Comunicato stampa
Saccomanno: «Serve revisione equa del nomenclatore»; Onesti: «Costi instabili, dati non più attendibili»; Vivaldi: «Oltre il 40% degli italiani si rivolge al privato, comparto essenziale che va tutelato». AISI chiede tavolo urgente con Ministero e Regioni
In un quadro internazionale segnato dall’escalation delle tensioni geopolitiche e dal conseguente aumento dei costi energetici, le imprese sanitarie italiane si trovano oggi ad affrontare una fase di forte pressione economica e gestionale. L’AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti richiama l’attenzione delle istituzioni su una combinazione di fattori che rischia di incidere in modo strutturale sulla sostenibilità del comparto: l’incremento dei costi di produzione, la revisione del nomenclatore tariffario e la contestuale riduzione delle risorse pubbliche destinate alla sanità.
COSTI IN AUMENTO E RIDUZIONE DELLE RISORSE: UN EQUILIBRIO SEMPRE PIÙ FRAGILE
Il contesto economico attuale è caratterizzato da un incremento rapido e significativo dei costi legati all’energia, alle forniture sanitarie e ai servizi essenziali. Una dinamica che incide direttamente sui bilanci delle strutture sanitarie, aumentando il divario tra costi reali e ricavi derivanti dalle prestazioni.
A questo scenario si aggiunge un elemento di particolare rilievo: il recente decreto carburanti, adottato per contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi energetici, prevede una copertura finanziaria di oltre 527 milioni di euro attraverso tagli lineari ai ministeri. Tra questi, il taglio di 86 milioni di euro al Ministero della Salute rappresenta uno degli interventi più consistenti.
Un dato che, pur inserito in una misura emergenziale e temporanea, evidenzia una fase di compressione delle risorse sanitarie e contribuisce ad accrescere l’incertezza per l’intero comparto.
REVISIONE DEL NOMENCLATORE TARIFFARIO E DINAMICA DEI COSTI: UN DISALLINEAMENTO CRITICO
In questo contesto si inserisce la revisione del nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale, passaggio centrale per la definizione degli equilibri economici del settore.
Secondo AISI, il rischio concreto è che le nuove tariffe vengano determinate sulla base di dati che non riflettono pienamente l’attuale evoluzione dei costi. L’aumento delle materie prime, delle forniture sanitarie e soprattutto dell’energia sta producendo variazioni rapide e significative, tali da rendere instabili i parametri economici utilizzati per la rilevazione.
Una revisione tariffaria costruita su basi non aggiornate rischia di tradursi in una sottostima dei costi reali di produzione delle prestazioni, con effetti immediati sulla sostenibilità delle strutture. In particolare, nelle aree dove i margini economici risultano già ridotti, eventuali disallineamenti potrebbero determinare difficoltà operative crescenti, incidendo sulla capacità di garantire servizi tempestivi e di qualità ai cittadini.
IL RUOLO STRUTTURALE DELLE IMPRESE SANITARIE NEL SISTEMA NAZIONALE
Le imprese sanitarie rappresentano una componente fondamentale del sistema sanitario nazionale, contribuendo in modo significativo all’erogazione delle prestazioni e alla tenuta complessiva del sistema.
Oggi, oltre il 40% degli italiani si rivolge ogni anno a strutture sanitarie, con livelli di soddisfazione superiori all’80%, a conferma della qualità percepita e dell’efficienza organizzativa del comparto.
Questa realtà evidenzia come il sistema sanitario si fondi su un equilibrio complesso e interconnesso, nel quale le strutture sanitarie svolgono un ruolo essenziale anche nel garantire accesso alle cure in tempi adeguati, contribuendo a ridurre le criticità legate alle liste d’attesa e alla pressione sulla sanità pubblica.
Indebolire questo comparto, attraverso condizioni economiche non sostenibili, significherebbe incidere direttamente sulla capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.
LA POSIZIONE AISI E LA PROPOSTA DI CONFRONTO ISTITUZIONALE
«Le imprese sanitarie rappresentano una componente essenziale del sistema sanitario nazionale», dichiara Karim Saccomanno, Presidente AISI. «Oggi però si trovano a operare in un contesto estremamente complesso, caratterizzato da tariffe non adeguate ai costi reali e da un aumento significativo delle spese energetiche e gestionali. Senza un aggiornamento equo e realistico del nomenclatore tariffario, il rischio è compromettere la sostenibilità dell’intero sistema sanitario».
«Il contesto economico attuale è segnato da una forte instabilità dei costi di produzione», sottolinea Giovanni Onesti, Direttore Generale AISI. «Energia, forniture e servizi stanno registrando incrementi rapidi, rendendo difficile definire parametri economici affidabili. Basare la revisione tariffaria su dati non aggiornati rischia di generare un sistema non sostenibile nel breve periodo, con effetti diretti sull’operatività delle strutture».
«Oltre il 40% degli italiani si rivolge ogni anno alle strutture sanitarie, con livelli di soddisfazione molto elevati», evidenzia Fabio Vivaldi, Segretario Generale AISI. «Questo dimostra quanto il comparto sia fondamentale per garantire risposte tempestive e di qualità. Penalizzare le imprese sanitarie significa ridurre l’accesso alle cure e aumentare le criticità del sistema nel suo complesso».
Alla luce di questo scenario, AISI propone l’attivazione immediata di un tavolo di confronto con il Ministero della Salute e le Regioni, chiedendo di essere coinvolta nel processo di revisione del nomenclatore tariffario.
L’obiettivo è costruire un quadro regolatorio stabile e coerente con l’evoluzione dei costi, in grado di garantire sostenibilità economica alle strutture e continuità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.


