In un dossier di 131 pagine che entrerΓ nell’indagine della Procura di Bergamo e nelle cause di risarcimento, l’esperto di piani pandemici Pier Paolo LunelliΒ sostieneΒ cheΒ l’Italia non haΒ adempiuto agli obblighi contenuti nel Regolamento Sanitario Internazionale dell’Oms che sottoscrisse nel 2007Β in vista di un’eventuale pandemia
In un documento che entrerΓ agli atti della causa civileΒ dei familiari delle vittimeΒ contro ilΒ Governo e la Regione e nellβindagine della Procura di Bergamo, lβex generale dellβEsercito Pier PaoloΒ LunelliΒ scrive che lβItalia βha trascurato o peggio ignorato sino a quando era troppo tardiβΒ diΒ sviluppareΒ le β8 capacitΓ fondamentali per fronteggiare una pandemiaβ come sarebbe stataΒ obbligata a fareΒ dal Regolamento sanitario internazionale (RSI)Β dellβOms.
“Entro il 2012 l’Italia doveva adeguarsi ma non l’ha fatto”
Nellβarticolo 13 di questo documento, entrato inΒ vigore il 17 giugno 2007, si legge che βogni Stato è obbligato a sviluppare, rafforzare e mantenere il prima possibile, ma non piΓΉ tardi di 5 anni dallβentrata in vigore del presente Regolamento, la capacitΓ diΒ rispondere prontamente ed efficacementeΒ ai rischi per sanitΓ pubblica e alle emergenze sanitarie di interesse sopranazionaleβ.
Lunelli, autore di Β protocolli per piani pandemici in diversi Stati europei ed ex responsabile della Scuola interforze per la difesaΒ Nbc, la struttura che forma il personale militare e quello ministeriale al contrasto delle minacce di tipo biologico, radiologico e chimico, sostiene cheΒ βvi sono numerosi indiziβΒ che portano a concludere sulla consapevoleΒ inerzia italiana. Tra questi,Β βil primo documento ufficiale che tratta il tema della coreΒ capacityΒ β si Β legge nel dossier di 130 pagine β Γ¨ stato pubblicato nellβautunno 2020 dal Ministero della SanitΓ e dallβIstituto Superiore della SanitΓ e il primo corso diΒ contactΒ tracingΒ Β Γ¨ partito a ottobre 2020 e i relativi protocolli erano stati diramati soltanto qualche mese primaβ.
“Per 5 anni l’Italia non ha compilato il questionario chiesto dall’Oms”
βA partire dal 2007 β osservaΒ LunelliΒ riferendosi a quanto prescritto dal RegolamentoΒ β si sarebbe dovuto investire sullβefficienza della sanitΓ , sul suo dispositivo di sorveglianza e individuazione precoce delle malattie infettive, sulle strutture ospedaliereΒ per gestire le epidemie (posti letto, terapie intensive) e sul personale necessario per la gestione di emergenze, compresa la sua formazione. Tutte attivitΓ β obbietta β che negli anni sono state βrazionalizzateβ basandosi su dati statistici delleΒ esigenze standardΒ di routine degli anni precedentiβ.
In particolare, perΒ β5 anni su 10βΒ (2012,2013,2014,2015 e 2017) lβItalia non risulta vere risposto βal dettagliato questionario di autovalutazione propostoΒ dallβOmsβ sulle proprie capacitΓ in chiave di gestione di una possibile pandemia. βProve logiche β aggiunge β dimostrano che il nostro Paese, quando ha rispostoΒ allβOms, haΒ sovrastimatoΒ talvolta in maniera esagerata le proprie capacitΓ β, comeΒ dimostrerebbe, in questa lettura, il Rapporto del 3 maggio 2020 pubblicato e poiΒ sparitoΒ dal sitoΒ dellβOmsΒ in cui si affermava cheΒ βlβItalia non era preparata a dovereβ.
La falla del centro di comando per le emergenze sanitarie
Inoltre, non solo lβItalia non avrebbe seguito le istruzioni emanate dalΒ RSIΒ eΒ dallβOmsΒ ma nemmeno avrebbe tenuto presente la decisione, ritenuta vincolante anche dai pm di Bergamo, del Parlamento europeo del 2013 e le linee guidaΒ dellβOmsΒ dello stesso anno, invece non vincolanti.
Tra le βcapacitΓ β non sviluppate secondoΒ LunelliΒ quella di βcoordinamento interministerialeΒ sia nelle attivitΓ di preparazione, sia in quelle di emergenzaβ considerando che in Italia, soprattutto nelle prime fasi, βciascuna regione comunicavaΒ i dati in formato diversoΒ e molti degli attori in gioco si muovevano per conto proprio senza condividere in maniera integrata le risorse per la crisiβ.
In sintesi, βnumerosi sono i segnali che portano a concludere che il ruolo decisivo della fondamentale capacitΓ di un NationalΒ FocalΒ Point (NFP) di coordinamento sia stato disatteso fino al 2020β.
Nelle linee guida del 2015Β dellβOmsΒ si chiedeva di dar vita a βun centro di comando e controllo per le emergenze sanitarieβ ma βil Ministero della Salute non lo aveva realizzato e ilΒ βcerinoβ Γ¨ passato alla protezione civileΒ che tuttavia non possiede competenze in questo ambitoβ.
Il piano pandemico a cui ci obbligava il Parlamento europeo
E nemmeno il nostro Paese avrebbe sviluppato la capacitΓ di avere un piano pandemico aggiornato, tema al centro dellβinchiesta della magistratura di Bergamo. βNella finestra 2012-14 si dovevaΒ procedere senza indugionon soltanto allβelaborazione ex novo del piano pandemico nazionale, come chiedevano le linee guidaΒ dellβOmsΒ nel 2013, il Parlamento europeo e la Commissione europea Β ma anche alΒ completamento delle otto capacitΓ previste dalΒ RSIΒ senza le quali i piani sono soltanto libri dei sogniβ. Ancora, βriguardo la capacitΓ di sviluppare scenari e condurre la valutazione del rischio, come richiestoΒ dallβOms, il primo documento ufficiale che delineaΒ scenari e rischi,Β Γ¨ stato pubblicato post prima ondata, nellβautunno del 2020β.
“L’eccesso di mortalitΓ tocca i 100mila”
In conclusione, perΒ LunelliΒ βlβItalia non era prontaβ, come dimostra il fatto che Β βsiamo i primi al mondo con un tasso di mortalitΓ pari a 120 decessi ogni 100mila abitantiβ tra iΒ PaesiΒ piΓΉ grandi, mentre tra quelli piccoli ci supera solo il Belgio. βNon Γ¨ un caso che Belgio, Spagna ed Italia avevano piani pandemici aggiornati alΒ 2006β.
LβeccessoΒ di mortalitΓ nel periodo febbraio-novembre 2020, rispetto alla media dei cinque anni precedenti, annotaΒ Lunelli, βΓ¨ pari a circa 84mila decessi, che sono ovviamente imputabili allβemergenza sanitaria nel suo complesso. Di questi, a fine novembre, soltanto 57.647 sono collegati alla patologiaΒ Covid.Β Gli ulteriori 26milaΒ decessi sono quindi legati alleΒ conseguenze indiretteΒ dellβemergenza sanitaria. Quasi il 50% in piΓΉ. A breveΒ lβIstatΒ fornirΓ i dati di dicembre. Noteremo che lβeccesso di mortalitΓ generato dallβemergenza sanitaria avrΓ toccato, se non superato, i 100milaβ.
(Agi)


