Dal sito dell’EU PD
C’è una sottile linea rossa che separa il mercato unico dal mercato selvaggio. Ed è una delle principali linee di divisione che separano in Europa la destra dalla sinistra, in un momento storico in cui l’urgenza condivisa di rilanciare la competitività europea e difendere il benessere dei cittadini rischia di travolgere tutti i principi su cui è stata costruita l’Unione europea e su cui si regge lo stesso mercato unico, dalla coesione sociale allo Stato di diritto, dalla sostenibilità ai principi democratici.
La questione è stata al centro di un dibattito che si è tenuto questa settimana nell’aula della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, in vista dell’incontro del prossimo 2 giugno con il vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné, a un anno dalla presentazione della Strategia UE per il mercato unico.
Il mercato unico è un insieme di politiche, regole e obiettivi per superare le barriere tra gli Stati e rendere l’Europa migliore. Il mercato selvaggio è l’assenza di regole e valori dove vince il più forte, e rende l’Europa divisa, debole e destinata al declino. La differenza è tutta qui: abbattere divisioni e burocrazia, non le protezioni. Competitività non è corsa al ribasso su salari, formazione, diritti dei lavoratori e standard sociali, ma investimenti per rilanciare l’innovazione. Per recuperare l’autonomia strategica nel campo dell’energia, del digitale, nella conoscenza e nel trasferimento tecnologico alle imprese, per il diritto a restare delle nuove generazioni, perché una comunità che non valorizza le loro energie non ha un domani. Bisogna superare legislazioni contrastanti per facilitare le imprese e digitalizzare le pubbliche amministrazioni.
Bisogna muoversi, ma con la consapevolezza che senza coesione sociale, diritti e democrazia ogni iniziativa mirata a rilanciare la competitività europea è destinata a fallire, come già successo in passato tante volte, a partire dai referendum del 2005 in Francia e Olanda sulla bozza di Costituzione europea.
Oggi la questione è ancora più urgente perché nel mondo è tornato forte chi pensa che il problema sia la democrazia. Non dobbiamo solo denunciarlo, dobbiamo rendere, con la democrazia, la vita e il futuro migliori.


