22 Gennaio, 2026
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Giornata della scrittura a mano: perché scrivere sta diventando faticoso

Il 23 gennaio si celebra la Giornata della scrittura a mano, una ricorrenza nata per richiamare l’attenzione su un gesto antico e fondamentale, oggi sempre più messo in secondo piano e spesso affidato alle tastiere e agli schermi. Questa giornata invita a fermarsi e a interrogarsi sul valore del gesto che per secoli è stato naturale e quotidiano, ma che oggi appare sempre più complesso e faticoso. Per molti studenti non è più un automatismo, ma un’azione discontinua che richiede uno sforzo eccessivo e che spesso genera frustrazione. In alcuni casi diventa un vero ostacolo nel percorso scolastico influenzando non solo il rendimento, ma anche la sicurezza personale e il rapporto con lo studio.

Le difficoltà possono emergere già nella scuola primaria, con una scrittura poco fluida e affaticata. Se non riconosciute e sostenute per tempo, tendono a protrarsi negli anni, accompagnando l’alunno fino all’età adulta. Non sempre però, si tratta di disgrafia in senso clinico, spesso alla base vi è un apprendimento del gesto grafico che non ha avuto modo di strutturarsi e consolidarsi in modo adeguato.

A incidere su questa difficoltà crescente è anche il contesto in cui bambini e ragazzi crescono. Il quotidiano è segnato da ritmi accelerati e da un uso sempre più precoce e continuo di tablet, computer e smartphone: strumenti che facilitano molte attività, ma che riducono lo spazio e il tempo dedicati all’esercizio della scrittura manuale che invece richiede, lentezza, continuità e attenzione.

In questo scenario il ricorso allo stampatello, al digitale o l’abbandono del corsivo vengono spesso vissuti come soluzioni pratiche e immediate, senza interrogarsi sulle cause che hanno portato a queste scelte. Eppure il corsivo non è solo una forma di scrittura, è un movimento continuo che favorisce la coordinazione, la fluidità del gesto e il legame tra pensiero e mano. Quando viene accantonato perché percepito come troppo faticoso, il rischio è quello di rinunciare a una competenza che sostiene anche l’organizzazione del pensiero e la sicurezza nel proprio fare. La scrittura perde così la sua funzione espressiva e diventa un compito da evitare.

Negli ultimi anni anche a livello culturale ed educativo, si è riaperto il dibattito sul valore di questo gesto, non più inteso soltanto come abilità scolastica, ma come competenza da tutelare e accompagnare nel tempo.
La Giornata della scrittura a mano diventa così l’occasione per riportare l’attenzione su un aspetto centrale del percorso di apprendimento spesso trascurato.
Non si tratta di nostalgia, ma di consapevolezza, mantenere viva la scrittura manuale significa salvaguardare una pratica essenziale per lo sviluppo e la crescita degli studenti.

Paola Forte
Grafologa – Rieducatrice del gesto grafico

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