Caso Philip Morris, si spacca il governo: Speranza contro il ministro delle finanze

Lasciamo per un attimo perdere iΒ 2 milioniΒ di euro cheΒ Philip MorrisΒ ha versato aΒ CasaleggioΒ (spoiler, ci ritorneremo). La liasion tra il fondatore del Movimento e la multinazionale americana Γ¨ l’occasione per fare luce sulΒ Governo Conte, e in particolare sull’idea che il governo ha della salute degli italiani.

Da quale parte stanno l’avvocato del popolo, il ministroΒ Speranza, il suo predecessore al Ministero della Salute Giulia Grillo: da quella degli italiani piegati e impoveriti dalΒ CovidΒ o da quella di un prodotto all’avanguardia come ilΒ tabacco riscaldato? PerchΓ© il governo si Γ¨ opposto a finanziare un fondo per i malati cronici che non possono essere ospedalizzati per il Covid aumentando la tassazione al prodotto di Philip Morris? Chiariamo una cosa: Philip Morris fa il suo mestiere. Sponsorizzare il proprio prodotto non Γ¨ un crimine. Mai perΓ² come in questo momento la sanitΓ  Γ¨ politica e la politica della sanitΓ  deve essere visibile e giudicabile.

La notizia Γ¨ che mentre il GovernoΒ cancellaΒ l’aumento della tassazione a Philip Morris, mantenendo la tassazione piΓΉ bassa del mondo sul tabacco riscaldato, il Ministero della Salute denunciaΒ con una nota recentissima – 24 novembre 2020 – il coinvolgimento delle industrie del tabacco nell’organizzazione e finanziamento diΒ eventi scientifici.

Operazioni di lobbying che secondo il Ministero non devono essere piΓΉ permesse.

E lo fa con parole chiarissime e con l’avallo del MinistroΒ Speranza. Β«Le scriventi Direzioni, acquisito il parere favorevole del vertice politico di questo Ministero, richiedono la collaborazione di codeste Istituzioni ed Enti raccomandando di vigilare affinchΓ© tutti gli enti del SSN, anche convenzionati, UniversitΓ , e societΓ  mediche e scientifiche si impegnino a garantire l’indipendenza dalle compagnie del tabacco in sedi di dibattito scientifico, e a condurre attivitΓ  diΒ advocacyΒ affinchΓ© aumenti la consapevolezza delle conseguenze dell’ingerenza dell’industria del tabacco e dell’importanza di improntare le scelte preventive e terapeutiche esclusivamente sulla base di consolidate evidenze scientifiche, nell’interesse del singolo individuo e della collettivitΓ Β».

Il documento – che pubblichiamo integralmente oggi sul nostro sito – Γ¨ firmato da due big del Ministero:Β Rossana Ugenti, direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn, e dall’epidemiologoΒ Giovanni Rezza, tra i migliori ricercatori in Italia e Direttore Generale della Prevenzione. È indirizzato agli assessori regionali alla Salute e alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi. Ed Γ¨ uno stop deciso proprio a Philip Morris.

Β«Occorre ricordare – si legge nella nota – che l’introduzione di nuovi prodotti, quali sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products HTP), ha determinato un ampliamento dell’offerta sul mercato e una nuova strategia di vendita che tende a promuovere il concetto di β€œriduzione del rischio” che deriverebbe dal consumo di tali prodotti. Evidenze di letteratura indicano che i dispositivi che rilasciano nicotina, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, possono determinare dipendenza da nicotina come i prodotti tradizionaliΒ».

A questo punto arriva l’affondo, non solo Β«i prodotti non costituiscano in alcun modo un’alternativa valida e sicura al consumo tradizionale di tabacco, stante la presenza, oltre alla nicotina, di agenti cancerogeni e sostanze tossiche e nocive, nonchΓ© il verificarsi di eventi letali per patologie polmonari conseguenti all’uso diΒ sigarette elettroniche, ad oggi segnalati negli Stati Uniti e in Gran BretagnaΒ».

Il riferimento Γ¨ proprio a Philip Morris. Β«La valutazione effettuata secondo la normativa vigente dall’Istituto Superiore di SanitΓ Β su un prodotto di tabacco riscaldato, su istanza dell’Azienda produttrice (Philip Morris) – proseguono i due scienziati – ha evidenziato che non sia possibile, allo stato attuale e sulla base della documentazione fornita dal proponente, riconoscere la riduzione delle sostanze tossiche, nΓ© di stabilire il potenziale di riduzione del rischio del prodotto in esame rispetto ai prodotti da combustione, a paritΓ  di condizioni di utilizzoΒ». Per questo il Ministero di Speranza chiede che venga mantenuta l’autonomia dei convegni scientifici dai β€œcontributi finanziari da parte di industrie del tabacco”.

Il report rende ancora piΓΉ inspiegabile la scelta del governo. E apre una frattura tra chi come il Ministero dell’Economia per tre anni ha congegnato un regime fiscale favorevole sul tabacco riscaldato e chi come il Ministero della Salute ha da tempo messo in guardia sui rischi ma che poi, prima con Grillo e dopo con Speranza, ha sostanzialmente taciuto sul β€œmaxi-regalo” concesso alla multinazionale americana.

La strada diΒ SperanzaΒ ora Γ¨ sempre piΓΉ stretta: da una parte ci sono quegli esponenti del suo partito che da tempo chiedono una rimodulazione fiscale perΒ Philip MorrisΒ al fine di creare un fondo per la sanitΓ  e i cui emendamenti sono stati presentati in queste ore. Dall’altra c’è un muro di gomma da parte del Mef che non intende arretrare sulle tasse alla multinazionale.

Oggi ilΒ RiformistaΒ ricostruisce la circostanza per cui l’ex-ministroΒ Giulia GrilloΒ subΓ¬ fortissime pressioni. C’è un segreto ben custodito al Ministero della Salute. Che fine ha fatto quel rapporto, pubblicato ieri dalΒ Riformista, che indicava la tossicitΓ  del tabacco riscaldato targato Philip Morris? Il direttore generale del Ministero, Claudio D’Amario, sostiene di averlo dato all’ufficio della Grillo. Ma lei sostiene al contrario di non averlo mai visto.

Insomma, da avvocato del Popolo,Β Giuseppe ConteΒ si sarebbe trasformato nell’avvocato di Philip Morris nel silenzio generale di tutti gli altri ministri.

Per chiudere: esattamente tre anni fa, era il 27 novembre 2017,Β Laura CastelliΒ e il suo collega al MefΒ Alessio VillarosaΒ si lanciavano in un’invettiva sulle pagine del Blog delle Stelle, gestito da Casaleggio, che oggi ha tutt’altro sapore. β€œIl fumo uccide, e le marchette per la lobby internazionale del tabacco anche”.

I due sostenevano che aumentare la tassazione sulle sigarette elettroniche, meno dannose di quelle tradizionali, fosse un regalo alle lobby. Due mesi prima il loro capo aveva firmato con Philip Morris un contratto di consulenza. Chiamatele coincidenze, se volete.

(Il Riformista)

Ultimi articoli