LโOccidente sta attraversando, tra le tante altre, una crisi grave della democrazia. Lo dimostra il drammatico eย progressivo calo della partecipazione al voto, si tratti di elezioni europee, nazionali o locali: segno, questo, della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni โdemocraticamente eletteโ. Evidentemente questa espressione oramai da molti viene intesa piรน come uno slogan che altro, e non del tutto a torto: per rimanere nel nostro continente, le istituzioni europee sono assediate da potentissime lobby (il numero di lobbisti a Bruxelles รจ passato, in una manciata dโanni, da qualche migliaio ad alcune decine di migliaia); in Italia quelle nazionali sono il risultato di una legge elettorale che impedisce al cittadino di scegliere liberamente chi mandare in parlamento; quelle regionali e locali sono spesso percepite preda di โcacicchiโ e โcapibastoneโ.
A tutto questo, perรฒ, bisogna aggiungere un importante corollario: se non si cambiano le cose, e in maniera radicale, si andrร a sbattere. Dobbiamo essere consapevoli che ci troviamo in una situazione unica nella storia dellโumanitร , nella quale non รจ in gioco la sorte di questo o quel gruppo, questa o quella regione, questa o quella nazione: i cambiamenti climatici con annessi fenomeni migratori, le turbolenze geopolitiche con annesse guerre e stermini, i processi economici e finanziari di stampo neoliberale che creano povertร crescente ci riguardano tutti indistintamente (senza contare le pandemie). Con lโaggravante che cโรจ qualcuno – come i pochi super ricchi del pianeta – che pensa che tanto lui la farร franca qualunque cosa accada; o qualcun altro che gioca ad โalzare la postaโ, come Putin che si sente investito della funzione messianica di ricreare la Russia imperiale e, consapevole che il tempo che gli resta stringe, accelera le sue strategie di aggressione accettando rischi crescenti; o come il leader nordcoreano Kim Jong-un, che continua con i test missilistici e le esercitazioni militari, e invita i giovani soldati a โessere preparati per una guerra ora piรน che maiโ (https://www.liberoquotidiano.it/video/libero-video/39008153/nord-corea-kim-jong-un-giovani-soldati-preparatevi-guerra.html); o come il premier di Israele Benjamin Netanyahu, che gioca con la vita di decine di migliaia di palestinesi e con lโangoscia dei suoi concittadini per gli ostaggi in mano ad Hamas, anche al fine di ritardare il piรน possibile la resa dei conti col suo popolo, e non si perita di incendiare lโintero Medio Oriente alzando il livello dello scontro con lโIran. Mi fermo qui, ma potrei continuare a lungo con questo pot pourri. Ricordo solo, in aggiunta, la โpragmaticaโ ipocrisia dellโOccidente con i suoi doppi standard per cui – al di lร della contrapposizione con grandi player mondiali quali Cina, Russia e Iran –ย ci sono satrapi piรน o meno piccoli โbuoniโ come in Turchia, Egitto, Arabia Saudita, a cui lโOccidente si appoggia, e โcattiviโ come nella giร ย menzionata Corea del Nord e in Siria; per non parlare dellโUnione Europea in cui ai proclami di tolleranza e inclusione fanno da contrappeso politiche scellerate sulla migrazione: tutto questo non fa certo bene alla nostra credibilitร ; infine, visto che mi trovo, non posso non menzionare le imminenti elezioni presidenziali negli USA, icasticamente dipinte da Federico Rampini: โCi avviamo verso uno scontro tra due vegliardi. La scelta รจ tra un deficiente e un delinquenteโ.
Insomma non stiamo per niente messi bene, eppure a fronte di questo quadro, non certo rassicurante, pensare che sia inutile votare perchรฉ โtanto non cambia nienteโ equivale ad accettare che le cose non solo rimangano come sono, ma vadano sempre peggio, fino a un possibile, drammatico, punto di non ritorno. Lโattuale modello socio-economico e geopolitico mira a frammentarci sempre piรน, il profitto e il predominio sono le uniche cose che contano, a scapito delle persone e del pianeta tutto. A fronte di questa enorme spinta, che sembra sopraffarci, รจ necessario mettere in atto una controspinta: lโopzione piรน razionale รจ utilizzare tutti gli spazi di libertร e di scelta che ancora ci restano, ed il voto รจ un ambito essenziale; questo vale soprattutto per i piรน giovani, la cui disaffezione, spesso giustificata, verso riti istituzionali di cui colgono ipocrisie e condizionamenti, deve accompagnarsi alla consapevolezza che il voto – pur con tutte le distorsioni – รจ uno dei pochi spazi di libertร cui non si puรฒ rinunciare, pena la resa incondizionata allo status quo, se non peggio. Quanto alle imminenti elezioni europee รจ bene essere consapevoli che, piaccia o non piaccia, โil Parlamento europeo adotta leggi che riguardano tutti: grandi paesi e piccole comunitร , societร potenti e giovani start-up, la sfera globale e quella locale. La legislazione dell’UE affronta la maggior parte delle prioritร delle persone: l’ambiente, la sicurezza, la migrazione, le politiche sociali, i diritti dei consumatori, l’economia, lo Stato di diritto e molte altre ancora. Oggi ogni tema di spicco a livello nazionale presenta anche una prospettiva europeaโ (https://elections.europa.eu/it/why-vote/). La politica italiana troppo spesso, e per troppo tempo, ha mostrato di trascurare ciรฒ, considerando le elezioni europee โdi serie Bโ, e il Paese paga un conto salato per questo errore madornale. ร tempo di cambiare rotta anche su questo. In Italia รจ possibile esprimere, nellโambito della medesima lista, da una a tre preferenze, e dunque รจ fondamentale sapere chi si candida, per cosa si candida, e cosa ha giร fatto di buono al di lร delle belle chiacchiere; consapevoli che la democrazia e le istituzioni camminano sulle gambe delle persone, e che troppo spesso, purtroppo, a narrazioni diverse corrispondono comportamenti simili, per cui รจ necessario esercitare tutto il discernimento di cui si dispone (cfr. per es. https://altreconomia.it/la-prospettiva-del-suolo-per-scegliere-i-candidati-alle-elezioni-europee/): i detti evangeliciย โDicono e non fannoโ (Mt 23,3) e โDai loro frutti li riconoscereteโ (Mt 7,16) sono di unโattualitร straripante.
Non bisogna desistere dal coltivare la speranza, mai cedere alla rassegnazione, consapevoli, come afferma Edgar Morin, che lโinatteso spesso accade. Come mostra il recente pronunciamento della Corte europea dei diritti dellโuomo contro la Svizzera per lโinerzia del Paese di fronte al cambiamento climatico. La sentenza รจ un precedente cruciale; cosรฌ come rilevante รจ il fatto che la Corte di Strasburgo abbia rigettato la denuncia fatta da sei giovani portoghesi a 32 Stati per non aver rispettato gli impegni assunti nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima del 2015, volti a limitare l’aumento delle temperature del pianeta; e questo non perchรฉ lโaccusa non sia fondata, ma perchรฉ non erano state utilizzate tutte le vie giudiziarie e amministrative disponibili per presentare le denunce, prima di adire alla Corte Europea. Lโimportanza di tutto ciรฒ รจ enorme, in quanto significa che chi subisce danni a causa dei cambiamenti climatici puรฒ portare i propri governanti in tribunale. ร triste, perchรฉ questo certifica il fallimento della politica, a livello locale, statale e globale. Ma a questo punto รจ indispensabile utilizzare tutti gli strumenti disponibili โdal bassoโ per cambiare lo status quo in cui siamo impantanati. E non solo in campo ambientale.
Mario Carmelo Cirillo


