L’11 e il 12 giugno due giornate dense di analisi, proposte e altissima partecipazione all’Opificio di Roma per l’iniziativa “Salute: persone, territori, diritti – accanto alle persone, dentro le fragilità”. Un evento che ha dato nuovo slancio all’iniziativa politica sulla sanità pubblica da parte del Partito Democratico del Lazio e del neonato “Centro Studi persone e salute per il Lazio”.
L’evento, concluso con un atteso e partecipato intervento della segretaria nazionale Elly Schlein, ha visto convergere istituzioni, operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori locali, associazioni e mondo della ricerca. Tutti uniti dall’obiettivo prioritario di ricostruire un modello sanitario regionale strutturato attorno ai bisogni reali delle comunità, alla capillarità territoriale e alla piena garanzia del diritto costituzionale alla cura.
I lavori della prima giornata sono stati aperti dalle relazioni della senatrice Beatrice Lorenzin, della responsabile nazionale Salute e Sanità del PD Marina Sereni e del capogruppo PD alla Regione Lazio Mario Ciarla, alla presenza del segretario regionale Daniele Leodori e dell’intero gruppo consiliare. Il fitto programma ha visto l’attivazione di sei tavoli tematici strategici con la partecipazione di operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori e ricercatori, moderati e guidati dai consiglieri e dalle consigliere del gruppo regionale del Partito Democratico. Tavoli focalizzati sulle principali urgenze del sistema salute: Infanzia e Adolescenza, Invecchiamento e longevità, Professioni della Salute, Territori e Comunità, Salute delle Donne e Ricercatori e Innovazioni. Nel pomeriggio, spazio a una sessione dedicata alle politiche industriali dal titolo “Scienze della vita: una visione strategica per l’Italia e per l’Europa”, con la partecipazione dell’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando.
Il secondo giorno ha invece offerto un momento di sintesi politica e programmatica arricchito dai contributi tecnici del presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta e dagli interventi di Beatrice Lorenzin, Mario Ciarla e Daniele Leodori, con la conclusione affidata a un’applauditissima Elly Schlein, evidenziando la necessità impellente di contrapporre una programmazione scientifica al declino strutturale dei servizi di cura regionali.
Chiaramente i risultati fallimentari della giunta presieduta da Francesco Rocca su questo fondamentale tema sono sotto gli occhi di tutti e appiano sempre più evidenti e misurabili dai dati. Questi ultimi offrono infatti lo specchio di una crisi profonda: nel Lazio la spesa sanitaria privata ha raggiunto la quota critica di quasi 2.000 euro all’anno per nucleo familiare, superando drammaticamente la media nazionale ferma a 1.480 euro. Questo divario economico si traduce in una barriera d’accesso insormontabile per le fasce più deboli della popolazione, determinando un dato sociale inaccettabile: il 12% dei cittadini residenti nella regione dichiara oggi di rinunciare del tutto a curarsi a causa delle lunghe liste d’attesa e delle insostenibili barriere economiche e logistiche.
Su questo influisce la pessima gestione della medicina territoriale e delle Case della Comunità, concepite originariamente come il primo snodo di prossimità per decongestionare i pronto soccorso e avvicinare l’assistenza ai territori. Secondo i dati, la stragrande maggioranza delle strutture inaugurate dalla giunta regionale si riduce a scatole vuote prive di personale operativo: appena il 4% di esse registra la reale e continuativa presenza di medici e infermieri. A questo quadro si somma il naufragio della proposta di legge nazionale finalizzata all’integrazione dei medici di medicina generale nel progetto delle Case della Comunità. Un fallimento normativo causato dalle divisioni interne alla maggioranza di destra, che ha preferito lo scontro istituzionale al dialogo con la categoria.
Nei prossimi mesi lavoreremo per trasformare i suggerimenti e le relazioni tecniche emersi dai tavoli di lavoro in proposte di legge e indirizzi programmatici. La sanità universale non può essere gestita con spot pubblicitari o tagli di nastro propagandistici, ma necessita di investimenti stabili sul personale sanitario, di una visione strategica integrata e di una pianificazione trasparente che rimetta al centro la cura del paziente.
Al Parco dell’ Acqua Claudia, incontro operativo della Comunità di Eredità: partecipazione, collaborazione e nuovi progetti nel segno della Convenzione di Faro.
Sabato 27 giugno, presso la sede dell’Associazione E.C.H.A. (European Cultural Heritage Association), nel cuore del Parco Archeologico Naturalistico dell’Acqua Claudia di Anguillara Sabazia, si è svolto un incontro di lavoro delle associazioni aderenti a Civitas Lacus, Comunità di Eredità del Lago di Bracciano, ispirata ai principi della Convenzione di Faro. Nonostante il caldo intenso, oltre quaranta rappresentanti di 15 associazioni, insieme a cittadini e stampa locale, hanno partecipato a un confronto di circa due ore dedicato al futuro della Comunità e alle prospettive di collaborazione sul territorio.
Dopo il saluto dell’Associazione E.C.H.A., Massimo Mondini, presidente di Forum Clodii, che in questa fase costituente svolge il ruolo di capofila, ha ripercorso le principali tappe del progetto: dalla nascita di Civitas Lacus, avvenuta nel settembre 2025 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, fino all’adesione dei Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano, insieme a numerose associazioni e cittadini. È stato inoltre ricordato il percorso della Comunità all’interno della Rete Faro Italia e annunciata la candidatura di Bracciano a ospitare la XIV riunione nazionale della Rete.
Cinzia Caccia, intervenuta anche a nome dell’Associazione Territorio, ha poi ricordato come l’iniziativa sia nata dalla volontà di valorizzare l’eredità culturale e naturale del territorio, a partire dalla proposta di candidatura UNESCO del sito preistorico della Marmotta, evolvendosi successivamente nella costituzione di una Comunità di Eredità, senza abbandonare l’obiettivo della candidatura quale traguardo di lungo periodo.
L’incontro è stato facilitato da Sonia Tucci, direttrice del Museo Civico Etrusco Romano “G. Bianchini” di Trevignano Romano, e da Elisa Cella, dell’Associazione Forum Clodii e funzionaria del Parco Archeologico del Colosseo. Un incontro che ha rappresentato soprattutto l’occasione per condividere una visione comune: rafforzare la rete tra associazioni, cittadini, istituzioni ed enti di ricerca attraverso uno strumento permanente di consultazione e cooperazione, capace di promuovere la tutela e la valorizzazione dell’eredità culturale e naturale del comprensorio del Lago di Bracciano. Un’eredità che comprende non solo siti archeologici, monumenti, musei e paesaggi di grande valore, ma anche tradizioni, saperi, memoria dei luoghi, cultura della pesca, artigianato ed eccellenze produttive, elementi che contribuiscono a definire l’identità della comunità e che costituiscono un’eredità da trasmettere alle future generazioni.
Dopo una gradita distribuzione di acqua — rigorosamente Acqua Claudia — e la consegna di un questionario ai partecipanti, l’incontro è proseguito con gli interventi dei rappresentanti delle associazioni aderenti, che hanno confermato la volontà di contribuire allo sviluppo di Civitas Lacus.
Sono intervenuti, tra gli altri, Grazia Rosa Villani per l’Associazione Sabate, Moreno Delle Fratte per la Pro Loco di Anguillara Sabazia, Andrea Fusco per l’Associazione Il Lucumone APS, Giuseppina Del Signore per la FIDAPA BPW Italy – Sezione Roma, Massimo Massussi per l’Associazione Paleoes-EXTAD e l’Associazione Matrix96, Andrea Balestri per Hydra Ricerche, Nicoletta Giuliani per l’Associazione Suodales, Antonio Amasio per il Nucleo Archeologico Antica Caere ODV, Alessandro Pintucci per la Confederazione Italiana Archeologi – Regione Lazio, Sandro Luzzietti per E.C.H.A. e Giovanni Furgiuele per l’associazione culturale L’Agone.
Nel corso degli interventi è emersa la comune volontà di rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà del territorio, consolidando Civitas Lacus come punto di riferimento per la valorizzazione e la tutela dell’eredità culturale e naturale del comprensorio del Lago di Bracciano.
Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno preso parte alla visita guidata al Parco Archeologico Naturalistico dell’Acqua Claudia, accompagnati dall’archeologo Paolo Lorizzo, direttore del Parco. La visita ha permesso di ammirare i recenti restauri dei mosaici del ninfeo centrale e il consolidamento del muro dell’ambulacro, interventi resi possibili grazie alla collaborazione tra associazioni, cittadini, Università della Tuscia, istituzioni, sostenitori privati e Soprintendenza, a testimonianza del valore della cooperazione per la tutela dell’eredità culturale e naturale, secondo i principi della Convenzione di Faro.
Le associazioni, gli enti e i cittadini interessati ad aderire a Civitas Lacus possono contattare il gruppo operativo all’indirizzo civitaslacus@gmail.com .
La Comunità Civitas Lacus esprime inoltre piena solidarietà all’Associazione E.C.H.A., la cui sede è stata violata da ignoti nella notte tra domenica e lunedì. Un gesto che colpisce una realtà impegnata da anni nella tutela dell’eredità culturale del territorio e che tutta la Comunità condanna con fermezza.
Che cos’è la Convenzione di Faro? La Convenzione di Faro, così denominata perché sottoscritta nella città portoghese di Faro dai Paesi aderenti al Consiglio d’Europa, introduce il concetto di “Comunità di Eredità”, intesa come un insieme di persone che attribuisce valore a specifici aspetti dell’eredità culturale, e desidera sostenerli e trasmetterli alle generazioni future. Ratificata dall’Italia nel 2020, la Convenzione promuove una visione dell’eredità culturale come bene comune e risorsa per lo sviluppo umano, sociale e democratico delle comunità.
Bilancio solido e nuove sfide per il triennio 2026-2029.
L’assemblea dei soci del Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV, riunitasi l’8 giugno presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha rinnovato le cariche associative per il triennio 2026-2029, confermando alla presidenza Giovanni Bonetti, alla guida dell’associazione dal 2019.
Accanto al presidente sono stati confermati Maria Ferrara nel ruolo di vicepresidente e Marco Giovanni Castana come segretario. Del nuovo Consiglio Direttivo fanno inoltre parte Raffaele Tartaglione, direttore sanitario, Nicola Piccirillo, direttore della UOC di Emotrasfusione del Policlinico Gemelli, Gennaro Esposito, Giovanni Bernabei, Priscilla Marini Bettolo Marconi, Flavia Bartolucci, Giuseppe Briscese, Federica Finetti, Maria Grazia Iadarola, Caterina Giovanna Valentini e Walter Feliciani, unica nuova presenza all’interno dell’organismo direttivo.
Il rinnovo delle cariche è arrivato al termine di un’assemblea particolarmente significativa, che ha approvato il rendiconto economico 2025 e confermato la solidità gestionale dell’associazione. Un risultato sostenuto anche dai numeri dell’attività: il Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV ha infatti chiuso il 2025 con un incremento del 10,8% delle donazioni rispetto all’anno precedente, confermando il proprio ruolo di riferimento nella promozione della cultura del dono a sostegno del Policlinico Gemelli.
Nel corso dell’assemblea sono stati inoltre approvati i principali programmi associativi per il 2026, dal sostegno alle iniziative territoriali alle attività rivolte ai giovani. Tra queste, la terza edizione di EMATRIDUUM, il progetto sviluppato con gli studenti di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, attraverso momenti formativi, laboratori interattivi e attività di sensibilizzazione, ha favorito l’avvicinamento di nuovi donatori al Centro Trasfusionale del Gemelli.
Particolare rilievo assume anche il sostegno garantito dal Gruppo alla nuova campagna di comunicazione del Policlinico Gemelli “Rimetti in circolo la vita”, che prenderà il via il 15 giugno in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Un’iniziativa che punta a promuovere la donazione attraverso un messaggio positivo e partecipativo, resa possibile anche grazie al contributo determinante dell’associazione.
«La fiducia che l’assemblea ha voluto rinnovare all’intero gruppo dirigente rappresenta per noi una grande responsabilità – dichiara il presidente Giovanni Bonetti –. I risultati raggiunti nel 2025 dimostrano che il lavoro svolto in questi anni sta producendo effetti concreti. Continueremo a investire nella sensibilizzazione, nel coinvolgimento delle nuove generazioni e nel rafforzamento della collaborazione con il Policlinico Gemelli e con tutte le realtà del territorio che condividono i valori della solidarietà e del dono. La crescita delle donazioni è il segnale più evidente che questa strada è quella giusta».
Si svolgerà il 10 luglio, dalle ore 10, presso l’Aula Fregosi di Palazzo Valentini, l’evento formativo “Le famiglie nel Lazio tra diritto e innovazione. La famiglia che sostiene e che si prende cura” organizzato dalla Città metropolitana di Roma Capitale e dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio.
Un momento di confronto fondamentale sulla complessità del lavoro degli operatori sociali con le famiglie oggi, alla luce dei mutamenti che si sono verificati sia a livello sociale, psicologico, culturale che economico e giuridico, con focus specifici affrontati dalle varie personalità presenti.
Dopo i saluti istituzionali della Consigliera delegata alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Cultura della Città metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini, gli interventi previsti si focalizzeranno su:
-Il ruolo degli Assistenti Sociali con Paola Capoleva- Vicepresidente Ordine Assistenti Sociali del Lazio
-La tutela dei minori in Tribunale con Andrea Calice -Procuratore Capo Tribunale di Tivoli
-Il punto di vista degli psicologi con Vera Cuzzocrea – Vicepresidente Ordine psicologi
del Lazio
-Il minore nei casi di violenza di genere con Carla Centioni – Presidente “Ponte Donna”
-I progetti innovativi sul territorio con Maurizio Ferraro – Presidente Cooperativa Garibaldi
Il secondo panel sarà dedicato ad un momento di dibattito con le varie Associazioni attive nel campo che prenderanno la parola.
Dobbiamo fare i conti con un clima capace di cambiare in pochi secondi e con fenomeni che io, per lo meno in 47 anni, non avevo mai visto con tutta questa frequenza.
Questa mattina alle 5.45 qualcosa di molto simile ad una tromba d’aria, ha investito Anguillara Sabazia ed il lago di Bracciano. Sono cadute piante e volati tetti. Occorre ripensare alcune strategie e difenderci con la prevenzione per proteggere le persone.
Michele Cardone
Progetto Civico Italia – Comitato Lago di Bracciano
Ancora prima di arrivare nelle sale, “Odissea” (titolo originale “The Odyssey”) occupa già un posto centrale nel dibattito cinematografico internazionale. L’interesse che accompagna il film non dipende soltanto dall’eccezionale cast o dalla complessità del progetto, ma soprattutto dal fatto che segna il confronto di Christopher Nolan con un racconto imprescindibile per la cultura classica: il poema di Omero. Un’opera che, nelle mani del regista britannico, difficilmente potrà tradursi in una semplice rilettura illustrativa del mito.
Nell’arco di oltre vent’anni Nolan ha costruito una filmografia di straordinaria coerenza, attraversando noir, thriller psicologico, fantascienza, racconto storico e dramma esistenziale senza mai rinunciare a una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. Da “Memento” a “The Prestige”, da “Inception” a “Interstellar”, passando per la trilogia del “Cavaliere oscuro”, fino a “Dunkirk” e “Oppenheimer”, il suo cinema ha sempre interrogato il tempo, la memoria, raccontato della costruzione dell’identità, attraversato traiettorie edipiche e trasformato ogni racconto in una riflessione profonda.
Anche il cast sembra rispondere a una precisa concezione: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron, Lupita Nyong’o e gli altri interpreti chiamati a dare corpo al racconto provengono da esperienze artistiche e immaginari profondamente differenti. Nolan sembra deliberatamente evitare qualsiasi forma di adesione puramente filologica al mondo classico. La scelta degli interpreti non punta alla ricostruzione di un’immagine convenzionale dell’antichità, ma alla capacità degli attori di rendere universali e contemporanee figure che appartengono all’immaginario epico. Nel corso della sua carriera il regista ha spesso collocato gli attori in contesti inattesi, giocando sul contrasto tra le aspettative dello spettatore e la costruzione del personaggio. È una modalità espressiva che alimenta costantemente quella tensione tra familiarità e sorpresa che attraversa tutta la sua opera.
Al cinema di Nolan appartiene anche la ricorrenza di alcune grandi ossessioni narrative. Il tempo, anzitutto, non è mai una semplice successione cronologica: diventa architettura del racconto e dispositivo attraverso il quale i personaggi misurano responsabilità, evoluzione interiore, memoria e causa o conseguenze delle proprie scelte. Le traiettorie temporali spezzate di “Memento”, gli incastri di “The Prestige”, le stratificazioni di “Inception”, la relatività di “Interstellar” e la costruzione sincronica di “Dunkirk” sono il tessuto narrativo che interroga, dove tutto si tiene.
Accanto al tempo emerge un’altra costante: la separazione, il lutto, la perdita, e l’impossibilità del ricongiungimento, attraversano quasi tutta la sua opera. Il dolore spesso costituisce il motore invisibile dei suoi personaggi.
È forse proprio per questo che “Odissea”– primo lungometraggio narrativo della storia girato interamente con macchine da presa IMAX e allo stesso tempo su pellicola 70mm – appare come uno degli approdi più naturali del suo percorso artistico. Il viaggio di Odisseo (Ulisse), non è soltanto un’avventura epica, ma una lunga esperienza della lontananza, dell’identità perduta, del desiderio, del ritorno e della memoria. Prima ancora della sua uscita, “Odissea”, si impone come un evento destinato a lasciare un segno: il 16 luglio non sarà soltanto una data di debutto nelle sale, ma l’incontro con uno sguardo che da anni continua a spingere il cinema oltre i propri confini.
Lucattini: “Il legame con l’animale è una prima palestra dell’anima e della relazione: nell’incontro con un essere vivente diverso da sé, il bambino impara a riconoscere l’altro, ad ascoltarne i bisogni, a rispettarne i tempi e a prendersene cura. È un’esperienza affettiva profonda, che educa all’empatia e prepara, nella vita adulta, a relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sull’accoglienza autentica dell’altro”.
Di Marialuisa Roscino
In un’epoca segnata da una crescente digitalizzazione delle relazioni, il contatto autentico con un animale offre al bambino un’esperienza concreta, sensoriale ed emotiva, sempre più preziosa. La relazione interspecifica, cioè l’incontro con un essere vivente di un’altra specie, permette al bambino di confrontarsi con un’alterità reale: un essere vivente che comunica attraverso il corpo, lo sguardo, il movimento, il tono, il silenzio,
L’animale non è un compagno di gioco, ma può essere una presenza affettiva significativa, capace di favorire nel bambino esperienze profonde di rispecchiamento, fiducia e sicurezza interiore. Nel rapporto con l’animale, infatti, il bambino sperimenta una forma di legame meno mediata dal linguaggio e dal giudizio, in cui può riconoscere le proprie emozioni e, al tempo stesso, imparare a cogliere i bisogni di un altro essere vivente.
Ma in che modo, questo apprendimento si rifletterà, in particolare, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà in età adulta? Per approfondire questi aspetti centrali nel percorso di crescita e di sviluppo emotivo dei bambini ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.
Dott.ssa Lucattini, a che età la presenza di un animale in casa è considerata preziosa per la crescita dei bambini? Quali sono in particolare, gli aspetti psicologici più significativi che questa relazione stimola?
La presenza di un animale domestico può essere preziosa fin dai primi anni di vita, purché sempre mediata dagli adulti. Nei bambini piccoli è soprattutto un’esperienza sensoriale e affettiva, poiché imparano a osservare, toccare con delicatezza, riconoscerne i segnali e rispettarne i limiti.
Dai 5-6 anni in poi, può diventare anche un’esperienza di cura più consapevole, ad esempio, occuparsi di dare da mangiare, rispettare gli orari, partecipare alle piccole responsabilità quotidiane. Da un punto di vista psicologico, l’animale rappresenta un “altro” diverso da sé, interagisce con vitalità con dei bisogni ma senza essere giudicante, con cui il bambino si può identificare e che aiuta a sviluppare empatia, capacità di attesa, senso del limite e responsabilità.
È una relazione che educa all’ascolto profondo degli altri, il bambino comprende che amare non significa possedere, ma prendersi cura, rispettare e riconoscere l’altro nella sua unicità (European Journal of Pediatrics, 2023).
Quali sono i principali benefici psicologici che osserva nei suoi piccoli pazienti, in termini di valenza terapeutica ed emotiva?
Nel rapporto con l’animale il bambino non incontra solo una presenza affettiva, ma un corpo vivo, il calore del pelo, il ritmo del respiro, il movimento, l’odore, lo sguardo, la risposta immediata al gesto. Questa esperienza sensoriale concreta nutre la vita emotiva e anche quella intellettiva, perché il bambino impara a conoscere attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole.
L’animale favorisce un passaggio fondamentale: dal sentire al pensare. Il bambino osserva, interpreta, attende, si domanda che cosa l’altro provi o desideri. In questo modo sviluppa empatia, capacità simbolica, attenzione all’altro e una prima forma di responsabilità affettiva.
La sua presenza aiuta il bambino a esprimere affetti profondi quali tenerezza, paura, gelosia, rabbia, bisogno di protezione, in una relazione più semplice, diretta e meno minacciosa di quella umana poiché non si aspettano rimproveri o punizioni. Inoltre, stimola empatia, capacità di cura, rispetto del limite e riconoscimento degli altri come soggetti distinto da sé, il passaggio dal proprio animaletto a familiari e amichetti, è brevissimo.
In molti bambini, inoltre, rafforza l’autostima, fa sentire in grado di accudire qualcuno e non dipendere soltanto, sostiene la consapevolezza delle proprie qualità, la capacità di prendersi cura di qualcuno, sviluppa l’autonomia e il senso di responsabilità (European Child & Adolescent Psychiatry, 2025).
Dott.ssa Lucattini, ogni animale può offrire un contributo diverso?
Sì, ogni animale offre al bambino un’esperienza relazionale diversa, perché diversa è la sua modalità di presenza, di contatto e di risposta. Non esiste un animale “migliore” in assoluto, ovviamente, conta l’età del bambino, il suo temperamento, la storia familiare e la possibilità degli adulti di occuparsene.
Il cane è l’animale più studiato, è molto responsivo, cerca lo sguardo, il contatto, il gioco, la vicinanza.
Il gatto propone una relazione diversa, meno immediata, più rispettosa della distanza. Insegna l’attesa, la delicatezza, il rispetto dei tempi. Con il gatto il bambino impara che l’affetto non si impone ma va conquistato e rispettato.
Il cavallo coinvolge fortemente il corpo. La sua grandezza, il calore, il movimento e il ritmo del passo offrono un’esperienza sensoriale profonda. Aiuta il bambino a lavorare sulla fiducia, sul controllo, sulla postura, sul limite e sulla capacità di affidarsi senza dominare imparando le regole con un maestro.
Porcellini d’India, conigli e criceti, favoriscono una relazione più minuta e delicata. Poiché sono piccoli e fragili, insegnano al bambino l’attenzione, il gesto misurato, delicatezza. Aiutano a sviluppare empatia e responsabilità, ma richiedono un particolare supervisione da pate dei genitori.
I pesci offrono una relazione più osservativa in quanto non c’è il contatto fisico ma c’è il ritmo visivo, il movimento in acqua. Possono avere un effetto calmante e aiutare il bambino a fermarsi, osservare, aspettare quello che succede.
Le tartarughe essendo meno espressive secondo i nostri codici affettivi, insegnano che l’altro non deve somigliarci per essere rispettato. La tartaruga, con la sua lentezza e il suo bisogno di spazio, educa al limite, alla pazienza e al rispetto di una diversità radicale che saranno molti utili nella vita, nelle amicizie e a scuola.
Ognuno di essi apre sentimenti differenti, il cane alla reciprocità affettiva, il gatto al rispetto della distanza, il cavallo alla fiducia corporea, i piccoli mammiferi alla cura delicata, i pesci alla contemplazione, i rettili al riconoscimento e accettazione della diversità. Con l’aiuto degli adulti, la relazione con gli animali aiuta il bambino a trasformare l’esperienza sensoriale ed emotiva in pensiero (Anthrozoös, 2013).
Come può questo insegnamento riflettersi, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà da adulto?
Nel tempo, questa esperienza può diventare una matrice relazionale profonda: il bambino interiorizza che l’altro ha una vita propria, bisogni, tempi e confini che non coincidono necessariamente con i suoi. È un apprendimento affettivo decisivo, perché sposta la relazione dal possesso al riconoscimento, dal controllo all’ascolto, dall’impulso alla cura.
Questa esperienza favorisce la capacità di empatia e di mentalizzazione ovvero il bambino si abitua a domandarsi che cosa provi l’altro, che cosa desidera o di che cosa abbia paura. Sono competenze fondamentali che, da adulti, potranno dare vita a legami intensi, maturi, fondati sull’ascolto, sulla fiducia e sull’accoglienza autentica dell’altro. Sono una vera e propria prevenzione del narcisismo egoistico, dell’autoreferenzialità e dell’aggressività più violenta (Frontiers in Ethology, 2026).
C’è in particolare qualche aspetto di cui i genitori dovrebbero tenere conto?
I genitori dovrebbero anzitutto ricordare che un animale non è un regalo, né un oggetto affettivo da mettere a disposizione del bambino, ma un essere vivente con bisogni, tempi, limiti e una propria sensibilità. La scelta deve essere degli adulti e deve essere compatibile con la vita reale della famiglia.
Il bambino può imparare moltissimo da questa relazione: amore, cura, responsabilità, rispetto degli orari, attenzione al corpo dell’altro, capacità di attendere e di non imporre sempre il proprio desiderio. Attraverso piccoli compiti quotidiani (preparare il cibo, cambiare l’acqua, pulire lo spazio dell’animale, rispettare le sue routine) il bambino apprende procedure, continuità e affidabilità. Sono competenze preziose non solo in famiglia, ma anche a scuola, nel lavoro futuro, nelle amicizie e, un giorno, nella costruzione della propria famiglia.
Ma tutto questo accade solo se i genitori danno l’esempio, se nutrono, accudiscono, educano e rispettano l’animale, il bambino interiorizza quel modello. La responsabilità, quando è accompagnata dall’affetto, non viene vissuta come peso, ma come partecipazione a un legame.
Da un punto di vista psicologico, l’animale aiuta il bambino a uscire dall’autoreferenzialità, gli insegna che l’altro esiste anche fuori dal suo bisogno immediato. È un’esperienza semplice ma profondissima, perché educa alla responsabilità affettiva. Un bambino che impara a rispettare un animale, a non invaderlo, a proteggerlo e a comprenderne i segnali sarà più preparato a costruire rapporti umani più empatici, rispettosi e maturi.
Quali consigli si sente di dare ai genitori?
-Sapere che prendersi cura di un animale deve essere una decisione consapevole e familiare, non un impulso, né un semplice regalo per il bambino che poi venga abbandonato perché troppo impegnativo;
-I genitori restano i primi responsabili. Il bambino può aiutare, ma non può farsi carico da solo del benessere dell’animale;
-Coinvolgere i figli in piccoli compiti quotidiani, cibo, acqua, pulizia, passeggiata, aiuta a sviluppare sicurezza, responsabilità e senso del dovere mitigato dall’affetto;
-Insegnare il rispetto dell’animale. Non disturbarlo quando dorme, non forzare il contatto, riconoscere i suoi segnali, non aggradirlo fisicamente;
-Considerare l’età e il temperamento del bambino. Ogni fase evolutiva permette un diverso grado di partecipazione, vicinanza fisica e psicologica, e di responsabilità;
-Ricordare che ogni animale ha caratteristiche proprie. Cane, gatto, cavallo, piccoli mammiferi, pesci o tartarughe offrono esperienze relazionali diverse;
-Dare l’esempio con cura, affetto e coerenza. I bambini imparano dai genitori che amare significa proteggere, rispettare e assumersi responsabilità. Questa esperienza può favorire l’empatia, l’intelligenza emotiva e le relazioni umane altruistiche, aiutare ad essere migliori.
Il forte temporale che nella notte ha interessato 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 ha provocato la caduta di alberi e rami in diverse zone del territorio. Fortunatamente, al momento, le criticità risultano contenute e non si registrano conseguenze gravi per le persone.
Dalle prime ore del mattino il 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼, insieme alla 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲, alla 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲, ai 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝗼𝗰𝗼 e alle ditte incaricate, è impegnato nelle operazioni di messa in sicurezza, rimozione degli alberi caduti e ripristino della viabilità.
Sono inoltre attualmente in corso gli interventi dei tecnici di 𝗘𝗻𝗲𝗹 e 𝗔𝗰𝗲𝗮 per risolvere i disservizi alla rete 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮 e 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮 causati dal maltempo. Il Comune è in costante contatto con i gestori dei servizi per monitorare l’evoluzione della situazione e favorire il più rapido ripristino delle utenze.
Le condizioni meteorologiche previste per le prossime ore potrebbero rallentare alcuni interventi e rendere necessarie ulteriori verifiche. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza alla 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗿𝘂𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮, evitando, se possibile, di sostare o transitare sotto alberature di grandi dimensioni. Durante eventi meteorologici intensi, specie come 𝗽𝗶𝗻𝗶 e 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶 possono essere maggiormente soggette alla caduta di rami o, nei casi più critici, al cedimento della pianta.
𝗔𝗟𝗟𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗠𝗘𝗧𝗘𝗢
Si raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali e di limitare gli spostamenti non indispensabili fino al termine dell’allerta.
Un ringraziamento va alla 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲, alla 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲, ai 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝗼𝗰𝗼, agli operatori comunali, ai tecnici di 𝗘𝗻𝗲𝗹 e 𝗔𝗰𝗲𝗮 e a tutti coloro che stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza della cittadinanza e il rapido ripristino dei servizi.
Continueremo ad aggiornare tempestivamente la popolazione sull’evoluzione della situazione.
Comunichiamo la realizzazione sul territorio di Bracciano,della 10^ edizione della gara Bracciano Triathlon Sprint, il prossimo Luglio 2026, cosi suddivisa:
25/7/2026 Gara Paratriathlon partenza ore 08:30 fine gara 10:30
26/7/2026 Gara Sprint Adulti partenza 08:15 fine gara 10:15
Un progetto che partendo dalla promozione delle pratiche sportive legate al Triathlon, tocchi temi come Integrazione, sana alimentazione, lotta al Bullismo, legalità e Sicurezza Stradale. Tutti temi sociali che oggi più che mai sono legati alle nuove generazioni.
La gara farà parte del Campionato Regionale di Triathlon 2026 e la gara Paralimpica sarà tappa di Campionato Italiano IPS
Di cosa si occupa l’Associazione Sportiva Guida Sicura:
Promozione dello Sport come strumento migliorativo delle qualità psicofisiche dell’individuo.
Educazione alla guida in sicurezza
Unica Associazione in Italia ad essere iscritta al Tavolo della Concertazione per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti (Sulla Buona Strada)
Iscritta alla Carta Europea della Sicurezza Stradale. Per le sue idee innovative nel promuovere la sicurezza stradale, per le campagne di sensibilizzazioni realizzate, per il numero di Cittadini raggiunto nella Formazione e Sensibilizzazione.
Affiliata a
Federazione Italiana Triathlon
Iscritta al registro CONI
Iscritta al registro della Regione Lazio
Iscritta alla Fidal /Federazione Italiana Atletica Leggera)
Temi sociali della Manifestazione:
Sport: Promuovere all’interno delle scuole, le attività sportive come strumento aggregativo, di inclusione, per migliorare la
qualità della vita ed il benessere psicofisico dell’individuo
Turismo: Dal 2007 ad oggi un trend inarrestabile con oltre 10 milioni di persone in viaggio per eventi o attività sportive e 60
milioni di pernottamenti ogni anno. Cresce senza sosta il turismo sportivo, un settore che dal 2007 ad oggi ha messo a
segno un +25% generando un giro d’affari annuo di nove miliardi di euro. Si tratta di oltre 10 milioni di persone che si
muovono ogni anno con 60 milioni di pernottamenti e un giro d’affari a nove zeri. Un settore dal forte potenziale per che se
organizzato può dare risultati molto buoni in termini non solo di presenze ma anche di occupazione con la creazione di nuove
figure professionali. Il progetto TourismforSport’ è nato proprio per questo.
Sicurezza Stradale: La Comunità Europea nell’ambito della Carta Europea Sulla Sicurezza Stradale, propone di sviluppare nuove idee per Sensibilizzare i cittadini sulle problematiche della Sicurezza Stradale. Lo Sport ha ormai dimostrato la sua incredibile capacità di attrazione/divulgazione. Qualunque disciplina sportiva è uno strumento di aggregazione, educativo alla convivenza comunitaria, formativo al rispetto delle regole. L’idea è di promuovere l’Educazione alla Sicurezza Stradale, con eventi innovativi e accattivanti che possano attirare l’attenzione dei cittadini, soprattutto tra i più giovani, mettendo in palio dei premi che possano stimolare la partecipazione e l’attenzione, organizzando manifestazioni di Gare/eventi sportivi articolate nei territori delle città, per gli adulti i ragazzi e i bambini. Promuovendo cosi anche l’importante relazione tra lo Sport e la Sicurezza Stradale.
Appuntamento in Piazza Risorgimento sabato 4 e domenica 5 luglio. Contemporaneamente, al Parco della Legnara, i saggi di danza della Rim Sport
“Anche il mese di luglio sarà impreziosito da numerosi appuntamenti organizzati dai Rioni della nostra città. Dopo il successo delle serate organizzate da Boccetta, Fontana Morella, Fornace e San Pietro, questo fine settimana sarà il turno del Rione Casaccia Vignola, che torna in Piazza Risorgimento con la seconda edizione della Sagra della Bruschetta. Il weekend successivo, sarà il turno del Rione Madonna dei Canneti, con una nuova edizione della Festa del Fiore di Zucca, nella nuova location di via degli Angeli Ceretani, adiacente il Campo Enrico Galli. Due appuntamenti per tutta la famiglia, tra tradizione, musica, spettacolo ed enogastronomia”. A dichiararlo è Manuele Parroccini, Assessore ai Rapporti con i Rioni del Comune di Cerveteri.
“Sabato 4 e domenica 5 luglio nel Centro Storico spazio all’enogastronomia con la Sagra della Bruschetta – aggiunge l’Assessore ai Rioni Manuele Parroccini – ci saranno stand di artigianato, musica, karaoke e balli di gruppo. In contemporanea, al Parco della Legnara avranno luogo i consueti e tradizionali saggi di danza: ad esibirsi, ci saranno gli allievi e le allieve della Rim Sport Cerveteri”
“Un fine settimana ricco di appuntamenti dunque – conclude Parroccini – gli eventi organizzati dai Rioni non sono soltanto tradizione: è cuore, passione, dedizione al territorio. Invito dunque le famiglie a prendervi parte, per una serata diversa, piacevole, in allegria e in compagnia. Evviva i Rioni!”