Comunicato stampa
In occasione del 21 marzo, Giornata mondiale della poesia, si è svolto presso la sede comunale di Ladispoli un incontro di alto valore simbolico e culturale. Il professor Elio Parascandolo, docente dell’Istituto “Di Vittorio”, ha fatto visita al Sindaco Alessandro Grando.
Nel corso dell’incontro, il professor Parascandolo ha donato al Sindaco una poesia da lui composta e dedicata alla città di Ladispoli: un omaggio intenso e partecipato, capace di raccontare, attraverso la forza evocativa delle parole, l’identità, la bellezza e l’anima del territorio.
All’incontro ha preso parte anche l’Assessore alla Cultura, Margherita Frappa, che ha evidenziato l’importanza di iniziative come questa, in cui la produzione artistica e letteraria si configura come prezioso strumento di valorizzazione della comunità e del suo patrimonio immateriale.
Il Sindaco Alessandro Grando ha espresso il proprio sentito ringraziamento al professor Parascandolo per il significativo contributo culturale e per aver scelto di celebrare Ladispoli attraverso l’arte della parola, rafforzando ulteriormente il legame tra scuola, cultura e istituzioni.
Questa è la poesia:
Tra la ferrovia e il mare
Un sussulto dell’ anima
Al calar del giorno
Che regala scorci che vanno oltre
I colori dello spazio e del tempo
In attesa del domani:
A volte basta un tramonto
Che si stende verso il mare
A creare la felicità.
Città di sabbia scura e di spade
Che apre le braccia da una torre alla palude,
Città ospitale verso i nuovi volti
Città che non si fa certamente dimenticare.
Città di mercato, di fiori e carciofi,
Città di barche e serenate a mare
Città che gioca con il suo accento e pochi termini in inglese
E incanta la costa laziale .
È per strada che ci scopri la vita,
negli occhi speranti di chi si rilassa al dopo lavoro
In un eco di libertà si sposa con il reale,
E la sua luce, come un faro,
Proietta al mondo il ricordo
del grande cinema italiano.
Un aereo sorvola il cielo e lo divide
Bacia l’ aria di due innamorati in cerca di rose senza spine
E a sera l’ orizzonte imbarazzato
crea una treccia di luna che fa respirare e li prepara al domani.
Io che non so più quanto distante sia casa mia
Tu mi resti addosso come una seconda pelle
E ti stendi generosa tra il mare e la stazione
A curare, come puoi, quel che resta del nostro amore.
Elio Parascandolo


