Gli studenti del liceo artistico βPacioloβ di Anguillara Sabazia, sotto la guida attenta delle professoresse Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, hanno realizzato unβopera corale, messa in mostra a S. Oreste trasformando un antico pavimento in cotto del XVI secolo in un paesaggio simbolico: una spirale composta da centinaia di pani in argilla cruda, candida, che si origina da un unico pane in argilla scura, metafora di nascita e memoria; racconto di unβItalia fatta di territori e tradizioni, di comunitΓ che si riconoscono nel gesto quotidiano del pane.
Il candore, scelto con cura per i pani, evoca la calce delle case mediterranee, la neve del nord, ma Γ¨ anche quello della farina da cui si produce il pane della vita e della comunitΓ , ed Γ¨ il colore della morte: quello del seme che muore per diventare nutrimento con il pane che rinnova la vita nella comunitΓ .
Memoria e oblio, luce e ombra, vita e morte: un percorso che si fa riflessione e verticalitΓ , quasi un esercizio di pensiero per ragazzi che incrementano la propria sensibilitΓ osservano e realizzando opere artistiche. Un lavoro pensato per far emergere lβestro, la passione e il talento degli studenti, insegnando loro la sapienza del gesto.
Ogni ragazzo ha modellato il proprio pane in tre ore, imparando non solo una tecnica, ma anche il coraggio di esporsi, di mostrarsi e di misurarsi con gli altri. Un processo preceduto da studio, ricerca e conoscenza, perchΓ©, come ha ricordato la docente, dallβignoranza non si produce nulla di buono: βlβartista vero non puΓ² essere un ignoranteβ: lβarte non nasce dallβimprovvisazione, ma da consapevolezza e disciplina.
Il titolo dellβopera, ironico e provocatorio, recita: βArs non dat panem!?β Una domanda antica, che gli studenti hanno trasformato in un invito a riflettere.
Riccardo Agresti


