17 Aprile, 2026
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Donne e Resistenza. Un filo rosso tra ieri e oggi

Gabriella Fabrizi – Donne ANPI Bracciano

Questo 25 aprile festeggiamo 80 anni della Repubblica antifascista. Il manifesto dell’ANPI raffigura una donna che esulta per la liberazione; sullo sfondo: tre partigiane. Esso vuole sottolineare la continuità tra la liberazione del 1945 e la Costituzione che è ancora oggi da difendere, evidenziando il ruolo delle donne che hanno scelto di opporsi, di rischiare, di proteggere e di costruire.

Mantenere viva la memoria storica per difendere la democrazia. Questo è il messaggio. Un messaggio che gli antifascisti e tutte le persone che ripudiano la guerra sentono come attuale e sempre più urgente. Il risultato del referendum sulla giustizia ha costituito una prova importante di questo sentimento.

Ma perché le donne? Perché, contrariamente a quanto per anni ci è stato insegnato, la guerra e la resistenza non sono mai state solo storie di uomini.

Anche oggi, dove ci sono guerre e oppressioni, le donne continuano a essere protagoniste della resistenza.

In Palestina, svolgono un ruolo centrale nella vita sotto occupazione coloniale fin dal 1893, quando scesero in piazza per impedire la costruzione di una colonia ebraica. Oggi, in pieno genocidio, mantengono vive le comunità, difendono l’identità e la terra, documentano le violazioni dei diritti umani e partecipano a iniziative politiche.

Anche le combattenti curde sono simbolo internazionale di resistenza contro l’oppressione, promuovendo l’uguaglianza di genere, l’autonomia e forme di organizzazione comunitaria.

Un filo rosso lega le donne della Resistenza italiana alle donne resistenti di altri contesti, che si esprime nella capacità di costruire reti di solidarietà e resistenza tenendo viva la dimensione collettiva e lottando su più fronti: contro l’occupazione o la dittatura, contro il patriarcato e le disuguaglianze nelle proprie società.

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