Il 21 gennaio del 1921, a Livorno, il Congresso del Partito Socialista si concluse con una scissione.
La frazione comunista, guidata da Amedeo Bordiga e Antonio Gramsci, si staccรฒ dal partito e fondรฒ il Partito Comunista.
โE quando avrete fatto ilย Partito Comunista Italiano,ย quando avrete impiantato iย Sovietย inย Italia,ย se vorrete fare qualcosa che sia rivoluzionaria per davvero, che rimanga come elemento di civiltร nuova, voi sarete forzati, a vostro dispetto, perchรฉ siete onesti, a percorrere la via deiย socialtraditori, e questo lo dovrete fare perchรฉ questo รจ il socialismo che รจ solo immortale, che รจ solo quello che veramente rimane di vitale in tutte queste nostre beghe e diatribeโฆโ.
Filippo Turati,ย il leader della corrente di minoranza delย PSI,ย sconfitto ma non domo ammoniva i compagni della correnteย โcomunista unitariaโย nel tumultuosoย Congresso del 1921,
e profetizzava che presto o tardi lโillusione di poter fareย โcome a Moscaโย e trasferire la rivoluzione proletaria si sarebbe trasformata in una catastrofe proprio per coloro nel nome della quale essa si era compiuta, e che ilย Socialismoย si sarebbe potuto inverare attraverso altre strade e altri mezzi. Cโรจ dellโaltro da considerare. Il Congresso si tiene nel momento del fascismo nascente. La strage diย Palazzo dโAccursioย del novembre 1920, aย Bologna, rappresenta lโaurora dello squadrismo armato. Eppure, a Livorno, solo in pochi si avvedono del cambio di passo.ย Matteotti, Vacirca, Turati. La corrente comunista giudica il fenomeno passeggero, il singulto della borghesia, la dimostrazione della crisi irreversibile del capitalismo. Anche Gramsci la pensa cosรฌ. Siamo allโesordio di una storia nuova, terribile, e solo un pugno di delegati, tutti riformisti, ne ha piena contezza. Superfluo ricordare chi avesse ragione.
Non fu una rottura ideologica, Turati continuava a professare e ad attuare una inclinazione marxista adattata ai tempi e alle condizioni del Paese ma assieme alla sua correnteย โriformistaโย delย PSIย si differenziava nella valutazione dei processi che avrebbero condotto a maturazione la societร socialista. E la sua fu una differenza radicale che condusse i riformisti, molto tardi nella Storia, ad avere ragione e gli scissionisti che generarono ilย Partito Comunista Italianoย torto. Si contestavano tre punti essenziali:ย 1)ย lโuso della violenzaย 2)ย la dittatura del Proletariatoย 3)ย la coercizione del dissenso.
In sintesiย โil culto della violenzaโย eretto a prassi e dottrina politica, cultura che si รจ tramandata a lungo nella storia della sinistra italiana che prese le mosse dalla scissione delย Partito Socialistaย aย Livorno. La vecchia mentalitร insurrezionalista, blanquista, giacobina che si era riaccesa durante laย Prima guerra mondialeย e che fu indiretta causa della illusione rivoluzionaria che causรฒ la prevedibile reazione. (Non sappiamo giudicare se la cosiddettaย โrivoluzione italianaโย degliย anni Novantaย abbia prodotto il medesimo effetto, vista lโinsorgenza di una robusta destra reazionaria ai giorni nostri: perรฒ qualche sospetto ci รจ venuto). Turati non potรฉ che ribadire a Livorno nel 1921 il valore del riformismo e del gradualismo come metodo, di fronte a un mito, quello dellaย Rivoluzione russa,ย destinato prima o poi a svanire come tutte le illusioni, e le sue solenne considerazioni rimangono scolpite come una delle piรน grandi profezie dellaย Storia politica italiana.
Le pagine della Storia devono essere rilette perchรฉ esse illuminino il futuro, dโaltronde รจ cambiato il secolo, si รจ trasformata la politica e potremmo dichiarare definitivamente tramontata la stagione delle diatribe e delle divisioni nel campo della sinistra italiana. Tuttavia, se non fossero perdurati a lungo i miasmi della lunga stagione di divisione storica fra ilย socialismo democraticoย e ilย comunismo, in Italia si potrebbe affermare che da tempo la cosiddetta scissione di Livorno sta alle nostre spalle. La veritร รจ che stanno alle nostre spalle le ragioni contemporanee che la produssero ma non le identitร che da essa generarono quella scissione che fu un atto di nascita, quello delย Comunismo italianoย e la sua separazione dalย Socialismo.ย E se lo strappo dal Comunismo mondiale, un minuto dopo e non un minuto prima che accadesse il drammatico decesso, vide la nascita di unโesperienza politica che ne cancellรฒ le insegne, tuttavia non si sanรฒ mai la frattura consumatasi allโinterno del percorso materno che resta quello del Socialismo italiano.
Rifiutata lโipotesi delย โritorno al futuroโย ovvero del ricongiungimento formale e sostanziale nellโalveo del Socialismo italiano, ciรฒ che fu generato attraverso il mancato superamento e revisionismo della scissione comunista di Livorno fu una perpetua partenogenesi di organizzazioni e movimenti politici senza definita identitร e per giunta progressivamente annacquati nellโalleanza e fusione con gruppi e movimenti non consanguinei della storia delย Movimento operaio e socialista.ย Ora la questione che si pone nella sinistra democratica, che si definisceย โriformistaโย nel mondo moderno, riguarda ancora questioni di fondo, di metodo e di prassi nella lotta politica e di interpretazione dei modelli di societร , a maggior ragione oggi che nella societร globale aggredita dal medesimo incubo pandemico si stagliano allโorizzonte delle esperienze che riecheggiano le mitologie dei primi del secolo scorso.
Non รจ forse โcomunistaโ la potenza che si รจ affacciata nel mondo con il suo dinamismo e approccio truffaldino, ovvero quel vero e proprio ircocervo ideologico che รจ rappresentato dalla sintesi cinese di un turbo-capitalismo liberista per giunta guidato dal partito unico e dal suo comitato centrale? E quale rapporto si intende instaurare con le nuove esperienze che non nascondono la propriaย identitร โsocialistaโ, che sono state decisive nella vittoria dei democratici americani, attardatisi negli anni a difendere fallimentari โterze vieโ che avrebbero dovuto superare i modelli socialdemocratici e le virtรน piรน che mai attuali della capacitร dello stato di essere decisivo negli orientamenti economici, proprio in presenza di unโaggressiva e onnivora ondata capitalista?
Affrontiamo quindi lโoccasione della celebrazione della nascita delย PCIย come unโoccasione di riflessione politica e ideologica opportuna, nel rispetto e nella considerazione che si deve a una forza politica che รจ stata essenziale nellโaffermazione dei valori nazionali e nella costruzione dellaย Repubblica italiana, che รจ stata tanta parte della sinistra e che orienta ancora a un secolo di distanza una fetta consistente del suo popolo, dei lavoratori e delle giovani generazioni. La sua attualitร , oggi come allora, sta nellโessere argine al populismo e ai nuovi autoritarismi, purchรฉ non ne assuma, come รจ accaduto in diverse fasi della politica del Paese, delle sembianze spurie.
Non diciamo che il vento del populismo che spazza lโEuropaย e leย Americheย sia fascismo tour court. No. E perรฒ esso va combattuto con tenacia e determinazione correggendo anzitutto gli errori che anche la sinistra ha commesso al tramonto del secolo scorso. Pensiamo allโItalia.ย La vulgata che lo Stato fosse onnivoro non era una falsitร , e perรฒ una cosa รจ limarne le unghie, altro รจ smantellare pezzi di sanitร pubblica e svendere aziende di Stato in settori strategici come รจ stato fatto dalla Sinistra alย Governo. Una cosa รจ tagliare sedi universitarie in eccesso, altro non scommettere fino in fondo su ricerca e istruzione. Una cosa infine รจ il rispetto della legalitร , altro รจ lโesaltazione dellโarbitrio giudiziario senza garanzie per gli imputati e lโutilizzo sistematico delle vicende giudiziarie per annientare e umiliare lโavversario politico.
Quel che serve oggi, tanto piรน di fronte allโemergenza da pandemia, รจ unoย Stato umanizzato, un canone sรฌ riformista, dunque quanto mai rivoluzionario, che corregga le distorsioni della globalizzazione guidata da multinazionali e alta finanza, che restituisca allโEuropa il ruolo che ebbe al tempo dei pionieri perchรจ possa inserirsi a pieno titolo nella competizione mondiale arrecandovi i valori del suo canone secolare: libertร , welfare, conoscenza, che, infine, si preoccupi di creare ricchezza senza dimenticare la massa crescente e disperata degli ultimi.
Padre di questa storia e di questo futuro รจ ilย Socialismo umanitario. Per questa ragione, da socialisti ribadiamo le attualitร prevalenti delย metodo riformista,ย e intendiamo continuare a riflettere assieme a tutti coloro che mantengono vivo lโideale e lโobiettivo di una societร piรน giusta, piรน libera, solidale e moderna e vogliono richiamarsi ai valori piรน alti di unย Umanesimo socialistaย adatto ai nostri tempi di cui piรน che mai sentiamo il bisogno.
(Bobo Craxi e Riccardo Nencini, Il Riformista)


