2 Marzo, 2024
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Essere donna e avere paura (a tredici anni)…

Ho 13 anni, non ho paura del buio, ho paura degli uomini.
Ho 13 anni e, nonostante abbia rifiutato almeno un uomo nella mia vita, sono ancora viva, ma mi ritengo fortunata.
Ho 13 anni e, quando chiudo gli occhi, vedo il volto di Giulia Checchetin e del suo omicida, che ormai tutti conosciamo bene.
Ho 13 anni e ho paura anche dell’amore, ma non dell’Amore che per definizione della Treccani “É il sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurarle il suo bene”. Ho paura di quell’amore che per certi uomini “É un’attaccamento di viva possessione verso una donna, che si manifesta nell’esito di provocarle del male”.
Ho 13 anni e ho paura di far battere il cuore ad un ragazzo perché, se poi s’innamora, io sarò tenuta a stargli vicino per sempre, se non voglio vivere nell’angoscia di essere seguita, picchiata a sangue, coricata su un veicolo e poi gettata in un canale.
Ho 13 anni e credo nell’educazione sentimentale. Credo che gli uomini dovrebbero imparare a “dialogare” con quello che provano, ad avere il coraggio di dimostrare di essere fragili, a porsi le domande giuste per indagare in se stessi e i demoni che li dominano quando soffrono.
Noi donne veniamo spesso accusate di essere troppo complicate, perché abbiamo la maniacale tendenza ad analizzare tutto, con il risultato di riuscire a trarne una complessa rappresentazione. Ma, noi donne, sappiamo lasciar andare, proprio perché, imparando a comprendere noi stesse, siamo in grado di perlustrare il mondo crudele che ci ospita, di accettarlo, di sopportare e di affrontare il dolore di un amore che finisce ma, specialmente, di perdonare, anche colui che ne é responsabile.
Ho 13 anni e, come tutte noi, alla notizia della scomparsa di Giulia, ho sperato di sbagliarmi. Ma quanto vale la speranza dinanzi ai dati della statistica e di una realtà che non ha posto per la giustizia?
Ho 13 anni e Giulia, sono io.
Giulia sei tu.
Giulia siamo tutte noi.
Finché tutto resta com’è e continueremo a contare i nomi delle vittime di femminicidio, senza educare gli uomini ad accettare i “no” e ad avere rispetto verso chi ha dato loro il privilegio di sentirsi innamorati, poco potrà cambiare. Anzi, io mi sbaglio a parlare ancora d’amore, in quanto amore non significa “farti fuori perché se non posso averti io, allora non può averti nessun altro”.
Ho 13 anni e so che non tutti gli uomini sono così, ma ho paura di capire chi sono e, soprattutto, capire chi non farebbe mai quello che ha fatto Filippo Turetta.
Ho 13 anni e ho paura di scoprirlo troppo tardi.
Irene De Santis, Classe III H Secondaria

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