La capacità di riadattarsi

Il mondo che abbiamo dato per scontato non esiste più

Per decenni abbiamo vissuto nella convinzione che tutto fosse prevedibile. Abbiamo pianificato carriere, orientato investimenti e strutturato aziende basandoci su presupposti solidi: un sistema di scambi commerciali internazionali senza ostacoli, energia abbondante a basso costo, confini europei al sicuro dai conflitti armati e relazioni tra Stati nel rispetto del diritto internazionale e regolate dal reciproco vantaggio.

Oggi quella cornice si è spezzata.

Il mondo che abbiamo dato per scontato non esiste più.

Il valore della pianificazione a lungo termine è crollato: le aziende che dipendono da un modello economico vecchio stile frenano gli investimenti in innovazioni, le catene di fornitura si accorciano e i costi salgono. Fa discorso a parte il gigante tecnologico, con realtà come Microsoft, Alphabet-Google, Nvidia, Apple, che continua a registrare bilanci da capogiro.

Siamo di fronte a un cambio epocale e il futuro diventa opaco e imprevedibile.

In questo contesto, l’incertezza agisce come una tassa invisibile che intacca ogni transazione e ogni decisione, generando un aumento lento e costante dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi quotidiani.

È lecito chiedersi come tutto questo sia potuto accadere.

Le responsabilità sono evidenti: la debolezza della politica, il riaccendersi delle guerre e la concentrazione del potere economico-finanziario nelle mani di pochi gruppi che cercano di plasmare il mondo a propria immagine, privi di una visione orientata al benessere collettivo. Di conseguenza, l’energia è diventata un fattore strategico di sovranità e sicurezza. Le alleanze e i mercati non si valutano più in base al prezzo conveniente, ma in base all’affidabilità del servizio e alla condivisione dei valori.

Parallelamente, la sicurezza e la difesa, a lungo considerate in Europa come voci di spesa marginali o eredità del passato, sono tornate a essere precondizioni indispensabili per la stabilità economica. Garantire le rotte marittime, proteggere le infrastrutture critiche e presidiare i confini richiede investimenti ingenti: la difesa non è più un semplice costo politico, ma un’assicurazione per la continuità economica e la sovranità tecnologica.

Accettare che il mondo di ieri sia tramontato non significa cedere al pessimismo o alla paralisi. Al contrario, rappresenta il punto di partenza per una nuova maturità strategica. La vera opportunità oggi risiede nel programmare con coraggio e determinazione le fondamenta di un nuovo corso.

I costi di questa transizione che investe l’energia, l’economia, la tecnologia e la geopolitica sono alti, ma costituiscono l’unico investimento capace di trasformare la nostra vulnerabilità in resilienza. Per garantire i requisiti primari di libertà economica, sociale e culturale, i 27 Paesi dell’Unione Europea dovranno compiere questo passo insieme, trasformandosi finalmente negli «Stati Uniti d’Europa».

Franco Marzo

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