Impermeabilizzazione e consumo di suolo causa primaria di frane e allagamenti
Le recenti inondazioni in varie parti d’Italia ripropongono il tema della cura e tutela del suolo: cicloni mediterranei simil-tropicali, fortissimi venti, violente mareggiate e piogge torrenziali sono sempre più frequenti, come il recente ciclone Harry che ha devastato il Sud Italia.
Se i cambiamenti climatici sono all’origine di questi fenomeni atmosferici sempre più intensi ed “estremi”, il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo sono le principali concause dei disastri che ne conseguono, a cui assistiamo anche nel nostro territorio con smottamenti del terreno, dissesti idro-geologici e allagamenti.
Sappiamo che il suolo è una risorsa naturale fondamentale per il riequilibrio delle dinamiche naturali, perchè svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento dell’anidride carbonica (contrasto alla crisi climatica), ma anche nel contenere i danni generati dalle intense precipitazioni perché può funzionare come grande serbatoio diffuso in grado di assorbire grandi quantità di acqua e contribuire con la propria vegetazione alla stabilità dei terreni soggetti a frane.
La risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2021 sulla protezione del suolo sottolinea la necessità di prevenire e/o ridurre al minimo la sua impermeabilizzazione e qualsiasi altro uso che influisce sulle sue prestazioni (dall’approvvigionamento alimentare all’assorbimento del carbonio, ecc… ), dando priorità al riuso dei terreni e del suolo dismessi e al riuso dei siti abbandonati rispetto all’uso di terreni non impermeabilizzati. Una delle principali funzioni è proprio la prevenzione delle inondazioni.
Gli ultimi dati ISPRA relativi al 2024 indicano che in un solo anno sono stati coperti da nuove superfici artificiali oltre 80 km2 di suolo mentre appena 5 km2 sono tornati aree naturali, e il territorio nazionale consumato supera oggi il 7% del totale.
Sempre secondo ISPRA oltre 8 milioni di persone – circa il 14% della popolazione taliana – vivono in Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia e Liguria) fortemente esposte al rischio di frane e alluvioni.
La tutela del suolo è ormai una priorità assoluta, sottolineata dal regolamento europeo sulla “Nature Restoration Law” approvato nel 2024, che prevede il recupero degli ecosistemi degradati e la conservazione di quelli ancora in salute, e sancisce che non si tratta più solo di limitare i danni, ma di riparare gli habitat degradati e restituire al paesaggio la capacità di fornire acqua pulita, suoli fertili, aria respirabile, protezione dai rischi.
E’ una grande sfida anche per il nostro territorio, che non può più essere ignorata.
Giuseppe Girardi


