Non ci sono dubbi che viviamo in unβepoca di intensa comunicazione. Ognuno di noi Γ¨ bombardato da informazioni e notizie che non arrivano piΓΉ soltanto dai tradizionali canali informativi (giornali, televisione, radio) ma che sono amplificate in maniera esponenziale dai social media sviluppatisi con lβavvento della rete. CiΓ² produce una realtΓ necessariamente complessa e di difficile interpretazione, soprattutto con le categorie di epoche precedenti caratterizzate da minore entropia.
Non Γ¨ raro assistere a dibattiti in cui i relatori sostanziano le proprie posizioni cercando di utilizzare la retorica piΓΉ convincente. Viene sostenuta una tesi e lβesatto contrario della stessa. E poi ci sono i social media che, democraticamente, danno voce a chiunque voglia esprimere il proprio pensiero su qualsiasi argomento.Β Ma come districarsi in questo caos informativo?Β Β Β
Un effetto di questa comunicazione esasperata Γ¨ che lβinformazione si scolleghi dalla realtΓ e la parola diventi essa stessa generatrice di realtΓ . Ascolto qualcuno che ha presa sulle mie emozioni e che riesce, magari semplificando, a veicolarmi la sua idea e mi convinco che quella sia la realtΓ su cui basare la creazione del mio pensiero. Tanto piΓΉ immediato e toccante Γ¨ il messaggio che mi viene proposto β magari con uno slogan o con una immagine – e meno fatica farΓ² per capirne il significato e per riprodurlo.
In questo modo la comunicazione, se ben confezionata da un punto di vista dellβimpatto emotivo, prevale sullβoggettivitΓ dei fatti, intesa come rispondenza con la realtΓ delle cose che si basa sulla razionalitΓ piuttosto che sullβemozione.Β
Questa modalitΓ di comunicazione, tra lβaltro, apre la strada a esperti in tutte le materie: medicina, diritto, economia, psicologia e via dicendo, dimenticando che la conoscenza che sostanzia il sapere si fonda sullo studio, sulla ricerca e sullβapprendimento critico che, difficilmente, Γ¨ riducibile alla semplificazione e alla capacitΓ di persuasione.Β
Lβattenzione e il sostegno alla cultura e alla formazione β scuola, ricerca, arti in genere – Γ¨ lβantidoto principale al populismo e alla semplificazione di massa. Lβimportanza dellβeducazione scolastica non si basa solo sulla necessitΓ di trovare lavoro – altrimenti tutti i maestranti sarebbero laureati – ma piuttosto sul βgustoβ del sapere attivo (lβetimologia di sapere Γ¨ la stessa di sapore), nell’accezione del piacere di qualcosa che permette di esercitare il proprio pensiero e sviluppare le categorie mentali per unβanalisi critica che ci dia gli strumenti per interpretare la realtΓ β anche complessa β che ci circonda.
Quando vogliamo capire veramente qualcosa su di un determinato argomento e formarci unβopinione – magari per riuscire poi ad esprimere il nostro voto in maniera consapevole e non essere attratti dallβastensionismo β Γ¨ sempre meglio non affidarci ai βtuttologi della reteβ dove non si Γ¨ mai sentito qualcuno che abbia ammessoβ¦ di sapere di non sapere.
Monica Sala


