Stamattina, a Canale Monterano, la celebrazione della Festa della Repubblica non è stata soltanto una cerimonia istituzionale: è stata un racconto collettivo, un intreccio di memorie che hanno restituito alla comunità il senso profondo di ciò che significa essere Repubblica. Il sindaco Alessandro Bettarelli, visibilmente emozionato, ha aperto la commemorazione sulle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla banda musicale E. D’Aiuto. Un avvio solenne, ma attraversato da un calore familiare che ha reso l’evento vicino, condiviso, autentico.
La celebrazione dell’80° anniversario della Repubblica si è sovrapposta ad altre ricorrenze che appartengono alla storia del paese, creando una trama di significati che ha reso la mattinata particolarmente intensa. La prima riguarda il 120° anniversario dell’inaugurazione del Palazzo Comunale, progettato dall’architetto Baldassarre Dionisi nel 1902 e deliberato nel 1905 “per conferire maggior lustro e dignità all’istituzione cittadina”. Sessantaquattromila lire per costruire un edificio che ancora oggi è il cuore amministrativo del paese, e che per molti anni ospitò anche la scuola. Un luogo che non è solo architettura, ma identità civica.
La ricercatrice Sara Pulvirenti, che ha svolto un lavoro prezioso di ricostruzione storica, ha ricordato come nel 1906 Canale contasse 1.525 abitanti, più dell’attigua Manziana. Ha spiegato che la data incisa sull’effige del palazzo – 3 giugno 1906 – richiama lo Statuto Albertino, quando il paese era ancora “Borgo Canale”, nonostante la denominazione Canale Monterano fosse già stata adottata nel 1873. Un passato che riaffiora, non per nostalgia, ma per ricordare che la storia istituzionale è fatta di pietre, di scelte, di persone.
Tra queste persone, oggi è stato ricordato Salvatore Tagnani, proclamato sindaco per acclamazione il 2 giugno 1944, alla presenza della polizia americana. “Agricoltore, mutilato di guerra, padre di un ferito, già confinato”: così recita il verbale dell’epoca, consegnato simbolicamente ai suoi eredi. Un gesto che ha restituito volto e dignità a una figura che ha rappresentato la comunità in un momento drammatico della storia nazionale.
La mattinata ha celebrato anche il 120° anniversario dell’Università Agraria di Canale Monterano, ricordato dal presidente Fabio Chiaravalli, che ha sottolineato la coincidenza significativa dei numeri tondi e il percorso condiviso con le amministrazioni comunali. Non è un caso che lo stesso Dionisi abbia progettato anche il palazzetto dell’Università Agraria: un filo architettonico e simbolico che lega istituzioni e territorio.
E poi, un’altra ricorrenza ancora: gli 80 anni del primo voto alle donne, un passaggio fondamentale verso il riconoscimento della pari dignità. La presidente dell’associazione Amore è rispetto, Maria Grazia Sfregola, ha letto un articolo-intervista della giornalista Simonetta Fiori dedicato alla partigiana Teresa Vergalli, nome di battaglia Anuska, che preparò le donne al loro primo voto. Un ricordo che ha riportato al centro il valore della partecipazione e della libertà.
In chiusura, il sindaco Bettarelli ha voluto rendere omaggio a Gianluca Di Pietrantonio, recentemente insignito del titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica. Consegnandogli le insegne, ha espresso stima e riconoscenza per il suo costante impegno verso la comunità. Di Pietrantonio, riprendendo le parole del Prefetto, ha ricordato che quel titolo è un onore, ma anche un onere: va portato “nella dignità dell’abito e della condotta”, come impegno quotidiano verso il bene comune.
La cerimonia si è poi spostata al Sacrario, dove il fotografo Manfredi De Negri ha inaugurato la mostra Origini: un lavoro emozionante che restituisce i volti dei caduti della Prima Guerra Mondiale, ricavati da lastre ritrovate in Municipio. Volti giovani, spesso giovanissimi, che ricordano come dietro ogni nome inciso sulla pietra ci sia stata una vita spezzata dalla più ingiusta delle tragedie umane: la guerra.
E forse è proprio qui che si è rivelato il messaggio più profondo della giornata. La Repubblica, come ha ricordato il sindaco, non è un concetto astratto né una ricorrenza da calendario. È un modo di vivere insieme, ogni giorno, nel rispetto della dignità di ciascuno, nella cura della comunità, nella capacità di riconoscersi parte di un destino condiviso. È memoria, ma anche responsabilità. È storia, ma anche futuro.
A Canale Monterano, oggi, la Repubblica è stata tutto questo: un intreccio di volti, di storie, di luoghi, di valori che continuano a parlare, a unire, a ricordare chi siamo e chi vogliamo essere.
Ludovica Di Pietrantonio, direttore de L’agone








