Era nellโaria che a Castrum Novum, cittร romana fortificata risalente al tempo della prima guerra punica (nel 264 a.C. era incombente la paura di una invasione dal mare della potentissima Cartagine), si poteva essere, da un momento allโaltro, in presenza di ulteriori importanti (in questo caso si puรฒ tranquillamente dire fondamentali) ritrovamenti, cosa che si รจ regolarmente verificato nei giorni di martedรฌ 29 e di mercoledรฌ 30 settembre quando, seguendo anche ciรฒ che i georadar avevano segnalato nelle loro prospezioni, si รจ cominciato a scavare in un luogo preciso alla ricerca non di un muro qualsivoglia, seppure di piรน di 2.000 anni fa, ma delle mura che cingevano, proteggendola e creandola come tale, la fortezza romana.
E questo muro di grande spessore (tre metri di larghezza) e di oltre cento metri di lunghezza (come schematizzato dai georadar e si tratta solo di un lato dellโoppidum) che era alto fra i sette/otto metri, ha preso ad emergere con grande soddisfazione del coordinatore degli scavi lโarcheologo Flavio Enei e dei bravissimi volontari specializzati del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (GATC-onlus-) artefici di un lavoro prezioso ed estremamente preciso. Un fatto fondamentale che consente giร di avere una buona idea di perimetrazione dellโarea di questa cittร fortificata romana del terzo secolo avanti Cristo. Un ritrovamento talmente di primissimo ordine che subito nella mattinata di mercoledรฌ 30 sul luogo di scavo era presente, per prenderne visione con la consueta professionalitร e precisione, lโispettrice di zona della Soprintendenza Archeologia del Lazio e dellโEtruria Meridionale, lโottima archeologa d.ssa Rossella Zaccagnini.
Al di lร di quanto viene ritrovato di reperti archeologici ( di vario tipo, ordine e natura che finora non sono certo mancati) durante le operazioni di scavo attentamente vagliati, catalogati e messi nelle apposite buste di plastica con sopra scritto i relativi riferimenti, si รจ a volte di fronte a rinvenimenti che ci riportano al vissuto quotidiano in loco delle persone di una certa epoca, nel caso specifico di Castrum Novum di oltre duemila anni fa. Chi scrive infatti ha assistito, stamane 30 settembre, durante lo sterro del terreno a ridosso dei muraglioni di difesa della cittร (ergo i piรน antichi in assoluto) al rinvenimento di varie decine di gusci di patelle semi fossilizzate, non sparpagliate perรฒ qua e lร ma bensรฌ raggruppate in un luogo ben preciso a testimoniare, senza ombra di dubbio, come oltre duemila anni fa i legionari a guardia del lato sud del castrum โbanchettaronoโ con un piรน che congruo numero dei suddetti mitili. Dโaltronde il mare รจ lร di fronte e sicuramente allโepoca era molto piรน ricco e pescoso di ora e non dimentichiamo che a Castrum Novum รจ stato individuato un sistema di peschiere forse inferiore per grandezza solo a quello di Torre Astura (che รจ ritenuto il piรน grande di tutto il Mediterraneo) e non mancavano quindi di certo alle patelle i moli sommersi ove attaccarsi e riprodursi in maniera esponenziale e sappiamo bene come gli antichi romani, a tutti i livelli, fossero ghiotti pure di tutto quello che proveniva dal โpianetaโ mare.
Dimenticavo di dire che i massi che compongono le grandi mura difensive di Castrum Novum sono in opera quadrata di scaglia e non di tipo poligonale come nel caso ad es. di Pyrgi (attuale castello di Santa Severa) lโaltra cittร fortificata romana resa tale sempre nello stessa epoca e per i medesimi motivi nel timore di un improvviso sbarco dei cartaginesi. Mura di Pyrgi anche questโanno ripulite a cura dei volontari del GATC che, allโinizio dellโestate, hanno organizzato delle belle visite guidate gratuite ad oltre mezzo chilometro di esse.
Arnaldo Gioacchini


