Scomposizione della condotta giovanile dellโultimo mezzo secolo
โSe stava mejo quanno se stava peggioโ, diceva mia nonna. Darle torto o ragione tout court, perรฒ, potrebbe far incorrere in sciatta superficialitร e inesattezza quando ci si riferisce alle giovani leve dellโumanitร .
I nostri ragazzi stanno vivendo la primavera dellโesistenza meglio o peggio dei loro coetanei di cinquantโanni fa? Nel progresso cโรจ stato un miglioramento per le loro condizioni psichiche, il loro inserimento sociale, le prospettive future? Sono cambiate, e come, le loro capacitร relazionali? Sono piรน forti o piรน fragili? Piรน o meno responsabili? Piรน o meno concreti, determinati, disposti a osare e inclini al sacrificio?
Nessuna veritร assoluta
Gli intelligenti si pongono domande, in troppi tendenti a proclamare veritร assolute, teorie, rintracciare responsabilitร , partorire soluzioni.
La mia esperienza mi esorta alla cautela; ho imparato che comprendere รจ piรน complesso che giudicare e che gran parte della conoscenza modula dallโesperienza prima ancora che dallo studio.
In un raffronto generazionale, bisogna partire dai dati, la raccolta dei quali รจ fortemente sbilanciata dai mezzi di comunicazione; lโavvento di internet ha promosso una moltiplicazione esponenziale dellโinformazione, per cui oggi รจ possibile venire a conoscenza di molti piรน fatti rispetto al passato. Va da sรฉ che sarebbe avventato asserire che il modo di comportarsi dei nostri giovani sia peggiorato rispetto a quello dei loro coevi degli anni 50/60 del secolo scorso.
Lโinformazioneโฆ
Oggi siamo in grado di sapere di piรน e questo, certo, ci fa rabbrividire di fronte a certa cronaca con protagonisti i ragazzi. Ma quanto spazio viene riservato nellโinformazione a quegli adolescenti che, nonostante la complessitร di un mondo che ineditamente delinea un orientamento peggiore di quello del passato, hanno il coraggio di sognare ancora, perseguire obiettivi con lโalito concreto della progettualitร e la tenacia delle ambizioni?
E nei casi in cui, invece, si perdono sulle vie dellโirrazionale, quanta responsabilitร ha la precedente generazione con i suoi cattivi esempi?
Diversitร
I giovani di oggi sono diversi, รจ vero, diverso รจ il loro modo di relazionarsi, di comportarsi, di scegliere, amare, desiderare, di darsi prioritร ma questo non puรฒ essere assunto come un giudizio di valore. La loro ottica diversa, infatti, potrebbe essere lโunico salvacondotto in un marasma di modelli e ideologie discutibili. Noi adulti dovremmo tenere a mente di essere i diretti responsabili degli agiti dei nostri figli, imponendoci di diventare esempi e non esegeti. Invece no, cerchiamo responsabili in uno scaricabarile imbarazzante.
Il bene e il male
Colpa della scuola, dellโiperconnessione, della politica, dimentichi perรฒ che la famiglia รจ la fucina dove si forgiano esseri umani. Qui si impara a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo, lโonestร dalla scorrettezza; qui si plasmano le inclinazioni, le idee, si coltivano le attitudini.
Se un imbruttimento cโรจ stato, quindi, sarei propenso a essere indulgente con i nostri ragazzi vittime del delirio di onnipotenza con cui li imbroglia la rete e dellโimmaturitร a cui li condanniamo noi genitori. Concludo condividendo il pensiero di un noto psicanalista: โL’adolescenza รจ una malattia normale; il problema non รจ quello dell’adolescente, il problema รจ se viviamo in una societร abbastanza sana da poter tollerare la malattia dell’adolescenteโ.
Gianluca Di Pietrantonio
Criminologo Forense


