30 Gennaio, 2026
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Commemorata la Battaglia di Nikolajewka a Tomba di Nerone per l’82° anniversario

Come ogni anno, la comunità di Roma Nord si è riunita nel Giardino dei Caduti sul Fronte Russo di via Cassia per commemorare l’anniversario della Battaglia di Nikolajewka, una delle pagine più dolorose della storia militare italiana.

La battaglia di Nikolajewka
Il 26 gennaio 1943, nella steppa gelata della Russia, le truppe italiane dell’ARMIR, ormai stremate dalla fame, dal gelo e dagli incessanti attacchi dell’Armata Rossa, si trovarono accerchiate nei pressi del villaggio di Nikolajewka. Gli alpini della “Tridentina”, guidati dal generale Luigi Reverberi, riuscirono con un ultimo disperato assalto a sfondare le linee nemiche, aprendo la via del ritorno a circa 40mila uomini. Ma il prezzo fu altissimo: dei 229mila soldati italiani schierati sul fronte orientale, oltre 90mila non tornarono, insieme a decine di migliaia di feriti e congelati.La battaglia di Nikolajewka rimane simbolo di coraggio, fratellanza e sacrificio, ma anche monito eterno contro l’assurdità della guerra.

Le autorità e gli organizzatori
La commemorazione è stata organizzata dal Comitato Nikolajewka – Per non dimenticare, con il sostegno del Municipio XV e la collaborazione delle Associazioni d’Arma. A rendere omaggio ai caduti erano presenti il Vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, la senatrice Lavinia Mennuni, il Generale di Corpo d’Armata Mauro D’Ubaldi, Comandante Logistico dell’Esercito Italiano, il Presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l’assessore all’Ambiente Marcello Ribera. Accanto a loro, il Contrammiraglio Gianluca De Meis, rappresentanti della Marina Militare, della Polizia Locale di Roma, dei Carabinieri in Grande Uniforme e una nutrita presenza di cittadini.

Il programma della cerimonia
Il Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, in via Cassia 737, luogo fortemente voluto dall’artigliere alpino Silvano Leonardi, ha accolto una scenografia curata dal Cerimoniale del Comune di Roma: bandiere al vento, fiori e corone, il Picchetto d’Onore dei Lancieri di Montebello, la Fanfara dei Lancieri, e i medaglieri delle Associazioni d’Arma. Alle 10.30 l’alzabandiera e l’inno nazionale hanno aperto la cerimonia, seguiti dai dieci rintocchi della Martinella, la deposizione delle corone e il Silenzio fuori ordinanza. Successivamente, Mons. Giacomino Feminò ha officiato la Messa al campo e benedetto il monumento, costituito da una colonna di granito con formelle di bronzo e marmo in rappresentanza delle dieci divisioni e delle venti regioni italiane.

La giornata si è conclusa tra applausi e commozione, con l’impegno comune a mantenere viva la memoria dei caduti di tutte le guerre e a trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di pace e fratellanza.

Fabio Rollo

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