13 Gennaio, 2026
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Biodigestore: la sentenza non chiude il dibattito, Civitavecchia non è zona di sacrificio ambientale

Riceviamo e pubblichiamo

I Giovani Democratici di Civitavecchia prendono atto della decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso contro la realizzazione del biodigestore nella zona industriale di Civitavecchia. Riteniamo però che questa scelta non possa e non debba sostituire il confronto con la città.

Civitavecchia è una comunità che da anni affronta un carico ambientale, sanitario e sociale molto elevato. Anche questo impianto, promosso da Ambyenta Lazio, si inserisce in un territorio già fortemente compromesso, e la sua dimensione di circa 120.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno comporta impatti concreti e significativi per tutta la comunità.
Un impianto di questa portata non è invisibile e non può essere ignorato dai cittadini. Genererà decine di camion ogni giorno, aumentando traffico, inquinamento e rischio per la sicurezza stradale. La digestione dei rifiuti produrrà odori persistenti che peggioreranno la qualità dell’aria e della vita nelle zone vicine, mentre polveri, ammoniaca e altre sostanze legate al digestato possono avere effetti sulla salute. La gestione del digestato richiede controlli costanti per evitare contaminazioni di suolo e acque e la pressione ambientale complessiva sul territorio sarà ancora maggiore, considerando che Civitavecchia ospita già centrali, porto e altre attività industriali. Questo progetto ha anche un impatto sociale evidente: la comunità percepisce di subire decisioni impattanti e ha il diritto di essere ascoltata, informata e coinvolta.
A questo quadro si aggiunge l’assordante indifferenza della politica regionale e nazionale. Le istituzioni continuano a ignorare la crisi occupazionale, economica e sociale che attanaglia la nostra città. La decisione nazionale di mantenere la centrale a carbone di Civitavecchia come “riserva fredda”, senza un piano reale di riconversione e rilancio economico, è la dimostrazione di come il territorio venga asservito e sfruttato per le esigenze altrui.
La città ha il diritto di far sentire la propria voce, e noi vogliamo raccogliere le preoccupazioni dei cittadini e stimolare un dibattito aperto e partecipato. Invitiamo quindi cittadine e cittadini, comitati e associazioni a non rassegnarsi, a partecipare, a informarsi e a contribuire attivamente alle decisioni che riguardano il loro futuro. La transizione ecologica deve essere reale, condivisa e sostenibile per chi abita il territorio.
Noi, come Giovani Democratici, continueremo a seguire con attenzione ogni fase del progetto, a vigilare sugli impatti ambientali e a stimolare una gestione trasparente e responsabile. La partita non è chiusa. La città ha ancora il diritto e il dovere di farsi ascoltare, nel rispetto di tutti gli attori coinvolti, comprese le istituzioni locali.

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