Dopo anni di forte spinta verso la digitalizzazione, anche nei Paesi considerati più avanzati sul piano educativo si apre una fase di ripensamento. In Svezia e Danimarca il dibattito sull’uso delle tecnologie a scuola è tornato al centro dell’attenzione, con un rinnovato interesse per strumenti tradizionali come libri cartacei, carta e penna. Secondo quanto riportato da New Media European Press, entrambi i Paesi stanno rivedendo alcune scelte adottate negli anni passati, durante i quali tablet e dispositivi digitali erano stati introdotti in modo esteso nelle aule.
In Svezia, in particolare, è emersa la volontà di garantire nuovamente a ogni studente la disponibilità di libri di testo cartacei, riconoscendo il valore della lettura su carta nel processo di apprendimento. Anche in Danimarca il confronto è aperto, soprattutto in relazione alle fasce d’età più giovani. L’attenzione è rivolta all’impatto che un uso precoce e prolungato degli strumenti digitali può avere sullo sviluppo delle competenze di base, come la lettura, la scrittura e la capacità di concentrazione.
La direzione intrapresa non rappresenta un rifiuto della tecnologia, ma una ricerca di maggiore equilibrio tra strumenti digitali e pratiche educative tradizionali. L’obiettivo è quello di sostenere un apprendimento più efficace, tenendo conto dei bisogni cognitivi degli studenti e delle criticità emerse negli ultimi anni.
Il caso di Svezia e Danimarca apre così una riflessione più ampia sul futuro dell’istruzione in Europa: l’innovazione tecnologica resta centrale, ma non può prescindere dal ruolo formativo della carta, della scrittura manuale e del libro come strumenti fondamentali della crescita.
Fonte:
New Media European Press – Il ritorno alla carta: Svezia e Danimarca riscrivono il futuro dell’istruzione
https://www.newmediaeuropeanpress.eu/2026/01/06/il-ritorno-alla-carta-svezia-e-danimarca-riscrivono-il-futuro-dellistruzione/
Paola Forte


