30 Marzo, 2026
spot_imgspot_img

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo". Per informazioni su pubblicità e le nostre attività: 339.7904098 redazione@lagone.it

Il 12 marzo è stata celebrata la giornata contro la violenza agli operatori sanitari e socio sanitari

Il tema della violenza contro gli infermieri è un argomento del quale si parla sempre pochissimo poiché gli infermieri e gli operatori socio sanitari sono due figure tese a ricevere e ad accudire e mai si penserebbe che in un ospedale, luogo dove di norma ci sono persone che soffrono o che hanno sofferto, possano avvenire delle aggressioni.

In realtà il maggior numero di aggressioni viene riscontrato, oltre che negli ospedali psichiatrici, soprattutto nei pronti soccorsi. Il pronto soccorso è un luogo dove regnano insieme l’affollamento e l’attesa oltre che il dolore, senza contare la preoccupazione che hanno i parenti dei degenti; ma il pronto soccorso è fatto di attese anche per medici e infermieri, l’attesa di una diagnosi oppure l’attesa del risultato delle varie indagini fatte.

Questa mancanza di informazioni porta spesso la perdita di pazienza e di controllo degli accompagnatori dei degenti. C’è anche da considerare, peraltro, che se l’infermiere al triage non è abbastanza empatico questo può inasprire molto gli animi ma non sempre è possibile essere accudenti quando c’è molto lavoro da svolgere. Spesso le condizioni di lavoro di infermieri e medici sono precarie e instabili dove vige un malcontento, spesso per le turnazioni troppo lunghe o per un salario non appropriato alle competenze e alle responsabilità e questo porta ad ulteriori tensioni nello staff e nei degenti.

Un tempo il rapporto paziente-infermiere era molto più familiare, i ricoveri erano più lunghi e si creava confidenza; con l’avvento del protocollo di comportamento indetto nei non troppo lontani anni 80, con l’arrivo delle malattie infettive e in particolare con l’H.I.V,  i rapporti si sono fatti più distanti anche per via dell’uso di molte più precauzioni sanitarie.

Si è indetta inoltre una associazione a favore dei pazienti ospedalieri per una maggiore tutela del paziente; è stato creato infatti  il tribunale dei diritti del malato, progetto partito  per migliorare le condizioni del paziente nell’ospedale e ad oggi ancora operante e funzionale.

Ilaria Morodei

Ultimi articoli