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Nato il nuovo Comitato Civico Locale Lago di Bracciano

Dalla pagina Facebook
È nato il nuovo Comitato Civico Locale Lago di Bracciano, promosso dal consigliere comunale di Anguillara Sabazia Michele Cardone per Anguillara
Passo dopo passo, Progetto Civico Italia sta crescendo e si sta radicando su tutto il territorio nazionale
Insieme si cambia!

BRACCIANO : 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 alla scadenza del 𝐁𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐞.

Dal profilo Facebook del comune di Bracciano

Se hai tra i 18 e i 28 anni, questa è una di quelle occasioni che non conviene rimandare.
Il 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 non è solo un’esperienza formativa: è un anno in cui puoi metterti in gioco, acquisire 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞, dare un contributo concreto alla 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ e ricevere anche un 𝐫𝐢𝐦𝐛𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐥𝐞.
A 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 ci sono posti disponibili per ragazze e ragazzi che vogliono scegliere di fare qualcosa che abbia valore, per sé e per gli altri.
📅 I progetti partiranno a 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, ma attenzione: occorre candidarsi entro l’𝟖 𝐀𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞!
𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Controlla il bando, prepara la domanda e 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢:
Comune di Bracciano – Segreteria Servizio Civile Universale
351 057 3620
pauline.salzano@comune.bracciano.rm.it

Bando per la Promozione del Turismo sostenibile e responsabile “Tesori Naturali 2026”

Dalla pagina Facebook del Comune
L’Ente Parco Bracciano-Martignano propone, per l’anno 2026, il bando per la Promozione del Turismo sostenibile e responsabile “Tesori Naturali 2026” finalizzato alla realizzazione di un calendario di attività articolate – indicativamente una nei giorni festivi e una nei prefestivi, fermo restando le attività seriali proposte periodicamente ed in concomitanza delle giornate tematiche mondiali e/o nazionali organizzate direttamente dall’Ente.
Le attività dovranno essere uno strumento per far conoscere a turisti e visitatori il territorio del Parco e le zone limitrofe, scoprendone la natura, i paesaggi, gli aspetti storico-culturali, enogastronomici, archeologici, nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali.
Le proposte dovranno essere inviate al Parco entro il 15 aprile 2026, utilizzando i moduli presenti sul sito: https://www.parcobracciano.it/…/avviso-pubblico-per-la…/

Pasqua con noi… nel centro urbano di Bracciano!

Dalla pagina Facebook del Comune
Da sabato 4 aprile e fino a lunedì 6 aprile torna “Pasqua con noi”, un evento promosso dall’Associazione Commercianti, con il patrocinio del Comune di Bracciano.
𝐃𝐚 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟒 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐞𝐝𝐢̀ 𝟔 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞
𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐈𝐕 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨
 Cosa troverai:
Musica dal vivo
Artisti di strada
Artigianato
Antiquariato
– Prodotti tipici
– Etnico
Tante curiosità da scoprire
Un’occasione per passeggiare tra le vie del centro e lasciarsi sorprendere dall’atmosfera festosa della Pasqua.

CREA (CIVICA ROCCA): 154MILIONI PER OSPEDALI MODERNI E TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA

Riceviamo e pubblichiamo
“Oggi la Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio ha approvato un importante programma di interventi per l’edilizia sanitaria e per l’ammodernamento e il potenziamento tecnologico di apparecchiature, per un investimento complessivo di 154milioni di euro.
Si tratta di un piano strategico che prevede la ristrutturazione e la realizzazione di nuovi reparti, rilevanti interventi di manutenzione, e l’installazione di apparecchiature all’avanguardia, tra cui risonanze magnetiche, TAC e PET di ultima generazione. L’obiettivo è garantire diagnosi sempre più rapide e precise, accompagnando un più ampio processo di modernizzazione degli ospedali e dei presidi sanitari su tutto il territorio regionale.
Oltre 81milioni di euro saranno destinati al potenziamento tecnologico, mentre 72,5milioni finanzieranno interventi di edilizia sanitaria.
Con questo programma la Regione Lazio, guidata dal Presidente Rocca, dimostra che investire nella sanità pubblica non è uno slogan, ma una priorità concreta.
Dopo anni difficili caratterizzati da ritardi, carenze strutturali e da una mancanza di programmazione che hanno inciso sulla qualità dei servizi e sulla fiducia dei cittadini, è iniziata una nuova fase: quella della programmazione, degli investimenti e della responsabilità.
Stiamo costruendo una sanità più moderna, più sicura e più vicina ai cittadini. Una sanità capace di rispondere alle sfide di oggi e di domani, rafforzando la qualità dei servizi e restituendo fiducia ai cittadini e agli operatori.
Questa è la nostra visione: mettere al centro il diritto alla salute, investendo con serietà e senza gravare sulle generazioni future, grazie al risanamento dei conti e a una gestione responsabile delle risorse pubbliche.”
È quanto dichiara Mario Luciano Crea, capogruppo della Lista Civica Rocca in Consiglio Regionale del Lazio.

COLORI, SIMBOLI E RINASCITA: PERCHÈ RACCONTARE LA PASQUA AI BAMBINI, È UN DONO DI LUCE. INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

Comunicato stampa

Intervista di Marialuisa Roscino 

Trasmettere il significato profondo della Pasqua ai bambini non riguarda solo il rispetto di una tradizione, ma può rappresentare per loro una possibilità di orientamento importante, una “bussola emotiva e spirituale” per affrontare nel modo giusto la vita. In un mondo spesso focalizzato sull’immediato e sul materiale, la Pasqua introduce concetti universali che arricchiscono senza alcuna ombra di dubbio, la loro crescita.

Perché è dunque, davvero importante? “Il concetto di Rinascita strettamente legato alla Pasqua – spiega in questa intervista – Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, ci insegna che dopo ogni “inverno” (una difficoltà, un fallimento, una tristezza), arriva sempre la “primavera”. È una lezione fondamentale di resilienza – evidenzia Lucattini – significa trasmettere l’idea che la luce vince sempre sul buio.

Questo, aiuta i bambini a sviluppare un atteggiamento ottimista e fiducioso verso il futuro. Attraverso il racconto pasquale, i piccoli apprendono che l’amore più grande è quello che sa donarsi agli altri, promuovendo l’empatia e l’altruismo, il valore del sacrificio e del dono sociale. Partecipare ai riti e comprenderne i simboli (l’uovo, la luce, il ramoscello d’ulivo, consente di rafforzare il legame con la comunità di appartenenza”.

In questa intervista, entriamo, pertanto, nel vivo della questione con la Dott.ssa Adelia Lucattini. Insieme a lei, esploreremo perché raccontare le storie pasquali e coinvolgere i bambini nei suoi simboli, non sia solo un esercizio di memoria, ma un’opportunità fondamentale per aiutarli a trasformare la vacanza in un’occasione di crescita interiore, capace di nutrire la loro mente e il loro cuore. Quindi, la Pasqua oltre il “solo” cioccolato, ma un vero viaggio che illumina i valori importanti della vita nel cuore dei bambini con la Dott.ssa Adelia Lucattini.

Dott.ssa Lucattini, spesso riduciamo la Pasqua a un semplice intervallo scolastico fatto di dolci e gite fuori porta. Cosa rischiamo di togliere ai nostri figli non spiegando loro che, dietro quei simboli, si nasconde la grammatica di sentimenti, invece, importanti, come l’altruismo, la generosità, l’essere solidali e permettere dunque, loro di dare voce alle loro emozioni,  segnando così il passo della rinascita?

La Pasqua rappresenta una delle celebrazioni più ricche di significati simbolici e universali. Nella tradizione cristiana è il momento in cui si celebra la resurrezione di Gesù Cristo, quindi la vittoria della vita sulla morte e della speranza sulla disperazione. Tuttavia, il suo significato va oltre la dimensione religiosa e affonda le radici in un bisogno umano più ampio: quello di trasformazione, rinnovamento e rinascita.

La Pasqua può essere letta come un passaggio simbolico fondamentale: dalla perdita alla possibilità di ritrovamento, dalla separazione alla relazione, dalla chiusura difensiva all’apertura verso l’altro. È un movimento interiore che conduce dal “buio” della sofferenza alla “luce” della condivisione e della vitalità. In questo senso, rappresenta una metafora potente della crescita psichica: la capacità di attraversare le difficoltà e trasformarle in nuove risorse interiori.

Questa dimensione simbolica è profondamente accessibile anche ai bambini. Per loro, la Pasqua è vissuta attraverso esperienze concrete e immaginative insieme: l’attesa, la sorpresa, il gioco, la scoperta. Anche le tradizioni, come la ricerca delle uova o i momenti condivisi in famiglia, permettono ai bambini di “fare esperienza” della speranza in modo diretto e affettivo (Frontiers in Public Health, 2025).

Qual è il vero significato di trasmetterlo ai bambini?

Tutte le festività svolgono una funzione fondamentale nello sviluppo psichico infantile, aiutano a strutturare il tempo interno, scandendo l’esperienza tra attesa, evento e memoria, e contribuiscono alla costruzione di significati condivisi. Come evidenziato anche in letteratura, la partecipazione a rituali familiari e comunitari favorisce il benessere emotivo, rafforza il senso di appartenenza e sostiene lo sviluppo dell’identità nei bambini. La Pasqua rappresenta un potente dispositivo simbolico. Attraverso i suoi racconti, i riti e le immagini, offre ai bambini strumenti per pensare e dare senso alle esperienze difficili. Il passaggio simbolico dalla morte alla rinascita consente di interiorizzare l’idea che il dolore, la perdita o la frustrazione non sono definitivi, ma possono trasformarsi. Questo processo è essenziale per lo sviluppo della capacità di tollerare le emozioni negative e di elaborarle.

I bambini vivono prevalentemente nel presente e hanno bisogno di esperienze e narrazioni che diano continuità e significato al tempo. Le festività, come la Pasqua, svolgono una funzione fondamentale perché introducono una dimensione ciclica dell’esperienza: ritornano ogni anno, creando attesa, memoria e riconoscibilità. In questo modo, contribuiscono alla costruzione del “tempo interno”, aiutando il bambino a organizzare la propria esperienza emotiva attraverso sequenze di attesa, evento e trasformazione (BMC Pediatrics, 2024).

Dott.ssa Lucattini, l’uovo è forse il simbolo pasquale più amato dai bambini, ma spesso ne vedono solo l’involucro commerciale. Come è possibile trasformare il senso di questo oggetto di puro consumo, in un’occasione invece, per parlare di vita che nasce e di ‘sorprese’ anche interiori?

L’uovo è uno dei simboli più antichi e universali, presente in molte culture come immagine della vita che nasce e si rinnova. Fin dall’antichità rappresenta la nascita e la trasformazione: basti pensare al mito dell’“uovo cosmico” o al suo valore nei rituali legati alla fertilità e alla primavera.

Nella tradizione cristiana, questo significato si approfondisce ulteriormente: l’uovo diventa simbolo della resurrezione e della rinascita. Il guscio richiama il sepolcro che si apre, mentre la vita che emerge al suo interno rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. Con il tempo, l’uovo pasquale si è trasformato anche in oggetto regalo, fino ad arrivare all’uovo di cioccolato con sorpresa, che ne ha in parte accentuato l’aspetto consumistico. Tuttavia, proprio la sorpresa al suo interno mantiene un valore simbolico importante: richiama l’idea che dentro ciò che appare chiuso o misterioso possa esserci qualcosa di prezioso da scoprire.

Il coniglio di Pasqua è legato alla fertilità e alla primavera, con la loro presenza e al gioco che li accompagna, rendono visibile e quindi comprensibile il concetto di rinascita, qualcosa che si ripete ogni anno con costanza.

È molto importante aiutare i bambini ad andare oltre l’aspetto commerciale, accompagnandoli a coglierne il significato più profondo. Anche l’uovo di cioccolato diventa così uno strumento simbolico che parla di crescita, trasformazione e speranza, permettendo loro di dare senso, in modo semplice ma significativo, ai cambiamenti della vita (Taylor and Francis, 2018).

Quali possono essere modalità stimolanti ed educative nei bambini per accrescere maggiormente  la loro creatività e la loro socializzazione?

Le attività pasquali, come i lavoretti manuali e la cucina condivisa, rappresentano strumenti molto efficaci per stimolare la creatività e favorire la socializzazione nei bambini. Attraverso il “fare insieme”, i bambini sviluppano competenze cognitive ed emotive fondamentali, come la collaborazione, il pensiero critico e la capacità di affrontare le difficoltà, trasformando anche gli errori in occasioni di crescita.

Le attività creative, come il disegno, la costruzione di oggetti o la preparazione di piccoli regali, permettono inoltre di esprimere il mondo interno in modo libero e simbolico. Allo stesso tempo, favoriscono lo sviluppo visuo-spaziale, la coordinazione e le capacità organizzative, importanti per l’apprendimento scolastico e la vita quotidiana.

Anche le esperienze all’aria aperta e i giochi di gruppo, tipici del periodo pasquale, sono fondamentali: promuovono la comunicazione, la cooperazione e il senso di appartenenza, contribuendo al benessere psicofisico. Inoltre, aiutano a contrastare la sedentarietà e l’eccessiva esposizione agli strumenti digitali, ai giochi elettronici e alla televisione, favorendo uno stile di vita più sano ed equilibrato. Per questo, la Pasqua diventa un’occasione preziosa non solo per celebrare, ma per crescere insieme, attraverso esperienze semplici ma profondamente significative (International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 2025).

Quali consigli si sente di dare ai genitori per vivere al meglio questa festa cristiana e culturale?

 -Valorizzare i riti familiari. Ripetere piccoli gesti ogni anno (la colazione di Pasqua, la ricerca delle uova, una frase speciale) crea sicurezza e continuità interiore;

-Dare valore al tempo insieme. Più che organizzare attività perfette, è importante esserci davvero, condividere momenti con presenza emotiva e affettiva;

-Stimolare la creatività. Coinvolgere i bambini in lavoretti, cucina e preparazioni favorisce espressione emotiva, fantasia e autostima;

– Lasciare spazio alle emozioni. Attraverso il gioco, il disegno e il racconto, i bambini possono esprimere liberamente ciò che sentono e dare forma al loro mondo interno;

-Ridurre la dimensione consumistica.  Aiutarli a cogliere il significato simbolico della Pasqua, andando oltre l’uovo come oggetto, per scoprirne il valore di sorpresa, crescita e trasformazione;

-Favorire il gioco all’aria aperta. Passeggiate, giochi tradizionali e momenti nella natura stimolano socialità, movimento e benessere psicofisico;

-Accogliere l’imperfezione.  Non cercare di fare tutto “perfetto”, sono proprio i piccoli imprevisti, le risate e la spontaneità a creare i ricordi più significativi.

Lavori al Museo Civico Etrusco Romano “Gregorio Bianchini”. La nostra storia che diventa futuro

“I musei non sono un fine in se stessi, ma un mezzo al servizio dell’umanità”, quest’affermazione di Alma Wittlin può essere estesa ai beni culturali in senso lato, fonte di pensiero, esperienza, sensazioni, in una parola, di conoscenza e portatori di valori non solo culturali ma sociali, in quanto produttori/generatori di senso e sintetizza magnificamente, l’obiettivo che si intende raggiungere e la visione che sottende il progetto. La cultura è parte integrante del passato e della memoria di un territorio, è strumento di creazione di identità e di crescita personale, motore di creatività e innovazione ed è anche stata indicata in anni recenti come mezzo per la creazione di società più coese, per favorire processi di integrazione sociale e per il rafforzamento dei processi di apprendimento permanente in contesti non formali. Il radicamento nel territorio è peraltro uno dei fattori centrali nelle relazioni fra economia e cultura. Il processo di produzione culturale è, infatti, per sua natura, espressione di una comunità o dell’incontro fra diverse culture in un determinato contesto storico e geografico specifico, ed è spesso impossibile riprodurre in un altro luogo la combinazione di fattori che hanno reso possibile la realizzazione di quel particolare prodotto culturale. Questo legame indissolubile tra i beni, il contesto in cui sono stati creati e in cui si trovano e le comunità di riferimento è particolarmente evidente nel territorio di Trevignano Romano, caratterizzato da un patrimonio culturale non solo quantitativamente rilevante ma anche capillarmente diffuso. Proprio la dimensione e l’estensione del nostro patrimonio ne rendono complessa la gestione, che interseca trasversalmente le attività economiche e di trasformazione del territorio e coinvolge numerosi attori, pubblici e privati.

Il patrimonio di cultura materiale e immateriale generati nel territorio è quindi molto più di uno scrigno della memoria del passato, è un bene comune, una risorsa condivisa, alla quale cittadini e membri della comunità devono poter accedere, per costruire un futuro economicamente vitale, socialmente equo e sostenibile. Su queste premesse si imposta il progetto scientifico del riallestimento del percorso espositivo della collezione etrusco-romana del Museo Bianchini che si presenterà nella sua nuova veste di Centro di interpretazione del patrimonio e dell’eredità culturale, portando il visitatore a esplorare le sale del Museo come se si percorresse un’ideale stratigrafia archeologica, partendo dagli strati più recenti, contenenti i materiali di età romana posti all’entrata del Museo, sino ad arrivare a quelli più antichi con i materiali di VIII secolo, collocati alla fine del percorso. L’obiettivo che si pone il rinnovato allestimento museale è valorizzare il patrimonio archeologico, quindi rendere accessibili a un pubblico ampio e diversificato ma anche interessanti e comprensibili a tutti i pubblici le testimonianze storiche del territorio. Attraverso l’uso di tecnologie moderne, attività didattiche coinvolgenti e una cura particolare nell’esposizione dei reperti, il Museo diventerà un punto di riferimento culturale per la scoperta e la valorizzazione della storia locale, permettendo ai visitatori di apprezzare appieno l’eredità culturale della civiltà etrusca. “Ci sono luoghi che mentre custodiscono il passato, costruiscono il futuro”, questo il senso e l’obiettivo di un progetto nato dal lavoro di squadra, come dichiara il Vicesindaco Luca Galloni: “Un percorso costruito insieme alla Direttrice Scientifica del Museo, Sonia Tucci, ai ragazzi e alle ragazze che ogni giorno ne animano gli spazi con professionalità e passione, e agli uffici comunali che hanno lavorato con competenza e determinazione per trasformare un’idea in un risultato concreto. Un investimento che valorizza il patrimonio etrusco e romano e lo proietta in una dimensione più ampia, capace di dialogare con reti culturali nazionali e internazionali. Un museo vivo è identità, è attrattività, è crescita collettiva”. Ma la realizzazione di questo rinnovamento è stata resa possibile attraverso interventi effettuati anche con i fondi del Bando per la Valorizzazione dei luoghi della Cultura della Regione Lazio, che hanno consentito all’Amministrazione Comunale di realizzare anche interventi specifici per adeguare impianti elettrici, antincendio, elettrosmosi e videosorveglianza, quest’ultima realizzata con i fondi della L. Regionale 24/2019 anno 2025. Il Museo Civico Etrusco Romano “Gregorio Bianchini” non perde la sua anima, la rafforza. Non cambia identità, piuttosto la rilancia, segno di una comunità che sa fare squadra, che crede nei propri talenti e che investe nel proprio patrimonio.

Intramontabile liceo

L’ultima tornata di iscrizioni alle scuole superiori per l’anno 2026/2027 conferma una tendenza ormai strutturale nel sistema educativo italiano: il liceo continua a rimanere la scelta dominante anche se con differenze marcate sul territorio.

A livello nazionale, i dati del Ministero dell’Istruzione indicano che il 55,8% degli studenti ha optato per un percorso liceale, mentre gli istituti tecnici si attestano attorno al 30,8% e i professionali al 13,2%. Ad oggi più di uno studente su 2 sceglie un percorso liceale per proseguire gli studi.

Se nel centro e al sud il liceo domina nettamente, con percentuali attorno al 60%, al nord il sistema appare più equilibrato. Qui gli istituti tecnici hanno saputo mantenere un’offerta formativa all’avanguardia, grazie anche ad una maggiore integrazione tra scuola e tessuto produttivo nelle regioni settentrionali, dove la formazione tecnica mantiene un forte radicamento.

Il caso del Lazio rappresenta un’estremizzazione di questa dinamica. Il 69,7% degli iscritti opta per un liceo, percentuale che fa della regione quella con l’incidenza più alta a livello nazionale. Tra gli indirizzi emerge una gerarchia piuttosto chiara: lo scientifico guida con il 21,41%, seguito dal linguistico all’11,16%, dalle Scienze umane all’8,90% e dal classico all’8,62%, mentre l’artistico si ferma al 4,42%. Gli istituti tecnici scendono al 22,7% e i professionali restano sotto l’8%.

Nel complesso gli studenti prediligono percorsi teorici e generalisti, spesso orientati alla prosecuzione universitaria più che all’ingresso diretto nel  lavoro. Il rischio è che la sana ambizione dei ragazzi possa scontrarsi con un mercato del lavoro disallineato rispetto alle conoscenze acquisite, in un ambito competitivo dove la produttività italiana stenta a decollare in vari settori. La formazione universitaria da sola in molti contesti non garantisce più un salto di retribuzione né un lavoro stabile. La chiave sarà appassionare i nuovi giovani verso le sfide presenti e future, come la padronanza dell’informatica e dell’intelligenza artificiale per un’applicazione trasversale e competitiva nei vari settori economici.

Cristian Pelliccioni

Donazioni di sangue, +10,8%: il modello del Gruppo Donatori Sangue “F. Olgiati” ODV

Modello del Gruppo Donatori Sangue “F. Olgiati” ODV tra scuole, territorio e aferesi, spiegato dal responsabile sanitario Raffaele Tartaglione

Nel 2025 le donazioni di sangue sono cresciute del 10,8% rispetto all’anno precedente, superando gli obiettivi fissati con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli e confermando l’impegno del Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV nella promozione della donazione.

A illustrare questo risultato è il professor Raffaele Tartaglione, ematologo ed ex specialista del Policlinico Gemelli, oggi Responsabile sanitario dell’associazione: «In base alla convenzione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli, l’associazione si pone ogni anno l’obiettivo di aumentare di almeno il 5% la disponibilità di sangue ed emocomponenti. Nel 2025 il risultato è stato ancora migliore: +10,8%, grazie a un maggiore impegno nella sensibilizzazione e nel facilitare l’accesso alla donazione. Una parte importante dell’attività di sensibilizzazione è rivolta alle scuole, in particolare ai licei del territorio e agli studenti dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Economia sanitaria dell’Università Cattolica. Negli istituti scolastici gli incontri con gli studenti, appena maggiorenni, si svolgono direttamente nelle loro sedi. In queste occasioni viene spiegato come il compimento della maggiore età permetta di contribuire, attraverso la donazione di sangue, alla tutela della salute pubblica prevista dal SSN, illustrando anche requisiti e modalità per diventare donatori. Successivamente vengono organizzate raccolte di sangue negli stessi istituti coinvolti, utilizzando autoemoteche messe a disposizione dal Centro Regionale Sangue o dall’Avis Comunale di Roma. Quando non è possibile utilizzare le autoemoteche nelle vicinanze degli istituti, è previsto un piano alternativo con un pulmino-navetta che accompagna i donatori al Centro Trasfusionale e li riporta poi in sede. Il contatto con gli studenti dei corsi di laurea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è mantenuto costantemente sia tramite i rappresentanti degli studenti, membri permanenti del Consiglio Direttivo, sia attraverso la partecipazione agli eventi studenteschi, dove vengono allestiti punti informativi presso cui è possibile prenotare il giorno e il tipo di donazione al Centro Trasfusionale. Oltre a scuole e università, l’attività di sensibilizzazione e raccolta coinvolge anche altre comunità, come istituti militari ed enti pubblici e privati, con raccolte organizzate durante le giornate lavorative per facilitare la donazione da parte dei dipendenti. L’associazione è inoltre in contatto con alcune parrocchie, dove le attività di raccolta vengono organizzate nei fine settimana. Un ruolo decisivo è stato svolto anche dal rafforzamento del rapporto con i donatori abituali del Centro Trasfusionale del Policlinico Agostino Gemelli, grazie a un nuovo programma informatico di reclutamento e al potenziamento della segreteria. Questo consente di contattare i donatori quando è necessario aumentare le scorte di sangue o individuare gruppi sanguigni rari. Parallelamente è cresciuto anche l’impegno nella promozione della donazione di plasma e piastrine in aferesi, una procedura che consente di prelevare dal sangue solo specifici componenti. Il sangue viene separato da un’apparecchiatura che trattiene l’emocomponente necessario e restituisce subito i globuli rossi al donatore. La procedura dura circa 45 minuti e può essere effettuata più frequentemente rispetto alla donazione tradizionale. Per i prossimi anni la sfida sarà incrementare ulteriormente questa modalità di donazione, fondamentale soprattutto per i pazienti oncologici, onco-ematologici e per l’attività di trapianto d’organo».

Fondamentale resta quindi la costante attività di informazione e formazione per diffondere la cultura della donazione, un gesto concreto di solidarietà che salva la vita.

Cultura, una priorità di Alleanza Verdi Sinistra. Giunta Pizzigallo: cultura a zero. Serve una Svolta

In 5 anni e mezzo di governo di Anguillara, la Giunta Pizzigallo ha dimostrato un totale disinteresse per la cultura. Nonostante l’ingente flusso di fondi europei (Next Generation EU), che ha superato la cifra di 20 milioni di euro, solo una piccola parte è stata utilizzata per strutture destinate ad attività culturali, con interventi marginali e non risolutivi:

  • la biblioteca comunale ha beneficiato di 150.000 euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma rimangono le croniche infiltrazioni dei locali seminterrati;
  • l’ex Consorzio Agrario, il cui intervento di ristrutturazione è costato 330.000 euro di fondi PNRR, ha subito un mero “maquillage” estetico, che non ne ha definito una funzione chiara, lasciando la struttura incompleta e sottoutilizzata, nonostante la sua evidente vocazione polifunzionale;
  • il piccolo teatro dell’Istituto Comprensivo, ristrutturato con 150.000 euro di fondi PNRR, non è mai stato utilizzato per attività destinate alla cittadinanza.

La mancanza di un assessorato alla cultura, verso cui abbiamo sempre puntato il dito, ha portato anche a questo. E’ evidente che per l’amministrazione Pizzigallo la cultura non è una leva di crescita sociale della comunità. Noi crediamo invece che necessiti di visione politica e risorse dedicate.

La nostra proposta: Un teatro per la città, non solo per gli spettacoli ma per la comunità.

Noi proponiamo una soluzione concreta e sostenibile: completare il recupero dell’ex Consorzio Agrario per trasformarlo in un teatro civico modulare, con una capienza di almeno 100 posti. Uno spazio multifunzionale per spettacoli, cinema, incontri e laboratori, che diventi un punto di riferimento stabile per la città, specialmente per le nuove generazioni, in grado di avviare una seria stagione culturale cittadina.

Il progetto, realizzabile senza alterare i recenti lavori esterni, prevede:

  • Un palco rialzato e attrezzato
  • Gradonate modulari per circa 100 posti
  • Impianti audio-luci professionali
  • Avvio di un cinema di comunità e di una stagione teatrale cittadina
  • Collaborazione con le scuole per laboratori artistici

Costi e Finanziamenti

La stima dei costi si aggira intorno ai 500.000 euro, una cifra sostenibile se distribuita in 5 anni e ripartita su più fonti di finanziamento, che possono coprire dal 40% al 70% della spesa.

Realizzare un teatro civico non è solo costruire un edificio, ma un investimento per creare aggregazione, crescita e opportunità. Molti piccoli comuni italiani hanno rilanciato la vita culturale attraverso teatri civici gestiti insieme alle associazioni locali, organizzando spettacoli, corsi, laboratori e festival, coinvolgendo tutta la comunità.

Anguillara ha già gli spazi, serve solo la volontà politica per dare alla città un’altra idea di futuro.