Dietro ogni trasfusione ci sono professionalità, competenze e una rete di volontari che ogni giorno rende possibili interventi chirurgici, trapianti, cure intensive ed emergenze. Per comprendere quanto questa risorsa sia indispensabile, il Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV ha intervistato il professor Massimo Antonelli, professore ordinario di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Scienze dell’emergenza, anestesiologiche e della rianimazione del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” IRCCS, che ha raccontato il ruolo fondamentale del sangue donato nella pratica clinica quotidiana.
Quanto è strategica la disponibilità di sangue ed emoderivati?
“È fondamentale. Il sangue è una risorsa indispensabile, ma va utilizzato con appropriatezza, sulla base delle reali necessità cliniche e secondo criteri rigorosi, per garantire cure efficaci e tempestive”.
In quali situazioni il sangue donato diventa determinante?
“Nei grandi traumi, nelle emorragie, nei trapianti e negli interventi di cardiochirurgia e chirurgia vascolare. Anche in terapia intensiva è spesso essenziale. Oggi utilizziamo tecniche che consentono di recuperare il sangue del paziente, ma la disponibilità di sangue donato resta insostituibile”.
Come si concilia l’uso appropriato delle trasfusioni con la necessità di avere scorte adeguate?
“Grazie a tecniche che riducono il fabbisogno e a una gestione attenta delle trasfusioni. Tuttavia, solo la costante collaborazione con i donatori e le loro associazioni garantisce un approvvigionamento continuo”.
Quali conseguenze può avere una carenza di sangue?
“Può comportare il rinvio di interventi chirurgici complessi e creare difficoltà nella gestione delle emergenze, soprattutto nei periodi in cui aumenta il numero dei traumi”.
Qual è il suo messaggio ai cittadini e ai giovani?
“Donare sangue significa salvare vite umane. È uno dei gesti di solidarietà più importanti, perché nessuno può sapere se un giorno sarà lui stesso ad averne bisogno”.


