Sull’omicidio di Giulio Regeni c’รจ (per fortuna) un giudice a Roma

Iย pm di Romaย che indagano sul caso del giovane ricercatore diย Fiumicello,

stanno per notificare laย chiusura dellโ€™inchiesta

aiย cinque agenti della National Securityย egiziana.

E intanto Conte…

 

Caso Regeni. Cโ€™รจ un giudice a Roma. Forse cโ€™รจ anche un premier. Di certo, non un ministro degli Esteri.

Le indagini sullโ€™uccisione di Giulio Regeni al Cairo, allโ€™inizio del 2016, hanno imboccato una strada senza ritorno. I pm di Roma che indagano sul caso del giovane ricercatore di Fiumicello,ย ritrovato senza vita lungo lโ€™autostrada del deserto tra la capitale egiziana eย Alessandria,ย stanno per notificare laย chiusura dellโ€™inchiesta entro il 4 dicembre, termine previsto dalla legge, aiย cinque agenti della National Securityย egiziana sospettati di essere i responsabili del sequestro e dellโ€™omicidio del giovane italiano. Questo nonostante lโ€™Egitto non abbia ancora comunicato, come piรน volte richiesto dalle rogatorie inviate da Roma, ilย domicilioย degli indagati, mantenendo ben fermo quelย muro di gommaย con il quale piรน volte i procuratori si sono dovuti scontrare. Una protezione dei loro servizi segreti che adesso perรฒ dovrร  fare i conti con una chiusura delle indagini da parte dei pm romani, ai quali il presidenteย Abdel Fattah al-Sisiย ha sempre mostrato, a parole, la massima disponibilitร , dimostrando, nei fatti, lโ€™esatto opposto.

E la telefonata di ieri tra il presidente del Consiglio,ย Giuseppe Conte, e il leader egiziano aveva proprio questo scopo, riferisceย Repubblica: โ€œNon cโ€™รจ piรน tempoโ€, ora serve collaborazione, dovete comunicare i domicili degli indagati, avrebbe ripetuto il premier al presidente egiziano.ย Ma qui inizia la questione politica.

Dallaย Farnesina, spiegaย Repubblica, fanno sapere che “la telefonata era avvenuta tra premier, senza aver avvisato i ministeri, e cheย la gestione รจ di Chigi”. L’imbarazzo รจ comune a molti esponenti della maggioranza. “Conte deve informare immediatamente i cittadini dei contenuti del colloquio con Sisi”, incalza la deputataย Giusy Occhionero,ย mentre un ministro la pone sul versante strategico:ย “Ci stiamo assumendo una responsabilitร  troppo grande: non abbiamo richiamato l’ambasciatore per consultazioni fidandoci degli egiziani. Se ci sbattono la porta in faccia, come ci giustificheremo?”.

 

La morte di Giulio Regeni e lโ€™ipotesi del complotto in Egitto

 

Secondo quanto emerge dalle indaginiย Giulio Regeniย eraย โ€œaccusatoโ€ย dal governo egiziano di essere una spia e di avere rapporti con il sindacato che si oppone allโ€™attuale capo di stato, ilย generale al-Sisi. Il presidente in carica dellโ€™Egitto รจ salito al potere con unย colpo di stato militareย attraverso il quale nelย 2013 ha destituito il presidente eletto Mohamed Morsiย ed ha contratto in maniera netta le libertร  e i diritti civili.

 

Il ritrovamento del cadavere

 

Regeniย dopo una settimana di indicibili torture, ilย 3 febbraio 2016,ย รจ stato trovato morto in un fosso a poca distanza dalla sede dei servizi segreti locali nei pressi delย Cairo.ย Giulio Regeni aveva 28 anniย al momento della sua assurda morte ed era un dottorando presso lโ€™Universitร  di Cambridge.ย La eco dellโ€™omicidio รจ stata subito immensa, cosi come immensa รจ stata lโ€™indignazione. Indignazione che ha portato la giustizia italiana ad aprire unโ€™indagine con al centro lโ€™azione dei servizi segreti dellโ€™Egitto.

 

Le reticenze egiziane

 

Ma la collaborazione alle indagini da parte del Paese guidato da Al-Sisi รจ sempre stata minima. La scarsa azione diplomatica del governo italiano nel periodo 2016-2018 frenato da debolezza politica e meschini calcoli economici ha fatto il resto, rallentando, non poco, il raggiungimento della veritร .

 

La svolta

 

Ora la svolta.ย Il prossimoย 4 dicembreย saranno chiuse ufficialmente le indagini ma le prove del complotto degli 007 egiziani contro Giulio Regeni sono giร  inconfutabili. Il premier Conte ha cosi deciso di sbloccare lo stallo e ha comunicato alย presidente Al-Sisilโ€™avvio del processo invitandolo a collaborare perchรฉย โ€œnon cโ€™รจ piรน tempoโ€. La pressione svolta daย Palazzo Chigi, senza il diretto coinvolgimento della Farnesina, Di Maio non lโ€™ha presa bene ma si piegherร  allโ€™azione del presidente del consiglio, รจ di quelle importanti.

 

Morte Regeni un giusto processo per il complotto teso in Egitto

 

Conte, infatti, secondo quanto riportaย Repubblicaย รจ pronto a ritirare lโ€™Ambasciatore se dallโ€™Egitto non arriverร  la dovuta collaborazione. La richiesta รจ chiara,ย consegnare alle autoritร  italiane i militari egiziani responsabili dellโ€™omicidio di Giulio Regeni,ย per sottoporli a giusto processo. Il dado รจ tratto.

 

La freddezza del despota

 

Che al-Sisi possa accedere alla richiesta di Conte รจ fantapolitica. A conferma cโ€™รจ anche la sparagnina nota con cui la presidenza egiziana ha dato notizia della telefonata di ieri. Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha ricevuto stamani (ieri) una telefonata dal premier italiano Giuseppe Conte, in cui sono stati esaminati “gli ultimi sviluppi della cooperazione congiunta tra le autoritร  giudiziarie in merito alle indagini in corso sul caso dello studente italiano Giulio Regeni” ucciso al Cairo allโ€™inizio del 2016. A riferirlo รจ una nota del portavoce della presidenza egiziana, sottolineando che “al-Sisi ha elogiato le ottime relazioni tra i due paesi nei vari campi, politico, militare ed economico, cosรฌ come la cooperazione per affrontare molte sfide nella regione del Mediterraneo orientale, in particolare la lotta all’ideologia estremista ed il terrorismo”.Al-Sisi, prosegue la nota, ha inoltre ribadito “l’importanza che l’Egitto attribuisce allo sviluppo della cooperazione tra Egitto e Italia in diversi ambiti, ed al coordinamento e consultazione in merito a varie questioni regionali”.

Piรน che un comunicato sembra un pizzino. Minaccioso. Non una parola sulla richiesta italiana, ma un elegio delle โ€œottime relazioniโ€ tra i due paesi in campo economico, militare e per la stabilizzazione del Mediterraneo. Traduzione: vi abbiamo comprato due fregate, le vostre aziende, pubbliche e private continuano a fare affari su affari con noi, in Libia ci chiedete un aiuto per farvi restare in partita e magari anche ottenere, dopo oltre due mesi, il rilascio dei 18 pescatori italiani nelle mani del protetto di al-Sisi in Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, e voi ora volete pure giustizia per quel povero giovane! Ma quando mai.

 

Promemoria per gli โ€œsmemoratiโ€ di governo

 

Nellโ€™Egitto diย al-Sisi i โ€œdesaparecidosโ€ si contano ormai a decine di migliaia. E piรน della metร  dei detenuti nelle carceri lo sono per motivi politici. Per contenerli, il governo ha dovuto costruire 19 nuove strutture carcerarie. Un conteggio ufficiale non รจ stato fatto, ma attivisti per i diritti umani egiziani, con la garanzia dellโ€™anonimato per non fare una brutta fine, hanno detto aย Globalistย che un conteggio in difetto, porta a non meno di 43.000 desaparecidos. Per comprendere lโ€™enormitร  di questo crimine, va ricordatoย che, tra il 1976 e il 1983, in Argentina, sotto il regime della Giunta militare, sono scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali – 9.000 accertati secondo i rapporti ufficiali dellaย Comisiรณn Nacional sobre la Desapariciรณn de Personasย (Conadep) – su 40.000 vittime totali.

Il generale-presidente esercita un potere che si ramifica in tutta la societร  attraverso lโ€™esercito, la polizia, le bande paramilitari e i servizi segreti, i famigerati Mukhabarat, quasi sempre piรน di uno. Al-Sisi si pone allโ€™apice di un triangolo, quello dello Stato-ombra: esercito, Ministero degli Interni (e lโ€™Nsa, la National Security Agency.) e Gis (General Intelligence Service, i servizi segreti esterni).ย ย ย Se lo standard di sicurezza si misurasse sul numero degliย oppositori incarcerati, lโ€™Egitto di al-Sisi Iยฐ sarebbe tra i Paesi piรน sicuri al mondo: recenti rapporti delle piรน autorevoli organizzazioni internazionali per i diritti umani, da Human Rights Watch ad Amnesty International, calcolano in oltreย ย 60mila i detenuti politiciย (un numero pari allโ€™intera popolazione carceraria italiana):ย membri dei fuorilegge Fratelli musulmani, ma anche blogger, attivisti per i diritti umani, avvocati…Tutti accusati di attentare alla sicurezza dello Stato.

Il principe degli โ€œsmemoratiโ€ alberga alla Farnesina. Luigi Di Maio, improponibile ministro degli Esteri,ย ย per al-Sisi ha un debole. Tanto da affermare: โ€œAl Sisi ha detto ‘Giulio Regeni รจ uno di noi’. Credo che visite come queste possano contribuire ad accelerare l’accertamento della veritร ”. Il Cairo, 29 agosto 2018. Di Maio era in missione ufficiale in qualitร  di ministroย dello Sviluppoย economico, Lavoro e politiche sociali,nonchรฉ vice presidente del Consiglio, nel Conte I. L’Egitto, ha sottolineato in quellโ€™occasione Di Maio: “รˆ un Paese che ci รจ sempre stato amico. Ho avuto la confermato che loro ci vedono come uno dei Paesi piรน amici”. Le relazioni tra i due Paesi, secondo il ministro, “possono essere un’occasione ulteriore per stabilizzare la situazione in Libia”. Profezia, questโ€™ultima, rivelatasi una fake. Al-Sisi, sostenitore di Haftar, non ci si fila proprio.

 

ย Una svolta giudiziaria, ma la Farnesina…

 

โ€œSiamo di fronte ad una importante accelerazione della Procura di Roma โ€“ dice a Globalist Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, da sempre in prima linea nella battaglia per fare piena luce su mandanti ed esecutori dellโ€™omicidio Regeni โ€“ che decide comunque di andare a processo e questo ha generato nella presidenza del Consiglio una reazione commisurata alla svolta che ha dato la Procura di Roma. In un contesto nel quale in Egitto la situazione dei diritti umani si sta deteriorando senza precedenti, perchรฉ non era mai accaduto che nel giro di cinque giorni 3 dirigenti di una delle piรน importanti Ong egiziane โ€“ Iniziativa egiziana per i diritti della persona (Eipr) โ€“ venissero arrestati con lโ€™accusa di terrorismo.ย ย Sul caso Regeni assistiamo ad una svolta potenzialmente importante. Trovo singolare che in una vicenda di politica bilaterale estera, la Farnesina si tiri fuori. E questo fa pensare che nel Governo italiano ci sia chi abbia piรน a cuore le relazioni economiche che i diritti umani, perรฒ mi pare di poter dire che da qui a quindici giorni la speranza รจ che accadano fatti nuovi. Eโ€™ una situazione โ€“ insiste Noury โ€“ in cui in quindici giorni puรฒ succedere qualcosa sul piano della collaborazione, forzata a questo punto delle autoritร  egiziane nei confronti di quelle italiane per la vicenda giudiziaria che riguarda lโ€™omicidio di Giulio Regeni; puรฒ accadere qualcosa nelle prossime ore perchรฉ cโ€™รจ lโ€™ennesima udienza per Patrick Zaki; puรฒ accadere qualcosa se la pressione delle diplomazie europee sullโ€™Egitto cresce per far sรฌ che i 3 dirigenti dellโ€™Eipr vengano scarcerati. Insomma, รจ un periodo di attesa ma mi sembra di poter dire che rispetto ai mesi scorsi questa fessura di quindici giorni potrebbe essere piena di fatti. Almeno questa รจ la speranzaโ€.

 

(Globalist)

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