La sezione disciplinare del Csm ha stabilito per l’ex presidente dell’Anm la sanzione piΓΉ grave.
Al centro della vicenda, le nomine “pilotate” all’hotel Champagne
Non dovrΓ vestire mai piΓΉ la toga. Rimosso dallβordine giudiziario, perchΓ© ha commesso illeciti disciplinari βdi elevatissima gravitΓ β. PerchΓ© Γ¨ stato, lo ha detto la procura generale della Cassazione durante la requisitoria, βregista e organizzatore della strategia sulle nomineβ dei vertici delle piΓΉ importanti procure italiane. Si chiude cosΓ¬, almeno davanti al Csm, la vicenda di Luca Palamara. La decisione del collegio di Palazzo dei Marescialli Γ¨ arrivata intorno alle 13. Dopo due ore e mezza di camera di consiglio e un procedimento che, iniziato nei fatti a settembre, si Γ¨ chiuso molto velocemente. Troppo, secondo chi sostiene che non siano stati garantiti pienamente i diritti di difesa. Accusa, questa, respinta dalla procura generale della Cassazione, che ieri ha chiesto la sanzione piΓΉ grave che la legge prevede per un magistrato.
Al centro della vicenda la volontΓ , per il collegio acclarata e non presunta, di pilotare la nomina del successore di Giuseppe Pignatone. E cioΓ¨, del nuovo procuratore capo di Roma. La stessa procura dove Palamara lavorava come sostituto. E, ancora, gli stessi uffici che in quel momento – parliamo della notte tra lβ²8 e il 9 maggio 2019 – avevano concluso le indagini su Luca Lotti. Il parlamentare dem, insieme con il collega Cosimo Ferri, era tra i protagonisti della vicenda finita sul banco di Palazzo dei Marescialli. Durante lβormai famoso incontro allβhotel Champagne di Roma Palamara – ex presidente dellβAnm nonchΓ© leader della corrente centrista Unicost, prima della radiazione di oggi giΓ sospeso da stipendio e incarico – i due parlamentari e alcuni consiglieri del Csm, che poi si sono dimessi. Quella conversazione Γ¨ stata captata dal trojan inoculato nel cellulare di Palamara, che era indagato a Perugia per una presunta corruzione. Cosa si dicono gli interlocutori? Parlano dello scacchiere delle imminenti nomine. E sembra che vogliano puntare tutto su Marcello Viola, procuratore generale di Firenze, a scapito degli altri due candidati al vertice della procura romana. Quellβincontro, per la procura generale della Cassazione, rappresenta un βunicumβ nella storia della magistratura italianaβ.
Il diretto interessato non in aula, ma ha annunciato che interverrΓ durante una conferenza stampa alle 16, dalla sede di Radio Radicale.
A margine del verdetto ha rilasciato una stringata dichiarazione allβAdnKronos:
βI valori che mi hanno portato ad essere magistrato – equitΓ senso civico e amore per la giustizia – sono gli stessi che connoteranno il mio operato da oggi in poiβ.
Il suo avvocato, Stefano Giaime Guizzi appena prima che il collegio si radunasse per decidere, ha dichiarato: βSi sente dire che la vostra sarΓ una sentenza politica per le ripercussioni che una decisione di segno opposto alla rimozione avrebbe sullβordine giudiziario e sui rapporti con le altre istituzioni. Mi rifiuto di crederlo. Sono convinto che qualunque decisione sarΓ frutto della vostra autonoma e indipendente capacitΓ di giudizioβ. Appresa la decisione, ha affermato di non ritenere che si sia trattato di un verdetto politico, e di rispettare la scelta del giudice. Ieri Guizzi aveva adombrato la possibilitΓ di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dellβuomo per lamentare una presunta lesione dei diritti di difesa. Contro la decisione del Csm, Palamara potrΓ rivolgersi alle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione.
Con la decisione di oggi si scrive un capitolo fondamentale di una storia che ha visto i suoi albori quasi un anno e mezzo fa. Da quellβincontro, intercettato e poi reso noto dalla stampa qualche settimana dopo, Γ¨ partito un terremoto allβinterno del mondo delle toghe. Che hanno provato, e provano, a rialzarsi. Ma di quella che il presidente dellβAnm, Luca Poniz, ha definito βnotte della magistraturaβ restano gli strascichi. Il Csm dovrΓ valutare ancora varie posizioni di giudici – primi tra tutti gli ex consiglieri del Csm che hanno partecipato alla riunione allβhotel Champagne – e decidere se sanzionarli o no. Sullo sfondo resta una questione morale che ha coinvolto il potere giudiziario nella sua interezza. E quella chiamata in correitΓ , fatta da Palamara giΓ da qualche mese: βNon ho agito da solo. Ero parte di un sistemaβ.
Β (Huffpost)


