Sergio Gentili. Alcune note politiche di inizio anno.

β€œL’anno vecchio Γ¨ finito… Ma qualcosa ancora qui non va.” (Lucio Dalla)

Alcune considerazioni generali di inizio anno.

Il Partito Democratico. La sua incapacitΓ  strutturale, a causa della sua forma-partito plebiscitaria, correntizia ed elettoralistica, di aprire una riflessione comune sui perchΓ© della sconfitta del 4 marzo Γ¨ stata pagata pesantemente dal paese e dalle forze popolari e democratiche. Questo partito non ha mai voluto comprendere la relazione stretta che c’è stata tra crisi generale del neoloberismo, impoverimento delle fasce sociali piΓΉ deboli e dei ceti medi con la crescita esplosiva dei consensi elettorali ai 5stelle e con il crollo dei suoi consensi. La lettura sbagliata dell’ondata populista come esclusivo fenomeno antisistema ha comportato errori politici di fondo e assai gravi: a) ha saldato i bisogni sociali di milioni di persone all’improvvisato e ristrettissimo gruppo dirigente grillino facendone il legittimo rappresentante; b) ha favorito l’inserimento al governo della parte piΓΉ pericolosa delle destre italiane; c) ha fatto smarrire ogni elementare distinzione tra la Lega e i 5stelle; d) ha annientato ogni ipotesi di iniziativa politica tesa a dividere Β la maggioranza di governo per privilegiare una opposizione a testa bassa, contraddittoria, priva di contenuti sociali popolari e poco credibile.

Certamente, aprire una riflessione sul perchΓ© il PD abbia perso la rappresentanza delle forze del lavoro e popolari e nel contempo si sia insediato nei ceti piΓΉ protetti, comporta una ridefinizione della collocazione ideale, sociale e politica di quel partito che per ora non sembra all’ordine del giorno. I rumores congressuali ruotano ancora e sempre sui nomi di persone, sugli spostamenti di convenienza delle correnti e non sul dibattito/confronto per nuove politiche economiche, sociali e ambientali. Β 

Lega. Si puΓ² dire che se prima del 4 marzo la politica del PD ha favorito i 5stelle, dopo, con la politica del popocorn, ha favorito l’avvento al governo della Lega con la conseguenza di avere leggi contro la dignitΓ  delle persone, il diffondersi nel paese del razzismo, l’avanzare dell’iniziativa di forze violente e fasciste e la passivitΓ  del Β ministro degli interni e del governo nel contrastarle. La Lega, in assenza di un’iniziativa politica e popolare unitaria contro di essa, ha davanti la prospettiva di logorare sia i 5stelle che il centro destra, e di attirare su di se i consensi delle fasce popolari, dei ceti medi e ricchi che contano su Salvini per un governo d’ordine dopo il prevedibile fallimento dell’attuale governo. È evidente che l’obiettivo principale delle forze democratiche dovrΓ  essere quello di togliere la Lega dal governo, anche con un governo di tipo nuovo, aperto a sinistra, dei 5stelle. Β Β 

5stelle. Se la politica neoliberista e rigorista del PD e di Forza Italia, ha favorito la crescita elettorale del partito di Grillo, la sua attuale collocazione di governo e la sua alleanza con la Lega lo espone al continuo logoramento dei suoi consensi di sinistra che puΓ² trattenere alla sola condizione di un permanere dell’immobilismo del PD e delle forze sindacali, e di una divisione strutturale dei piccoli partiti della sinistra.

Le difficoltΓ  dei 5stelle nascono dalla sua strutturale impostazione politica che non ha mai concepito le alleanze politiche e non ha mai scelto referenti sociali precisi, ha pensato, all’abbisogna, di giocare sui due forni quello di destra e quello di sinistra: ora inforna a destra. CiΓ² comporta un eclettismo programmatico, un miscuglio di velleitΓ  sociali e di assenza di politiche conseguenti: s’annuncia lo sforamento del debito, non per gli investimenti, si avvia un braccio di ferro con la Commissione europea e poi si cede; si vuole la ripresa economica ma non si trovano le risorse per gli investimenti, anzi si promettono sgravi fiscali ai ceti piΓΉ ricchi; si vuole il reddito di cittadinanza e poi non si cercano le risorse necessarie; si promette di intervenire sul sistema pensionistico per renderlo piΓΉ giusto e poi si tolgono i soldi dell’indicizzazione alle pensioni medie e la quota 100 Γ¨ per pochi; si sbracciano per la democrazia diretta e poi le scelte della finanziaria vengono sequestrate dal governo e dagli organismi europei, espropriando cosΓ¬ il Palamento italiano. Mio padre, con l’ironia propria dei romani, dice β€œ sono partiti con la banda in testa e sono arrivati con la pernacchia”.

La situazione dei 5stelle appare assai precaria e un’iniziativa di mobilitazione sociale e politica potrebbe spingerla a cacciare dal governo i leghisti e aprire una fase sociale e politica nuova e aperta a sinistra.

Forza Italia. Per Β ora aspetta. È attestata sull’attendere il logoramento del governo e dei 5stelle per riproporre l’alleanza di centro destra a trazione leghista.

Fratelli d’Italia. Come sopra, magari pensando ad un proprio ruolo di cerniera tra le frange popolar-razziste e Salvini. Β 

I partiti di sinistra. Anche loro sono stati sorpresi dallo spostamento di milioni di persone di sinistra sui 5stelle o peggio sulla Lega. Come Γ¨ potuto accadere? Anche qui serve una riflessione sulle cause politiche, sugli atteggiamenti politici, sui limiti programmatici e sulla concezione della politica che li ha separati dai reali bisogni sociali, dal rapporto diretto col mondo del lavoro, sindacale e non, e dall’immediato contatto con le persone in carne ed ossa. Ma c’è di piΓΉ. Quello che manca Γ¨ la prospettiva ideale del cambiamento immediato e futuro, mentre serve una nuova idea di societΓ  fondata sull’uguaglianza, sulla liberazione delle donne e degli sfruttati, sulla solidarietΓ  e sulla tutela della natura. Servono parole come ecologia, socialismo, ecosocialismo, liberazione e diritti delle donne, lavoro, Europa democratica, multietnica e del lavoro. Per tutto ciΓ² Γ¨ indispensabile una critica alle attuali contraddizioni del sistema capitalistico nella versione liberista e trumpista.

Ai piccoli partiti, che danno luogo a debolissime liste elettorali, manca anche una condizione necessaria per essere ascoltati e per crescere, ed Γ¨ quella di esplicitare apertamente l’obiettivo di unire le forze del lavoro e queste di unirle agli altri ceti popolari, di farle convivere in una organizzazione unitaria e pluralista. Insomma, manca l’ispirazione all’unitΓ  e la volontΓ  di formare un patito politico, che sono poi le condizioni per far svolgere alle forze del lavoro una funzione generale di direzione morale e politica. Sono consapevole che Β queste valutazioni sono assai parziali espero utili alla discussione e certamente si riferiscono al prima, mentre il futuro Γ¨ ancora tutto davanti a noi.

 

Sergio Gentili.

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