Comunicato stampa
Il giornalista e leader dell’Italia dei Diritti – De Pierro analizza il legame storico con Lino Patruno e lancia un monito sulla deriva culturale della società moderna
Roma, 5 febbraio 2026 – A margine delle celebrazioni per i 90 anni di Lino Patruno all’Auditorium Parco della Musica, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista, direttore di Italymedia.it e presidente del movimento Italia dei Diritti – De Pierro. In questa lunga conversazione, De Pierro analizza lo stato della cultura italiana, il ruolo della politica nel difendere le eccellenze e la sua visione di una società che sembra aver smarrito la bussola del merito.
Presidente De Pierro, vederla all’Auditorium per omaggiare Lino Patruno non è sembrato solo un atto di presenza mondana, ma quasi una dichiarazione d’intenti. Cosa rappresenta per lei questa ricorrenza?
“Vede, celebrare le 90 primavere di un gigante come Lino Patruno significa, in primo luogo, riconciliarsi con la parte nobile del nostro parenchima sociale. Non è stata una semplice serata conviviale, ma un’immersione in quella sostanza artistica che ha saputo resistere alle intemperie dei decenni. Patruno non è solo il jazz o il teatro; è la testimonianza vivente di come la dedizione e lo studio possano produrre effetti indelebili nella storia dello spettacolo. La mia presenza lì, insieme a figure del nostro movimento come Rita Belpasso e Cinzia Loffredo, è stata una testimonianza di stima verso un’Italia che non si arrende all’approssimazione”.
Lei ha usato un’espressione forte durante la serata: “vacuità catodica”. A cosa si riferisce esattamente?
“Mi riferisco a quella deriva ipertrofica dell’apparire che sta anestetizzando il senso critico della collettività. Viviamo in un’epoca in cui la fiamma della curiosità pubblica viene troppo spesso accesa da piccoli fenomeni televisivi con data di scadenza inclusa. Sono divi di cartone, simulacri di successo costruiti a tavolino che si sciolgono come neve al sole non appena si richiede loro un bagaglio di talento reale. La ‘vacuità catodica’ è questo: un contenitore scintillante ma drammaticamente vuoto, che tenta di farsi largo con prepotenza tra fugaci apparizioni e codazzo scandalistico di corredo”.
In questo scenario, quale ruolo deve giocare il movimento Italia dei Diritti – De Pierro?
“Il nostro movimento ha tra i suoi pilastri la tutela del patrimonio intellettuale del Paese. Come dico spesso, l’Italia non è mai stata avara di eccellenze, ma è diventata avara di spazi per esse. La nostra attività politica non si limita alla gestione della cosa pubblica nel senso stretto, ma si estende alla difesa della dignità culturale. Vogliamo che l’Olimpo artistico torni a essere accessibile solo a chi possiede una solida piattaforma artistica e intellettuale. Figure come Lino Patruno, o professionisti come Riccardo Mei e Sabina Fattibene, sono i punti cardinali che dobbiamo difendere dalle incursioni del ‘trash’ mediatico”.
All’Auditorium era accompagnato da Rita Belpasso e ha citato Cinzia Loffredo. Come si sposa l’arte, intesa anche come astrologia e pittura, con l’impegno politico sul territorio?
“In modo osmotico. Rita Belpasso, oltre a essere una talentuosa astrologa e pittrice, incarna quella sensibilità emozionale necessaria per interpretare i bisogni dei cittadini, come sta facendo nel suo ruolo per Guidonia Montecelio. Lo stesso vale per Cinzia Loffredo nel XV Municipio. La politica senza sensibilità artistica diventa mera burocrazia; l’arte senza impegno civile rischia di diventare autoreferenziale. Noi cerchiamo la sintesi: la bellezza che si fa servizio”.
Tra gli ospiti era presente anche Ornella Giusto, un nome che evoca pagine importanti anche della sua vita personale. Come riesce a conciliare questi legami con il suo ruolo pubblico?
“I legami autentici non temono il tempo né il cambiamento di prospettiva. Ornella Giusto è un’artista di grande spessore e la sua presenza è la dimostrazione che i rapporti fondati sulla stima intellettuale sono i soli capaci di sopravvivere. Come ho affermato in passato per care amiche come Olga Bisera e Adriana Russo, io coltivo nel mio giardino esistenziale il seme dell’amicizia e del rispetto. Chi ha fatto parte della mia vita in modo profondo, continua a essere un valore aggiunto nelle occasioni in cui celebriamo la grande arte”.
Un’ultima riflessione sul futuro. Qual è la sua promessa ai giovani talenti che si sentono schiacciati dall’algoritmo?
“Dico loro di non inseguire la luce dei flash economici, ma di costruire una piattaforma solida. L’algoritmo premia la velocità, la cultura premia la durata. Con Italymedia.it e con l’Italia dei Diritti – De Pierro, continueremo a dare voce a chi non ha il megafono del gossip ma ha la forza delle proprie idee. La nostra missione è blindare queste gemme rare. Lino Patruno ci insegna che si può essere moderni anche dopo novant’anni, se alla base c’è la verità dell’espressione creativa”.
Per concludere, c’è un ricordo personale che la lega a Lino Patruno fuori dai grandi palchi dell’Auditorium? Ci risulta una collaborazione storica ai tempi della sua direzione di Radio Roma.
“Assolutamente sì. Ricordo con immenso piacere gli anni in cui ho diretto Radio Roma, un’esperienza decennale che mi ha permesso di dare spazio a chi la storia dello spettacolo l’ha scritta davvero. Lino è stato per anni un graditissimo ospite sulle nostre frequenze, in particolare all’interno della mia trasmissione ‘La Radio dei Vip’. Gli dedicai vari speciali di due ore, dove la sua musica e i suoi racconti diventavano un dono per gli ascoltatori. Ritrovarlo oggi all’Auditorium è stato come chiudere un cerchio perfetto: la radio, la musica e la difesa della cultura sono i fili d’oro che hanno sempre intrecciato le nostre carriere”.
Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli


