30 Gennaio, 2026
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LA PROTESTA DEI TRATTORI GRIDA LA RABBIA DEI NOSTRI AGRICOLTORI

Da Torre in Pietra a Roma per manifestare contro l’accordo tra l’Europa e i Paesi del Mercosur

Da giorni gli agricoltori del nostro territorio stanno manifestando pacificamente in un presidio nei pressi di Torrimpietra, dove hanno simbolicamente parcheggiato i loro trattori, mezzi di un lavoro tanto faticoso e sacrificante quanto sempre più mortificato dai recenti accordi tra Europa e i Paesi del Mercosur, ovvero il Mercato comune del Sudamerica.

La concorrenza di quei Paesi con meno regole rispetto a quelle comunitarie e materie prime disponibili a basso costi, rischiano di far collassare il settore agroalimentare, mandando sul lastrico centinaia di aziende e famiglie locali.

Con composta dignità ma grande fermezza, giovedi 29 mattina decine di trattori si sono incolonnati sull’Aurelia per raggiungere Roma, estendo quella sacrosanta preoccupazione per le proprie aziende ma anche per ciò che mangeranno i nostri figli.

Molto esaustivi, più del fragore dei clacson e del rombo dei mezzi da lavoro, sono stati i cartelli esposti sulle benne dei trattori: “A noi 1 Kg di grano 0,22 €, a voi 1 kg di focaccia 15 €: chi è che specula?”, il monito di riflessione con cui si apriva la sfilata del corteo, scortato da numerosi mezzi della Polizia a salvaguardia dell’incolumità degli utenti della strada.

“Prezzi da fame, lavoro da schiavi”, a voler riassumere la crescente sofferenza economica degli agricoltori, impegnati in lunghissime giornate di lavoro senza giorni di riposo e con crescenti perdite sui guadagni.

“Lasciateci lavorare”, campeggiava su un tricolore, quasi a voler richiamare quegli articoli 1, 4 e 35 della Costituzione Italiana.

I nostri contadini temono il tracollo definitivo di un settore che è stato per millenni quello trainante della nostra economia ed è ancora un baluardo identitario delle nostre preziose genuinità locali; la concorrenza sleale porterà inevitabilmente alla chiusura delle aziende stante l’insostenibilità dei costi di produzione a fronte dei prezzi di ricavo.

“La libertà può essere conquistata solo con la lotta”, un altro cartello, il monito di chi non si arrende, forgiato dalla fatica di un lavoro antico, duro e generoso.

Quella generosità con cui gli agricoltori pensano non solo alle proprie aziende ma soprattutto al consumatore, costretto a rivolgersi a un mercato dove non esistono controlli su fitofarmaci e antibiotici di cui saranno intrisi i prodotti di cui ci faranno nutrire.

Tanta preoccupazione, tanta rabbia, tanto rumore ma anche tanta compostezza con cui è stata platealizzata la protesta.

Anche tanto disagio per il traffico del giovedì mattina, che ha inevitabilmente provocato dei rallentamenti sull’Aurelia; ci piace sperare che quell’oggettivo fastidio, non abbia prevalso sulla sensibilità verso un rischio che riguarda la nostra alimentazione e la nostra salute.

Ludovica Di Pietrantonio, direttore L’agone

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