LโItalia รจ cambiata. In peggio, viene da aggiungere. La pandemia ha dettato nuove regole, invece di assecondarle le abbiamo ostracizzate. E ne paghiamo le conseguenze, con quella diversificazione di colori che ci fa convivere fra il giallo il rosso, con parentesi arancioni. Si lamentano tutti, ed รจ giusto sia cosรฌ, chi รจ ridotto sul lastrico, complici le chiusure, non puรฒ che urlare la sua rabbia. Ed รจ una collera che si raddoppia nel momento in cui viene constatato lโimmobilismo di certe istituzioni. Promesse vane come quelle della conta dei vaccini si miscelano alla perfezione con le parole a vanvera dei salotti televisivi, fiumi di definizioni che viaggiano come treni a vapore. Puntare su un rimborso significa avere una laurea in economia e commercio per capire le postille degli avvisi alla popolazione. Tutto a rotoli, lo scatafascio รจ completo. La pandemia avrebbe dovuto aprirci gli occhi, invece continuiamo a convivere con quellโitalico modo di ragionare sulle cose: se sto bene io, stanno bene tutti. Per cui si cerca lโescamotage per salvarsi dal collasso economico in una sorta-remake di Titanic, pellicola hollywoodiana dove quel โsi salvi chi puรฒโฆ cioรจ ioโ regna sovrano. Risulta difficile fare un piano di rinascita, in Italia siamo abituati a vivere alla giornata, qui da noi potrebbe perfino scoppiare una guerra civile, purchรฉ venga concesso il coprifuoco quando si giocano le partite di calcio. Basti pensare alle vacanze, la gente va per stracci, ma lโimportante รจ avere la certezza che questโestate potremo prenderci lโagognato relax. โEโ lโItalia che va con le sue macchinine vrum vrumโ cantava nel 1993 Ron. Ecco, siamo fermi a ventotto anni fa.
Massimiliano Morelli
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