Comunicato stampa
La donazione di sangue è un gesto semplice, ma dietro ogni sacca raccolta esiste una macchina organizzativa che opera con professionalità, competenza e grande attenzione alla sicurezza del donatore e del paziente. Un ruolo fondamentale è svolto dal personale infermieristico, che accompagna ogni fase del percorso donazionale, dall’accoglienza fino all’assistenza durante il prelievo. In occasione della campagna della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS “Rimetti in circolo la vita. In ogni goccia c’è un domani che scorre”, incontriamo la dott.ssa Tiziana Rappoli, Coordinatrice del personale infermieristico del Centro Trasfusionale, per conoscere più da vicino il valore della donazione di sangue e il lavoro quotidiano di chi rende possibile questo prezioso servizio.
Dott.ssa Rappoli, la donazione di sangue rappresenta un gesto di straordinaria solidarietà. Quanto è importante continuare a sensibilizzare i cittadini e quale messaggio desidera rivolgere a chi non ha ancora deciso di diventare donatore?
Il sangue è vita. Non si può creare, ma solo donare. È un messaggio che ripetiamo ogni giorno e che non dobbiamo mai smettere di diffondere. Per esperienza personale posso dire che il dono più bello che abbia mai fatto, e che continuo a fare, è donare sangue, plasma e piastrine. Sapere che dietro questo gesto ci sono persone che possono affrontare una terapia, superare un intervento chirurgico, continuare a vivere la propria quotidianità e condividere momenti con i propri affetti mi fa sentire davvero parte di qualcosa di importante. A chi non ha ancora fatto questo passo vorrei dire: provate. Donare significa dedicare poco tempo della propria giornata per offrire a qualcun altro una concreta possibilità di cura. È un gesto che arricchisce anche chi lo compie.
Lei coordina il personale infermieristico del Centro Trasfusionale. Quali sono le principali responsabilità del suo ruolo e come si organizza il lavoro di un’équipe che ogni giorno accoglie decine di donatori?
Sono diciotto anni che ho il privilegio di lavorare presso il Centro Donatori di sangue. Nelle mie precedenti esperienze professionali avevo utilizzato sacche di sangue, plasma e piastrine in sala operatoria, ma non conoscevo il percorso che c’è dietro: il mondo della donazione, il rapporto con i donatori, la collaborazione con le associazioni e le raccolte organizzate sul territorio. La mia responsabilità principale è mantenere viva, insieme ai colleghi, la motivazione che ci accomuna: garantire ogni giorno l’assistenza trasfusionale ai pazienti. Il lavoro di squadra è fondamentale. Ogni fase è collegata alla successiva. Il percorso inizia con l’accoglienza: un sorriso e un ringraziamento sono il primo passo. Gli infermieri effettuano i controlli preliminari, come la misurazione dell’emoglobina e della pressione arteriosa; successivamente il medico valuta l’idoneità del donatore. Nella sala donazione il personale infermieristico accompagna il donatore durante tutto il percorso, fino al momento del ristoro finale. Lo stesso impegno viene portato anche sul territorio grazie alle raccolte organizzate con le autoemoteche regionali. Organizzare tutte queste attività richiede grande impegno, ma quando l’obiettivo è aiutare i pazienti ogni difficoltà viene affrontata con entusiasmo.
Il donatore è al centro dell’attività del Centro Trasfusionale. Quali attenzioni vengono adottate per garantire un’esperienza sicura, serena e di qualità?
La corretta informazione è il primo elemento di qualità. Per noi è importante che il donatore comprenda fin dal primo momento che il percorso è semplice, sicuro e seguito da professionisti esperti. Ricordiamo sempre che non è necessario presentarsi a digiuno: è consigliata una colazione leggera, evitando latte e derivati, con tè, caffè, succhi di frutta, fette biscottate con miele o marmellata, oltre a una buona idratazione sia il giorno precedente sia quello della donazione. Durante la permanenza nella sala donazione cerchiamo di creare un ambiente sereno e accogliente, spiegando ogni fase del percorso e instaurando un rapporto di fiducia con il donatore. Anche dopo la donazione forniamo indicazioni importanti: bere molti liquidi, evitare di fumare subito dopo il prelievo, non svolgere attività fisica intensa nella stessa giornata e, durante l’estate, limitare l’esposizione prolungata al sole. Sono attenzioni semplici ma fondamentali per garantire sicurezza e benessere e per incoraggiare il donatore a tornare.
Il lavoro di squadra è fondamentale in una struttura complessa come il Policlinico Gemelli. Quanto conta la collaborazione tra infermieri, medici, tecnici e volontari?
È essenziale. Tutti noi del Servizio di Emotrasfusione lavoriamo come una grande squadra. Il percorso del sangue non termina con la donazione: il materiale raccolto viene lavorato dai tecnici di laboratorio, che svolgono tutte le procedure necessarie per garantire emocomponenti sicuri e di qualità destinati ai pazienti.
Ogni fase dipende dalla precedente, per questo la collaborazione tra medici, infermieri e tecnici è fondamentale. Accanto al personale sanitario c’è poi il contributo indispensabile delle associazioni dei donatori e dei volontari, che ogni giorno svolgono un prezioso lavoro di sensibilizzazione, informazione e chiamata alla donazione. È un percorso condiviso che unisce associazioni, Centro Donatori, laboratorio e pazienti in un’unica rete di solidarietà.
Guardando al futuro, quali sono le sfide più importanti che attendono il Centro Trasfusionale e quali iniziative ritiene fondamentali per avvicinare un numero sempre maggiore di giovani alla cultura della donazione?
La sfida più importante è raggiungere l’autosufficienza di sangue ed emocomponenti, così da garantire sempre la disponibilità necessaria ai pazienti della nostra Fondazione. Per riuscirci è fondamentale coinvolgere nuove generazioni di donatori. Oggi molti donatori periodici appartengono a una fascia d’età adulta e rappresentano una risorsa preziosissima. Il nostro obiettivo è favorire un naturale ricambio generazionale affinché questa cultura della solidarietà continui nel tempo. È importante iniziare fin dalla scuola, promuovendo percorsi di educazione alla salute e al dono. Ricordo una bellissima esperienza vissuta nella classe di mia figlia, dove abbiamo spiegato ai bambini cos’è il sangue e come si dona attraverso attività pratiche e dimostrative. L’entusiasmo dei bambini ha coinvolto anche le famiglie e alcuni genitori hanno deciso di diventare donatori. Oggi, inoltre, è indispensabile comunicare attraverso i social media e tutti i canali digitali, senza dimenticare il ruolo fondamentale della televisione e della radio, che dovrebbero parlare di donazione durante tutto l’anno e non soltanto nei periodi di emergenza.
L’invito del Centro Trasfusionale
La campagna della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS “Rimetti in circolo la vita. In ogni goccia c’è un domani che scorre” ricorda quanto ogni donazione possa fare la differenza per chi affronta un intervento chirurgico, una terapia oncologica, un trapianto o una malattia del sangue. L’invito è rivolto a tutti coloro che sono in buona salute, hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni e un peso superiore ai 50 kg: venite a donare sangue, plasma o piastrine. Al Policlinico Gemelli è possibile donare presso il Centro Donatori, situato al piano -1 della Piastra Tecnologica Polifunzionale (ala J). È sufficiente presentarsi dopo una colazione leggera (senza latte e derivati), ben idratati e con un documento di identità e la tessera sanitaria. Donare richiede poco tempo, ma può salvare fino a tre vite con un solo gesto. “Ogni giorno incontriamo persone che scelgono di donare una parte di sé senza conoscere il volto di chi riceverà quel dono. È questa la forma più autentica di solidarietà. A chi non ha mai donato dico semplicemente: venite a trovarci. Vi accompagneremo in un percorso sicuro e scoprirete che donare fa bene non solo a chi riceve, ma anche a chi dona.”



