6 Marzo, 2026
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BRACCIANO – DIBATTITO SUL BILANCIO COMUNALE: “Conti in ordine, città ferma”

Comunicato stampa

Una riflessione sullo Schema di Bilancio di Previsione 2026-2028
Ho avuto l’onore di servire Bracciano come Vicesindaco e Assessore al Bilancio. So bene
cosa significa chiudere un bilancio in equilibrio. So anche, però, che l’equilibrio non è una
visione.

Lo Schema di Bilancio di Previsione 2026-2028 è formalmente corretto. Gli equilibri sono
rispettati. Ma amministrare non significa limitarsi a non sbagliare. Significa scegliere dove
portare la città.
Nel 2026 le spese correnti ammontano a 22.305.113,24 euro, mentre gli investimenti si
fermano a 3.402.925,13 euro.

È una fotografia chiara: la struttura assorbe quasi tutto. La trasformazione della città resta
marginale.
Non è un problema tecnico. È una scelta politica.

Quando la spesa corrente cresce e gli investimenti restano contenuti, il messaggio è
semplice: si amministra l’esistente, non si costruisce il futuro.
Il risultato di amministrazione presunto mostra una parte disponibile negativa di
319.053,48 euro.
Tradotto: non c’è spazio per politiche nuove senza aumentare entrate o tagliare servizi.
Inoltre il Fondo crediti di dubbia esigibilità raggiunge 23.629.337,00 euro.

Non è solo una questione di prudenza contabile. È il segnale di un sistema complesso che
merita di essere analizzato a monte: dalla qualità degli accertamenti alla gestione del
contenzioso, fino alla reale esigibilità delle entrate.
Rafforzare la riscossione è importante, ma non basta. Occorre anche ottimizzare i processi
amministrativi che precedono l’accertamento, riducendo il rischio di contenziosi e
migliorando la qualità delle entrate iscritte a bilancio.

Le entrate in conto capitale oscillano in modo evidente: 2026: 2.926.923,85 euro – 2027:
6.040.383,94 euro – 2028: 2.449.639,14 euro.
Non si vede una traiettoria stabile. Si vedono picchi e cadute. Questo non è pianificare: è
inseguire le opportunità.

Una città come Bracciano ha bisogno di un piano pluriennale coerente su scuole,
infrastrutture, manutenzione straordinaria e valorizzazione del territorio.
Ho sempre creduto che governare significhi assumersi responsabilità, anche quando le
scelte sono difficili.

Ridurre la spesa improduttiva. Migliorare la qualità delle entrate. Liberare risorse
strutturali. Programmare investimenti continui.
Ma è altrettanto evidente che i margini finanziari di un Comune sono limitati. Per questo la
sfida non è soltanto contenere la spesa, ma ampliare le possibilità di investimento
attraverso strumenti nuovi: partenariati pubblico-privati, valorizzazione del patrimonio
comunale e accesso più strutturato ai bandi nazionali ed europei.

Non si tratta di formule miracolose. Si tratta di strumenti che richiedono una strategia e una visione di lungo periodo.
Bracciano è una comunità viva, con energie civiche, professionali e imprenditoriali che
aspettano di essere messe in condizione di crescere.
Il bilancio non è un documento tecnico per addetti ai lavori. È il patto tra chi amministra e
chi vive la città ogni giorno.

E allora il punto non è soltanto se i conti tornano.
Il punto è: dove vogliamo portare Bracciano nei prossimi dieci anni?
Il futuro non si costruisce con l’attesa. Si costruisce con scelte chiare, con programmazione
stabile e con coraggio amministrativo.

I conti devono essere in ordine. Ma la città deve camminare.
E se non cammina, è nostro dovere dirlo e lavorare per costruire una strada diversa.
Luca Testini

 

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