Il malcostume si combatte con la verità, non con la disinformazione

Qualche giorno fa, dalla sua pagina Facebook, la dottoressa Alice Rotelli, medico specializzato in chirurgia vascolare e divulgatrice scientifica, che ringraziamo per il suo lavoro di eccellente professionista, ha spiegato perché Leone XIV, 267° papa della Chiesa Cattolica e capo di uno Stato straniero (il IX dello Stato della Città del Vaticano), gode di molti privilegi legati al suo ruolo, ma non di quello che gli attribuiva un post populista: “Il papa ha un tumore e si opera subito: lui ha fatto in tempo i controlli che 3 milioni di italiani non possono permettersi”.

Una frase come “ha fatto in tempo i controlli che 3 milioni di italiani non possono permettersi” lascia intendere un trattamento di favore che non corrisponde a realtà e nasconde come funzionano davvero i percorsi d’urgenza che il Servizio Sanitario Nazionale, nato nel 1978 con la riforma promossa dalla ministra Tina Anselmi (prima donna ad assumere questo incarico), garantisce a chiunque a prescindere dal censo.

Come ricorda la dottoressa, non è diffondendo informazioni false o incomplete che si combatte il malcostume e la prevaricazione. La sanità italiana ha enormi difficoltà e il definanziamento è reale: i fondi crescono in cifre assolute, ma diminuisce la quota di ricchezza nazionale che il Paese vi destina. Secondo GIMBE, la spesa pubblica sanitaria è scesa intorno al 6,2% del Pil e l’Italia è ultima nel G7. La fondazione parla di un disinvestimento iniziato nel 2010 e proseguito con governi di ogni colore, quindi non è colpa di una sola parte politica. Per i prossimi anni la spesa è prevista ferma al 6,4% del Pil fino al 2029.

Le critiche, quando sono fondate, hanno bisogno di fatti solidi, e i fatti vanno riportati per intero, anche quando non fanno comodo. Riportare sempre la verità è l’unico modo per non sporcarsi di fango. Fare disinformazione sui percorsi d’urgenza o speculare sulle paure più profonde delle persone è solo vergognoso.

Per questo, prima di condividere un titolo che indigna, fermiamoci: leggiamo l’articolo per intero, controlliamo la fonte e verifichiamo i dati. Condividere un messaggio non verificato, anche se in buona fede, significa farsi megafono della disinformazione e in questo ci vengono in aiuto professionisti come la dottoressa Rotelli della quale riportiamo il testo integrale:

<A Papa Leone è stato recentemente diagnosticato un “nodulo polmonare”, scoperto durante un accertamento fatto per una sospetta infiammazione ai polmoni. Alla luce di ciò, è stato disposto un intervento per la sua rimozione, che verrà effettuato nei prossimi giorni.

A tal proposito, non sono mancati i post di alcuni influencer e opinionisti che si sono subito scagliati contro la sanità pubblica, sostenendo che vi sia una disparità di trattamento per il Papa, persona privilegiata e con pronto accesso a diagnosi precoci, screening e cure (v. foto).

Ora, posso anche capire le rimostranze, il malcontento e le critiche verso un sistema nazionale in palese affanno. Ma urge qualche precisazione in merito.

L’esempio del Papa non può essere però portato a esempio di una sanità che non funziona, di liste d’attesa bibliche e di trattamenti non equi.

Vediamo perché.

Pare che il nodulo (non si sa ancora di che natura) sia stato scoperto durante alcuni accertamenti e che quindi NON sia frutto di un esame di screening. Anche perché, ad oggi, non esistono esami per la prevenzione secondaria del tumore al polmone.

Inoltre, se una persona sta male (per esempio, si sospetta una polmonite) un esame radiologico non si aspetta per mesi, ma viene fatto comunque con sollecitudine. Cosa che, ne deduco, sia stata fatta anche per il Papa.

Secondariamente, a chi viene diagnosticata una lesione verosimilmente maligna, non viene fatto aspettare molto: le liste di attesa per chemio, radioterapie e interventi chirurgici non sono bibliche.

Discorso diverso può essere fatto invece per le liste d’attesa per indagini diagnostiche non urgenti, per le quali talvolta si deve ricorrere al privato per riuscire a farle in tempi brevi.

Ma non è questo il caso di cui si sta discutendo.

In sostanza, il nostro SSN è sì in affanno, ma l’accesso alle cure è ancora qualcosa che, fortunatamente, funziona ancora discretamente bene, anche se non ci chiamiamo Papa Leone.

… Ecco perché scrivere titoloni sensazionalistici e fuorvianti (come quello in foto), prendendo come esempio questo singolo caso per parlare delle problematiche della sanità, non è appropriato e si rischia di alimentare la disinformazione ed il malcontento in generale.>

Dott.ssa Alice Rotelli*

 

Nel frattempo la vicenda ha avuto il suo seguito. Il Papa è stato operato al Policlinico Gemelli e i medici hanno comunicato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare. Per rendere l’intervento radicale è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. Un bollettino vaticano riferisce che l’esame istologico eseguito durante l’operazione ha confermato la diagnosi sospettata dagli accertamenti preoperatori. L’équipe medica ha parlato di intervento riuscito e senza complicanze. Per il decorso postoperatorio è previsto circa una settimana di ricovero. Secondo fonti vaticane, i medici non hanno fatto cenno a una chemioterapia.

Agresti Riccardo

 

*La dottoressa Alice Rotelli è autrice di “Vaccinati contro le bufale. La tua dose di anticorpi per riconoscere la pseudoscienza e proteggere la tua salute”, edito da De Agostini, che affronta il tema della disinformazione medico-scientifica, insegnando a valutare criticamente le fonti e a riconoscere fake news e pseudoscienza in ambito sanitario.

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