Ogni anno, il 28 marzo, l’Italia celebra il “compleanno” dell’Aeronautica Militare. È una data che non appartiene solo ai piloti o ai tecnici, ma a chiunque abbia alzato gli occhi al cielo seguendo il rombo di un jet o il tricolore disegnato dalle Frecce. È proprio in questo giorno che vale la pena ripercorrere la sua storia, come si farebbe con quella di una persona cara: dagli inizi timidi, ai momenti difficili, fino alle conquiste che l’hanno resa ciò che è oggi.
Prima che esistessero gli aerei, l’Italia militare guardava già al cielo. Nel 1884, quando il Servizio Aeronautico del Genio militare iniziò a usare aerostati per osservare dall’alto. Poi, nel 1909, le dimostrazioni di Wilbur Wright a Roma accesero una scintilla: l’Italia capì che il futuro era nell’aria. A Centocelle nacque la prima scuola di volo militare e, con il brevetto di Mario Calderara, si può dire che l’aviazione italiana imparò davvero a “camminare”.
La Prima Guerra Mondiale fu un banco di prova durissimo. Il Corpo Aeronautico Militare divenne il cuore pulsante delle operazioni aeree: ricognizioni, bombardamenti, supporto alle truppe. Fu un periodo di crescita forzata, come accade ai giovani che devono diventare adulti troppo in fretta.
Il 28 marzo 1923, con la fondazione della Regia Aeronautica, l’Italia diede vita a una forza armata autonoma. È questa la data che celebriamo ogni anno: il giorno in cui l’Arma Azzurra ricevette il suo nome, la sua identità, la sua missione.
Gli anni Trenta furono un’epoca di entusiasmo: primati, trasvolate oceaniche, imprese che portarono il nome dell’Italia nel mondo. Era come vedere un giovane adulto scoprire il proprio talento.
Nel 1940, la Regia Aeronautica entrò nel secondo conflitto mondiale con migliaia di velivoli, molti dei quali già superati. Fu un periodo di sacrifici, di limiti tecnici e logistici, di coraggio quotidiano.
Con la Repubblica, nel 1946, la forza armata cambiò nome e pelle. Il trattato di pace impose restrizioni pesanti, ma l’ingresso nella NATO e gli aiuti del dopoguerra permisero una ricostruzione rapida.
Tra gli anni ’60 e ’90, l’Aeronautica divenne una forza moderna, tecnologica, capace di operare in scenari complessi. Nel 1961 nacquero le Frecce Tricolori, destinate a diventare un simbolo di eleganza e precisione nel mondo.
Dal 2000 in poi, l’Aeronautica Militare ha abbracciato una nuova era: velivoli di ultima generazione come l’Eurofighter e l’F‑35, missioni internazionali, soccorsi, trasporti sanitari, emergenze, la International Flight Training School, eccellenza mondiale nell’addestramento.
È una forza armata che non smette di crescere, di innovare, di guardare avanti.
Festeggiando il “compleanno” dell’Aeronautica Militare, citando il Comandante del Centro Storiografico Sportivo di Vigna di Valle: Colonnello Dario Bovino, non festeggiamo solo una data. Festeggiamo una storia fatta di uomini e donne che hanno creduto nel cielo, che lo hanno sfidato, che lo hanno custodito.
L’Aeronautica Militare è come una persona che, anno dopo anno, ha imparato a conoscere i propri limiti e a superarli, a cadere e rialzarsi, a trasformarsi senza mai perdere la propria essenza e ogni 28 marzo, guardando un aereo che attraversa il cielo, è come dirle: grazie per questi anni di storia, e buon compleanno.
La cerimonia, egregiamente supervisionata da Stefano Tei, presente l’Agone, è stata organizzata a Bracciano nel piccolo uliveto davanti al monumento ai caduti, che ha visto gli interventi del Presidente di Sezione AAA di Bracciano, Gen. Brigata Aerea Alessandro Gresta, del Comandante del Centro Storiografico Sportivo di Vigna di Valle, Colonnello Dario Bovino e del Sindaco di Bracciano, Dott. Marco Crocicchi e si è conclusa con la preghiera dell’aviatore recitata dal Gen. Di Brigata Aerea Giulio Cacciatore.
A ricordare i caduti è stata deposta una corona, alfieri il 1° Aviere Roberto Pariciani e l’Aviere Giovanni Virgili.
Se il prezioso intervento del Generale Gresta è riportato integralmente di seguito, ci piace ricordare brevemente gli altri due interventi.
Nel suo intervento, il Comandante Bovino ha riportato l’attenzione sul significato più profondo di questa giornata. “Il 28 marzo è un compleanno”, ha detto, “e come ogni compleanno porta con sé un momento di riflessione. Il pensiero va soprattutto ai nostri caduti, a chi ha sacrificato la propria vita per difendere i valori in cui crediamo.”
Parole semplici, ma capaci di restituire il peso della storia e la responsabilità del presente.
Il Comandante ha poi sottolineato come l’Aeronautica sia chiamata a confrontarsi con scenari internazionali in continua evoluzione, segnati da crisi globali e nuove sfide. “Dobbiamo continuare a evolvere”, ha affermato, “e l’Aeronautica lo sta facendo. Ma senza gli uomini e donne capaci che abbiamo, nulla sarebbe possibile.”
Un richiamo forte al valore delle persone, al loro impegno quotidiano, alla professionalità che sostiene ogni missione, ogni decollo, ogni servizio reso al Paese.
Tra i passaggi più sentiti del suo discorso, il Comandante Bovino ha citato il motto dell’Aeronautica Militare: “Insieme più in alto”. Non solo come espressione di spirito di corpo, ma come auspicio per l’intera comunità.
“Vorrei che diventasse il motto di tutti,” ha detto. “Perché solo lavorando insieme, Forze Armate, istituzioni, cittadini, possiamo davvero andare più in alto.”
Un messaggio che ha risuonato nel piccolo oliveto, simbolo di pace da tutti agognata, come un invito alla corresponsabilità, alla collaborazione, alla fiducia reciproca.
Il Sindaco ha aperto il suo intervento con un saluto caloroso ai presenti, ringraziando l’Aeronautica per la sua presenza costante e per i servizi che offre ogni giorno alla popolazione.
Con un tono leggero, ha scherzato sul vento che attraversava la cerimonia: “Un vento che ci ricorda quanto spesso, nella vita di tutti i giorni, ci affidiamo alle vostre previsioni meteorologiche. È un servizio che diamo per scontato, ma che richiede competenza, dedizione e un lavoro continuo.”
Ha poi rivolto un ringraziamento particolare al Museo dell’Aeronautica, definendolo un patrimonio culturale della città, e al Comandante Bovino per averlo valorizzato e arricchito con nuovi reperti. “È un luogo che racconta la storia, ma anche la passione di chi la custodisce.”
La celebrazione si è conclusa con un applauso lungo e sentito, rivolto non solo ai rappresentanti dell’Arma Azzurra presenti, ma a tutti coloro che, in Italia e all’estero, indossano l’uniforme dell’Aeronautica Militare.
Un compleanno che non è solo una ricorrenza, ma un’occasione per ricordare chi ha dato tutto, per ringraziare chi continua a servire, e per guardare avanti con la consapevolezza che, davvero, insieme si può andare più in alto.
Riccardo Agresti
Discorso celebrativo per la costituzione della Aeronautica Militare del Gen. Brigata Aerea Alessandro Gresta
Bracciano, 28 marzo 2026.
Buongiorno a tutti,
un particolare saluto va al Sindaco di Bracciano dott. Marco Crocicchi, al sindaco (o suo rappresentante)….. al Col.Dario Bovino (Comandante dell’aeroporto di Vigna di Valle), a tutti i Comandanti Militari presenti, ai Presidenti e rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’arma, a tutte le associazioni di volontari che con la loro presenza hanno voluto dare particolare lustro all’odierna cerimonia; non ultimo desidero ringraziare tutti i soci dell’Associazione Arma Aeronautica che con il loro quotidiano operato rende il nostro sodalizio sempre più determinante nella divulgazione dei valori, dello spirito e della cultura aeronautica nel Nostro territorio.
Non ultimo una particolare menzione va alla presenza dei labari dell’Istituto Nazionale per la guardie d’onore alle reali tombe del Pantheon, all’Opera nazionale Caduti senza Croce e all’Associazione Lasalliana Ex Alunni di Rodi e dei profughi e Reduci dal Dedocanneso…grazie.
Oggi celebriamo – come abbiamo, appunto, poc’anzi ascoltato – l’anniversario del 103° anno di costituzione della Aeronautica militare. Siamo ben oltre il secolo. Una forza armata che, dalla sua istituzione, ha sempre rappresentato un pilastro fondamentale della difesa e della sicurezza del nostro Paese.
Un pensiero di profonda riconoscenza va a tutti gli aviatori che, in oltre un secolo di vita, hanno servito la Patria con onore ed in alcuni casi hanno donato la loro esistenza per la sicurezza e la pace della nostra Nazione.
Questa giornata è momento di rievocazione, di celebrazione, ma è anche momento di riflessione.
Attraversiamo un’epoca contrassegnata da profonde trasformazioni geopolitiche, tecnologiche e strategiche, che confermano la necessità di prontezza, di professionalità, di costante impegno, per garantire sicurezza dell’Italia, difesa della pace, stabilità internazionale.
Le tensioni globali, la competizione – piuttosto caotica, per la verità – tra potenze per il dominio del mondo, l’inatteso ritorno del conflitto convenzionale in Europa, le nuove minacce ibride – dalla guerra cibernetica all’uso strategico dello spazio – stanno alterando il contesto di regole faticosamente costruito, dalla comunità internazionale, dopo la Seconda guerra mondiale.
La nostra Aeronautica svolge un ruolo prezioso, con operazioni di sorveglianza nei cieli italiani e alleati, con missioni di ricognizione, con il contributo alle coalizioni internazionali per gestire le crisi, per fornire supporto alle operazioni umanitarie.
Per ottenere questi eccellenti risultati è necessaria una formazione continua del personale, tecnologie sempre più avanzate, efficace coordinamento con gli Alleati, sono essenziali al fine d’affrontare con successo le sfide del presente e del futuro, ispirandosi ai principi fondamentali della nostra Costituzione.
La missione affidata alle Forze armate è quella di difendere gli ordinamenti democratici del Paese e il rispetto del diritto internazionale, operando sempre con un approccio di deterrenza, di prevenzione, di difesa collettiva.
Il mondo dello spazio aereo e della sua difesa è in rapida evoluzione.
Le modifiche digitali, la grande trasformazione in corso, lo sviluppo di velivoli di sesta generazione, l’introduzione della intelligenza artificiale nelle operazioni militari, crescenti minacce che derivano da un uso spregiudicato del dominio spaziale, tutti elementi che rappresentano sfide che non possono essere eluse.
Il nostro articolato “universo azzurro” raccoglie un’ampia gamma di competenze nella ricerca, nell’industria, nella Forza armata.
Essenziale, sotto questo profilo, appare sviluppare la riflessione sul nuovo contesto strategico internazionale che, naturalmente, richiederà conseguenti processi decisionali.
Vale per le elaborazioni in sede di Alleanza Atlantica, vale per le decisioni da assumere in sede di Unione Europea, che non sono più rinviabili.
La forte vocazione interforze dell’Arma azzurra le ha permesso di integrarsi agevolmente nei contingenti operativi dello strumento militare, contribuendo in modo dinamico e costruttivo a un modello di difesa dinamico e più efficace.
Tecnologie avanzate, ma soprattutto donne e uomini di alto valore che con coraggio, dedizione, spirito di servizio, operano ogni giorno, sono risorse preziose, su cui la Nostra Nazione sa di poter contare.
Il valore dell’Aeronautica Militare risiede nelle persone che ne fanno parte, in ogni singolo aviatore, che con passione e competenza esprime una tradizione di eccellenza e sacrificio.
Guardiamo al futuro, con la consapevolezza che l’Aeronautica Militare continuerà a essere una colonna, una colonna portante, fondamentale, della difesa nazionale, un attore strategico nelle missioni internazionali e un esempio di professionalità e di avanguardia tecnologica, promuovendo valori fondamentali come libertà, giustizia e rispetto dei diritti umani, garantendo un futuro di pace e di stabilità.
Viva l’Aeronautica Militare! Viva l’Italia!


