16 Aprile, 2024
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L’assordante silenzio della politica nazionale

Prende il sopravvento su ogni cosa la questione della linea ferroviaria che a breve evaporerà come una bolla di sapone, lasciando un incalcolabile numero di utenti a piedi. Pendolari, studenti, gente che comunque si sposta su quella benedetta linea per raggiungere impegni di lavoro, di studio, affetti. Politica locale e utenti si rimboccano le maniche, preparano interrogazioni, lettere di protesta, si radunano, cercano spiegazioni che – se arriveranno – saranno comunque uno specchietto per le allodole. Come un muro di gomma, la protesta s’infrange su un qualcosa di invalicabile, imperforabile, sordo alle semplici richieste semplici di non avere cittadini di serie A o di serie B, a seconda dei casi. La politica nazionale lamenta il calo delle affluenze alle urne, ma basterebbe questa “situazione” per spiegare il malcontento nei confronti della politica. Ad alti livelli la classe politica pare non sappia vivere le problematiche di un’utenza in sofferenza. Basti pensare anche al comparto della sanità regionale, che anche in questo caso latitano sempre le risposte. Quelle “giuste”, quelle necessarie per capire “come funziona” il tira e molla delle discussioni fra maggioranza e opposizione. Ecco, il guaio è proprio questo, nelle alte sfere della politica nostrana si lavora a schermaglie del tipo “lui è peggio di me”, dimenticando in toto le esigenze dei cittadini. Che vorrebbero essere trattati da “persone” e non come numeri in vista delle tornate elettorali. Forse è vera quella frase del “si stava meglio quando si stava peggio”. Perché oggi non si trovano soluzioni. E soprattutto, qui neanche si danno risposte.

Massimiliano Morelli

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