Coronavirus, carceri al collasso: 2.000 positivi tra operatori e detenuti

Sono 826 detenuti e 1042 gli operatori penitenziari positivi alΒ coronavirus.Β A fare il punto sulla situazione del contagio nelle carceri italiane Γ¨ stato ieri il ministro della Giustizia,Β Alfonso Bonafede,Β rispondendo alΒ question timeΒ allaΒ Camera: tra i detenuti contagiati 804 sono gestiti dall’Area sanitaria interna e 22 ricoverati presso luoghi esterni di cura. Presso gli istituti minorili su 299 presenze, 3 sono i positivi alΒ Covid 19,Β uno dei quali era tale giΓ  al momento del suo ingresso, ha aggiunto Bonafede che ha concluso: Β«Per quanto riguarda gli operatori positivi , 970 sono del personale del corpo di polizia penitenziaria e 72 fra il personale amministrativo e dirigenziale del DapΒ».

Dunque si registra, come nel resto d’Italia, una leggera flessione dei contagi. Tuttavia Β«con il virus che sembra dilagare, chiediamo alla comunitΓ  scientifica e a chi di competenza di calcolare l’indice di contagio (Rt) in carcereΒ», fa sapereΒ Gennarino De Fazio,Β segretario generale dellaΒ Uilpa Polizia penitenziaria. A proposito di statistiche, ilΒ Ministero della GiustiziaΒ ha creato, come richiesto dalΒ Partito Radicale,Β una pagina sul proprio sito dove aggiornerΓ  settimanalmente i dati relativi ai contagi che verranno forniti dalΒ Dap.Β Resta comunque la criticitΓ  che i numeri vengono pubblicati aggregati e non divisi perΒ circuiti penitenziari.Β 

Ad analizzare la situazione con ilΒ RiformistaΒ ci pensa il Garante delle persone private della libertΓ  personale,Β Mauro Palma, che ci dice: Β«bisogna ragionare su due piani diversi: quello clinico e quello relativo agli spazi. Dal punto di vista strettamente sanitario, la situazione Γ¨ da tenere sotto controllo ma Γ¨ sbagliato dire che Γ¨ allarmante. Tuttavia dal punto di vista degli spazi ci sono delle criticitΓ  che concernono la disponibilitΓ  di posti dove isolare i positivi o far fare la quarantenaΒ». Infatti, a pochi giorni dall’applicazione delΒ decreto RistoriΒ Β«abbiamo registrato – aggiunge Palma – , questi numeri: attualmente in cella ci sono circa 400 persone in meno rispetto a sette giorni fa, meno dell’1% del numero complessivo. È una riduzione piccola. E, soprattutto, il virus nei penitenziari cresce con un ritmo piΓΉ sostenuto rispetto a quello della diminuzione di detenuti. Sarebbe necessario che i due andamenti fossero almeno ugualiΒ».

Come? Β«Io non sono d’accordo – ci dice il Garante – con coloro i quali parlano di ipotesi di indulto o amnistia: non ci sono le condizioni politiche.

Sarebbe meglio non creare delle attese tra i detenuti che si sa che non saranno soddisfatte. Per questo come Garante abbiamo presentato degli emendamenti alΒ decreto RistoriΒ che vanno nella direzione di provvedimenti piΓΉ incisivi, fattibili per diminuire la popolazione carceraria. Bisogna agire ad esempio sulla custodia cautelare, che Γ¨ un problema anche culturale; incidere sul rinvio dell’emissione dell’ordine di esecuzione per le sentenze definitive che riguardano reati non particolarmente gravi ma risalenti nel tempo; estendere ad una platea piΓΉ ampia alcune delle stesse misure che il Ministro giustamente ha promossoΒ». Intanto prosegue lo sciopero della fame diΒ Rita BernardiniΒ eΒ Irene Testa: la presidente diΒ Nessuno Tocchi CainoΒ Γ¨ al sedicesimo giorno di digiuno, mentre la tesoriera delΒ Partito RadicaleΒ al dodicesimo. In tutto ad aver aderito all’iniziativa nonviolenta sono 1.159 persone: 597 cittadini liberi e 552 detenuti dalle carceri diΒ Vicenza, Genova-Marassi, Avellino, Sulmona.

Proprio in quest’ultimo istituto di pena c’è un piccolo focolaio: quindici detenuti sono stati accertati positivi mentre quattro sono risultati dubbi su un totale di trentotto reclusi sottoposti al test naso-faringeo. Ma dallo stesso carcere Γ¨ arrivato anche un messaggio di grande sensibilitΓ  e solidarietΓ : i detenuti dell’Alta SicurezzaΒ hanno concluso la loro lettera di adesione allo sciopero della fame con queste toccanti parole: Β«Inutile sperare; per noi dell’Alta sicurezza Γ¨ probabile che non farΓ  niente nessuno, ma se non altro aiutiamo i detenuti comuniΒ». La regione comunque che sta soffrendo maggiormente rispetto al numero dei contagi in carcere Γ¨ laΒ Campania: 188 detenuti positivi di cui 105 aΒ PoggiorealeΒ e 69 aΒ Secondigliano; 223 i contagiati tra polizia penitenziaria, personale sanitario e amministrativo. Per questo ieri mattina, l’associazione di penalisti napoletaniΒ β€œIl carcere possibile onlus” ha manifestato dinanzi al carcere di Poggioreale e alΒ Tribunale di NapoliΒ per chiedere simbolicamente Β«ai capi degli uffici indicati di chiudere il Portone d’ingresso degli istituti penitenziari partenopei ed aprire la porta d’uscitaΒ».

(Il Riformista)

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