22 Marzo, 2026
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La danza orfana della sua regina

Si รจ spenta a 84 anni, strappata alla vita da un tumore, ย lโ€™etoile Carla Fracci la diva assoluta della danza classica.

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รˆ stata una delle piรน grandi ballerine del ventesimo secolo, ย definita dal New York Times โ€œla prima ballerina assolutaโ€ giร  nel 1981.

La regina della danza deve la sua grandissima sensibilitร  artistica forse anche alle sue umili origini di cui in tanti ricordano in queste ore ma il suo enorme successo lo deve sicuramente alla sua determinazione, al suo talento e al enorme continuo lavoro nella danza che ha preferito al posto della spensieratezza nella sua gioventรน. Ha studiato alla scuola di ballo del Teatro della Scala dove si รจ diplomata nel 1946. Il suo talento coniugato alla passione per la danza e al duro lavoro l’hanno consacrata prima danzatrice solista e in breve periodo prima ballerina nel 1958. Nella sua lunghissima carriera artistica ha danzato con molte copagnie importanti tra cui โ€œRoyal Balletโ€, โ€œLondon Festival Balletโ€, โ€œStutgart Balletโ€, โ€œRoyal Swedish Balletโ€ e ha calcato inumerevoli scene dei teatri piรน importanti come โ€œlโ€™American Ballet Theatreโ€ dove รจ stata una ballerina ospite.

Ha interpretato ruoli romantici e drammatici con la stessa bravura e la stessa passione artistica; tra questi, chi pratica e ama la danza, puรฒ facilmente ricordarla in โ€œ Giselleโ€ dove ha divinamente danzato in compagnia del mitico Rudolf Nureyev suo compagno anche ne โ€œLa Sylphideโ€.ย  Ma possiamo ricordarla anche per la sua legendaria Giulietta, per Swanilda, per Francesca da Rimini e per Medea, ruoli che ha reso unici ed ineguagliabili con la sua maestria. Oltre a Rudolf Nureyev, ha danzato in compagnia di tanti ballerini importanti come Vladimir Vasiliev, Mikhail Baryshnikov, Erik Bruhn e anche con il nostro contemporaneo, grandissimo Roberto Bolle.

Tra le innumerevoli opere che la vedono protagonista possiamo ricordare: โ€œConcerto baroccoโ€, โ€œLes demoiselles de la nuitโ€, โ€œIl gabbianoโ€, โ€œPellรฉas et Melisandeโ€, โ€œAlma MGW la bambola di Kokoschkaโ€, โ€œOneginโ€.

In veste di critico musicale, il poeta Eugenio Montale la incontra al teatro ย la โ€œScala di Milanoโ€, ne รจ testimone dei suoi progressiย  prima come ballerina di fila e in seguito come protagonista indiscussa delle scene internazionali, e ne rimane affascinato a tal punto da ย dedicarle la poesia: โ€œLa danzatrice stancaโ€ dove la descrive come figura leggerissima, eterea, che torna a incantare il pubblico dopo essere diventata madre del suo unico figlio Francesco.

Il mondo purtroppo, da questa mattina, ha perso un po’ della sua poesia, un po’ di lustro, ha perso la grazia e il talento indiscusso di una regina.

 

Jacqueline Velia Guida

 

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