di Marialuisa Roscino
Oggi, per un giovane, avere speranza non significa essere ingenuo, ma compiere un atto di resistenza consapevole, continuando a sviluppare resilienza efficace, ovvero quella capacità che ci permette di affrontare, superare e adattarci positivamente agli eventi stressanti, segnando quel passaggio fondamentale di trasformare il trauma o la difficoltà in un vantaggio evolutivo.
In un mondo segnato da crisi climatiche, precarietà lavorativa e incertezza geopolitica, la speranza permette di tracciare il percorso di un cammino luminoso che porta a quel “fare costruttivo”, che impariamo ad imprimere nella nostra Vita e che suona di conseguenza, di ciò che si chiama per noi “Futuro”, quel passaggio fondamentale, che va dalla sopravvivenza alla trasformazione. Di questo e molto altro, ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana.
Lucattini: “Seguire le proprie passioni anche se la strada sembra complessa. Ciò che entusiasma dà energia, stimola la motivazione e diventa la base di progetti duraturi”.
Dott.ssa Lucattini, quali sono oggi le sfide più rilevanti che i giovani si trovano ad affrontare?
Le sfide che i giovani si trovano ad affrontare oggi sono molte e profondamente interconnesse, tanto da creare un quadro complessivo di grande complessità e vulnerabilità. Da un lato, devono confrontarsi con cambiamenti globali che generano insicurezza strutturale, come la crisi climatica, l’instabilità politica e i continui mutamenti economici; dall’altro, vivono in un contesto sociale e culturale che richiede loro rapidità di adattamento e competenze sempre nuove.
La crisi climatica non rappresenta solo un problema ecologico, ma incide anche sulle dimensioni emotive e identitarie: molti giovani parlano di eco-ansia, di paura per il futuro e di percezione di impotenza rispetto a fenomeni su cui sentono di avere un controllo limitato. A ciò si aggiunge l’instabilità economica, che rende difficile immaginare un progetto di vita stabile: l’incertezza sul lavoro, la precarietà contrattuale e la difficoltà di accesso all’autonomia abitativa contribuiscono a un senso di precarietà esistenziale diffuso.
Il rapidissimo sviluppo tecnologico, pur offrendo opportunità straordinarie, crea anche nuove forme di pressione. I giovani si muovono in un ambiente in cui non solo devono acquisire continuamente competenze digitali aggiornate, ma devono far fronte a una competizione percepita come costante e spesso estenuante. La quantità di stimoli, informazioni e richieste può diventare difficilmente gestibile e contribuire a sensazioni di sovraccarico mentale.
In che modo, l’incertezza influisce sulla motivazione e sull’impegno dei giovani verso i propri obiettivi?
L’incertezza ha un impatto significativo, poiché genera un conflitto tra il desiderio di costruire un futuro e la difficoltà di immaginarlo con chiarezza. Gli effetti possono rendere difficile pianificare a lungo termine, portando molti giovani a sentirsi bloccati o demotivati. Quando il futuro appare nebuloso, investire energie in obiettivi di lungo respiro può sembrare inutile o frustrante. La sensazione di non avere controllo su ciò che accadrà può generare ansia, che a sua volta interferisce con la capacità di concentrarsi e perseguire obiettivi con costanza.
Mentre il nuovo e lo sconosciuto, a differenza dell’incertezza rappresenta una sfida che li stimola a essere curiosi, flessibili e resilienti. Sono stimolati dal mistero, potremo immaginare i giovani come “investigatori” alla scoperta del mondo, il proprio mondo interno e la realtà al di fuori dell’ambiente familiare.
La formazione può rappresentare una leva importante per la costruzione di piani progettuali per il futuro e per vedute più ampie?
Assolutamente sì. La formazione rappresenta una delle leve più potenti per permettere ai giovani di costruire un progetto di vita solido, flessibile e capace di adattarsi ai cambiamenti del presente. Non si tratta soltanto di acquisire conoscenze tecniche, ma di sviluppare un insieme più ampio di competenze cognitive, emotive e relazionali che permettano ai giovani di orientarsi in un mondo in continua trasformazione.
La formazione aiuta infatti a strutturare il pensiero critico, la capacità di elaborare informazioni complesse, di analizzare problemi in modo autonomo e di prendere decisioni informate. Questi strumenti sono essenziali per ampliare le proprie vedute e per costruire obiettivi realistici ma ambiziosi, basati su una comprensione profonda di sé e del contesto sociale.
Le ricerche mostrano chiaramente che un alto livello di istruzione è associato a maggiore resilienza, capacità di adattamento e benessere psicologico nei giovani (Frontiers in Psychiatry, 2024)
Come si coltiva la speranza in un futuro che, a volte, può sembrare incerto? Quali sono i fattori che possono favorire lo sviluppo della resilienza nei giovani e determinare in tal modo, il loro benessere psicologico?
Coltivare la speranza in un futuro instabile è una sfida che richiede un insieme complesso di risorse personali, familiari e sociali. La speranza non è un sentimento spontaneo, ma una capacità che si sviluppa nel tempo, grazie alla qualità delle relazioni, alla possibilità di fare esperienze significative e al sostegno emotivo ricevuto nei momenti critici. Per i giovani, che vivono un’epoca caratterizzata da instabilità economica, pressione sociale e cambiamenti rapidi, la speranza diventa una competenza psicologica fondamentale.
I giovani hanno bisogno di essere sostenuti nella costruzione di un senso di scelta autentico: questo significa imparare a conciliare ambizioni e desideri con le richieste sociali, spesso eccessive o contraddittorie, senza perdere il contatto con le proprie inclinazioni profonde.
Le ricerche dimostrano che la resilienza si sviluppa soprattutto quando i giovani possono contare su relazioni affettive solide e su un ambiente che trasmette fiducia, coerenza e prevedibilità. Inoltre, la capacità di mantenere speranza e prospettiva è fortemente associata al supporto sociale, all’autoefficacia e alla percezione di significato nella propria vita (Frontiers in Psychology, 2024)
Sebbene il contesto attuale possa sembrare imprevedibile e talvolta persino minaccioso, è possibile alimentare la speranza attraverso strategie mirate: sostenere la consapevolezza emotiva, promuovere un pensiero realistico ma positivo, aiutare i giovani a distinguere tra ciò che è sotto il loro controllo e ciò che non lo è. Un realismo costruttivo lontano sia dal pessimismo paralizzante sia da aspettative irrealistiche permette di affrontare il futuro con maggiore lucidità e forza.
Quali possono essere, a Suo avviso, le esperienze positive che possono aiutare i giovani a ritrovare la motivazione e a perseguire i propri obiettivi?
Le esperienze positive che sostengono la motivazione dei giovani sono quelle che integrano tre dimensioni fondamentali: crescita personale, interconnessioni sociali e senso di scopo. Quando un giovane si sente coinvolto in attività che valorizzano le sue capacità e, allo stesso tempo, lo mettono alla prova in modo costruttivo, emergono una fiducia rinnovata, energia emotiva e la percezione di poter incidere sulla propria vita.
Le ricerche mostrano che le esperienze che permettono ai giovani di sviluppare competenze, di sentirsi efficaci e di veder riconosciuto il proprio valore hanno un impatto diretto sulla motivazione, sull’autostima e sulla capacità di pensare al futuro con maggiore ottimismo (The Lancet Regional Health Europe, 2025). Attività come il volontariato, lo sport, i laboratori artistici, i progetti culturali, la partecipazione a gruppi giovanili o iniziative di cittadinanza attiva offrono occasioni preziose per sperimentare responsabilità, creatività e appartenenza.
Questi contesti forniscono ai giovani un ambiente protetto in cui possono prendere decisioni, confrontarsi con gli altri, vedere i risultati del proprio impegno e generare un senso di significato. Un’esperienza significativa, infatti, può trasformarsi in un momento di svolta: incoraggia a intraprendere nuovi percorsi, a superare l’inerzia o la paura e a sviluppare una visione più chiara del proprio cammino.
Crede possa essere di aiuto il supporto degli adulti nelle scelte ed eventuali difficoltà che i ragazzi possono dovere affrontare?
Un ruolo chiave è svolto anche dalle relazioni di sostegno (amici, insegnanti, mentori, allenatori) che rappresentano figure di riferimento capaci di trasmettere fiducia, stimolare le capacità e sostenere i giovani nelle difficoltà. La presenza di adulti significativi, capaci di ascoltare e guidare senza giudicare, rappresenta uno dei predittori principali del benessere psicologico e della resilienza (Frontiers in Psychology, 2024)
Le esperienze positive offrono inoltre una soddisfazione immediata che può contrastare la tendenza alla demotivazione. Quando i giovani riescono a ottenere risultati, anche piccoli, sperimentano una forma di autoefficacia che li accompagna nel tempo, alimentando motivazioni più profonde e progetti più stabili. In molti casi, quando i giovani vivono momenti di blocco, confusione o intense difficoltà emotive, un supporto professionale come un percorso psicoanalitico o psicologico può diventare un’esperienza trasformativa.
Questo tipo di sostegno permette di dare significato alle paure, comprendere gli ostacoli interni, riconoscere le risorse personali e trasformare l’incertezza in un processo di crescita e maturazione. Un percorso di questo tipo non solo riduce stress e ansia, ma facilita anche la formazione dell’identità personale e professionale, rendendo la transizione verso il futuro meno spaventosa e più strutturata.
Quali consigli si sente di dare ai giovani?
-Accogliere gli errori come parte naturale del percorso. Gli sbagli aiutano a crescere, chiariscono le direzioni e rafforzano la capacità di rialzarsi;
-Coltivare la curiosità e continuare a formarti. Imparare cose nuove amplia le opportunità e rende più flessibili davanti ai cambiamenti;
-Circondarsi di relazioni autentiche. Le persone che ascoltano e sostengono aiutano a costruire sicurezza e fiducia in se stessi;
-Seguire le proprie passioni anche se la strada sembra complessa. Ciò che entusiasma dà energia, stimola la motivazione e diventa la base di progetti duraturi;
-Procedere un passo alla volta, senza pretendere la perfezione. Il progresso nasce da piccoli passi costanti, non dai risultati immediati o impeccabili;
-Riconoscere il proprio valore e non confrontarsi continuamente con gli altri. La crescita personale non dipende dal paragone, ma dalla consapevolezza delle proprie capaci;
-Non aver paura di chiedere aiuto. Chiedere sostegno è un atto di forza che permette di affrontare difficoltà e blocchi senza restarne schiacciati.


