Comunicato stampa
La UOC di Cardiologia della ASL Roma 4, guidata da agosto 2025 dal dottor Gaetano Gioffrè, continua a rafforzare il proprio ruolo sul territorio per l’assistenza cardiovascolare, grazie all’introduzione di tecnologie innovative, all’elevata specializzazione clinica e a un importante potenziamento organizzativo che interessa sia l’ospedale sia il territorio.
Nei giorni scorsi il team di Cardiologia ha preso parte a un evento nazionale “live” dedicato al trattamento delle lesioni coronariche complesse e calcifiche, che ha visto la partecipazione di nove emodinamiche selezionate tra quelle che operano ai più alti livelli qualitativi sul territorio nazionale. Durante l’evento formativo, dal titolo “Tutto il calcio minuto per minuto”, l’equipe ha eseguito un intervento particolarmente complesso mediante l’utilizzo di una nuova tecnologia con pallone a “sfere di acciaio”, collocando l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia tra i primi centri in Italia ad adottare questa metodica innovativa.
Sempre nell’ambito del trattamento delle lesioni calcifiche, per la prima volta a Civitavecchia è stata utilizzata con successo la tecnica di aterectomia orbitale, affiancata da numerosi interventi di rotablazione, ampliando in modo significativo le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti con coronaropatia complessa. Un ulteriore passo in avanti è rappresentato dall’esecuzione, sempre per la prima volta a Civitavecchia, di due interventi strutturali di chiusura del forame ovale pervio mediante tecnica di sutura, una metodica che, in pazienti selezionati, rappresenta un’alternativa efficace al tradizionale dispositivo “a ombrellino”.
“L’introduzione di tecniche come l’aterectomia orbitale e la rotablazione – ha spiegato il dottor Gaetano Gioffrè, Direttore UOC Cardiologia del polo ospedaliero Asl Roma 4 – ci consente di affrontare casi sempre più complessi, offrendo ai pazienti soluzioni che fino a poco tempo fa richiedevano il trasferimento verso altri centri”.
Di particolare rilievo anche il posizionamento con successo della prima pompa intracardiaca in un paziente affetto da infarto miocardico acuto STEMI, complicato da arresto cardiaco rianimato e shock cardiogeno, così come l’esecuzione di due interventi di denervazione renale per il trattamento dell’ipertensione arteriosa refrattaria alla terapia farmacologica.
Questi risultati clinici si inseriscono in un contesto assistenziale articolato e capillare. La Cardiologia della ASL Roma 4 opera presso l’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, con un reparto dotato di 12 posti letto monitorati e 4 posti letto di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), ambulatori cardiologici ed emodinamica, nonché presso l’Ospedale San Padre Pio di Bracciano con ambulatori dedicati. L’attività si estende inoltre agli Istituti Penitenziari e a diversi presidi del territorio.
“Negli ultimi mesi abbiamo potuto contare su un significativo rafforzamento dell’organico – ha aggiunto il direttore – con la stabilizzazione di quattro medici precedentemente a tempo determinato e l’assunzione di altri due cardiologi a tempo indeterminato. Questo ci ha permesso, a partire da agosto 2025, di incrementare l’attività ambulatoriale e assistenziale di reparto, sostenendo un elevato turn-over dei ricoveri”.
Il potenziamento dell’organizzazione ha inoltre consentito una sensibile riduzione dei tempi di attesa per ricoveri e prestazioni ambulatoriali e l’istituzione di un servizio attivo 24 ore su 24 per il posizionamento di pacemaker temporanei in caso di emergenze bradicardiche.
Parallelamente, si è registrato un notevole incremento dell’attività di emodinamica, oggi attiva cinque mattine a settimana, con un aumento complessivo delle procedure del 42%, delle angioplastiche primarie per infarto STEMI del 46,6% e una crescita significativa dell’interventistica strutturale.
“I risultati raggiunti – ha concluso il dottor Gioffrè – sono il frutto di un grande lavoro di squadra, dell’impegno quotidiano dei professionisti e del sostegno della Direzione Strategica. Stiamo costruendo una cardiologia moderna, capace di offrire ai cittadini cure di elevata complessità, riducendo la mobilità passiva e garantendo sicurezza, innovazione e prossimità assistenziale. Questi primi traguardi rappresentano solo l’inizio di un percorso di crescita che mette il paziente e il territorio al centro”.


