Bracciano e Tubas, un ponte di solidarietà

Bracciano avvia il gemellaggio con Tubas, città palestinese della Cisgiordania. Non un atto formale, ma un ponte di solidarietà tra due comunità e una risposta all’appello dei palestinesi presenti agli incontri: non lasciarli soli di fronte alla violenza del governo israeliano.

Il percorso, promosso dal Cantiere di Pace di Bracciano con il sostegno di Assopace Palestina, è stato presentato il 17 e 18 luglio. Hanno partecipato Luisa Morgantini, presidente di Assopace Palestina, RasheedKhundeiri di Jordan Valley Solidarity, AlhassanSelmi, le istituzioni e numerose associazioni.

«È un dovere etico e morale mostrare solidarietà verso un popolo che sta soffrendo come quello palestinese», ha dichiarato il sindaco Marco Crocicchi.

Il gemellaggio si inserisce in un cammino avviato da diversi anni dell’Amministrazione comunale. Un percorso che ha avuto un momento importante anche nel Concerto per la Pace del 27 giugno, realizzato da Generazione Musica, con gli interventi del Sindaco Marco Crocicchi e dell’Assessore alle Politiche Sociali, Inclusione, Accoglienza e Pubblica Istruzione Massimo Guitarrini e le suggestioni delle realtà associative del Cantiere di Pace: GASP, ANPI e Pax Christi. Presente anche Emergency, punto di riferimento costante nelle iniziative per la pace, dopo l’adesione del Comune di Bracciano alla campagna “R1PUD1A LA GUERRA”.

Una serata di musica, parole e partecipazione che ha ribadito il rifiuto della guerra e della violenza contro le popolazioni civili, ricordando che la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma costruzione quotidiana di giustizia, diritti e relazioni.

Tubas vive una realtà segnata dall’occupazione, dagli insediamenti dei coloni e dalle limitazioni nell’accesso alla terra, all’acqua e ai servizi. Il gemellaggio non è contro il popolo israeliano e non nega il dolore delle vittime israeliane: rifiuta però l’idea che esistano vittime più importanti di altre. È una scelta contro l’occupazione e la colonizzazione dei territori palestinesi, contro lo sterminio consumato a Gaza ai danni di civili, donne e bambini, contro il terrorismo, la guerra e ogni odio fondato sull’etnia o sulla religione.

Come ha ricordato RasheedKhundeiri rappresentante della città di Tubas, la Palestina è da secoli crocevia di ebraismo, cristianesimo e islam. Deve tornare a essere una terra di incontro, riconoscimento reciproco e diritti umani.

Ora il gemellaggio dovrà tradursi in scambi tra scuole e giovani, iniziative culturali e collaborazioni tra le due comunità. Perché la pace si costruisce, relazione dopo relazione.

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