Il mio Ramadan piΓΉ vero

Riceviamo questa riflessioneΒ  da una giovanissima praticante musulmana, di origine algerina
Il Corano Γ¨ stato rivelato da Dio Onnipotente per le generazioni successive. La notte della rivelazione Β si chiama Laylat al-Qadr, Β e cade in una delle ultime tre notti del mese di Ramadan. Il Ramadan si festeggia nel nonno mese dell’anno, seguendo la luna crescente.
Letteralmente Ramadan significa Β β€œmese caldo”, perchΓ© anticamenteΒ  cadeva sempre d’estate. Questo mese Γ¨ stato creato per noi : Β e non solo – come pensavo quando ero piΓΉ piccola –Β  per provare a sentirci come i poveri che non mangiano da mesi. E non solo per aiutare persone in difficoltΓ , e perΒ  donare. E nemmeno Β solo come esercizio salutare, perchΓ© il digiuno fortifica il corpo e lo purifica dalle tossine.
Il Ramadan Γ¨ molto di piΓΉ,Β  perchΓ© purifica a il cuore e l’anima; Β in questo mese Dio ha invitato i suoi servi a ritornare alla via della veritΓ , astenendosi da tutto ciΓ² che fa male all’anima:Β  bere alcolici,Β  interrompereΒ  i legami familiari, mancare di rispetto ai Β genitori, non cercare la conoscenza. Dio ciΒ  invita ad abbandonare ogni cattiva abitudine, come alzarsi tardi oppure Β non avere un obiettivo nella vita. Ma perchΓ© proprio questo mese? Possiamo dire che Dio ha reso il pentimento in questo mese piΓΉ facile che negli altri giorni, ma come Γ¨ possibile questo?
A tutte queste domande la scienza risponde. Come sappiamo,Β  inΒ  EgittoΒ  sono state ritrovate antiche Β tavolette piramidali. La base rappresenta il cibo, che Γ¨ bisogno quotidiano degli uomini cibo. Anche la predicazioneΒ  di Dio dice che il primo passo che porta alla disciplina, o meglio all’astinenza da ogni cosa dannosa, Γ¨ facilitato dall’astensione dal mangiare. Anch’io non ne sarei convinta se non l’avessi provato.
Infatti, quando ho iniziato a digiunare per Β il Ramadan di quest’anno, ho notato qualcosa di molto importante. Quando non facevo il digiuno, nella normalitΓ  quotidiana, Β passavo la maggior parte del mio tempo triste e ansiosa.Β  E’ Β uno stato d’animo che non mi piace avere,Β  poichΓ© sono una musulmana, ma non sono sempre cosΓ¬ forte…infine siamo pur sempre esseri umani. In genere, la prima cosa che mi viene in mente quando torno a casa Γ¨: Β mangiare! per dimenticare in qualche modo la tristezza di cui non conosco l’origine . Quindi, dal momento in cui esco da scuola e per tutta la via del ritorno, penso solo al cibo… Certo, Β quando arrivo a casa Β e mangio, non per questo l’ansia scompare… e poi mi viene una gran sonnolenza e vorrei coricarmi e riposare.
Β AdessoΒ  cheΒ  siamo in Ramadan Γ¨ tutto diverso. Anche se la mia tristezzaΒ  qualche volta c’è, Β nel Ramadan non cerco Β cibo cucinato da mangiare a pranzo , o a cui pensare, o magari musica per alleviare la tristezza ( non devo ascoltarla Β nel Ramadan, e nemmeno fareΒ  qualsiasi altra attivitΓ  che stimoli la dopamina, tutto questo Γ¨ proibito nella mia religione) .Β  Con mente attiva, non stanca, ritorno a casa e non dedico la mia energia Β Β per il telefono o per giocare, ma piuttosto per studiare.Β  Per me Γ¨ un veleno il telefono , Γ¨ proprio veleno: cattura la mente della gente lentamente. Se rientro a casa e rimango aΒ  digiuno Β non ho bisogno nΓ© di dormire nΓ© di mangiare. Automaticamente vado a studiare,Β Β  diminuisce anche la rabbia e l’uso del telefono. NormalmenteΒ  lo uso per un’ora o due, Β ma durante il RamadanΒ  non lo uso affatto, solo un poco durante la notte.
Finito il Ramadan, le persone devono fare un confronto fra ciΓ² che erano il primo giorno, e ciΓ² che sono diventate nell’ultimo giorno. Se non riscontrano nessun miglioramento, allora capiscono che non hanno fatto altro che un semplice digiuno. E cosΓ¬ non si fa un autentico Ramadan. Lo scopo di questo mese Γ¨ cercare di eliminare gli aspetti negativi del nostro carattere e di potenziare gli aspetti positivi. Finito il mese, si cerca inoltre di proseguire nell’automiglioramento con la stessa determinazione, fino all’anno successivo.
Il Ramadan Γ¨ anche una festa, ma non accadeΒ  niente di particolare o eccessivo, almeno nel mio Paese, l’Algeria. Dopo cena – verso le 3 o le 4 del mattino – Β gli uomini vanno a pregare alla moschea. Anche le donne pregano, ma in casa. Una volta finita la preghiera, la famiglia si raduna in una casa con tutti i parenti, i cugini,Β  le nonne…si beve te e si mangia qualche dolce. In realtΓ , non si dovrebbero consumare dolci e si dovrebbe ridurre il cibo nocivo, ma non tutti lo fanno. Si raccontano storie vecchie delle nonne, o si parla di ciΓ² che Γ¨ accaduto nella mattina. I bambini escono in strada a giocare. Io andavo da sola di sopra, sulla terrazza, a guardare le stelle. E’ abitudine inoltre sentirsi con i nostri parenti, anche quelli lontani, e chiedere loro come stanno. Ma rimane al primo posto la nostra pratica religiosa e l’automiglioramento, che Γ¨ lo scopo vero del Ramadan. Non si dovrebbe- e talvolta accade- astenersi dalla preghiera dopo cena per passare del tempo con amici a parlare di cose inutili, telefonare ai fidanzati, guardare in tv film romantici…talvolta anch’io ho sbagliato, ma si puΓ² sempre rimediare, se lo si vuole veramente. E c’è persino di peggio…ci sono persone che dopo la preghiera partecipano a feste notturne con musica, ballo e alcolici. In Algeria queste feste non ci sono, ma so che in altri Paesi sono ammesse.
Kukiz

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