petite Messe Solennelle (Piccola Messa Solenne) di Gioachino Rossini, in occasione del 150° anniversario della prima esecuzione (Ingresso con contributo volontario).

Si tratta di una delle più grandi messe di tutti i tempi, “piccola” solo per quanto concerne l’organico, composto da 12 cantanti, due pianoforti ed harmonium (un piccolo organo ottocentesco). L’eterogeneità dei brani che compongono la messa, tipica dei lavori sacri di metà ’800, vengono portati all’estremo: brani a cappella di ispirazione polifonica rinascimentale, arie operistiche, complessità armoniche premonitrici del futuro musicale si uniscono in una composizione di grandissima potenza emotiva inventiva armonica ed espressività melodica. Pagine corali, arie solistiche, duetti e terzetti si susseguono supportati dagli strumenti a tastiera. Proprio il primo pianoforte è uno dei solisti, se non “il” solista della messa, che accompagna e si fa accompagnare dal canto, fino ad interpretare il brano solistico più lungo della composizione, il “Preludio Religioso”, che sintetizza il rispetto del passato attraverso la forma, il minimalismo strumentale e la libertà armonica di cui si è parlato in precedenza.

Un banco di prova impegnativo per l’Accademia Pergolesi che alla prima uscita interpreta uno dei brani più difficili sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista interpretativo. Gli elementi dell’ensemble, 15 compresi i solisti, sono stati selezionati tramite audizioni alle quali hanno partecipato circa cinquanta cantanti professionisti provenienti da tutta Europa, e saranno diretti dal giovane direttore Gabriele Mauro che, insieme al suo maestro Marcello Bufalini, ha curato le selezioni. Solisti : soprano Caterina Rufo, contralto Irene Molinari, tenore Michael Alfonsi , basso Gianfilippo Bernardini. Primo pianoforte Enrico Angelozzi, harmonium Emanuele Leomporri, direttore e pianista Gabriele Mauro.

Ladispoli e XII Municipio, mare di Roma: Firmato protocollo d’intesa

L’Amministrazione Comunale di Ladispoli rende noto che durante la Sagra del carciofo romanesco è stato firmato un protocollo di intesa tra il Comune di Ladispoli ed il Municipio romano di Trastevere, Monteverde, Bravetta, Aurelia per lo sviluppo di azioni sinergiche destinate a tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente il patrimonio turistico culturale e sociale nonché individuare soluzioni qualificanti su tematiche interconnesse o di carattere comune. Il documento è stato sottoscritto per il Comune di Ladispoli dal sindaco Crescenzo Paliotta e dal consigliere delegato alle politiche turistiche Federico Ascani e per il XII Municipio del Comune di Roma dal presidente Cristina Maltese, dall’Assessore alle Politiche Sociali e dall’Assessore alla Cultura.

“Grazie all’amicizia – ha detto il consigliere delegato alle politiche turistiche Federico Ascani – che mi lega al consigliere del Municipio XII del Comune di Roma, Elio Tomassetti, abbiamo proposto una collaborazione inerente alla delega alle politiche turistiche che mi trovo a gestire per il Comune di Ladispoli. Un bel modo di fare rete e di progettare il futuro. Se si pensa al mare della città di Roma il pensiero vola automaticamente a Ostia, località balneare sorta recentemente, sul modello di altre stazioni marittime. Gli anni ’60 spalancarono le porte al turismo balneare di massa, che attraverserà indenne i successivi decenni fino ad arrivare ai giorni nostri.  Ma negli anni ’50 e ’60, Ladispoli, era la stazione balneare preferita dai romani. Ladispoli nasce nel 1888. Il suo nome compare per la prima volta nella storia, addirittura in un atto pubblico proprio per indicare una stazione balneare nata dal desiderio di un principe Ladislao Odescalchi. Un centro balneare che potesse sfruttare le virtù terapeutiche della sabbia ferrosa delle sue spiagge e molto frequentato dai nobili dell’epoca. Ci è sembrato quindi interessante riproporre Ladispoli come meta di mare per i romani. È così che è emersa la volontà da parte del Comune di Ladispoli e del XII Municipio del Comune di Roma di approvare e sottoscrivere un accordo di programma per lo sviluppo di azioni sinergiche destinate a tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente il patrimonio turistico culturale e sociale nonché individuare soluzioni qualificanti su tematiche interconnesse o di carattere comune. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso una congiunta e condivisa programmazione di incontri ed attività comuni e, a questo proposito, è stata concordata la stipula di un apposito Protocollo d’Intesa che abbia come obiettivo la definizione di una pianificazione congiunta dello sviluppo dei rispettivi territori comunali nei diversi settori turistico, sociale, culturale e folkloristico”.

“Considerata – ha aggiunto Ascani – la presenza di un asse viario principale, la via Aurelia, e di un collegamento ferroviario diretto tra il territorio del Municipio XII e il Comune di Ladispoli, il litorale è una delle mete più frequenti di turismo giornaliero ed estivo per i cittadini romani. Il protocollo che abbiamo firmato prevede l’assunzione di iniziative e la realizzazione di interventi volti alla valorizzazione degli interscambi nei settori del turismo ai fini dello sviluppo economico sociale e della promozione reciproca del territorio. In particolare si intende avviare un rapporto di collaborazione, per sviluppare azioni sinergiche destinate a tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente il patrimonio turistico, culturale e sociale dei propri territori; individuare proposte qualificanti e condivise su ambiti tematici di comune interesse, che portino beneficio alla cittadinanza e alle attività economiche e turistiche dei contraenti. Infine il Comune di Ladispoli si è impegnato a promuovere, con le attività turistiche e produttive, un prodotto di città, sotto il nome di “Ladispoli, mare di Roma”, da proporre ai residenti del Municipio XII di Roma Capitale per facilitare e promuovere una permanenza turistica e/o escursionistica a Ladispoli a condizioni vantaggiose.

Il Municipio XII del Comune di Roma da parte sua si è impegnato a svolgere la promozione del progetto e della città di Ladispoli per gli aspetti artistici, storici, culturali, paesaggistico ambientali, ed artigianali che potrebbero utilmente essere usufruiti e goduti dai propri cittadini. Il progetto sarà promosso sui canali di comunicazione istituzionale e saranno realizzati, con il Comune di Ladispoli, eventi e manifestazioni che uniscano simbolicamente gli aspetti tipici della tradizione e della cultura etrusco ladispolense con quella romana. Credo che questa possa essere una buona idea e che, in un momento così difficile per l’economia del nostro Paese, aiuti le realtà turistiche e produttive a difendersi nel breve periodo aspettando che anche altre scelte politiche di lungo termine vengano a supporto dei tanti esercenti del settore”.

CGIL Roma Nord Civitavecchia e L’Agone Nuovo: Richiesta di partecipazione democratica

L’idea che a comandare e decidere debba essere un solo soggetto – sia esso un Governo, un’Istituzione o una persona – risulta prepotentemente non condivisa, smentita e contrastata da iniziative come quella che si è tenuta ieri pomeriggio ad Anguilla Sabazia.
Un’assemblea pubblica, promossa dalla CGIL “Roma Nord Civitavecchia”, dall’Associazione L’Agone Nuovo e dal Comune di Anguillara, segnata da una straordinaria presenza di lavoratori, pensionati e cittadini, che ha registrato – attraverso un dibattito animato da tantissimi interventi e protrattosi per quasi quattro ore fino oltre alle 20 – una forte voglia di protagonismo; una richiesta, caratterizzata anche da appunti e da critiche, al Sindacato (inteso come organizzazione di rappresentanza) e a tutti i Sindaci del comprensorio Sabatino presenti, affinché strutturalmente si definiscano luoghi di confronto e di discussione nei quali i lavoratori e i cittadini possano contare nelle scelte e nelle decisioni che riguardano il presente e il futuro del territorio.
Nel corso dell’iniziativa sono risultati particolarmente interessanti gli interventi dei Sindaci (che hanno posto, nei confronti delle istituzioni sovraordinate, l’esigenza di non essere lasciati soli ad affrontare una difficile stagione di crisi e di vera e propria emergenza sociale) del direttore generale della ASL F (che ha sottolineato le problematicità connesse al funzionamento del sistema sanitario, avanzando proposte ed assumendo impegni) e le conclusioni del S.G. della CGIL Roma e Lazio, Claudio Di Berardino (che ha fatto appello alla necessità di condividere percorsi di concertazione tra istituzioni, parti sociali, movimenti, associazioni e società civile).
Convitato di pietra, purtroppo, la Regione Lazio, in ragione di improrogabili sopraggiunti impegni istituzionali che hanno reso impossibile la prevista partecipazione del Vice Presidente.
L’assemblea, comunque, ha condiviso la proposta avanzata dalla CGIL e dall’Associazione L’Agone Nuovo, di avanzare una specifica richiesta al Presidente, Zingaretti, agli assessorati competenti, alla cabina di regia sul sistema sanitario regionale, affinché vengano convocati specifici momenti di confronto – coinvolgendo le amministrazioni del territorio e le organizzazioni di rappresentanza – sul futuro dell’Ospedale di Bracciano e sui temi che interessano la gestione integrata dei rifiuti ed il futuro della discarica di Cupinoro, dopo la disposizione di chiusura della stessa.
La CGIL, inoltre, si è impegnata a condividere con CISL e UIL territoriali una richiesta finalizzata alla costituzione di un Tavolo Territoriale Permanente, con tutti i Sindaci del comprensorio Sabatino, sui temi del lavoro, dello sviluppo, dell’ambiente, della salute, dell’equità sociale e del welfare.
L’iniziativa di ieri, a giudizio dei promotori, in ragione anche del grande interesse ed attenzione registrati, deve essere considerata un punto di partenza per avviare una nuova stagione nella quale si affermi, nel territorio, un costante e costruttivo confronto capace di coinvolgere e rendere davvero protagonisti i lavoratori, i pensionati e tutti i cittadini.

Il S.G. CGIL “Roma Nord Civitavecchia” Cesare Caiazza

Il Presidente “L’Agone Nuovo” Giovanni Furgiuele