Per semplicitร , immaginiamo la Terra come una sfera perfetta (in realtร รจ un geoide, non una sfera, e tantomeno รจ piatta), che ruota su se stessa in circa 23 ore 56 minuti e 4,1 secondi attorno a un asse immaginario che la attraversa in due punti detti poli. Allo stesso tempo, la Terra si muove lungo unโorbita ellittica attorno al Sole, idealmente adagiata su un piano chiamato eclittica, completando un giro in circa 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. Sempre per semplicitร , durante questo moto orbitale, consideriamo che lโasse di rotazione terrestre rimanga sempre parallelo a se stesso, anche se, in realtร , esso รจ attualmente inclinato di circa 23ยฐ 26โฒ 10,5โณ rispetto alla perpendicolare al piano dellโeclittica e non รจ perfettamente costante, ma varia con un periodo di circa 41.000 anni, oscillando fra un minimo di 22ยฐ 6โฒ e un massimo di 24ยฐ 30โฒ. A questo fenomeno รจ legata la precessione degli equinozi, che comporta anche la differenza fra anno siderale e anno tropico (il nostro anno civile), pari a circa 20 minuti e 24,5 secondi che trascureremo nel seguito.
Se questo asse non fosse inclinato, ma perpendicolare allโeclittica, il piano dellโeclittica taglierebbe idealmente la Terra in due parti uguali, tracciando sulla sua superficie una circonferenza massima composta da punti equidistanti dai poli chiamata equatore. In questa situazione ideale, poichรฉ lโasse manterrebbe sempre la stessa direzione, il Sole risulterebbe, a mezzogiorno locale, sempre perpendicolare (cioรจ allo zenith) ai punti dellโequatore, e gli oggetti verticali non proietterebbero mai ombra. Il mezzogiorno locale รจ lโistante in cui la verticale del luogo considerato รจ in direzione del Sole.
In realtร , lโasse di rotazione terrestre รจ inclinato e in queste condizioni, mentre la Terra percorre la sua orbita, esistono due momenti dellโanno in cui lโasse risulta orientato direttamente verso il Sole, una volta da un verso e, circa sei mesi dopo, dal verso opposto. Questi due istanti sono detti solstizi. In corrispondenza di essi, il Sole si trova allo zenith di un luogo situato a 23ยฐ 26โฒ 10,5โณ dallโequatore, una volta nellโemisfero nord e una volta in quello sud.
Poichรฉ la Terra continua a muoversi lungo la sua orbita e lโasse resta parallelo a se stesso, la direzione verso cui lโasse โpuntaโ rispetto al Sole cambia continuamente. Il risultato รจ che, nel corso di un anno, il Sole si trova allo zenith di tutti i punti compresi fra due paralleli situati alle latitudini 23ยฐ 26โฒ 10,5โณ nord e 23ยฐ 26โฒ 10,5โณ sud, chiamati rispettivamente Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno.
Per un osservatore che si trovi nellโemisfero nord (boreale), il Sole appare sorgere ogni giorno sempre piรน verso est-nord-est e culminare sempre piรน in alto nel cielo, fino al giorno che contiene il solstizio dโestate, quando il Sole รจ allo zenith di un punto del Tropico del Cancro. Da quel momento in poi, il Sole comincia a sorgere sempre piรน verso est-sud-est e a raggiungere, a mezzogiorno, altezze via via minori, fino al giorno che contiene il solstizio dโinverno, quando il Sole รจ allo zenith di un punto del Tropico del Capricorno. Dopodichรฉ, il ciclo ricomincia.
Per chi osserva dallโemisfero sud, il fenomeno รจ perfettamente simmetrico essendo a “testa in giรน”.
Secondo lโIstituto di Meccanica Celeste e di Calcolo delle Effemeridi, il solstizio dโinverno del 2025 cadrร il 21 dicembre alle ore 15h 3โฒ 1โณ UTC (ovvero alle 16h 3โฒ 1โณ ora italiana). In quellโistante, il Sole si troverร allo zenith di un punto del Tropico del Capricorno (latitudine 23ยฐ 26โฒ 10,5โณ sud) per il quale le 15h 3โฒ 1โณ UTC corrispondono al mezzogiorno vero, cioรจ alla longitudine 3h 3โฒ 1โณ est, nella parte centro-meridionale del Madagascar.
Dato che il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole non dura un numero intero di giorni, il solstizio ritarda ogni anno di circa 5 ore 48 minuti e 46 secondi rispetto all’anno precedente e si riallinea forzosamente ogni quattro anni in corrispondenza degli anni bisestili, introdotti proprio per evitare la progressiva divergenza fra stagioni e calendario. A causa di tali variazioni puรฒ capitare che i solstizi invernali cadano il 21 o 22 o 23 dicembre.
Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, composto da sol– (โsoleโ) e –sistere (โfermarsiโ). Il nome nasce dallโosservazione che, quando il Sole raggiunge al mezzogiorno locale il punto piรน alto o piรน basso del suo percorso apparente sullโorizzonte e inverte la direzione del suo movimento, rallenta progressivamente fino a sembrare quasi immobile: come unโautomobile che frena prima di effettuare unโinversione a โUโ, rallentando visibilmente poco prima di cambiare direzione.
Riccardo Agresti


