Calcio, il brutto momento della Juventus

Dimenticate questioni di tifo e bandiere, qui non cโ€™รจ spazio per gli abbasso e gli olรฉ. Qui si prova a ragionare sul caso-Juventus in maniera obiettiva, leale, schietta. Qui cโ€™รจ da dimenticare il passato, lโ€™avvocato Agnelli e Villar Perosa, Sivori e Patini, Charles e Scirea. Siamo al presente, intriso di stracci bagnati, per esempio quelli del viterbese Bonucci, che chiude i rapporti e porta il sodalizio bianconero in tribunale. Siamo al caso Pogba, che quando Carlo Tavecchio lo irrise chiamandolo โ€œOptรฌ Pobร โ€ tutti prima risero, poi mandarono al rogo lโ€™ex presidente federale accusandolo di razzismo e oggi puntano il dito accusatorio proprio sul transalpino, che cade su una buccia di banana chiamata testosterone. La vecchia signora appare stanca, incapace di rialzarsi e sopravvive a cause perse in partenza, come il caso legato agli ingaggi, piรน o meno in nero, piรน o meno artefatti, piรน o meno barzotti. A difenderla il presidente federale Gravina, che nei proclami di difesa sottolinea il blasone del club, la storia, la bacheca. E fin quando sarร  cosรฌ, il fiume di parole sarร  sempre in piena. Eโ€™ il calcio, funziona cosรฌ, prendere o lasciare. Che se una qualsiasi azienda non legata al football avesse vissuto certi affari lโ€™avrebbero chiusa, sigillata, cancellata dal Rec. Lโ€™unica nota delicata รจ quasi da libro Cuore, a proposito della causa intentata da Bonucci. Lโ€™ex capitano ha precisato che qualsiasi cifra dovesse scaturire in suo favore, sarร  devoluta a Neuroland, lโ€™associazione che sostiene le famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di neurochirurgia pediatrica dellโ€™ospedale infantile Regina Margherita di Torino e Live onlus. A volte, da un male puรฒ venir fuori un bene.
Pietro Paolo Dorigo

 

 

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