Il segretario del Pd crede sempre meno nel Governo, anche se non vede alternative.
“Non c’Γ¨ politica sull’immigrazione, non c’Γ¨ niente”.
Forte preoccupazione anche per i ritardi sulla ripartenza dell’anno scolastico. “Ma magari si andasse a votareβ
PerchΓ© poi Γ¨ piuttosto chiaro, pressochΓ© lapalissiano, che se dici βservono politiche adeguateβ pensi che, finora, quelle politiche sono state inadeguate. E se questa cosaΒ la dice il segretario del Pd, aggiungendo che quanto sta accadendo oggi sui migranti era anche piuttosto prevedibile, la dichiarazione in questione Γ¨, al tempo stesso, un avviso ai naviganti, una certificazione di un fallimento, un modo per mettere agli atti lβennesimo βio lβavevo dettoβ. βMa no β ha spiegato Zingaretti ai suoi β io non ce lβho con la Lamorgese, il punto Γ¨ complessivo, non cβΓ¨ una politica per lβimmigrazione. Non cβΓ¨ nienteβ. E a chi gli ha chiesto i capitoli del niente, in privato ha pronunciato parole che, se dette in pubblico, sarebbero buone per aprire una crisi di Governo: βLa politica sullβimmigrazione non Γ¨ solo una questione di repressione e sicurezza. Qui non cβΓ¨ unβidea di politica economica, non cβΓ¨ una politica estera, non cβΓ¨ chi parla con i Comuni per la questione degli Sprar, non cβΓ¨ unβ¦β
CβΓ¨ perΓ² il Mediterraneo fuori controllo, la Libia spartita tra russi e turchi, la fuga dai centri dβaccoglienza, il rischio di contagio, il cortocircuito tra salute e umanitΓ , il terreno perfetto per la risurrezione di Salvini, in modalitΓ Bolsonaro senza mascherina quando ormai anche Trump se la mette, i Decreti Sicurezza che vivono e lottano insieme a noi, lβEsercito spedito in fretta e fuori fuori dai centri di accoglienza. Insomma, tutte cose che quella Cassandra di Minniti aveva previsto in tempi non sospetti. CβΓ¨ tutto questo e anche un pezzo del Pd che oggi tira in causa anche Minniti e Gentiloni. Ecco, si spiega cosΓ¬ lo sfogo di Zingaretti, consegnato ai suoi, ma anche a Orlando, Bettini, Franceschini: βMa magari si andasse a votareβ.
Parole che non sono una linea, ma quasi una certificazione di rassegnazione, ripetute quasi quotidianamente, il che, al netto dellβumore di giornata, dΓ lβidea che il segretario non crede nel Governo, anche se non vede alternative e, magari, non ha la forza per crearne.
In altri tempi una dichiarazione di inadeguatezza del Governo da parte del capo della sinistra avrebbe fatto bollire i telefoni nelle principali stanze nei Palazzi.
Invece, questa Γ¨ la novitΓ dei costumi odierni, stavolta ha prodotto una commedia dellβassurdo. PerchΓ© anche Di Maio, pur tirato in causa, βΓ¨ dβaccordoβ sui limiti del Governo, anche se per motivi diversi rispetto a quelli di Zingaretti, anche Franceschini sa che di immobilismo si muore, tutti lo sanno, ma lβincastro Γ¨ perfetto, nessuna emergenza annunciata Γ¨ governata, al netto della retorica sulla valanga di soldi in arrivo. Spiegano ai piani alti del Nazareno: βSΓ¬, stiamo donando il sangue. Se le cose vanno bene Γ¨ merito di Conte, quando vanno male si rivolgono tutti a noi. Hai presente sketch sullβAvvocatoΒ di Proietti?β.
Prossimo patatrac annunciato, la scuola, dove la ministra Azzolina ha annunciato la riapertura a settembre e ha varato il 27 luglio un bando per produrre in un mese tre milioni di banchi, con o senza ruote. Impresa pressochΓ© titanica che ha giΓ prodotto la rivolta degli industriali del settore. Sembra, dicono i ben informati, che sarΓ lβoggetto dellβavviso ai naviganti di domani, con la richiesta di un tavolo di coordinamento per riaprire in sicurezza. A voler fare una graduatoria della soglia di allarme, mettiamola cosΓ¬: sui migranti magari resuscita Salvini, ma se si fallisce sulla riapertura dellβanno scolastico Γ¨ complicato, dopo la bocciatura avere una prova dβappello. SarΓ anche perchΓ© Γ¨ presidente della Regione, e come tale ha il polso dei territori, ma Zingaretti, su questo capitolo, pensa che possa succedere unβira di Dio. Dicevamo, altra dichiarazione, che resterΓ agli atti, come quella di oggi, e come quella di dopodomani. Un poβ come quando si rompono le righe di fronte a un disastro annunciato. Ognuno, diciamo, lascia agli atti, confidando sulla clemenza verso chi, in fondo, lβaveva detto.
(Huffpost)


