12Il campione del mondo di salto con l’asta 2003, Giuseppeย Gibilisco,ย ricorda l’impresa del mitico Sergej: “ร un’icona, sarebbe potutoย tranquillamente andareย sopra i sei metri e trenta”
Una data, un luogo, un record e un uomo che scala il cielo per iniziare il suo volo leggendario. ร il 13 luglio del 1985 โ 35 anni fa โ quando un acrobata dotato di una tecnica sublime abbatteva il muro dei sei metri nel salto con lโasta. Quelย giovane-acrobata era Sergej Bubka, il mito, lโidolo, entrato nella leggenda dello sport mondiale.
Lo Zar dell’asta, 35 record del mondo
Oggi quello che tutti noi abbiamoย soprannominato lo โZar dellโastaโ (alcuni anche โSputnikโ)ย ha 56 anni. Nella sua lunga carriera ha indossato la canottierina di tre Nazioni,ย Unione Sovietica (fino al 1991), Comunitร Stati Indipendenti nel 1992 e Ucraina (dal 1993), ha avuto un brutto rapporto con le Olimpiadi โ comunque ha vinto quella di Seul โ88 quando era ancora sovietico โ ma si messo al collo tre ori mondiali. Ha avuto lโacume di costruire il suo mito migliorando i record mondiali centimetro dopo centimetro –ย ha stabilito per 35 volteย il recordย mondiale della specialitร ย (17 outdoor e 18 indoor) –ย arrivando fino a superare i 6 metri e 14 centimetri allโaperto (31 luglio 1994 al Sestriere) e i 6 e 15 al coperto (21 febbraio 1993 a Donetsk).
Riavvolgiamo il nastro… siamo nel 1983
Prima di raccontare quel 13 luglio di 35 anni fa, รจ dโobbligo riavvolgere il nastro della storia di un paio dโanni. Nel 1983 in appena quattro giorni la scuola francese si riprende il primato mondiale che da due anni, con 5,81, apparteneva al sovietico Vladimir Poljakov. Primaย Pierre Quinon supera 5,82, poi, lโ1 settembre a Roma, Thierry Vigneron sale a 5,83. Erano gli anni delle grandi sfide Francia – Urss nei cieli di quellโEuropa ancora separata dalla Cortina di ferro ma soprattutto in piena Guerra Fredda.
Ilย 26 maggio del 1984 a Bratislava, Bubka, campione del mondo lโanno precedente a Helsinki,
saltando 5,85 iscrive per la prima volta il suo nome nella cronologia del record mondiale. Quella stagione si concluse con lโappassionante โguerra stellare Bubka-Vigneronโ a Roma. Il sovietico si presentรฒ alla sfida dellโanno โ non partecipรฒ ai Giochi di Los Angeles boicottate dal blocco dellโEst โ fresco di un favoloso 5,90 (13 luglio a Londra).ย Ilย 31 agosto โTin Tinโ, soprannome di Vigneron da pochi giorni bronzo olimpico, si riprese il primato del mondo saltando 5,91.ย La misura venne fallita da Bubka che, dimostrando una eccellente intelligenza tattica, passรฒ a 5,94 che valicรฒ mandando in tripudio lโinterno Olimpico (era ancora senza copertura).
Bubka salta 6 metri, primo record dell’era Gorbaciov
Ilย 1985 fu lโanno di cambiamenti e fatti storici. Dopo la โnevicata del secoloโ di gennaio in Italia, il primo scudetto nel calcio del Verona di Osvaldo Bagnoli, la strage dei tifosi dellโHeysel a Bruxelles prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, i primi Accordi di Schengen, ecco quel salto sopra i sei metri.
Quasi per onorare il nuovo inquilino del Cremlino, Michail Gorbaciov, dallโ11 marzo segretario generale del Partito Comunista dellโUnione Sovietica, Bubka compie lโimpresa.ย Quellโuomo-volante poco piรน che ventunenne nato nellโodierna Luhansk, cittร nel cuore della guerra del Donbass, allโepoca Voroshilovgrad per onorare il maresciallo staliniano Kliment Voroshilov, si presentรฒ allo stadio โJean Bouinโ, oggi casa della Paris Saint Germain che giace tra i campi da tennis del Roland Garros e il Parco dei Principi. La sua intenzione era chiara: valicare i sei metri.
La gara si concluse abbastanza velocemente. Superati i 5,70 al primo salto,ย Bubka, canottierina rossa con lo stemma dellโUnione Sovietica, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi alti fino al ginocchio, impugna lโasta da tre chili e lunga cinque metri e venti centimetri, e inizia la rincorsa. Lโimbucata รจ perfetta, lโasta compie un arco perfetto eย il muro dei sei metri รจ abbattuto. Sono le ore 18,44, Sergej: assieme a lui anche lโallenatore Vitali Petrov che successivamente portรฒ allโoro mondiale anche lโazzurro Giuseppe Gibilisco.
Il 13 luglio รจ una data importante nell’atletica
Il 13 luglio รจ una ricorrenza importante, un poโ come quando George Horine il 18 maggio del 1912 fu il primo a valicare col โventraleโ i due metri nellโalto, Jesse Owens il 25 maggio del 1935 fu il primo a superare gli otto metri nel lungo (8,13) o Jim Hines il 14 ottobre del 1968 a Cittร del Messico fu il primo uomo a correre i 100 metri sotto i 10โ (9โ95).
Un centimetro alla volta, 35 record del mondo
Da quel giorno di luglio di 35 anni fa seguirono altri dodici record del mondo (outdoor)ย salendo dopo i 6,05 centimetro dopo centimetro: in totale in carriera, tra indoor e outdoor, nel realizzรฒ 35. La storia racconta che Bubka avesse deciso di centellinare le proprie performance e stabilireย un record di volta in volta dato che lโUnione Sovietica premiava โ lautamente โ i propri atletiย ogni qualvolta riuscivano a stabilire un nuovo primato del mondo. Il successivo primato, 6,01, fu realizzato lโ8 luglio del 1986 a Mosca.
Sergej Bubka a Oslo nel 1987
Dopo il 6,06 al meeting di Nizza del 1988, alle Olimpiadi di Seul cโera attesa per vedere lโassalto a 6,10 ma cosรฌ non fu perchรฉ il campione sovietico โ da un anno diventato padre di Sergej junior (tennista) โ si limitรฒ a centrare quel tanto inseguito oro a cinque cerchi superando 5,90.ย I 6,10, ultimo record marchiato โUrssโ, vennero superati il 5 agosto del 1991 a Malmoe.
Dalla delusione diย Barcellonaย al record del Sestriere
Nelย 1992 Bubka fallisce alle Olimpiadi Barcellona ma in quellโestate si migliora comunque tre volte: da 6,11 a 6,13. Lโultimo acuto fu quello del 31 luglio del 1994, in altura, al Sestriere, nella cara Italia e soprattutto da ucraino con quelย 6,14 che ancora oggi รจ record del mondo allโaperto. Per Sergej cโรจ anche il 6,15 al coperto del 21 febbraio del 1993 realizzato a Donetsk, la cittร nella quale si trasferรฌ a soli 15 anni per seguire Petrov. Nelย 2014, Renaud Lavillenie rispolvera la tradizione francese con un volo a 6,16, misura migliorata lo scorso 15 febbraio, un paio di settimane prima dello scoppio della pandemia di coronavirus, dalloย svedese Armand Duplantis detto โMondoโ strepitoso a valicare i 6,18.
Addio all’agonismo nel 2001 a Donetsk
Bubkaย salutรฒ le pedane ma non lโatletica, il 4 dicembre del 2001 nel giorno del suo 38esimo compleannoย (cโera anche Gibilisco). La festa fu anche lโomaggio della โsuaโ Donetsk che creรฒ una statua in bronzo che lo raffigura con lโasta impugnata.
Sergej Bubka a Bressanone nel 2009
Sergejย si dedicรฒ al centro sportivo da lui fondato ancora quando era atleta finalizzato ad avvicinare i ragazzi allo sport per evitare il vagabondaggio dilagante dopo il crollo del sistema sovietico.ย Si laureรฒ in pedagogia, dal 2008 รจ membro in quota Ucraina del Comitato Olimpico Internazionale, e attualmente รจ vice presidente senior di World Athletics.
Gibilisco: “Potevaย volare tranquillamente sopraย 6,30”
โBubka era unโicona, una sorta di idolo, una persona normale e ancora oggi un atleta da imitare sotto lโaspetto tecnico perchรฉ poteva tranquillamente volare sopra i sei metri e trenta. Duplantis? Ha una grande abilitร ma dal punto di vista fisico non รจ un fenomeno e per questo dico,ย tutta la vita meglio Bubka che Duplantisโ. Giuseppe Gibilisco, 41 anni, siracusano, campione del mondo a Parigi nel 2003 coronato con il valicamento dellโasticella posta a 5,90 (tuttโoggi รจ record italiano) in occasione dei 35 anni del primo volo sopra i sei metri di un uomo nel salto con lโasta ricorda con l’Agiย lo ‘Zar dell’asta’.
Giuseppe Gibilisco campione del mondo di salto con l’asta 2003
Gibilisco e Bubka si sono incontrati poche volte in pedana.
โQuando lui finiva la carriera, io ero allโinizio. Ci siamo incontrati solo a Sydney 2000 e non eravamo nemmeno nello stesso gruppo di qualificazione โ ricorda lโex astista siciliano che per tutta la carriera รจ stato seguito da Vitali Petrov, giร allenatore di Bubka โ. Con Sergej mi sono allenato qualche volta sia a casa sua a Donetsk che a Montecarlo ma erano sedute non particolarmente esaltanti”.
(Agi)





